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una utente che naviga dayshop sullo smartphone
Agosto 31, 2026
Buoni Acquisto

Buoni pasto e buoni acquisto online: per PMI e professionisti ora c’è DayShop

Sei un libero professionista con partita IVA ordinaria o gestisci una piccola impresa? Quando si tratta di acquistare servizi per la tua attività, vorresti poterlo fare in modo semplice e veloce, senza complicazioni o lunghe procedure? È da questa esigenza che nasce DayShop, il nuovo e-commerce di Day dedicato a PMI e liberi professionisti, che permette di acquistare online Buoni Pasto Day e Buoni Acquisto Cadhoc, sia in formato digitale che cartaceo con un importante vantaggio fiscale, poiché sono deducibili e contribuiscono a ottimizzare la gestione economica della tua attività Una nuova modalità di acquisto pensata per chi ha esigenze standard e vuole gestire tutto in autonomia: scegliere, acquistare e ricevere i propri voucher, senza avviare una trattativa commerciale. Un'esperienza semplice e immediata, proprio come quella a cui siamo abituati quando acquistiamo online altri prodotti e servizi. Guarda questo video per una sintesi del servizio. Indice dei contenuti: DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività Tutto in pochi click Meno burocrazia, più controllo Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività In una grande azienda, la gestione dei servizi dedicati alle persone risponde a esigenze specifiche, richiede configurazioni personalizzate e un rapporto diretto con un referente commerciale che segua passo passo la costruzione di un piano di welfare appropriato e conveniente per l’azienda e per i dipendenti. Per una piccola impresa o per un professionista, invece, le esigenze possono essere molto più immediate: acquistare una soluzione già definita, conoscere subito le condizioni, completare l’ordine, scaricarne i costi nel rispetto della normativa e andare avanti con il proprio lavoro. Per questo nasce DayShop. La piattaforma mette a disposizione di PMI e professionisti con partita IVA ordinaria una modalità di acquisto semplice, digitale e completamente autonoma, con condizioni economiche predefinite, trasparenti e uguali per tutti i clienti. Un nuovo canale pensato per chi, quando ha un’esigenza già chiara, preferisce poter fare tutto da sé. Tutto in pochi click Uno degli elementi distintivi di DayShop è proprio la semplicità del processo. Per acquistare i voucher è sufficiente entrare sul sito e completare pochi passaggi: inserire la partita IVA; scegliere il prodotto desiderato, tra Buono Pasto e Buono Acquisto Cadhoc; selezionare il formato, digitale o cartaceo; indicare il valore dei buoni, scegliendo tra importi predefiniti o liberi; completare il pagamento. Non è necessario attendere una proposta personalizzata, l’acquisto può essere effettuato fino alla fine online, quando si vuole e in completa autonomia. Quanto al pagamento, su DayShop è possibile utilizzare carta di credito, bonifico istantaneo, Apple Pay o Google Pay. Il risultato è un’esperienza di acquisto semplice e immediata: pochi click, condizioni chiare e la libertà di gestire l’ordine da soli, dall’inizio alla fine. Meno burocrazia, più controllo La semplificazione non riguarda soltanto il momento dell'acquisto. Anche la gestione amministrativa è pensata per essere il più possibile semplice e digitale. Per ogni ordine effettuato su DayShop è possibile consultare e scaricare la relativa fattura elettronica dalla propria area riservata. Inoltre gli acquisti restano tracciati, rendendo più semplice recuperare i documenti necessari, condividerli con il proprio commercialista e tenere sotto controllo le spese sostenute durante l'anno. Dall'ordine alla documentazione amministrativa, tutto resta in un unico ambiente digitale. Per chi lavora in proprio o gestisce una piccola attività, significa ridurre il tempo dedicato a pratiche e passaggi amministrativi, risparmiare e concentrarsi sul proprio lavoro. Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale DayShop riunisce in un unico ambiente due delle soluzioni Day dedicate al benessere e al potere d'acquisto. Da una parte ci sono i Buoni Pasto Day, disponibili sia in formato digitale che cartaceo e utilizzabili presso una rete di oltre 150.000 esercizi convenzionati in Italia, tra bar, ristoranti, gastronomie, supermercati e negozi di prossimità. Deducibili e IVA detraibile 10% per liberi professionisti, 4% per aziende. Dall'altra ci sono i Buoni Acquisto Cadhoc, voucher shopping utilizzabili presso oltre 35.000 partner, tra punti vendita fisici e brand presenti anche online, per categorie che comprendono, tra le altre carburante, moda, viaggi, elettronica, spesa e tempo libero. A cambiare non sono i vantaggi e le esigenze a cui rispondono questi strumenti, ma il modo in cui possono essere acquistati: con DayShop l'intero processo si svolge online. Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Quando si parla di Buoni Pasto, si pensa soprattutto alle aziende e ai loro dipendenti. Ma sono una soluzione conveniente anche per i professionisti che sostengono spese di vitto nello svolgimento della propria attività. Per chi lavora in autonomia e ha una partita IVA ordinaria, infatti, i Buoni Pasto possono essere utilizzati nell’ambito della gestione delle spese legate all’attività professionale e possono essere dedotti secondo le regole previste dalla normativa fiscale applicabile (es. 2% del proprio fatturato complessivo annuo come spese aziendali - art.54 comma 5 TUIR) Senza entrare nei dettagli di una disciplina che può variare in base alla situazione del singolo professionista, il punto è che il Buono Pasto può diventare uno strumento pratico per gestire in modo più efficiente le spese legate alla professione. Puoi quindi acquistare i Buoni Pasto per la tua attività e, se desideri una conferma in base alla tua specifica situazione fiscale, puoi sempre confrontarti con il tuo commercialista. Per le piccole imprese, invece, come già sappiamo, i Buoni Pasto rappresentano un modo semplice, concreto e fiscalmente conveniente per offrire un benefit detassato ai propri dipendenti o collaboratori da affiancare alla propria retribuzione, con la possibilità di gestire l’acquisto direttamente attraverso la piattaforma. Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve I Buoni Acquisto Cadhoc offrono ai beneficiari la possibilità di scegliere liberamente come utilizzare il proprio voucher, grazie a una rete di oltre 35.000 partner fisici e online che coprono praticamente tutti i settori merceologici. Possono essere utilizzati in diverse occasioni, ad esempio come premio, incentivo o fringe benefit, in base alle esigenze dell'impresa e alla normativa applicabile. Anche in questo caso, per una PMI o un professionista il vantaggio di DayShop è soprattutto operativo: il voucher può essere acquistato direttamente online, velocemente, senza attivare una procedura commerciale dedicata. Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni Su DayShop è possibile acquistare i Buoni Day sia in formato digitale che cartaceo. La scelta del formato permette alle piccole attività e ai professionisti di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. I buoni digitali possono essere attivati rapidamente, mentre per il formato cartaceo o  è prevista la consegna tramite corriere, con tempi garantiti entro 48 ore anche per la spedizione del blocchetto fisico. L’obiettivo è rendere il più breve possibile il tempo che intercorre tra la necessità di acquistare i buoni e la loro effettiva disponibilità, sia per chi li utilizza direttamente sia per chi deve assegnarli ai propri dipendenti o collaboratori. Anche questo contribuisce a rendere l’acquisto più semplice da gestire e risolvere un’esigenza concreta in pochi passaggi, senza dedicare tempo a procedure non necessarie. La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop nasce dall’esperienza di Day nel mondo dei servizi dedicati alle persone e alle imprese e dalla volontà di rendere questa esperienza accessibile anche attraverso un modello di acquisto più semplice, autonomo e digitale. Da quasi 40 anni, Day affianca aziende e persone con soluzioni dedicate ai Buoni Pasto, ai Buoni Acquisto e al welfare aziendale. Come Società Benefit e filiale italiana del gruppo internazionale Upcoop, l’azienda opera con l’obiettivo di contribuire al benessere delle persone e alla creazione di valore per le imprese, mettendo a disposizione servizi e strumenti pensati per rispondere a esigenze diverse. DayShop si inserisce in questo percorso come un nuovo canale, pensato per chi non ha bisogno di una soluzione personalizzata, ma vuole poter acquistare in modo diretto, conoscendo fin da subito condizioni e modalità, e gestendo l’intero processo in autonomia. È una scelta che nasce dall’ascolto: non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso livello di accompagnamento e, quando la necessità è semplice e definita, poter fare tutto online può essere il modo più efficace per risolverla. Con DayShop, l’esperienza di Day si arricchisce di una nuova possibilità: mantenere la solidità e l’affidabilità di un operatore con una lunga esperienza nel settore e, allo stesso tempo, offrire a PMI e professionisti la libertà di scegliere un modo di acquistare più immediato, semplice e autonomo.
Buoni pasto e part time
Giugno 29, 2026
Buoni Pasto

Buoni pasto part-time: chi ne ha diritto?

I lavoratori con contratto part-time hanno diritto a ricevere i buoni pasto, a patto che siano soddisfatte specifiche condizioni stabilite dalla legge, dal contratto collettivo (CCNL) o dagli accordi integrativi della tua azienda. La normativa italiana tutela la parità di trattamento tra dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale, rendendo questo benefit accessibile anche a chi lavora con orario ridotto. Indice dei contenuti Buoni pasto e lavoro part-time: cosa dice la normativa I lavoratori part-time hanno diritto ai buoni pasto? Buoni pasto part-time 4 ore: quando spettano Buoni pasto part-time 5 ore: cosa sapere Buoni pasto part-time 6 ore: le regole più comuni Buoni pasto part-time 20 ore: come funzionano Buoni pasto part-time: un vantaggio per lavoratori e aziende Buoni pasto e lavoro part-time: cosa dice la normativa La disciplina dei buoni pasto per i contratti a tempo parziale poggia su due pilastri normativi fondamentali: il principio di non discriminazione e le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate. Il Decreto Legislativo n. 81/2015 stabilisce che un lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto a un collega a tempo pieno di pari livello. Questo principio si applica anche ai benefit aziendali e alle misure di welfare. Sul fronte