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Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per buoni pasto e premi di produzione
Ogni anno la Legge di Bilancio – altrimenti detta manovra finanziaria – definisce come lo Stato italiano prevede di gestire entrate e spese pubbliche per l’anno successivo. È uno degli strumenti più importanti di politica economica perché, oltre a stabilire risorse e investimenti, interviene direttamente su tasse, agevolazioni e regole che riguardano le imprese e i lavoratori.
La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) dedica particolare attenzione al costo del lavoro e al potere d’acquisto dei dipendenti, introducendo misure che rafforzano strumenti già molto diffusi nel welfare aziendale: i buoni pasto elettronici e i premi di produzione.
- Buoni pasto elettronici: detassazione fino a 10 euro al giorno
- Premi di produzione: aliquota ridotta all’1% nel biennio 2026–2027
- Gli altri interventi previsti dalla manovra 2026
Buoni pasto elettronici: detassazione fino a 10 euro al giorno
Una delle novità più rilevanti riguarda i buoni pasto elettronici, che dal 1° gennaio 2026 diventano ancora più convenienti. La soglia di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto digitali passa da 8 a 10 euro al giorno, mentre resta invariata a 4 euro per i buoni cartacei. Questo significa che l’importo entro questi limiti non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è soggetto a contributi.
In pratica, in un mese standard con 21 giorni lavorativi, un’azienda può erogare fino a 210 euro di buoni pasto elettronici completamente detassati, contro i 168 euro precedenti. Un vantaggio concreto sia per il lavoratore, che riceve un beneficio netto più elevato, sia per l’azienda, che utilizza uno strumento fiscalmente efficiente.
L’agevolazione si estende anche ai lavoratori part-time, alle giornate di smart working e ai collaboratori con redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ad esempio alcuni amministratori). I buoni vengono caricati su card o app e, pur essendo previsto un limite di utilizzo di 8 buoni per volta, questa regola non incide sul regime fiscale e non richiede verifiche da parte dell’azienda.
Nel complesso, la manovra rafforza il ruolo dei buoni pasto elettronici come leva centrale di welfare aziendale, confermandoli come uno degli strumenti più semplici e apprezzati per sostenere il reddito dei lavoratori.
Premi di produzione: aliquota ridotta all’1% nel biennio 2026–2027
Accanto ai buoni pasto, la Legge di Bilancio 2026 interviene in modo deciso anche sui premi di produzione (o premi di risultato). Per il biennio 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva applicata a questi premi viene ridotta dal 5% all’1%, entro il limite di 5.000 euro lordi annui per ciascun lavoratore. Si tratta di un taglio molto significativo, che rende il premio di risultato estremamente conveniente dal punto di vista fiscale.
L’agevolazione è riservata ai lavoratori del settore privato con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente, e resta vincolata al rispetto delle regole già previste:
- il premio deve essere collegato a incrementi misurabili di produttività, qualità, efficienza, redditività o innovazione;
- deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale (contrattazione di secondo livello).
Superata la soglia dei 5.000 euro, le somme eccedenti tornano a essere tassate secondo il regime ordinario.
La riduzione dell’aliquota sui premi di produzione offre alle imprese maggiore flessibilità nella progettazione degli incentivi. Strumenti come la partecipazione agli utili possono risultare più facilmente utilizzabili, senza dover rispettare i criteri di incremento tipici dei premi di risultato, permettendo così di combinare premi economici e iniziative di welfare aziendale in modo efficace per valorizzare i risultati dei lavoratori.
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 rafforza due strumenti chiave:
- i buoni pasto elettronici, che diventano ancora più vantaggiosi e centrali nel welfare aziendale;
- i premi di produzione, che nel biennio 2026–2027 godono di una tassazione simbolica all’1%.
Due misure diverse, ma complementari, che puntano a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e a offrire alle imprese strumenti flessibili e fiscalmente efficienti per valorizzare il lavoro e i risultati.
Gli altri interventi previsti dalla manovra 2026
Oltre ai buoni pasto elettronici e ai premi di produzione, la Legge di Bilancio 2026 prevede un pacchetto di interventi per circa 22 miliardi di euro articolati in diverse aree di politica economica e sociale. Riassumendo:
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Fisco e redditi: riduzione dell’aliquota IRPEF al 33% per chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro. Agevolazioni fiscali anche per aumenti contrattuali, lavoro festivo o notturno e altri trattamenti accessori. Confermati i bonus per ristrutturazioni e mobili. Nuove regole per affitti brevi e flat tax, e raddoppio della tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax).
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Famiglie e politiche sociali: revisione dell’ISEE con aumento della soglia della prima casa esclusa dal calcolo. Incremento del bonus mamme e dei congedi parentali, contributi per libri scolastici e scuole paritarie, e rifinanziamento della “Carta dedicata a te” per beni di prima necessità. Previste risorse anche per genitori separati, caregiver e piccoli aumenti per le pensioni più fragili, con proroga dell’APE sociale.
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Sanità: stanziamenti aggiuntivi per nuove assunzioni, miglioramento dei trattamenti del personale sanitario e riduzione delle liste di attesa.
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Imprese e investimenti: incentivi per investimenti in beni strumentali e tecnologia (iperammortamento 2026–2028), crediti d’imposta per Industria 4.0 e per le zone economiche speciali, proroga della Nuova Sabatini (agevolazione per le PMI che riduce il costo dei finanziamenti destinati all’acquisto di beni strumentali e tecnologie), sterilizzazione di plastic e sugar tax e contributo sulle spedizioni da Paesi extra UE.
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Banche e assicurazioni: la manovra chiede un contributo maggiore al settore, aumentando l’IRAP e riducendo alcune agevolazioni fiscali, oltre a prevedere contributi straordinari sugli extraprofitti e versamenti aggiuntivi per le assicurazioni su veicoli e natanti.
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Pace fiscale e riserve auree: possibilità di definire carichi fiscali pregressi con rate fino a 9 anni. Conferma che le riserve auree della Banca d’Italia «appartengono al popolo italiano».
In sintesi, la manovra interviene su fisco, famiglie, sanità e investimenti, prevedendo strumenti di sostegno e regole per la gestione dei conti pubblici.