Senza categoria
Marzo 30, 2018
Senza categoria
App Buoni Pasto Day: il mondo dei buoni pasto nello smartphone
E' gratuita e si può scaricare da AppleStore e dal PlayStore. E' la App Buoni Pasto Day, strumento indispensabile per chi utilizza i buoni pasto per la sua pausa pranzo.
Questa breve guida illustrerà le caratteristiche dell'applicazione per smartphone più diffusa del settore.
Sono 3 le funzioni principali della App: Trovalocali, Calcolatrice e Blog.
Trovalocali
Attraverso il servizio di posizione del device è possibile rilevare i migliori locali convenzionati intorno allo smartphone. Si può effettuare una scelta degli esercizi convenzionati in base al tipo di buono che si possiede.
La App consente di effettuare anche una selezione manuale della zona da rilevare e di fissare alcuni esercizi come preferiti.
[gallery columns="2" link="file" ids="17520,17521,17522,17523,17524,17525"]
Calcolatrice
Niente a che vedere con la app che si trova di default su tutti gli smartphone. App Buoni Pasto Day offre un calcolo specifico e immediato in base al valore del buono pasto che si utilizza.
Blog
La App Buoni Pasto Day è uno strumento per mantenersi aggiornati su tutto quello che riguarda la pausa pranzo. La sezione Blog permette di visualizzare le ultime news.
Una App dinamica e personalizzabile, dunque, che ogni utilizzatore di buoni pasto Day non può non installare sul proprio device. Anche perché è completamente gratuita!
Gennaio 29, 2018
Senza categoria
Welfare nel gruppo Inman, esempio di conciliazione vita lavoro
Il gruppo Inman è composto da quattro aziende dello stesso gruppo, per un totale di circa 350 dipendenti. Da qualche mese hanno accesso a servizi di welfare in base alla nuova normativa.
In maniera lungimirante, Inman ha nel suo dna l'attenzione ai bisogni dei suoi collaboratori. Cogliendo le opportunità offerte dal welfare aziendale hanno scelto il portale digitale Day Welfare per offrire servizi. Implementato dal provider di servizi di benessere alle imprese Day gruppo UP, la piattaforma è uno strumento a disposizione di ogni dipendente che potrà beneficiare di prestazione o rimborsi sanitari, sostegno assistenziale ai famigliari, previdenza integrativa ed entertainment per rispondere in maniera efficace ai bisogni di ognuno.
Il gruppo Inman è composto da Bettinelli F.lli Spa e API srl, nel territorio cremasco e Colombo Filippetti Spa e Ceap nel territorio trevigliese tutte attive nel settore metalmeccanico. Inman è tra gli esempi virtuosi di chi ha saputo unire tutte le opportunità offerte del contratto nazionale, in accordo con quello di secondo livello. L'attenzione ai dipendenti si concretizza nei vantaggi offerti dalla nuova normativa.
Elder Dolci, Human Resources and Financial Manager di Bettinelli f.lli Spa, deus ex machina spiega come le società del gruppo Inman sono arrivate a introdurre il welfare in azienda e in particolare il portale customizzato Day Welfare.
La Legge di Bilancio 2016 ha modificato la normativa sul welfare e dato nuovo stimolo al settore. State cogliendo tutte le opportunità offerte, come è partito il percorso di introduzione di un piano di welfare?
[caption id="attachment_17778" align="alignleft" width="300"] Elder Dolci, Human Resources and Financial Manager di Bettinelli f.lli Spa[/caption]
In occasione del rinnovo del contratto nazionale del settore metalmeccanico abbiamo deciso di intraprendere un percorso di welfare per i nostri dipendenti.
Abbiamo cercato la collaborazione di tutti, dalle maestranze alle rappresentanze sindacali e sviluppato questa iniziativa che pensiamo abbia portato benefici a tutti i dipendenti. All'interno del nostro gruppo abbiamo sempre valorizzato le risorse umane e ci siamo sempre posti il problema di riconoscere qualcosa in più ai lavoratori anche in termini di potere d’acquisto. Per fare questo ci siamo mossi all'interno di quanto prevedono le norme. Anche in precedenza avevamo introdotto misure di welfare, ma non c’erano ancora gli strumenti adatti, per questo avevamo inserito alcuni benefit riconducendoli all'interno della busta paga. Ci siamo posti il problema di trovare una soluzione per far partecipi i nostri dipendenti del successo aziendale e quindi con le ultime innovazioni da questo punto di vista abbiamo abbracciato l’idea di un portale che offrisse le più ampie opportunità di scelta per dare soddisfazione al personale.