fiscale, l'Agenzia delle Entrate (con l'interpello n. 123/2021) ha chiarito che i buoni pasto possono essere erogati ai lavoratori part-time anche in assenza di una pausa pranzo formale. L'unica condizione per godere della defiscalizzazione è che i ticket siano concessi alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di essi. I lavoratori part-time hanno diritto ai buoni pasto? La risposta breve è sì, i lavoratori part-time possono ricevere i buoni pasto, ma il diritto concreto dipende da come è regolamentato il rapporto di lavoro a livello collettivo o aziendale. La legge italiana non impone in modo automatico l'erogazione dei buoni pasto a tutti i dipendenti del settore privato. L'obbligo per il datore di lavoro scatta solo se l'erogazione è prevista dal CCNL applicato, da accordi sindacali integrativi o dal contratto individuale di assunzione. Se desideri approfondire i criteri generali di assegnazione di questo benefit per tutte le tipologie contrattuali, ti invitiamo a leggere la nostra guida su a chi spettano i buoni pasto. Buoni pasto part-time 4 ore: quando spettano Il part-time a 4 ore giornaliere rappresenta una delle formule contrattuali più diffuse. In questo scenario, l'assegnazione del buono pasto non è scontata e richiede un'analisi della turnazione. Dal punto di vista della legge ordinaria (D.Lgs. 66/2003), un turno di sole 4 ore non prevede l'obbligo di una pausa pranzo, poiché tale diritto scatta solo superando le 6 ore di lavoro giornaliere. Tuttavia, il buono pasto generalmente spetta al lavoratore part-time di 4 ore se si verifica una di queste condizioni: L'orario di lavoro copre la fascia oraria tipica del pranzo (ad esempio, un turno dalle 11:00 alle 15:00); Il CCNL di riferimento o l'accordo aziendale estende esplicitamente il diritto ai turni di 4 ore, indipendentemente dalla pausa; La distanza tra il luogo di lavoro e l'abitazione del dipendente rende oggettivamente impossibile consumare il pasto a casa dopo la fine del turno. Buoni pasto part-time 5 ore: cosa sapere Per i contratti part-time da 5 ore al giorno valgono regole molto simili a quelle previste per i turni da 4 ore, con alcune specificità legate alla contrattazione collettiva. Anche in questo caso, la legge non prevede una pausa pranzo obbligatoria per una prestazione che non supera le 6 ore. Molti contratti collettivi nazionali, però, contengono clausole di miglior favore che abbassano questa soglia a 5 ore. Se il CCNL prevede la pausa pranzo a partire dalle 5 ore di lavoro, e il turno del dipendente include tale interruzione, il riconoscimento del buono pasto è generalmente previsto. Buoni pasto part-time 6 ore: le regole più comuni Il part-time di 6 ore giornaliere rappresenta lo spartiacque normativo oltre il quale lo scenario cambia in modo significativo a favore del lavoratore. Ai sensi dell'articolo 8 del Decreto Legislativo n. 66/2003, se la prestazione lavorativa giornaliera eccede le 6 ore, il dipendente ha diritto a una pausa di recupero psicofisico e per la consumazione del pasto della durata minima di 10 minuti. Di conseguenza, per i contratti part-time che prevedono turni di esattamente 6 ore o poco più (ad esempio 6 ore e 30 minuti), il diritto al buono pasto si attiva quasi sempre, a patto che l'azienda preveda già questo benefit per il personale full-time. Buoni pasto part-time 20 ore: come funzionano Nel caso di un contratto part-time da 20 ore settimanali, l'erogazione dei buoni pasto dipende strettamente da come queste ore sono distribuite durante la settimana lavorativa. Esistono due modalità principali di distribuzione dell'orario: Part-time orizzontale: il dipendente lavora 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. In questo caso, l'assegnazione segue le regole descritte per il part-time a 4 ore (collegamento con l'orario del pranzo o previsioni del CCNL). Part-time verticale: il dipendente lavora a tempo pieno (ad esempio 8 ore al giorno) ma solo per alcuni giorni della settimana (ad esempio 2 giorni e mezzo). Nelle giornate a tempo pieno il lavoratore ha pieno diritto a ricevere il buono pasto, esattamente come un collega full-time. L'azienda dovrà quindi conteggiare i buoni pasto spettanti basandosi sui giorni di effettiva presenza in cui si sono verificate le condizioni per la pausa o la compatibilità con l'orario del pasto. Buoni pasto part-time: un vantaggio per lavoratori e aziende Estendere i buoni pasto ai dipendenti part-time non rappresenta solo un atto di equità interna, ma costituisce una scelta strategica e conveniente per la gestione aziendale. La normativa fiscale del 2026 prevede vantaggi significativi per questo strumento di welfare: Soglia di esenzione a 10 euro: la Legge di Bilancio ha innalzato a 10 euro al giorno il limite di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto elettronici (il limite per i cartacei resta a 4 euro). Totale deducibilità: le somme spese per l'acquisto dei buoni pasto sono deducibili al 100% ai fini IRES, IRPEF e IRAP per l'impresa. Detraibilità IVA: l'IVA applicata ai buoni pasto elettronici è pari al 4% ed è interamente detraibile per le aziende. Verificare le disposizioni del proprio CCNL e adottare soluzioni digitali e flessibili, come i buoni pasto elettronici di Day, permette di ottimizzare i costi aziendali offrendo al contempo un supporto quotidiano prezioso per ogni collaboratore.
