Tanti servizi su misura adatti a tutti gli stili di vita dei dipendenti. Salute, famiglia, previdenza , trasporto, tempo libero e acquisti.
Welfare Aziendale
Servizi che danno colore al lavoro dei dipendenti e alla vita privata
Welfare Aziendale
Maggio 16, 2023
Welfare Aziendale
Viaggi e vacanze con il welfare aziendale, ecco cosa sapere
I voucher welfare per viaggi e vacanze rappresentano uno strumento sempre più diffuso tra le aziende per premiare i dipendenti. Questi buoni offrono la possibilità di trascorrere le vacanze con la famiglia o con gli amici e di usufruire di numerose agevolazioni su biglietti, strutture, soggiorni e attività di svago. Ma come funzionano esattamente e quali sono i vantaggi?
Il welfare aziendale è un insieme di servizi e di benefici che le aziende scelgono di offrire ai propri dipendenti oltre allo stipendio. Tra i diversi fringe benefits e flexible benefits utilizzati dalle imprese, i buoni welfare per viaggi e vacanze sono tra i più apprezzati perché se da una parte contribuiscono al benessere psicofisico del dipendente, dall’altra migliorano soddisfazione lavorativa e motivazione e consolidano il senso di appartenenza all’azienda. Ma come funzionano di preciso e quali sono le regole per utilizzarli? Ne parliamo in questo articolo.
Cosa sono e come utilizzare i buoni welfare per viaggi e vacanze
Quali sono i vantaggi per i dipendenti
Quali sono i vantaggi per le aziende
Cosa sono e come utilizzare i buoni welfare per viaggi e vacanze
I buoni welfare aziendali per i viaggi rappresentano un’interessante opportunità per tutti i dipendenti che amano trascorrere il tempo libero e le ferie in vacanza. Grazie a questi benefit è possibile infatti coprire una vasta gamma di spese come, ad esempio, pacchetti vacanza, hotel e voli. Ma come funzionano?
L’utilizzo dei buoni welfare per le vacanze è strettamente correlato alle politiche interne e alle scelte dell’azienda. Prima di tutto, i dipendenti dovranno verificare quali strutture, siti web e partner sono convenzionati con la propria azienda. Per farlo basterà consultare la piattaforma di welfare aziendale scelta dal datore di lavoro.
Una volta raccolte queste informazioni, il dipendente potrà prenotare e organizzare la vacanza in autonomia oppure affidandosi a un’agenzia di viaggio convenzionata. In entrambi i casi sarà possibile approfittare di offerte vantaggiose e risparmiare denaro senza rinunciare alla qualità dei servizi.
Per poter utilizzare il welfare aziendale desinato a vacanze e viaggi è molto importante fare riferimento alla normativa vigente. L’utilizzo di questi voucher, infatti, è soggetto ad alcune regole. Prima di tutto, il valore del bonus non può in nessun caso essere corrisposto in contanti. Il lavoratore, infatti, non potrà chiedere denaro in sostituzione del credito previsto dal voucher. Altro dettaglio da non sottovalutare è il divieto di cedere il proprio voucher a terzi. Il dipendente, quindi, potrà utilizzare il buono esclusivamente per l’acquisto di una vacanza per se stesso e per i suoi familiari.
