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Il buono pasto fa bene: benefici per famiglie e conti pubblici

Pochi giorni fa si è svolto il convegno dal titolo: “I buoni pasto in Italia: effetti economici, impatti sociali, e proposte per una riforma di sistema“. L’evento, organizzato da Università Bocconi con la collaborazione di Day Ristoservice Spa, ha illustrato la situazione attuale del Servizio sostitutivo di mensa in Italia e la stmapa italiana ha posto molta attenzione sull’argomento, dandone rilevanza.

Adnkronos, sottolinea il ruolo del Buono pasto all’interno delle famiglie dei lavoratori, una funzione di “welfare aziendale” che rappresenta un effettivo sostegno a chi ha questa tipologia di benefit. In questi anni di crisi, di aumento delle tasse e anche dei prezzi il buono pasto quotidiano è una boccata di ossigeno per tutti quei lavoratori costretti a passare la pausa pranzo fuori casa.

Le testate Corriere del Giorno e Catania Oggi, illustrano lo studio “Bocconi” ponendo l’accento sul volume economico movimentato dal servizio buoni pasto. Per il 2012 si stima infatti che si utilizzeranno buoni per 3, 4 miliardi di euro. Una cifra rilevante spesa all’interno del circuito della ristorazione e che  può dare respiro ad un settore purtroppo in sofferenza a causa della difficile congiuntura economica. Gli utilizzatori dei buoni pasto sono oltre 2 milioni e trecentomila dipendenti italiani.

Dettagli tecnici e analisi più specifiche vengono compiute negli articoli di testate come Finanza.com e Borsaitaliana.it  . Quest’ultima intervista il prof. Stefano Riela, lecturer di Politica Economica presso l’Università Bocconi. Il docente descrive l’attuale punto debole del buono pasto, ovvero il valore di esenzione dagli oneri fiscali e previdenziali, fermo a €5.29 da quindici anni. A fronte di un’inflazione che in questi anni ha fatto aumentare i prezzi del 50%, il valore di esenzione odierno appare davvero inadeguato.

Aumento del valore esentasse come spinta ai consumi è una delle prospettive concrete lanciate nel corso del Convegno dello scorso 12 giugno, accompagnato allo sviluppo del Buono Pasto Elettronico, ovvero la pratica e tracciabile card magnetica in sostituzione dei buoni pasto cartacei. Prospettive illustrate in dettaglio nell’articolo di Adoc e della testata 9colonne, dove è possibile anche trovare una sintesi efficace dello Studio svolto dall’Università Bocconi.

 

3 Comments

  1. Mary Reply

    Perchè lo Stato italiano non capisce che alzando il valore di esenzione ci può dare un po’ di respiro? Non può pensare solo a prendere (la mazzata dell’Imu è stata dura per tante famiglie), almeno il buono pasto più alto può aiutare tante famiglie attualmente in difficoltà.

  2. FranZ Reply

    Da anni la mia azienda ha scelto i vostri buoni pasto e ci siamo sempre trovati molto bene. Tanti bar, pizzerie, mense dove spenderli e vantaggi economici per l’azienda.
    Ora sta allo Stato alzare il valore di esenzione, per dare respiro all’impresa e anche a noi.

  3. fipe Reply

    «Ridurre di due euro l’importo del buono pasto per i dipendenti pubblici, come previsto nella spending review, nel momento in cui l’indice di fiducia dei consumatori è al minimo storico, come testimoniato dagli ultimi dati Istat, significa contrarre ulteriormente i consumi e penalizzare le famiglie. Oltretutto si tratta proprio di risorse destinate esclusivamente all’alimentazione».

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