buono pasto e trasferte
Giugno 08, 2026
Buoni Pasto

Buoni pasto e trasferte: cosa sapere

Quando un dipendente lavora in trasferta ha diritto a ricevere i buoni pasto? Sì, in molti casi i buoni pasto spettano anche durante una trasferta aziendale. Tuttavia, la compatibilità dipende dal tipo di rimborso spese previsto dall’azienda e dalle regole del CCNL applicato. La gestione delle spese legate all'alimentazione dei collaboratori fuori sede richiede regole precise. Un errore in questa fase può generare incomprensioni interne e causare irregolarità a livello fiscale per l'impresa. In questo articolo facciamo chiarezza sulle regole in vigore, distinguendo tra i diversi sistemi di rimborso e analizzando i limiti di compatibilità. Indice dei contenuti: Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta Buoni Pasto e trasferte: casistiche principali Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero Sì, i buoni pasto spettano anche in trasferta, ma a una condizione fondamentale: non deve verificarsi una sovrapposizione totale con altri rimborsi per il vitto. Nella pratica aziendale, il buono pasto normalmente non viene riconosciuto quando il pasto è già integralmente rimborsato tramite nota spese. Non è infatti possibile coprire lo stesso bisogno due volte. Se invece il sistema di rimborso adottato prevede solo una diaria per il disagio dello spostamento, senza la copertura diretta delle fatture del ristorante, l'erogazione del buono rimane valida e pienamente legittima. Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa La legislazione italiana non vieta in modo assoluto di fornire buoni pasto a chi lavora fuori sede. La legge lascia ampio margine di manovra agli accordi tra le parti. Per capire le regole esatte, il documento di riferimento è sempre il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) applicato, unito a un eventuale contratto integrativo o regolamento interno. Sono questi testi a definire i dettagli operativi per il singolo lavoratore. Un elemento chiave stabilito dalla normativa riguarda i confini geografici. I limiti cambiano se lo spostamento avviene all'interno del territorio in cui ha sede l'impresa, oppure se il lavoratore viene inviato in un comune diverso. Le trasferte extra-comunali sono infatti soggette a tetti fiscali differenti rispetto a quelle urbane. In particolare, per le trasferte eseguite all'interno del territorio comunale della sede lavorativa, la regola generale prevede che i rimborsi per le spese di vitto e alloggio concorrano integralmente a formare il reddito imponibile del dipendente (e quindi siano soggetti a tassazione), salvo specifica documentazione che attesti solo le spese di viaggio e trasporto tracciabili. Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta Il nodo centrale è la cumulabilità tra il buono e i soldi versati per la trasferta. Le regole cambiano in base alla tipologia di rimborso spese scelta dall'azienda. Esistono tre metodi principali e la compatibilità varia per ciascuna opzione: Rimborso analitico (a piè di lista): l'impresa rimborsa le fatture esatte dei pasti consumati. Se vengono rimborsati due pasti nella stessa giornata, il cumulo con il buono è vietato. Se viene rimborsato un solo pasto, l'azienda può concedere un buono, a condizione che l'orario di lavoro giustifichi due pause alimentari. Rimborso forfettario: viene riconosciuta un'indennità fissa giornaliera che copre tutto il disagio e le piccole spese. In linea generale, il buono pasto può essere cumulato con l’indennità forfettaria di trasferta, salvo diverse disposizioni previste dal CCNL o dai regolamenti aziendali. Rimborso misto: si fornisce un rimborso analitico per l'alloggio e una diaria ridotta per i pasti. Anche qui, il sistema è compatibile con i buoni, ma la quota esente dell'indennità subisce un drastico abbattimento. Buoni pasto e trasferte: casistiche principali Tipologia di Trasferta / Rimborso Trattamento Buoni Pasto Regola e Limiti Fiscali / Note Operative Rimborso analitico di entrambi i pasti Buoni pasto generalmente non riconosciuti Non è ammesso il cumulo (doppia copertura dello stesso servizio). Rimborso analitico di un solo pasto Possibile compatibilità con i buoni pasto Consentito se l'orario di lavoro o la durata del viaggio giustificano la presenza di una seconda pausa alimentare. Diaria forfettaria Buoni pasto generalmente compatibili Il ticket è cumulabile, ma l'importo concorre a formare il reddito con regole differenti rispetto alla sede ordinaria. Rimborso misto Compatibilità possibile, con limiti fiscali specifici Ammesso il cumulo, ma la quota esente dell'indennità giornaliera in busta paga subisce una riduzione di un terzo. Trasferta fuori dal comune Applicazione di soglie fiscali agevolate Le diarie e le indennità godono di franchigie di esenzione ampie (fino a 46,48€ in Italia e 77,46€ all'estero). Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali Per evitare confusioni contabili e legali, è utile tracciare un confine netto tra questi due strumenti, poiché rispondono a logiche aziendali completamente diverse. L'indennità di trasferta è una somma di denaro erogata in busta paga. Serve a compensare il lavoratore per il disagio prolungato causato dallo spostamento e per le micro-spese non documentabili. Può essere spesa liberamente e non è vincolata all'acquisto esclusivo di generi alimentari. Il buono pasto è invece un benefit aziendale, inteso come un servizio sostitutivo della mensa. Il suo unico scopo è coprire le spese di vitto durante la giornata lavorativa. Non può essere convertito in denaro contante e può essere speso solo presso esercizi convenzionati, come ristoranti, bar o supermercati. Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale Un'efficace gestione delle trasferte richiede procedure interne chiare, per evitare errori in fase di elaborazione delle buste paga. Il dipartimento HR o l'ufficio amministrativo devono incrociare i dati delle presenze con le note spese presentate. Se il regolamento interno vieta l'uso del ticket durante le missioni coperte da rimborso, l'azienda dovrà decurtare i buoni maturati dal conteggio mensile del dipendente. L'uso di sistemi digitali integrati facilita notevolmente questo calcolo, automatizzando le detrazioni in tempo reale. Inoltre, è fondamentale comunicare apertamente le policy. Ogni dipendente deve sapere in anticipo quale opzione di rimborso verrà applicata per il suo viaggio e come questa scelta inciderà sull'erogazione dei buoni mensili. La trasparenza previene lamentele e ritardi amministrativi. Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta Il trattamento fiscale è uno degli aspetti più delicati per un'organizzazione. Un errore nei calcoli può generare sanzioni importanti e alterare il cuneo fiscale. Partiamo dai buoni pasto. La Legge di Bilancio 2026 ha ufficialmente innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto in formato elettronico da 8 a 10 euro al giorno. Per il formato cartaceo, la soglia di esenzione resta invece invariata a 4 euro. Grazie a questa importante novità normativa, un'azienda può erogare fino a 10 euro al giorno interamente esentasse per ciascun collaboratore, usufruendo inoltre della deducibilità completa ai fini IRES e della detraibilità dell'IVA al 4%. Per l'indennità di trasferta, la tassazione dipende dal tipo di rimborso e dai confini geografici. Se lo spostamento avviene all'interno del comune della sede lavorativa, la quota è sempre soggetta a tassazione IRPEF. Se la missione avviene fuori dal comune, l'indennità forfettaria è esente fino a 46,48 euro al giorno (in Italia) o 77,46 euro (all'estero). Tuttavia, attenzione ai limiti di cumulabilità in caso di sistema misto. Se l'azienda riconosce il rimborso gratuito dell'alloggio o del vitto, la soglia di esenzione dell'indennità si riduce di un terzo (scendendo a 30,98 euro). Se viene garantito sia vitto che alloggio gratuitamente, il limite di esenzione cala di due terzi (arrivando a 15,49 euro). La gestione dei buoni pasto durante le trasferte lavorative richiede una pianificazione attenta per evitare la doppia copertura dello stesso servizio e ottimizzare i vantaggi fiscali previsti dalla legge. Le regole applicabili possono variare in base al CCNL, agli accordi aziendali e alle policy interne dell’impresa. Per gestire correttamente i singoli casi specifici, è sempre consigliabile verificare attentamente il regolamento aziendale o confrontarsi direttamente con il proprio consulente del lavoro.
pasti equilibrati piani nutrizionali
Ottobre 13, 2025
Welfare Aziendale

Piani nutrizionali aziendali: pasti equilibrati anche in pausa pranzo

La pausa pranzo è un momento importante della giornata: non solo ci permette di staccare, ma influisce direttamente su energia, concentrazione e benessere durante il pomeriggio. Eppure, per abitudine o mancanza di tempo, viene spesso vissuta con disattenzione: mangiare in modo frettoloso o poco bilanciato, oppure saltare i pasti, può causare sonnolenza, cali di attenzione e fame anticipata. Con pochi accorgimenti, invece, la pausa pranzo può diventare un alleato concreto della nostra salute quotidiana. Cosa mangiare per mantenere energia e concentrazione Sia che tu pranzi fuori casa o porti il pasto da casa, prova a comporre un piatto unico equilibrato che comprenda: una fonte di carboidrati complessi (pane integrale, riso, farro, cous cous), una fonte proteica (legumi, carne bianca, uova, pesce, tofu), verdure cotte o crude, un condimento sano, come l’olio extravergine d’oliva. Questa combinazione favorisce il senso di sazietà e mantiene attiva la mente per ore, evitando i classici “crolli” del primo pomeriggio. Evita, per quanto possibile, piatti eccessivamente ricchi di grassi, fritti o dolci troppo zuccherati, che appesantiscono la digestione e riducono la lucidità mentale. In alternativa, puoi aggiungere una porzione di frutta e, se il tuo pomeriggio sarà lungo o intenso, porta con te uno spuntino sano come della frutta secca o uno yogurt. Buone abitudini per una pausa davvero rigenerante Alcune semplici pratiche possono rendere la pausa pranzo ancora più efficace: Dedica tempo alla pausa: mangiare davanti al computer può aumentare lo stress e peggiorare la digestione. Prepara i pasti con un minimo di anticipo: eviterai scelte impulsive e poco bilanciate. Mantieni una buona idratazione durante la giornata. Ascolta i segnali del corpo: mangia con calma e riconosci la vera fame. Mangiare bene non significa seguire regole rigide e non