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La bontà della pennichella post pausa pranzo

 Dopo la pausa pranzo c’è il calo di attenzione, anzi, diciamola tutta, viene la classica “botta di sonno”! E non c’è caffè che tenga.

Del resto la sonnolenza è il campanello di allarme che indica la necessità naturale del corpo umano al riposo. Senza prenderla come scusa per non lavorare, ovvio! 

Una ricerca americana ha confermato il bisogno fisico di integrare il sonno notturno con 15-40 minuti di sonno pomeridiano per dare all’organismo la possibilità di recuperare energia. E alcune grandi aziende degli States, nell’ambito di una strategia di miglioramento dell’efficienza del personale, hanno predisposto delle vere e proprie stanze destinate al riposo, da utilizzare durante la pausa. Il sonno porta molti vantaggi: dall’eliminare le tossine, al recupero delle forze, ai benefici per la memoria che rielabora e mantiene le informazioni raccolte, alla maggiore attenzione e concentrazione.

Eppure anche la pennichella ha le sue belle regole perché si possano ottenere i massimi risultati:

1.deve durare tra i 20 ed i 60 minuti, perché oltre l’ora si rischia di risvegliarsi peggio di prima;
2.il pasto deve essere leggero e senza alcool, perché ritardano il sonno, rendono più difficile la digestione e aumentano lo stordimento post-risveglio;
3.preparate un ambiente accogliente, ovvero buio, zero rumori, temperatura intorno ai 20°;
4.prima di stendervi aspettate un quarto d’ora affinché la digestione si avvii e rilassatevi in tranquillità;
5.una volta svegli, un buon caffè è quello che serve per rialzarsi e tornare a lavorare col giusto entusiasmo.

pennichella

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