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LIVEBLOGGING: “Aumentare il buono pasto per aumentare i consumi”. Convegno a Montecitorio

E’ appena iniziato il convegno intitolato “Aumentare i buoni pasto per aumentare i consumi”. Questi i temi principali che saranno trattati dagli ospiti che interverranno nel corso della mattinata:

SalaAldoMoro-allargamento strumento buoni pasto
-buono pasto come strumento per combattere la crisi e rilanciare i consumi
-chiedere innalzamento del tetto di esenzione fiscale di €5,29 fermo da molti anni.

Seguiamo l’evento in liveblogging su questa piattaforma. Foto sugli account social Twitter e Facebook di Day Ristoservice, presente all’incontro.

ore 9,50 Sala Aldo Moro piena. Apertura lavori e relazioni di apertura. Modera Sandro Marini

Aldo Cursano – Vice Presidente Vicario Fipe: “Rafforzare i benefici fiscali sul buono pasto aiuta le imprese e le famiglie in crisi. È cambiato il modo di pranzare per i lavoratori . Il buonopasto è democratico, aiuta tutti coloro che ne usufruiscono. Con l’inflazione il buonopasto oggi dovrebbe valere €8.00, non €5.29. Bisogna restituire potere d’acquisto ai lavoratori.”

Tina Napoli e Aldo Cursano

Tina Napoli e Aldo Cursano

Tina Napoli – Responsabile politiche Consumatori di Cittadinanzattiva: “Gli obiettivi del convegno sono ambiziosi e riguardano il sistema nel suo complesso. È importante che siano presenti tutti gli attori compresi i sindacati. Da un nostro studio emerge che il 39% delle famiglie non può far fronte alle spese impreviste e più del 60% non riesce a risparmiare. Questi dati danno la misura della crisi nel nostro paese. C’è un ritorno alla cura della relazione e della comunità che si esplica anche nella pausa pranzo. Un pasto sano aiuta anche a mantenere alta la produttività, per questo aumentare il valore esentasse dei buono pasto produce maggior potere d’acquisto per i lavoratori e permette alle aziende di investire nel -capitale umano-. Importante anche allargare la platea degli senti diritto al servizio sostitutivo di mensa. In questo modo cresce anche la cultura virtuosa del buono pasto”

Prof. Cardinale Maffè

Prof. Cardinale Maffè

La realtà del settore dei buoni pasto e l’effetto macroeconomico di un suo potenziamento, Prof. Carnevale Maffè – Sda Bocconi: “il buonopasto è meglio degli 80 euro di Renzi, perché favorisce il mercato interno. Per ogni euro di defiscalizzazione in più l’erario ha una maggiorazione di gettito fiscale di €300 milioni, un decimo di punto del Pil”.
Il professore parla del settore della ristorazione in Italia, molto vivo, che ha una gran presenza femminile e rispetto alla crisi mostra un trend positivo. Scende infatti il numero di persone che pranza in casa e si serve dei pubblci esercizi. Ciò è molto positivo per il settore, tutto il valore dello scontrino della pausa pranzo, infatti va in lavoro e in beni di provenienza nazionale. Il consumo in pausa è infatti soprattutto di alimenti italiani. No liquori o vino, per esempio. “Il buono pasto è uno strumento che aumenta la produttività del sistema”.

Il punto di vista e le iniziative del parlamento, on. Marco Causi – capogruppo Pd in commissione Finanze della Camera dei Deputati: ” Dicono che restituire poter d’acquisto come abbiamo fatto con gli €80 sia inutile. Non sono d’accordo. Gli effetti si vedranno nei prossimi trimestri. Riguardo al buonopasto, un aumento a €7 implica un costo per lo Stato è di 36 milioni all’anno e mi impegnerò col Pd a spingere affinché il Governo inserisca l’aumento del valore esentasse del buono pasto nella prossima Legge di stabilità”

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Intervento on. Pierpaolo Baretta – Sottosegretario al Ministero Economia e Finanza. “Il Governo deve fare un ragionamento sulle priorità e su ciò che

On. Pierpaolo Baretta

On. Pierpaolo Baretta

invece non è impellente. Il costo dell’aumento del buonopasto è di circa 36 milioni, si possono trovare, ma lo Stato deve fare analisi complessive. Il Governo quindi è disponibile all’aumento ma previo ragionamento complessivo sul sistema anche per superare alcuni elementi di debolezza ora presenti”.

Il punto di vista del Ministero del Lavoro, dr. Bruno Busacca – capo della segreteria del Ministro del Lavoro e del Welfare. “L’utilità del buono pasto è indiscutibile ed è giusto chiedere adeguamento del valore oramai fermo al lontano 1998. Tutto ciò non va in contrasto con l’intervento degli €80 del Governo, che seguono un’altra logica. Al momento è forte la richiesta di un uso proprio dei buoni pasto, quindi il passaggio all’elettronico è determinante per garantire sicurezza e tracciabilità”.

Nencini

On. Riccardo Nencini

Il contributo del recepimento delle nuove direttive comunitarie su appalti e concessioni al miglioramento della concorrenza e dei servizi ai consumatori e utilizzatori finali, sen. Riccardo Nencini – Vice Ministro Delegato, Trasporti e Infrastrutture: “bisogna rivedere il servizio buono pasto in modo da garantire efficienza e qualità. Il Governo rivedrà anche la gestione degli appalti ridimensionando la normativa e snellendola. Ciò aiuterà tutto il sistema.”

Il punto di vista di una organizzazione confederale, Dr. Francesco Rivolta – Direttore Generale Confcommercio: “la crisi del reddito ha fatto scendere la spesa procapite del 10,3%. Quindi far ripartire l’economia vuol dire far ripartire i consumi. È un’urgenza. Positivo l’intervento degli €80, ma non hanno mosso il consumo interno, a causa dell’indebitamento delle famiglie. L’aumento dell’esenzione del buono pasto aiuta la ripresa dei consumi, ma vanno riviste le regole degli appalti per rendere il servizio migliore e più sano. E’ urgente, per far ripartire l’Italia, abbassare il carico fiscale per cittadini e imprese o nulla potrà far uscire il paese dalla crisi.”

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 Il punto di vista delle organizzazioni sindacali:

Danilo Barbi – Segretario confederale Cgil

Maurizio Petriccioli – segretario confederale Cisl

Domenico Proietti – segretario confederale Uil

I sindacati sottolineano l’importanza di aumentare il buono pasto per favorire una politica espansiva. È un piccolo investimento che dà tanti vantaggi, anche se non perfettamente quantificabili. Il buonopasto è una moneta complementare che ha una funzione anticiclica, quindi aumenta i consumi nell’immediato e allontana la crisi. Se si discute di riconoscere 80€ anche ai lavoratori autonomi, perché non farlo anche per il buonopasto?

sindacati

Conclusioni di Franco Tumino – Presidente Anseb: “Dal convegno non ci aspettavano una risposta immediata sull’esenzione del buono pasto, ma eraTumino importante un ragionamento condiviso sull’argomento e sull’allargamento degli aventi diritto. Da ricordare che il valore di 5.00 euro è fermo dal 1998 e la normativa non prevede un adeguamento automatico come invece avviene per i contratti di settore. Questo ha impedito il blocco del valore esentasse che di fatto ha eroso progressivamente il potere d’acquisto.
L’esenzione del buono pasto è coerente alla logica del Governo sul cuneo fiscale”.

Con Franco Tumino termina l’importante convegno dedicato al servizio buono pasto dalla Sala Aldo Moro di Montecitorio.

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