Il welfare è un sostegno a 360 gradi in base alle esigenze del lavoratore. Nel vostro caso, in base alla popolazione aziendale, che tipo di bisogni sono stati espressi dai vostri dipendenti?
Quello del portale vuole essere un supporto importante, ma non esaustivo. Ci interessava far partecipi i nostri dipendenti e far capire loro che questa è un’integrazione e non sostituisce tutto il resto già acquisito. È difficile far partecipi di un progetto se non è conosciuto al cento per cento. Per questo, in questa prima fase stiamo facendo abituare il nostro personale ad utilizzare uno strumento nuovo, che prima non conoscevano come il portale Day Welfare. Il nostro gruppo non si ferma qui, abbiamo già in mente altre iniziative per la conciliazione tempo e lavoro che porteremo avanti nei prossimi anni.
Come hanno risposto finora i dipendenti alla novità introdotta?
Inizialmente c’è stata qualche resistenza, dovuta alla poca dimestichezza verso uno strumento digitale sostanzialmente nuovo. Siamo partiti da un paio di mesi e il clima aziendale è buono, perché le persone cominciano a capire come utilizzare il portale welfare e si è attivato un meccanismo di passaparola interno. I più esperti consigliano le strategie migliori per usufruire pienamente del portale e godere dei benefici di welfare che esso offre.
I primi mesi dall'attivazione del piano di welfare danno un riscontro sicuramente positivo e adesso porremo in atto altre iniziative nel campo della comunicazione. È importane aiutare i dipendenti a capire che ci possono essere benefici che vanno oltre i benefit legati al carrello della spesa. Proprio con questa finalità abbiamo scelto un portale welfare che offra più opportunità possibili per andare incontro alle esigenze di tutti. Ci rivolgiamo al padre di famiglia che deve pensare all'istruzione dei figli, a chi ha necessità legate alla salute, al lavoratore che ha problemi ad assistere genitori anziani o a chi, semplicemente, vuole beneficiare di qualche hobby, o sviluppare un interesse personale. Welfare è anche questo e faremo comunicazione mirata per far capire quali sono le scelte possibili individuali e far capire come tutti possono trovare soddisfazione nell'adesione al portale Day Welfare.
Avete coinvolto i sindacati presenti all'interno dell’azienda?
Siamo partiti in maniera autonoma, per scelta della dirigenza, ma abbiamo inquadrato questo passaggio anche attraverso la contrattazione aziendale di secondo livello. C’è una precisa volontà da parte della proprietà di mettere i dipendenti a loro agio nello svolgere le loro mansioni. L’attenzione verso il benessere del dipendente di tutte le società del gruppo, nella Bettinelli, nella Colombo Filippetti, nella Ceap e nell'Api è sempre stato presente. Questo è stato il drive dell’iniziativa che ci ha portato a dialogare per cogliere l’occasione del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Metalmeccanico e integrare il nostro contratto di secondo livello.
L’obiettivo era quello di dare ancora più soddisfazione rispetto a quanto già facevamo di welfare, quel welfare in busta paga che poteva essere migliorato. Per utilizzare al meglio le opportunità offerte dal welfare ci siamo avvalsi dei rapporti consolidati che ci sono con le Rsu e i sindacati, approfittando delle leggi che ci sono a disposizione. La scelta di uno strumento come il portale Day Welfare è stata conseguenza di questo percorso.
Welfare nel gruppo Inman, esempio di conciliazione vita lavoro
Gennaio 19, 2018
Senza categoria
Day Market è l’e-commerce ideale per ogni affiliato buoni pasto!
Hai un locale, un bar, un supermercato o un ristorante. Sei affiliato e ritiri i buoni pasto Day dai tuoi clienti. Sei soddisfatto del fatto che grazie allo strumento dei ticket, in pausa pranzo tanti lavoratori scelgono il tuo esercizio. E' così che hai fidelizzato una clientela che ormai sa che da te potrà rilassarsi e mangiar sano prima di tornare sul posto di lavoro.