Quali sono i vantaggi per i dipendenti
L’utilizzo dei buoni welfare per viaggi e vacanze offre numerosi benefici ai dipendenti. Non a caso rientrano tra i premi produttivi più apprezzati dai lavoratori. Ecco le ragioni principali:
Benessere psicologico: che sia in estate o in inverno, al mare o in montagna, passare il tempo libero in vacanza con la famiglia, gli amici o persino con i colleghi ha un effetto estremamente positivo sul proprio benessere psicologico. Le vacanze, si sa, riducono lo stress e aiutano a migliorare l’umore. Di conseguenza, un lavoratore più sereno nella sfera privata lo sarà anche in quella lavorativa;
Risparmio di denaro: i dipendenti che utilizzano i buoni welfare per viaggi e vacanze hanno l’opportunità di risparmiare anche tramite rimborso e quindi di coprire, in parte o del tutto, spese di trasporto, pasti, alloggio e altri servizi o attività, riducendo così la spesa complessiva;
Flessibilità: grazie a questi benefit aziendali il dipendente può organizzare la vacanza con la massima flessibilità, assecondando le proprie esigenze e preferenze personali per quanto riguarda destinazioni, periodo, attività da svolgere e tipo di alloggio. In base alle convenzioni e alle opzioni disponibili nella piattaforma welfare, potrà infatti selezionare il tipo di vacanza che più gli si addice;
Acquisizione di nuove competenze: il dipendente potrà scegliere se organizzare la propria vacanza con i colleghi per partecipare a eventi, corsi di formazione e seminari. In questo modo potrà coniugare momenti di svago a opportunità di crescita professionale e avrà l’occasione di rafforzare il legame con i colleghi di lavoro, cosa che contribuirà a creare un clima lavorativo armonioso, positivo e collaborativo.
Quali sono i vantaggi per le aziende
Le aziende hanno a disposizione diverse soluzioni per premiare i dipendenti. Vuoi saperne di più? Dai un’occhiata al portale Day Welfare e scopri tutti i modi per creare un piano welfare su misura basato sulle esigenze aziendali e volto al benessere dei dipendenti.
I buoni welfare aziendali da spendere per vacanze e viaggi rappresentano un grande vantaggio anche per il datore di lavoro. Ecco alcuni dei principali benefici:
Vantaggi fiscali: questa tipologia di premio aziendale può essere dedotta fiscalmente come spese per il personale, riducendo in questo modo il costo del lavoro;
Fidelizzazione dei dipendenti: i dipendenti che riceveranno questi benefici potranno sentirsi maggiormente apprezzati e gratificati. Tutto ciò si traduce in un minor tasso di turnover aziendale e di assenteismo e in un ambiente di lavoro più stabile e piacevole;
Maggiore produttività: il buono welfare per viaggiare può rappresentare un incentivo per i dipendenti e far sì che questi si sentano maggiormente motivati a raggiungere gli obiettivi lavorativi;
Immagine dell’azienda e maggiore attrattività: l’azienda che sceglie di premiare i propri dipendenti con questi bonus avrà maggiori possibilità di distinguersi dalla concorrenza e di attirare talenti e potenziali candidati, creando così un team di lavoro più performante e di alto livello.
Marzo 08, 2023
Welfare Aziendale
Il Timesitter aziendale per regalare tempo e serenità ai lavoratori
Bollette da pagare, pacchi da spedire, incombenze quotidiane… la vita delle persone può essere piena di impegni inderogabili, spesso fonte di grande stress. È qui che entra in gioco il Timesitter aziendale, un benefit esclusivo pensato per prendersi cura del personale.
Viene solitamente chiamato maggiordomo aziendale, ma Timesitter rende meglio l’idea, perché si prende cura del bene più prezioso delle persone: il tempo. E sappiamo quanto la cura del tempo sia cruciale per migliorare la conciliazione vita-lavoro delle persone.
Il Maggiordomo Aziendale si affianca ai Piani di Welfare Aziendale per integrarli con servizi mirati a migliorare la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti, rendendo l’azienda più attrattiva.
Come funziona il servizio
Perché scegliere il welfare aziendale
Perché attivare le soluzioni Up Day per il timesaving e il caregiving
Ricerca e dati sul welfare aziendale
Come funziona il servizio
Il Timesitter è il collega-alleato in azienda:una persona di fiducia sempre disponibile per supportare i dipendenti nella gestione della loro quotidianità. Gestisce i servizi dalla richiesta alla consegna, garantendo la serenità dei dipendenti e nessun impegno operativo da parte dell’azienda.
Day analizza le esigenze dell’azienda e propone i servizi su misura per i dipendenti.
