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Paese che vai, fringe benefit che trovi: giro del mondo fra i più strani
Nel mondo del lavoro contemporaneo, i fringe benefit – o benefici accessori – sono molto più di un’aggiunta alla retribuzione. Sono strumenti attraverso cui le aziende attraggono e trattengono talenti, migliorano il clima aziendale e promuovono il benessere dei propri dipendenti. Ma cosa sono esattamente? Forme di compenso non monetario concesse dal datore di lavoro: ad esempio i buoni pasto e i buoni acquisto, l’auto aziendale, le assicurazioni sanitarie, la possibilità di lavorare in smart working e tante altre soluzioni…
In Italia godono di vantaggi fiscali: entro una soglia stabilita dalla legge, non concorrono al reddito da lavoro dipendente e non sono tassati. Nel 2025 il limite è di 1.000 euro per tutti i lavoratori, che sale a 2.000 euro per chi ha figli a carico. Negli ultimi anni la normativa si è ampliata, includendo anche voci come le utenze domestiche (luce, gas e acqua) tra le voci esenti. Questo ha reso i fringe benefit uno strumento sempre più flessibile e centrale nelle politiche di welfare aziendale.
- Cultura, bisogni e creatività: i benefit come specchio dei paesi
- Il caso italiano: un Time Sitter per migliorare l’equilibrio vita-lavoro
- I benefit come leva strategica per il futuro del lavoro
Cultura, bisogni e creatività: i benefit come specchio dei paesi
Ogni paese sviluppa i propri fringe benefit in modo diverso, adattandoli al contesto sociale, culturale ed economico in cui le persone vivono e lavorano. In Giappone è normale concedere brevi pause per il riposo durante l’orario lavorativo: il cosiddetto inemuri, il nostro “pisolino”, è una pratica per migliorare concentrazione ed energia. In Finlandia non può mancare la sauna aziendale, simbolo di benessere e relax; in Olanda si promuove la mobilità sostenibile con formule di leasing per l’acquisto di biciclette. In Danimarca sono molto diffusi i servizi di copertura babysitter per genitori lavoratori, mentre in Germania esistono rimborsi chilometrici riservati a chi si sposta in bici. In Francia, il dibattito pubblico ha portato all’introduzione del diritto alla disconnessione, la possibilità per i lavoratori di ignorare e-mail e chiamate aziendali fuori dall’orario d’ufficio.
In altri contesti, l’attenzione si concentra sul tempo libero e la flessibilità. In Thailandia alcune aziende concedono permessi retribuiti per appuntamenti romantici (detti “love leave”), nella convinzione che una vita sentimentale felice favorisca la produttività. Negli Stati Uniti, è sempre più comune il “pawternity leave“, cioè dei giorni di ferie pagati per prendersi cura di un nuovo animale domestico. In altri casi, gli spazi aziendali vengono attrezzati con aree per il relax, lo yoga o i massaggi. Il supporto alla genitorialità può assumere forme molto pratiche: in alcuni paesi viene garantita la spedizione gratuita del latte materno alle madri in trasferta, o lunghi congedi parentali retribuiti per entrambi i genitori, che possono durare diversi mesi. C’è chi guarda anche ai più giovani, offrendo agli stagisti alloggio o trasporto gratuito.
Oggi, molti benefit sono legati ai temi dell’ambiente e dell’impatto sociale: dalla partecipazione ad attività di volontariato alla piantumazione di alberi, fino a progetti aziendali dedicati alla sostenibilità e al benessere collettivo. Il risultato è un panorama globale ricco e creativo, dove ogni benefit racconta qualcosa del luogo in cui nasce e delle esigenze delle persone a cui si rivolge.
Il caso italiano: un Time Sitter per migliorare l’equilibrio vita-lavoro
Anche in Italia si stanno diffondendo fringe benefit originali, pensati per alleggerire il carico quotidiano dei lavoratori e migliorare il loro work-life balance. Un esempio è il cosiddetto “maggiordomo aziendale”, un servizio di Time Saving che aiuta le persone nella gestione delle piccole incombenze quotidiane: dalla prenotazione di visite mediche alla consegna di pacchi, dal disbrigo di pratiche burocratiche al ritiro di farmaci. Ma non solo: il Time Sitter può occuparsi di lavare l’auto, passare in lavanderia per lasciare le camicie, ritirare il piumino dal lavasecco, portare direttamente in ufficio una cassetta di frutta e verdura fresca coltivata a km zero!
Day, da sempre attenta alla qualità della vita in azienda, ha deciso di offrire questo servizio ai propri collaboratori e di includerlo nelle soluzioni di welfare proposte ai clienti, grazie alla collaborazione con Genius4U, partner specializzato in servizi personalizzati per i dipendenti. Il Time Sitter aziendale rappresenta un concreto supporto per migliorare il benessere personale, ridurre lo stress e liberare tempo prezioso da dedicare a sé stessi e alla famiglia.
I benefit come leva strategica per il futuro del lavoro
Dalle soluzioni più semplici a quelle più sorprendenti, i fringe benefit stanno diventando una leva strategica per le aziende che vogliono distinguersi, attrarre talenti e costruire ambienti di lavoro più umani. La loro efficacia non si misura solo in termini economici, ma nella capacità di rispondere a bisogni concreti e creare relazioni basate su fiducia, ascolto e attenzione.
Guardare al futuro del lavoro significa ripensare il concetto di benessere e adattarlo a un mondo che cambia. I fringe benefit, se progettati con cura e calati con coerenza nel contesto, possono diventare uno spazio fertile in cui far crescere nuove forme di equilibrio, motivazione e qualità della vita.