Conosci i servizi connessi al buono pasto, la qualità del servizio offerto da Day, ma ancora non sei a conoscenza di un'ulteriore opportunità di risparmio. Day ha sviluppato un market virtuale riservato ai suoi 110.000 esercizi affiliati, un e-shop esclusivo dove poter acquistare prodotti per il locale affiliato. Si chiama DayMarket e ti permette di convertire il valore dei buoni Day ritirati in prodotti per il tuo locale. Il risparmio è duplice: prodotti essenziali per la tua attività a prezzo speciale e un risparmio immediato sulla commissione dovuta a Day.
Puoi acquistare in autonomia, loggandoti con le credenziali del sito DayClick e utilizzando il valore delle fatture in attesa di pagamento.
Puoi far riferimento al tuo referente commerciale e incontrarlo per chiedere informazioni aggiuntive sull'e-commerce Day Market e offerte specifiche. Invia una mail a info@daymarket.it o contatta il servizio clienti Day Market al numero 199285555.
Day Market garantisce promozioni periodiche su tante tipologie di prodotti. Fino a fine gennaio potrai beneficiare di tisane e infusi con sconto, per esempio. Puoi offrire un pacchetto detox ai tuoi clienti o fare scorta per tutto l'inverno.
Cercare prodotti su Day Market è molto semplice per un affiliato, infatti sono tutti divisi in categorie tematiche. Cinque linee di prodotti riconoscibili da un colore identificativo e merceologico. Surgelati, bevande, prodotti freschi, inscatolati, accessori, e anche buoni spesa, per un servizio completo e utile con consegna a domicilio o dove vuoi tu.
Day ringrazia con servizi innovativi ogni affiliato che la sceglie quale partner per la sua attività. Day Market è un esempio che coniuga risparmio con l'utilità e le tecnologie digitali più moderne per offrire sempre servizi utili.
[caption id="attachment_17794" align="aligncenter" width="600"] DAY MARKET È L’E-COMMERCE IDEALE PER OGNI AFFILIATO BUONI PASTO[/caption]
Novembre 29, 2017
Senza categoria
Nuovi trend, regalare voucher shopping per gratificare i dipendenti
Stop a ceste natalizie, penne, agende e altri gadget inutili o addirittura fastidiosi. Il regalo aziendale giusto per gratificare i dipendenti è quello che permette loro di scegliere. Come i voucher shopping, che si presentano sotto forma di carnet di buoni e consentono a chi li riceve di spenderli in base ai gusti personali.
[caption id="attachment_18903" align="alignleft" width="300"] Cadhoc rende protagonista: chi lo riceve sceglie il suo regalo[/caption]
Una soluzione che risponde al nuovo trend è Cadhoc, decisamente conveniente per l'azienda che ricorre a questo servizio di voucher shopping per fare omaggi al proprio personale. II servizio ideato e realizzato da Day gruppo UP (già colosso italiano dei buoni pasto) porta concreti vantaggi fiscali all'azienda che sceglie di gratificare in questo modo il personale.
Il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore viene cementato dalle best practice del primo nei confronti del secondo. Il voucher shopping è ideale, in quanto lascia libero di scegliere tra tante soluzioni diverse, off e online. L'azienda consegna, infatti ai dipendenti un carnet di voucher shopping del valore stabilito. Sarà il beneficiario stesso a decidere cosa regalarsi e può dare sfogo a ogni fantasia, indipendentemente dai gusti.
Cadhoc, infatti è versatile e pratico: consultando il sito TrovaNegoziCadhoc il dipendente individua il negozio preferito dove recarsi, sceglie l'oggetto dei desideri e paga direttamente con il buono regalo. I più tecnologici, quelli che cercano il gadget originale o un accessorio introvabile possono convertire i buoni regalo in credito da spendere nelle piattaforme e-commerce più famose, ordinare online e ricevere quanto scelto a domicilio. Tra gli altri, possono decidere di fare acquisti su Amazon, Zalando, Ibs, Mediaword.it, noleggiare e guardare film tramite ChiliTV, e convertire in una card da spendere nei negozi Decathlon.
