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paolo gardenghi all'evento welfare e pa
Welfare Aziendale

Oltre lo stipendio: il welfare aziendale come leva strategica per la Pubblica Amministrazione

Negli ultimi anni il welfare aziendale ha smesso di essere una prerogativa delle imprese private. Anche la Pubblica Amministrazione è chiamata a confrontarsi con nuove sfide: attrarre competenze, valorizzare le persone, favorire il benessere organizzativo e costruire ambienti di lavoro capaci di rispondere alle esigenze di chi vi opera ogni giorno.

Di questo si è parlato a Roma durante il convegno “Contrattazione e welfare nel pubblico impiego: diritti, servizi, futuro”, organizzato da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e operatori del settore per approfondire il ruolo del welfare nell’evoluzione del lavoro pubblico.

Tra i protagonisti dell’incontro anche Day, con l’intervento di Paolo Gardenghi, Responsabile Welfare Aziendale, che ha aperto la tavola rotonda dedicata al tema. A partire dai dati dell’Osservatorio BenEssere Felicità 2026 e del BEF Working Index, Gardenghi ha evidenziato il valore del welfare come leva concreta per sostenere lo sviluppo organizzativo e accompagnare le nuove esigenze delle persone, anche nel settore pubblico.

Una riflessione che conferma il ruolo del welfare come elemento strategico per accompagnare il cambiamento, offrendo alle amministrazioni strumenti concreti per affrontare le trasformazioni in corso e le nuove sfide organizzative.

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Oltre la retribuzione: il valore dello “stipendio emotivo”

Il punto di partenza dell’intervento è un cambiamento ormai evidente nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato: la retribuzione continua a essere fondamentale, ma da sola non basta a determinare la soddisfazione delle persone.

Accanto allo stipendio economico assume sempre più importanza il cosiddetto “stipendio emotivo”, fatto di qualità delle relazioni, riconoscimento professionale, equilibrio tra vita privata e lavoro, possibilità di crescere e di sentirsi parte di un’organizzazione che valorizza il contributo di ciascuno.

La sfida è trattenere le persone mantenendole coinvolte, motivate e consapevoli del valore del proprio lavoro.

I dati raccontano una PA più forte di quanto si immagini

Per introdurre il tema, Gardenghi ha sottolineato un dato che smentisce uno dei luoghi comuni più diffusi sul lavoro pubblico: secondo il BEF Working Index 2026, i dipendenti della Pubblica Amministrazione registrano un livello di benessere complessivo superiore a quello dei lavoratori del settore privato (51,7 contro 49,4, in una scala da zero a 100).

Un risultato che invita a guardare alla PA con uno sguardo diverso, riconoscendone il valore umano e organizzativo.

L’indice è composito e va a misurare sei diverse dimensioni del benessere. Quella che pesa maggiormente con un valore di 64,7 su 100 è lo PsyCap, il capitale psicologico delle persone. Cioè l’insieme delle risorse personali che permettono di affrontare il lavoro e il cambiamento.

Un concetto che richiama il modello HERO, elaborato dallo studioso Fred Luthans, che identifica quattro caratteristiche fondamentali:

  • Hope (Speranza), la capacità di trovare nuove strade e soluzioni quando si incontrano ostacoli
  • Efficacy (Autoefficacia), la fiducia nelle proprie capacità di affrontare compiti complessi
  • Resilience (Resilienza), la capacità di riprendersi dopo le difficoltà trasformandole in occasione di crescita
  • Optimism (Ottimismo), la fiducia nel futuro e nella possibilità che le cose evolvano positivamente.

Secondo Gardenghi, questi dati raccontano una Pubblica Amministrazione ricca di capitale umano. I lavoratori pubblici dimostrano livelli elevati di resilienza e capacità di problem solving: il 60% dichiara di sentirsi in grado di affrontare i compiti più impegnativi del proprio ruolo e di imparare dagli errori, mentre il 55% afferma di riuscire a trovare soluzioni alternative quando incontra ostacoli.

L’unico elemento su cui emerge maggiore fragilità è l’ottimismo, cioè la capacità di guardare con fiducia al futuro. E proprio per questo, il patrimonio umano va sostenuto e protetto.