sgarrare mai, ma fare scelte più consapevoli che, ripetute nel tempo, migliorano concretamente la qualità della vita. Anche una pausa pranzo semplice e ben pensata può fare la differenza per il tuo benessere quotidiano. Il supporto di aziende attente al benessere Sempre più aziende scelgono di promuovere uno stile alimentare sano anche sul luogo di lavoro. In quest’ottica, Day ha attivato una collaborazione con Balanced, una realtà specializzata in nutrizione e benessere. Attraverso un approccio scientifico, personalizzato e accessibile via app, Balanced accompagna le persone in un percorso graduale verso un’alimentazione più consapevole e sostenibile. La partnership tra Day e Balanced consente così di integrare i piani di welfare aziendale con programmi nutrizionali concreti, fruibili anche durante la pausa pranzo, rendendo più semplice adottare abitudini salutari nella vita quotidiana.   Dott.ssa Margherita Chiadò
gestire welfare aziendale dopo dimissioni
Ottobre 06, 2025
Gestione Risorse Umane

Come gestire il welfare aziendale dopo le dimissioni

Il welfare aziendale è un termine che racchiude tutto l’insieme di strumenti e servizi che le imprese mettono a disposizione dei propri dipendenti con l’obiettivo di migliorare la loro qualità della vita e favorire il loro benessere individuale e familiare. Grazie agli incentivi fiscali che vengono rivalutati e aggiornati ogni anno durante le revisioni di bilancio, il welfare è diventato una componente fondamentale della retribuzione complessiva. Ma cosa accade a questi benefici nel momento in cui un lavoratore presenta le proprie dimissioni? La risposta non è così semplice: molto dipende dal tipo di benefit, dalla fonte del welfare (CCNL, conversione del PdR o on-top), dal contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato, dagli accordi sindacali e, soprattutto, dai regolamenti che disciplinano i vari elementi del piano di welfare. In questo articolo analizzeremo i principali aspetti da considerare per gestire al meglio il welfare aziendale dopo le dimissioni. Cosa succede al welfare aziendale dopo le dimissioni? Quali vantaggi si estinguono con le dimissioni e quali no? Cosa cambia a seconda del CCNL di riferimento? Cosa controllare prima di lasciare l'azienda Consigli utili per dipendenti e azienda Cosa succede al welfare aziendale dopo le dimissioni? Quando un dipendente rassegna le dimissioni, il rapporto di lavoro cessa e con esso anche la maggior parte dei vantaggi legati al welfare aziendale. Tuttavia, non tutti i benefit hanno lo stesso destino. Alcuni si estinguono automaticamente con la fine del contratto, altri possono essere trasferiti, riscattati o utilizzati entro determinati termini. Se stai per dare le dimissioni o hai dato le dimissioni di recente, è fondamentale che tu conosca i tuoi diritti e le regole applicabili a ciascun beneficio, per non rischiare di perdere opportunità economiche o coperture assicurative importanti. Quali vantaggi si estinguono con le dimissioni e quali no? Solitamente i buoni pasto, fringe benefit come auto aziendale o telefono, accesso a piattaforme di welfare digitale, servizi aziendali interni (palestra, mensa, convenzioni) tendono a estinguersi o non essere più validi dalla data in cui le dimissioni hanno effetto. Invece, possono essere mantenuti o trasferiti: previdenza complementare (che resta di proprietà del lavoratore), fondi di sanità integrativa (che possono continuare a essere utilizzati se previsti dal fondo), crediti maturati ma non ancora spesi (da utilizzare entro le scadenze fissate). Alcune aziende offrono periodi definiti, dall’inglese “grace periods”, durante i quali quali l’ex dipendente può ancora utilizzare determinati servizi anche dopo il termine del contratto di lavoro. Cosa cambia a seconda del CCNL di riferimento? Va notato che il CCNL applicato può avere un ruolo rilevante. Alcuni contratti collettivi prevedono fondi di categoria per previdenza o sanità integrativa a cui il lavoratore continua a partecipare anche dopo le dimissioni, a patto che venga versata una quota individuale. Altri disciplinano la gestione dei buoni pasto non utilizzati o dei rimborsi spese. Ad esempio: CCNL Commercio: prevede fondi sanitari integrativi obbligatori, ai quali si può continuare ad aderire individualmente; CCNL Metalmeccanici: stabilisce regole precise su previdenza complementare (Fondo Cometa), che generalmente può essere trasferita, riscattata o mantenuta nel fondo; CCNL Terziario e Servizi: disciplina alcune forme di assistenza sanitaria collettiva. È quindi essenziale che verifichi le norme del tuo CCNL per sapere cosa mantieni e cosa perdi quando dai le dimissioni. Cosa controllare prima di lasciare l'azienda Prima di lasciare l’azienda in maniera definitiva, ti consigliamo di controllare cosa succede ai seguenti benefit: Previdenza complementare Il fondo pensione o la previdenza integrativa non si perde mai. I contributi versati restano di proprietà del lavoratore, che può scegliere di: lasciare la posizione aperta e non versare ulteriori contributi; trasferire la posizione a un nuovo fondo collegato alla nuova azienda; continuare a versare contributi volontari individuali. È importante che comunichi tempestivamente al fondo l’interruzione del