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Feeding Fair: vince “Mylbread”, progetto di distribuzione del pane in Germania

La malnutrizione è stato il tema centrale di Feeding Fair Hacking Malnutrition innovativo food hackathon che si è svolto a Expo Milano 2015 nell’ambito del Food Innovation Program, master di secondo livello promosso da Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), Future Food Institute di Bologna (FFI) e Institute for The Future di Palo Alto (IFTF). L’evento è stato patrocinato da Expo Milano 2015, Regione Emilia Romagna, Emilia-Romagna a Expo Milano 2015.

Vincitore dell’hackathon, il gruppo che ha lavorato sul focus di come cambiare le abitudini alimentari, presentando a fine giornata il progetto “Mylbread” destinato al mercato tedesco. La sfida di questo gruppo parte da una situazione di frammentazione dei panificatori in Germania che rende difficile la sopravvivenza sul mercato e spinge i consumatori a rivolgersi sempre di più alla grande distribuzione per l’acquisto del pane, spesso un prodotto industriale povero a livello nutrizionale. L’idea è stata quella di una applicazione che riunisca i piccoli e medi panificatori, per dare loro la possibilità di mettere online i loro prodotti, differenziando le molte varietà di pane che tradizionalmente vengono prodotte in Germania. A ogni consumatore che scarica la app viene consegnata una “cassetta delle poste del pane” in cui gli verrà portato ogni mattina il pane fresco ordinato comodamente dal divano di casa la sera prima.

La squadra vincitrice andrà a Parigi per partecipare a una giornata sull’innovazione organizzata da gruppo Up il 15 Ottobre 2015 e il portavoce del gruppo sarà invitato a condividere il progetto sul palco del “The Mont­Blanc Meetings” (Les Rencontres du Mont­Blanc) dal 26 al 28 novembre a Chamonix ­Mont- Blanc in Francia. Tutti i partecipanti all’hackathon riceveranno un attestato riguardante le competenze acquisite a Feeding Fair creato con Bestr, la piattaforma digitale basata sugli open badges per valorizzare le competenze di ciascuno e metterle in relazione con la realtà produttiva e l’offerta formativa attuale.

Sette complessivamente le declinazioni del macro tema malnutrizione proposte, affidate ognuna a un gruppo di studenti e startupper presenti, menti brillanti provenienti da tutto il mondo, grazie al prezioso sostegno del main partner gruppo Up, Azione Contro la Fame, Alce Nero, Coop e Cibus. Ogni gruppo, durante tutta la giornata, è stato seguito, consigliato e monitorato nella progettazione da facilitatori, attivisti, imprenditori, cooperatori ed esperti di food e nutrizione a livello internazionale. Di seguito le altre proposte emerse durante questo evento “disruptive” che guarda al tema della malnutrizione da più prospettive attraverso un approccio trasversale: Tasting (no) label riguardante il labelling, un sistema più efficace e personalizzato di etichettatura che permette all’utente, tramite uno speciale occhiale impostato secondo le proprie abitudini alimentari ed esigenze di salute, di selezionare i prodotti a scaffale, secondo una apposita scala cromatica; sulla celiachia, a partire dalla sfida proposta da Alce Nero, è stato ipotizzata la costruzione di una speciale griglia che accompagni e sostenga la crescita delle spighe di grano Senatore Cappelli, la cui produzione è problematica a causa della grande altezza che rende questa speciale varietà di grano molto sensibile alle condizioni meteo, rendendone spesso inutizzabile la gran parte.

Dal caso delle risorse nutrizionali alternative è nato invece il progetto “Thai Peanuts” che parte dagli insetti come una delle possibili soluzioni per ridurre il problema della fame nel mondo. Ma come fare per renderli appetibili al mondo occidentale non avvezzo a mangiarli? Attraverso un approccio giocoso, uno speciale cono di appetizers che accompagni l’ora dell’aperitivo in cui alle noccioline siano accompagnate anche varietà di insetti gustose e croccanti, per rompere il ghiaccio.