Il welfare come “scudo sociale”

È qui che entra in gioco il welfare aziendale. Gardenghi lo definisce un vero e proprio “scudo sociale”, capace di mettere le persone nelle condizioni di lavorare con più serenità e di affrontare con meno preoccupazioni le esigenze della vita quotidiana.

I dati della ricerca spiegano bene il perché. Oggi il 44% dei lavoratori associa la felicità alla serenità e, subito dopo, il 30% la identifica con la possibilità di avere tempo per sé. Non sorprende quindi che il work-life balance (30%) venga indicato come il principale fattore di soddisfazione lavorativa, superando perfino la retribuzione economica (27%).

Emerge chiaramente anche la funzione sociale del welfare: più della metà dei lavoratori intervistati (57%) lo considera un aiuto concreto per sostenere il bilancio familiare e il 56% ritiene che contribuisca direttamente al proprio benessere e alla propria felicità lavorativa.

Per questo è fondamentale che il welfare venga gestito come una leva organizzativa capace di proteggere e valorizzare il capitale umano della Pubblica Amministrazione.

Attrarre talenti, ma soprattutto evitare l’apatia

L’intervento si è poi concentrato su una delle principali sfide che attendono la PA: la capacità di attrarre nuove professionalità e trattenere quelle già presenti.

I dati dell’Osservatorio mostrano che il 50% dei lavoratori prenderebbe in considerazione un cambio di lavoro nei prossimi dodici mesi. Se per la metà di loro la motivazione principale resta economica, assumono un peso crescente anche la flessibilità organizzativa (21%) e la qualità del welfare aziendale (18%).

Inoltre, il 59% considera il welfare un elemento determinante nella scelta del datore di lavoro. Per la Pubblica Amministrazione, che dispone di margini più limitati sulla leva retributiva, il welfare rappresenta quindi uno degli strumenti più efficaci per competere nell’attrazione dei talenti.

Gardenghi, però, invita a guardare oltre il tema del turnover. L’aspetto più preoccupante è un altro: la crescente apatia che emerge dalla ricerca. Il problema non è tanto chi desidera lasciare il proprio lavoro, ma di chi ci rimane senza sentirsi realmente coinvolto. Il rischio è avere persone presenti, ma non più ingaggiate.

È proprio su questo terreno che il welfare può fare la differenza, contribuendo a mantenere alta la motivazione e il senso di appartenenza.

La sostenibilità parte dalle persone

L’ultima riflessione proposta riguarda il concetto di sostenibilità sociale.

Per i lavoratori, infatti, la sostenibilità di un’organizzazione si misura più dall’attenzione concreta verso le proprie persone che dall’impatto sul territorio.

Secondo il BEF Working Index, il principale indicatore di questa attenzione è la capacità di favorire un corretto equilibrio tra vita e lavoro (32%), seguito dalla creazione di ambienti sicuri, rispettosi e inclusivi (24%). E anche sotto questo profilo la Pubblica Amministrazione registra risultati leggermente migliori rispetto al settore privato.

Un’altra conferma di come il welfare aziendale può diventare uno strumento operativo per costruire una Pubblica Amministrazione più attrattiva, sostenibile e capace di valorizzare il proprio capitale umano.

Il contributo di Day per una PA più attrattiva

L’intervento di Paolo Gardenghi restituisce un’idea di welfare evoluta, ben diversa da quella che lo riduce a un catalogo di benefit.

Per Day il welfare rappresenta una leva strategica di innovazione organizzativa, capace di accompagnare anche le amministrazioni pubbliche nella valorizzazione delle persone e nella costruzione di ambienti di lavoro più inclusivi, partecipati e sostenibili.

I dati del BEF Working Index mostrano che il capitale umano del settore pubblico costituisce già oggi uno dei suoi principali punti di forza. Investire sul welfare significa proteggerlo, svilupparlo e creare le condizioni affinché continui a generare valore, sia per chi lavora negli enti sia per la qualità dei servizi che ogni giorno vengono offerti ai cittadini.


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