Nuovi trend, regalare voucher shopping per gratificare i dipendenti
A disposizione anche la possibilità di trasformare il voucher shopping Cadhoc in buoni carburante Q8 e Ip, un'ulteriore soluzione che va incontro alle molteplici esigenze delle persone.
I voucher sono stampati con i dati aziendali, ma è possibile la personalizzazione con il nome del beneficiario, una frase augurale o un logo specifico. Ogni volta che il blocchetto è preso in mano dal collaboratore si ricorderà di questo dono gradito, perché Cadhoc è il miglior regalo possibile, quello che lascia liberi di scegliere!
Riassumendo: il voucher shopping Cadhoc è il regalo di Natale perfetto per i dipendenti, perché
[caption id="attachment_17502" align="alignright" width="300"] Singolo buono Cadhoc, viene raccolto in carnet di voucher shopping dello stesso valore. I buoni possono anche essere spesi singolarmente.[/caption]
è una sorpresa vera, l’omaggio che il dipendente non si aspetta
è sempre gradito dal lavoratore: il regalo lo sceglie lui stesso tra migliaia di negozi sul territorio e i più famosi shop e-commerce
è pratico, pensa a tutto Day: stampa i carnet con i buoni Cadhoc del valore scelto. Li personalizza con il logo o la ragione aziendale o una frase. Li spedisce in azienda e l’unico compito per l’amministrazione è quello di distribuirli
è conveniente: l’azienda può corrispondere ad ogni dipendente erogazioni liberali fino al limite annuale di €258.23 (art. 51 comma 3 del TUIR). Ma con Cadhoc l’importo scelto è percepito interamente, senza tassazione, cosa che non accadrebbe con una somma di denaro in busta paga
è venduto fuori campo IVA (Art. 2 3° comma Lettera a DPR 633/72).
Ecco dunque perché i nuovi trend del fringe benefit vedono i voucher shopping quali miglior omaggio natalizio che un’azienda può fare ai suoi dipendenti.
Per concretizzare il risparmio e scoprire quanto è vantaggioso Cadhoc rispetto ad altre soluzioni:
Leggi altri post per scoprire altri vantaggi sul buono shopping più versatile e interessante
Chiama il Numero Verde 800 834009 di Day gruppo UP per un colloquio con un esperto
Lascia i tuoi dati, ti chiamerà un consulente capire le tue esigenze e darti tutte le informazioni in merito
Consulta il sito ufficiale dedicato Cadhoc.it
Sperimenta direttamente il servizio con un acquisto su CadhocShop, l’e-commerce dei buoni regalo
Nuovi trend, regalare voucher shopping per gratificare i dipendenti
Settembre 15, 2017
Senza categoria
Il buono pasto in Italia. Cosa è e come funziona dopo la riforma di agosto 2017
ANSEB (Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto) è la principale associazione di rappresentanza delle aziende che esercitano attività di emissione dei buoni pasto. I soci della Associazione rappresentano oltre il 70% del mercato dei servizi sostitutivi di mensa. Le azioni della Associazione sono coerenti con i valori della legalità, della concorrenza, della responsabilità sociale d’impresa, della tutela alla salute e del riconoscimento della dignità del lavoro. ANSEB aderisce a FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, socia di Confcommercio - Imprese per l’Italia.
IL BUONO PASTO IN ITALIA. COSA È E COME FUNZIONA DOPO LA RIFORMA DI AGOSTO 2017
Per chiarire dubbi e incomprensioni sul decreto che ha rinnovato la gestione del servizio buoni pasto, Anseb ha pubblicato una nota che riportiamo integralmente e che risponde a molti dubbi sollevati dalla stampa.
È ora in vigore il decreto 7 giugno 2017, n. 22 recante nuove disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, meglio conosciuti come “buoni pasto”. Si presentano in sintesi le novità e, conseguentemente, la nuova cornice legislativa che regola il mercato dei buoni pasto in Italia.
DEFINIZIONE
In premessa è bene ripresentare la definizione di buono pasto come esplicitata nel nostro ordinamento.
Il buono pasto è il documento di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, che attribuisce al titolare il diritto ad ottenere un servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale del buono presso gli esercizi convenzionati con la società emettitrice del documento.