L’azienda attiva i servizi desiderati, il dipendente sceglie in piattaforma i servizi salva-tempo di cui ha bisogno.
L’ abbonamento Genius4U può essere in modalità LIGHT, per gestire i servizi completamente da piattaforma, ideale per le piccole imprese e gli studi professionali. Un abbonamento EASY, dove oltre alla piattaforma web c’è un Timesitter presente fisicamente in azienda, ideale per le aziende medio-grandi, anche in smartworking. Infine l’abbonamento VIP dove il Timesitter ritira e consegna anche a domicilio del dipendente, la soluzione migliore per le aziende che lavorano in full remote.
Il Timesitter gestisce le richieste e le coordina con i partner selezionati sul territorio, scelti appositamente “a filiera corta”, per valorizzare l’economia locale.
Il dipendente può consultare in un’unica piattaforma facile e intuitiva tutti i servizi disponibili, dove può scegliere quello di cui ha bisogno, inviare la richiesta, monitorare lo status e pagare direttamente online. È una soluzione phygital, che affianca il Timesitter alla piattaforma digitale attiva 24/7.
Oltre a misurare il tempo risparmiato dai dipendenti grazie alla delega dei servizi, viene calcolata anche la riduzione delle emissioni di CO₂ ottenuta ottimizzando gli spostamenti. Tutti questi dati, visualizzabili direttamente in piattaforma, possono essere utilizzati dalle aziende per migliorare le strategie di welfare e integrati nei report di sostenibilità ESG, mostrando concretamente il valore della soluzione.
GENIUS EVERYDAY
GENIUS CARE
Perché scegliere il welfare aziendale
Con Welfare Aziendale si indicano tutti quei benefit, prestazioni, servizi che vanno oltre la componente monetaria della retribuzione e che vogliono essere di supporto alla qualità di vita dei dipendenti. Il benessere delle persone deve essere un obiettivo strategico per le aziende, perché le persone sono la risorsa più importante sotto tutti i punti di vista.
Genius4U, la prima piattaforma digitale in Italia di servizi salva-tempo, offre una risposta concreta per semplificare la vita quotidiana dei dipendenti e migliorare il loro equilibrio tra lavoro e vita privata.
Per questo si occupa di organizzare e gestire in azienda tutti i “servizi salva tempo” di cui c’è bisogno nella quotidianità, per una vita più facile e serena.
L’obiettivo ambizioso del progetto è contribuire alla costruzione di un mondo migliore, a partire dagli ambienti lavorativi.
Perché attivare le soluzioni Day per il timesaving e il caregiving
Per l’azienda:
Deduzione della spesa dal reddito di impresa
Incremento delle performance e positività
Riduzione del turnover
Benessere aziendale
Rafforzamento legame con il territorio
Per i lavoratori:
Risparmio di tempo
Miglioramento equilibrio vita-lavoro
Accesso a prodotti e servizi esclusivi
Rafforzamento legame con l’azienda
Ricerca e dati sul welfare aziendale
L’86% dei lavoratori vorrebbe avere nella propria azienda dei servizi salva tempo che possano concretamente essere di aiuto a bilanciare meglio vita professionale e personale, alleviando le preoccupazioni esterne e permettendo di vivere la quotidianità con più serenità e meno stress.
McKinsey & Company
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Gennaio 16, 2023
Welfare Aziendale
Bonus Benzina 2023: tutto quello che c’è da sapere
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 11 del 14 gennaio, il Decreto Legge 14 gennaio 2023, n. 5 che estende, anche per il 2023, il bonus benzina di 200€, come contributo che le aziende possono erogare ai propri dipendenti.
Come funziona nel dettaglio?
Non è necessario presentare alcuna domanda, in quanto è una forma di welfare aziendale che le aziende private possono offrire ai propri dipendenti in maniera autonoma.
I bonus non prevedono nessuna tassazione per dipendenti e sono integralmente deducibili per le aziende.
