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Decreto Lavoro 2026: un nuovo incentivo per le aziende che puntano sul welfare
Negli ultimi anni il welfare aziendale si è affermato come uno degli strumenti più efficaci per migliorare il benessere delle persone e rendere le organizzazioni più attrattive e sostenibili.
In questa direzione si inserisce anche una delle novità introdotte dal Decreto Lavoro 2026: uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, a conferma del crescente valore riconosciuto alle politiche di conciliazione tra vita professionale e vita familiare.
Il Decreto Lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile, prevede infatti un esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite massimo di 50.000 euro annui per azienda, per le imprese che conseguono la certificazione UNI/PdR 192:2026.
- Che cos’è la UNI/PdR 192:2026
- Come funziona lo sgravio e quando si applica
- Il welfare aziendale è tra le misure valorizzate dalla certificazione
- Un’opportunità che va oltre il beneficio economico
- Il supporto di Day per costruire un piano di welfare efficace
Che cos’è la UNI/PdR 192:2026
Pubblicata il 14 aprile 2026, la UNI/PdR 192:2026 è una Prassi di Riferimento elaborata da UNI, l’Ente Italiano di Normazione. Le Prassi di Riferimento sono documenti che raccolgono buone pratiche condivise e forniscono alle organizzazioni indicazioni operative su temi innovativi o in rapida evoluzione, rappresentando spesso un primo passo verso l’elaborazione di una futura norma tecnica.
Nello specifico, la UNI/PdR 192:2026 definisce un sistema di gestione dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, offrendo alle organizzazioni pubbliche e private un quadro metodologico per progettare, attuare, monitorare e migliorare nel tempo politiche orientate al benessere delle persone.
L’obiettivo è aiutare le aziende a integrare in modo strutturale misure che favoriscano l’equilibrio tra vita professionale e personale, promuovendo un’organizzazione del lavoro più inclusiva, attenta ai bisogni delle persone e capace di misurare l’efficacia delle iniziative adottate.
Come funziona lo sgravio e quando si applica
Lo sgravio non è automatico.
Per ottenerlo non è sufficiente adottare politiche di welfare aziendale: è necessario conseguire espressamente la certificazione UNI/PdR 192:2026 e rispettare i requisiti previsti dalla normativa.
Il welfare rappresenta però una delle leve che possono contribuire a costruire un’organizzazione orientata alla conciliazione tra vita lavorativa e vita privata.
Facciamo un esempio. Immaginiamo un’azienda con circa 50 dipendenti che versa ogni anno 500.000 euro di contributi previdenziali a proprio carico. Se ottiene la certificazione UNI/PdR 192:2026, grazie al nuovo incentivo previsto dal Decreto Lavoro può beneficiare di uno sgravio pari all’1% dei contributi versati.
In pratica:
- Contributi previdenziali versati: 500.000 €
- Sgravio dell’1%: 5.000 €
- Risparmio per l’azienda: 5.000 €
Più elevati sono i contributi versati, maggiore può essere il beneficio, fino al limite massimo di 50.000 euro annui previsto dalla normativa.
Il welfare aziendale è tra le misure valorizzate dalla certificazione
Per chi si occupa di welfare aziendale, la nuova prassi di riferimento rappresenta un segnale importante.
Tra gli strumenti richiamati dalla certificazione rientrano infatti numerose iniziative che fanno già parte delle politiche di welfare adottate da molte aziende.
Tra queste troviamo:
- fringe benefit, come buoni pasto, polizze sanitarie e rimborsi per spese scolastiche o sportive;
- servizi di cura, ad esempio convenzioni con badanti, centri diurni per anziani e supporto psicologico;
- forme di assistenza economica, come contributi per spese mediche o educative;
- percorsi di formazione dedicati alla genitorialità, alla cura e al bilanciamento tra vita privata e lavoro.
Al di là della classificazione adottata dalla prassi — che su alcuni aspetti potrà richiedere ulteriori chiarimenti interpretativi, anche alla luce della disciplina fiscale vigente — emerge un elemento chiaro: il welfare aziendale viene riconosciuto come una leva fondamentale per costruire organizzazioni più attente alle persone.
Un’opportunità che va oltre il beneficio economico
Lo sgravio contributivo rappresenta certamente un incentivo interessante, ma il valore della certificazione va ben oltre il vantaggio economico.
Investire in politiche di welfare significa rafforzare la capacità dell’azienda di attrarre e trattenere talenti, migliorare il clima interno, sostenere la genitorialità e rispondere in modo concreto ai bisogni di lavoratrici e lavoratori. Tutti elementi che contribuiscono a rendere l’organizzazione più resiliente, inclusiva e competitiva.
Il supporto di Day per costruire un piano di welfare efficace
Da anni Day affianca le aziende nella progettazione di soluzioni di welfare capaci di rispondere alle esigenze delle persone e agli obiettivi delle organizzazioni.
In questo nuovo scenario possiamo supportare le imprese nell’individuazione delle misure di welfare più coerenti con i requisiti della UNI/PdR 192:2026, valutando insieme le soluzioni più efficaci e accompagnandole nell’implementazione di un piano realmente sostenibile.
Ogni progetto richiede infatti un’attenta analisi dei requisiti previsti dalla normativa e della corretta applicazione delle disposizioni fiscali e contributive, in particolare quando si parla di fringe benefit, rimborsi e altri strumenti di welfare.
Per questo è importante affrontare il percorso con il supporto di un partner esperto, capace di trasformare una novità normativa in un’opportunità concreta di crescita organizzativa.
La certificazione UNI/PdR 192:2026 apre una nuova prospettiva per le imprese che vogliono investire nel benessere delle persone. Con il supporto di Day è possibile costruire un piano di welfare che non si limiti a soddisfare un requisito, ma diventi uno strumento capace di generare valore per l’azienda e per chi vi lavora ogni giorno.
Il welfare aziendale è obbligatorio per ottenere la certificazione?
La certificazione valuta l'insieme delle politiche adottate dall'azienda per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. Tra queste rientrano anche le iniziative di welfare aziendale, come fringe benefit, servizi di supporto alla famiglia, contributi per istruzione o assistenza e percorsi dedicati al benessere delle persone. Un piano di welfare ben strutturato rappresenta quindi un elemento importante del percorso di certificazione.
Perché questa certificazione può essere un'opportunità anche oltre lo sgravio?
Il vantaggio economico è solo uno degli aspetti. Adottare politiche orientate al benessere delle persone può aiutare l'azienda a migliorare il clima interno, attrarre nuovi talenti, fidelizzare i collaboratori e rafforzare la propria reputazione come datore di lavoro attento alle esigenze di chi lavora.
Da dove conviene iniziare se la mia azienda vuole ottenere la certificazione?
Il primo passo è verificare quali politiche di conciliazione tra vita privata e lavoro sono già presenti in azienda e individuare gli eventuali interventi da integrare. Tra questi può rientrare anche un piano di welfare aziendale, che, se progettato in modo coerente con i requisiti della UNI/PdR 192:2026, può contribuire al percorso di certificazione e generare valore sia per l'impresa sia per le persone.