rapporto di lavoro per non interrompere la gestione corretta della posizione. Sanità integrativa Molti fondi sanitari di categoria consentono di mantenere le coperture anche dopo le dimissioni, previo pagamento di una quota annuale. Alcune polizze aziendali, invece, cessano automaticamente con l’ultimo giorno di lavoro. Prima di dimettersi, è utile richiedere alla propria azienda o al fondo informazioni sulle modalità di prosecuzione. Buoni pasto e altri benefit non utilizzati I buoni pasto elettronici o cartacei rimangono validi fino alla loro scadenza naturale, anche se il rapporto di lavoro è terminato. È bene però controllare eventuali limiti stabiliti dall’azienda. Altri benefit, come voucher per palestre o corsi di formazione, possono avere termini più rigidi: spesso devono essere utilizzati entro la data di cessazione del contratto. Fringe benefit Auto aziendale, computer, smartphone e altri strumenti concessi in uso promiscuo devono essere restituiti alla cessazione del rapporto. Alcune aziende permettono l’acquisto di questi beni a prezzo agevolato. Vale la pena che ti informi su questa possibilità per non perdere un’occasione. Crediti residui Molti piani di welfare aziendale prevedono un “conto welfare” su cui il dipendente accumula crediti da spendere in servizi o rimborsi (spese scolastiche, trasporto, mutuo, ecc.). Alla cessazione del rapporto, spesso i crediti non utilizzati decadono. Ti consigliamo quindi di spenderli prima delle dimissioni, salvo diversa previsione aziendale. Consigli utili per dipendenti e azienda Ecco alcuni consigli utili sia per te che per l’azienda in cui lavori. Per te, dipendente: fai un controllo completo del tuo pacchetto welfare prima di dimetterti; contatta i fondi di categoria (pensione e sanità) per chiarire le opzioni di prosecuzione; utilizza tutti i benefit disponibili prima dell’ultimo giorno di lavoro; chiedi al tuo punto di riferimento in HR tutti le informazioni su eventuali procedure interne (restituzione beni, scadenze crediti, opzioni di riscatto). Per l’azienda: è importante fornire un documento riepilogativo con tutti i dettagli sul welfare ai propri dipendenti; è necessario facilitare il trasferimento di fondi pensione e sanitari, offrendo assistenza burocratica; deve sempre comunicare con trasparenza le scadenze relative ai crediti residui e ai benefit non utilizzati; deve prevedere policy standard che evitino contenziosi o fraintendimenti. Un aspetto spesso trascurato è la mancata informazione. Molti dipendenti lasciano l’azienda senza sapere che i loro crediti welfare decadono o che la copertura sanitaria può essere prolungata. D’altro canto, alcune aziende non comunicano in maniera chiara le procedure di chiusura dei benefit. Questo genera malcontento e, in alcuni casi, contestazioni legali. Ti consigliamo di informarti bene, soprattutto perché trasferire in maniera ordinata la previdenza complementare o fare scelte consapevoli in materia di sanità integrativa possono garantire continuità e sicurezza anche durante un periodo di transizione lavorativa. Conoscere in anticipo cosa succede ai diversi strumenti permette di non perdere valore e di gestire in modo più sereno il passaggio a una nuova esperienza lavorativa. Tanto per il dipendente quanto per l’azienda, la trasparenza e la comunicazione sono fondamentali: il primo per tutelare i propri diritti, la seconda per rafforzare la propria reputazione e garantire un rapporto di fiducia anche al termine della collaborazione.
spesa online con i buoni pasto Day_
Settembre 29, 2025
Buoni Pasto

Come fare la spesa online con i buoni pasto Day?

Un modo molto comodo e utile per spendere i tuoi Buoni Pasto Day è usarli per pagare la tua spesa online e farla recapitare a casa o, in alternativa, passare a ritirarla già imbustata in un punto vendita a te comodo. Ma come funziona? Quali delivery accettano i Buoni Pasto Day Quali siti di e-commerce accettano i Buoni Pasto Day Piatti pronti a domicilio o in ufficio con i Buoni Pasto Day Dona una Spesa Solidale al Banco Alimentare Nella sezione ONLINE dell'app Buoni Day e/o sul sito degli utilizzatori, puoi scoprire tutti i Siti Partner dove puoi ordinare la spesa (o il pranzo pronto) e pagare on line direttamente con i buoni pasto. Ti ricordiamo che, se sei già registrato alla piattaforma, non occorre una nuova registrazione per utilizzare la app, puoi accedere con le stesse credenziali. Se non sei ancora registrato, puoi farlo subito in pochi passaggi: basta scaricare la app dagli store o accedere al portale. Scarica qui App Buoni Day per iOS Scarica qui App Buoni Day per Android Come utilizzare i buoni pasto per gli acquisti on line? Se i tuoi buoni sono già elettronici e in cloud, non devi fare nulla. Li troverai disponibili come metodo di pagamento direttamente sul sito del partner. Cerca la voce "buono pasto Day" e segui le indicazioni. Mentre se hai dei buoni pasto cartacei o elettronici non ancora in cloud, devi prima trasferirli. Accedi al menu "Gestisci Cloud" nella Home e imposta la percentuale di buoni che vuoi trasferire. Tieni presente che il trasferimento non è immediato: una volta completata l’operazione, il sistema ti avviserà che i buoni in cloud saranno disponibili a partire dalla ricarica