Tale definizione, confermata all'articolo 2 del decreto 122/2017, comporta (da sempre e non da ora) che:
a) Il buono pasto NON è mai e in nessun modo uno strumento di pagamento. Sbaglia dunque chi, anche in questi giorni e in prestigiose testate giornalistiche, ha definito il buono pasto “denaro per fare la spesa”. Per il nostro ordinamento fiscale, come chiarito più volte dalla Agenzia delle Entrate, il buono pasto è un c.d. single purpose voucher che garantisce il godimento di una sola prestazione bene identificata: il servizio sostitutivo di mensa. Questo può realizzarsi mediante somministrazione diretta di pasti pronti al consumo o mediante l’acquisto di bevande e alimenti destinate alla produzione dei cibi da consumare nelle pause lavorative.
b) In esito a un precedente intervento (entrato in vigore a luglio 2015) sono diverse le soglie di esenzione che permettono al buono pasto di non essere considerato reddito da lavoro. Si tratta di 5,29 euro in caso di buono cartaceo e 7 euro in caso di buono elettronico. In altre parole, con i buoni pasto può essere garantito ai lavoratori un reddito annuo destinato alla alimentazione di circa 1.165 (cartaceo) o 1.540 (elettronico) totalmente detassato.
c) Il buono pasto non può essere utilizzato da chiunque, bensì dal solo “titolare”, ovvero colui al quale il datore di lavoro ha riconosciuto il buono pasto. Per questo il buono pasto, da sempre, non è cedibile, né commercializzabile (e, quindi, non è riutilizzabile dagli esercenti che lo ritirano).
d) Il lavoratore ha il diritto al riconoscimento dell’intero valore nominale riportato sul buono. Sono quindi illecite misure di decurtazione di punti percentuali di questo valore o la fissazione di soglie sopra/sotto le quali non è possibile pagare con i buoni pasto. 00153 ROMA Piazza G. G. Belli, 2 Tel. 06/58.39.21 Fax 06/5818682 segreteria@anseb.it
e) Il titolare non deve necessariamente essere un lavoratore dipendente, a tempo pieno o parziale, poiché i buoni pasto possono essere assegnati anche ai collaboratori della società, ossia a figure di lavoratori non dipendenti.
LE NOVITA’
Ampliamento degli esercizi presso i quali può essere utilizzato il buono pasto
Per una esplicita e più volte confermata volontà politica del Ministero dello Sviluppo Economico, amministrazione che ha firmato il decreto, dal 9 settembre 2017 il buono pasto può essere speso non soltanto presso gli esercizi legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande (bar e ristoranti), le mense aziendali e interaziendali, le gastronomie, le rosticcerie e la grande distribuzione organizzata, come in precedenza, bensì anche presso i mercati, i locali di vendita gestiti dai coltivatori diretti o adiacenti alle industrie di produzione di alimenti (c.d. spacci), gli agriturismi e gli ittiturismi.
Ampliamento dei prodotti ottenibili e conferma che il buono pasto NON è un buono spesa
L’articolo 2 del decreto n. 122/2017 conferma che i beni acquistabili, se non somministrati, devono essere «pronti al consumo». A questa espressione, tuttavia, non associa più la parola «immediato», prevista in precedenza. Il buono pasto, quindi, NON può essere in nessun caso confuso con un generico «buono spesa», mantenendo ancora la natura originaria di «servizio sostitutivo di mensa» destinato all'acquisto e al consumo (anche quando non contestuale) del pranzo o della cena. In altre parole, il Legislatore ha permesso l’uso del buono pasto anche per la fruizione del pasto preparato o consumato a casa (fattispecie ancora maggioritaria nel nostro Paese), ma continua a vietare l’uso del buono per il pagamento di prodotti non alimentari o alimentari se consumabili solo previa manipolazione.