Contro l’obesità è stata progettata la piattaforma S.E.L.F., che ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria, dedicata a creare una community in cui gli utenti possano scambiarsi consigli, condividere opinioni, problematiche, dubbi e siano messi a disposizione dei tutorial o dei sistemi di aiuto e sostegno per le persone obese che rappresentano il 40% della popolazione mondiale e rappresentano l’altra faccia della medaglia del problema malnutrizione. Sul tema della cooperazione per la nutrizione invece Imba Coonutrition l’idea di un fornitore di scambi e servizi in cui ognuno possa mettere a disposizione quel che ha per procurarsi invece ciò che manca, ad esempio consorziandosi per l’acquisto di determinati macchinari agricoli, ma anche scambiandosi informazioni utili difficilmente accessibili al piccolo produttore. Infine contro gli sprechi il progetto FoodLab, che si pone da una prospettiva no profit, a cui i produttori possono rivolgersi per presentare le proprie problematiche relative allo spreco di prodotto e ricevere una consulenza specifica su come eliminarlo, innescando un circolo virtuoso che trasformi lo spreco in risorsa.

Tutti i casi partivano dalla raccolta dati ottenuti dal progetto WikiExpo, nato dell’ambito di Food Innovation Program, che ha mappato in questi mesi tutti gli eventi dell’Esposizione Universale di Milano. Una piattaforma crowd-sourced che ha creato un “sapere” nuovo, raccogliendo e condividendo ricerche, progetti innovativi e contenuti interessanti, censiti a partire da giugno e catalogati per tematiche a disposizione del pubblico.

Sono state presentate anche alcune startup che già in parte operano per la risoluzione dei vari casi tra cui The Algae Factory, italo-olandese, fondata da Stefania Abbona e Pierluigi Santoro, che ha progettato una speciale barretta di cioccolato fondente a base di spirulina, una micro alga ad alto contenuto proteico, vitamine, minerali, aminoacidi, omega 3 e 6, ad alto contenuto di fibre, in cui parte del ricavato, grazie alla partnership con Bite4bite va a sostenere le comunità in Togo e Magadagascar in cui si coltiva questo speciale tipo di alghe. DocFaber è invece una app creata dal bolognese Fabrizio Malipiero capace di progettare una dieta personalizzata focalizzata sulle esigenze di ogni persona, disponibile su livelli progressivi fino alla consulenza diretta con il dietologo e nutrizionista. Entonote invece, di Giulia Maffei e Giulia Tacchini, nasce a Milano circa un anno fa per la volontà delle fondatrici di approfondire e diffondere l’entomofagia, quindi il nutrirsi di insetti. Offrono consulenze specializzate sulle varietà disponibili, sul come cucinarli e organizzano workshop di approfondimento in cui familiarizzare con questa nuova e preziosa risorsa alimentare. Al momento in Italia, ma anche in Europa e in molti altri paesi occidentali, non esiste una legislazione apposita sul consumo di insetti e quindi la loro somministrazione non è permessa, ma se ne parla come una delle risorse alimentari del futuro e le fondatrici assicurano che grilli, locuste, camola del miele e della farina sono ottimi saltati in padella o ridotti a una cremina. Ancora Featapp, applicazione ideata da Chiara Cecchini, che integrandosi con le tecnologie conta-passi presenti in smartphone e wearables, deposita 1 gettone nel salvadanaio personale dell’utente ogni 500 passi effettuati. I gettoni hanno una durata di 7 giorni e permettono di accedere a cibo sano e genuino offerto ad un prezzo scontato da rivenditori attentamente selezionati.

Presente anche la ormai consolidata realtà di Last Minute Market, spin-off dell’Università di Bologna presente dalla fine degli anni ’90 che punta all’eliminazione degli sprechi e al recupero delle eccedenze in vari settori, dall’alimentazione, alla farmaceutica, all’abbigliamento.

 

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