successiva. Dopo questo passaggio, potrai utilizzarli comodamente dal tuo smartphone. Quali delivery accettano i Buoni Pasto Day Con i Buoni Pasto Day puoi utilizzare anche i servizi di delivery e take away disponibili presso i locali convenzionati: ristoranti, bar e attività della tua zona che offrono la possibilità di ricevere il pasto a domicilio o ritirarlo direttamente in sede. Per scoprire quali locali convenzionati offrono il servizio di asporto o consegna, puoi utilizzare la mappa dei locali disponibile nell’app Buoni Day o sul sito dedicato agli utilizzatori. Segui questi passaggi: Accedi alla mappa dei locali convenzionati tramite l’app Buoni Day o il sito dedicato agli utilizzatori. Apri la sezione dei filtri per affinare la ricerca in base alle tue esigenze. Seleziona il filtro TAKE AWAY e/o DELIVERY per visualizzare le attività che offrono il ritiro del pasto o la consegna a domicilio. Consulta i locali disponibili nella tua zona e scegli quello più adatto alle tue esigenze. Se invece vuoi ordinare la spesa o un pasto pronto online, puoi consultare la sezione ONLINE e scoprire tutti i siti partner dove utilizzare i tuoi buoni pasto. I Buoni Day sono utilizzabili per l'asporto e la consegna gestiti direttamente dagli esercenti partner visualizzabili in app, e non tramite piattaforme di intermediazione terze. Quali siti di e-commerce accettano i Buoni Pasto Day Con i Buoni Pasto Day puoi fare la spesa online in tanti supermercati, marketplace e negozi specializzati di prodotti alimentari. Puoi scegliere tra servizi di consegna a domicilio, ritiro della spesa e-commerce o acquisto di prodotti tipici e selezionati direttamente online. Tra i partner convenzionati trovi: EasyCoop: il servizio di spesa online di Coop con consegna a domicilio disponibile in alcune aree del territorio nazionale. Tigros: permette di scegliere tra consegna a domicilio e ritiro della spesa presso il punto vendita. Carrefour.it: consente di programmare la consegna oppure ritirare la spesa in negozio o nei punti dedicati. Cortilia: offre un'ampia selezione di prodotti freschi e di qualità, con particolare attenzione alla filiera corta. Plant Based Lovers: e-commerce specializzato in prodotti alimentari plant-based. 360° Italy Market: propone una selezione di eccellenze enogastronomiche italiane. Acqua a casa tua: permette di ricevere direttamente a domicilio acqua in bottiglia. Spesup: marketplace semplice da utilizzare, accessibile sia dal sito web sia tramite app. Il Tomolo: propone prodotti alimentari tipici del territorio italiano. Spaghetti e Mandolino: e-commerce dedicato alle specialità gastronomiche italiane. Tuscany Sira & Remino: offre una selezione di prodotti tipici toscani. BorgUnto: specializzato in vini Chianti, olio extravergine di oliva e marmellate. Giù in Calabria: permette di acquistare online prodotti tipici della tradizione calabrese. Sapore del Sud: propone una selezione di eccellenze gastronomiche del Sud Italia. Ma che buoni: offre piatti pronti e prodotti artigianali preparati come a casa. Un consiglio: controlla sempre le convenzioni disponibili nell'app Buoni Day. Spesso puoi trovare codici promozionali e vantaggi dedicati per il primo ordine. Piatti pronti a domicilio o in ufficio con i Buoni Pasto Day Oltre alla spesa online, con i Buoni Pasto Day puoi ordinare anche piatti pronti per la pausa pranzo, da ricevere a casa o direttamente sul posto di lavoro. Tra i partner convenzionati trovi: Nutribees: propone ricette bilanciate e un servizio pensato per aiutarti a scegliere i pasti più adatti alle tue esigenze. Miomeal: offre piatti pronti completi con consegna a domicilio. Waikiki Poke: permette di comporre la propria poke bowl scegliendo gli ingredienti preferiti, con consegna dai punti vendita convenzionati. Torino: Pacifik Poke, specializzato in poke e piatti freschi, e Mammt, l'app che propone ogni giorno soluzioni per la pausa pranzo. Bologna: Pasto Nomade, con cucina vegetale locale e biologica consegnata in bicicletta, Queen Burger, Mangio Meglio, Pizza Export, Ro' Coco', Polpette e Crescentine e La Pantera Rosa Sprint, dove puoi ordinare piatti tradizionali, pizze, hamburger, piadine e altre specialità con consegna o ritiro. Cesena e Ravenna: Poke Storie, presente a Cesena e Ravenna con le sue poke preparate al momento, e Majò, a Cesena. Marche: Sushi Corner a Pesaro, L'Insalatiera Hawaian Poke a Fano e Natsu Italia a Tavullia (PU), specializzato in prodotti alimentari giapponesi. Altre località: Vitamia Loverie a San Mauro Pascoli, Pizza al Taglio Pinarella a Pinarella, Taglio a Modena, Il Capriccio del Faraone a Olgiate Molgora (LC), PizzaRoad a Trento ed EstePizza WiFi a Este. Dona una Spesa Solidale al Banco Alimentare A proposito di spesa online, con i Buoni Pasto Day puoi anche donare una spesa solidale al Banco Alimentare. Puoi farlo facilmente tramite la piattaforma to.market, che ti consente di acquistare una box di prodotti alimentari a valore fisso o singoli prodotti, destinati alle sedi territoriali del Banco Alimentare. Gli alimenti donati verranno distribuiti a persone in difficoltà tramite le strutture caritative convenzionate. I costi di spedizione ce li mette Day, così potrai concentrarti esclusivamente sul tuo gesto di solidarietà.