Permessa la cumulabilità fino a 8 buoni
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di adattare la regolamentazione del buono pasto all'utilizzo diffuso e non, al contrario, di sanzionare la prassi nella speranza di ricondurla alla lettera della norma. Di conseguenza, in luogo del precedente divieto al cumulo del buono pasto (ovvero era obbligatorio l’utilizzo di un solo buono pasto per giornata lavorativa), vige ora la possibilità di cumulare fino a otto buoni per singola transazione e singola giornata, non necessariamente lavorativa (fermo restando il calcolo dei buoni pasto dovuti in connessione alle giornate lavorative svolte). Tale soluzione risolve anche le difficoltà nell'utilizzo dei buoni pasto connesse al modesto valore medio dei documenti in circolazione, inferiore a 4 euro e quindi insufficiente a garantire il pagamento di un pasto intero. 00153 ROMA Piazza G. G. Belli, 2 Tel. 06/58.39.21 Fax 06/5818682 segreteria@anseb.it
Nuovi accordi di convenzionamento a difesa dei piccoli esercenti
L’articolo 5 del decreto in esamina regola il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionati. Sono diverse le novità della nuova disciplina, in buona parte ispirata ai capitolati di gara delle concessioni pubbliche in materia di servizi sostituivi di mensa. La preoccupazione del Legislatore è certamente stata quella di garantire chiarezza e trasparenza del mercato arrestando il proliferare dei c.d. servizi aggiuntivi e impedendo comportamenti vessatori da parte degli emettitori verso gli esercenti. Al primo obiettivo mira il divieto di negoziazione di commissioni (c.d. sconto incondizionato) pagate dagli esercenti agli emettitori aventi valori più alti rispetto a quelli dichiarati in sede di gara pubblica. Questa norma è da leggersi in combinato disposto con quanto previsto dal Codice degli Appalti. Il contemporaneo effetto delle due disposizioni dovrebbe “congelare” e rendere certo il valore dello sconto incondizionato, rendendo così superfluo il ricorso a servizi aggiuntivi giustificati solo dal recupero dei margini persi con il ribasso concesso per vincere la gara. In questo senso prezioso anche il chiarimento circa la c.d. offerta di base, ovvero il servizio, senza alcun “extra”, idoneo ad assicurare al cliente un servizio completo di gestione e rimborso dei buoni pasto. I servizi aggiuntivi a questa offerta di base (che devono consistere in prestazioni che abbiano una oggettiva e diretta connessione con il contenuto del contratto) devono essere in ogni caso «facoltativi». Conforme al conseguimento del secondo obiettivo è, infine, l’esplicito e inedito divieto imposto alle società emettitrici di negare l’integrale pagamento di una fattura contestata in misura parziale (sono solo i contenuti contestati a poter non essere pagati).
Confermato il trattamento IVA del buono pasto
Le disposizioni finali del decreto 122/2017 confermano la ricomprensione dell’IVA nel valore facciale del buono pasto. Si tratta di una particolarità prevista da quando questo strumento è presente nel nostro ordinamento. Non appare d’altra parte in alcun modo problematica questa caratteristica, essendo unica l’IVA applicabile in caso di fruizione del servizio sostitutivo di mensa mediante buono pasto, ovvero l’imposta prevista per la somministrazione di bevande e alimenti o la cessione di prodotti alimentari pronti al consumo. Basta infatti accedere al servizio a mezzo della legittimazione sottesa al buono pasto per modificare la natura di quanto fruito, anche nel caso di diversa IVA originaria: se è così acquisito, infatti, ciò assume la conformazione di servizio di somministrazione atto a soddisfare l’esigenza di consumo del pasto, perciò “ivato” al 10%.
Il dubbio dell’ambito di applicazione
Il decreto 122/2017 regola tanto il mercato pubblico, quanto quello privato. È assolutamente ragionevole la scelta operata in questo senso dal Ministero competente, utile a definire regole chiare e uguali per tutti. Non è però detto che tale razionalità politica sia giuridicamente corretta, poiché il decreto in esame esercita una delega contenuta nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 dedicato alla «aggiudicazione dei contratti di 00153 ROMA Piazza G. G. Belli, 2 Tel. 06/58.39.21 Fax 06/5818682 segreteria@anseb.it concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto (…) nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture». Non è inutilmente puntigliosa la preoccupazione di chi ipotizza un possibile superamento della delega operato prevedendo l’applicazione anche al mercato privato di quanto stabilito dal decreto. Tale punto sarà certamente chiarito da successivi atti interpretativi o dalla giurisprudenza.
Si ricorda infine che l’articolo 6 del decreto prevede un periodo di diciotto mesi dedicati al monitoraggio degli esiti delle nuove norme e all'eventuale loro correzione o integrazione.