In base alla norma, possono accedere al beneficio solo i datori di lavoro privati e non le amministrazioni pubbliche.
La platea dei beneficiari include solo i lavoratori dipendenti.
I buoni possano essere corrisposti da subito, senza necessità di accordi contrattuali
Il bonus benzina di 200 euro non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente e rappresenta un'ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dall'articolo 51 del Tuir di 258,23 €; va quindi conteggiata in maniera separata rispetto agli altri benefit, chiarisce ancora l'Agenzia.
I buoni benzina possono essere erogati anche per finalità retributive. In questa ipotesi, l'erogazione deve avvenire nell'anno in corso e in «esecuzione dei contratti aziendali o territoriali», nel rispetto della normativa prevista, per i premi di risultato.
Il buono carburante Up Day
Il buono carburante Up Day è semplice da ordinare, distribuire e gestire.
Disponibile in formato pdf può essere consegnato all’azienda che sceglie di distribuirlo attraverso i propri canali ai dipendenti, oppure inviato da Up Day direttamente alla mail del dipendente.
E per chi usufruisce della Piattaforma Day Welfare, è possibile convertire il credito disponibile, in buoni carburante.
Chi sono i partner di Up Day
Q8, IP, Eni sono i partner di Day.
Abbiamo scelto Partner per garantire sicurezza nei rifornimenti e capillarità sul territorio nazionale con un ampio numero di stazioni di servizio.
Sono 11.000 le stazioni in tutta Italia.
I buoni carburante dei Partner hanno tagli predefiniti per semplificare il numero di buoni da consegnare ai dipendenti.
Come specificato dall’agenzia delle entrate, Il buono carburante si affianca agli altri strumenti di Welfare adottati dalle aziende come i Fringe Benefit, per garantire maggior benessere al dipendente.
Es. 200€+258,23€
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Dicembre 27, 2022
Welfare Aziendale
Diversità e inclusione in azienda, le sfide del prossimo futuro
Un’azienda moderna non può ignorare la necessità di abbracciare un valore importante come l’inclusione. Ma quante sono le aziende che sanno cosa sia, esattamente, l’inclusione e come essere un’impresa inclusiva?
Tra le sfide che deve affrontare un’azienda moderna, la capacità di adattarsi ai cambiamenti della società e rendersi inclusiva è sicuramente una delle più importanti. Saper attuare dei cambiamenti per eliminare i fenomeni di discriminazione e dare a tutti i collaboratori le stesse opportunità di lavoro e di crescita può diventare un importante valore aggiunto per un’impresa.
Vuoi sapere se la tua attività è davvero inclusiva o come puoi renderla tale? In questo articolo puoi trovare spunti interessanti per aiutare la tua azienda a crescere anche sotto questo importante aspetto.
Che cosa si intende per diversità e inclusione
Diversità e inclusione nel mondo del lavoro: quali sono le sfide del prossimo futuro?
Quali sono i vantaggi di una politica aziendale inclusiva?
Come promuovere diversità e inclusione in azienda
Che cosa si intende per diversità e inclusione
Diversità e inclusione. Due termini quasi sempre associati l’uno all’altro, di cui si sente parlare sempre più spesso, in moltissimi ambiti della società. E che, spesso, vengono anche usati senza comprenderne appieno il significato o escludendone qualche aspetto importante.
Prima di vedere come un’azienda possa diventare inclusiva, partiamo dalla definizione di ciò che rende necessario affrontare questo cambiamento per poter definire il proprio brand e ambiente di lavoro come etico: la diversità.
La parola diversità viene utilizzata per indicare tutte le differenze che esistono tra le persone:
età;
genere;
abilità psicomotorie;
orientamento sessuale;
religione;
etnia;
background culturale e socioeconomico.
Il termine inclusione, invece, viene utilizzato per indicare tutte quelle strategie che l’azienda mette in atto per offrire le stesse condizioni di lavoro e opportunità a tutti i gruppi di persone che compongono le risorse umane dell’impresa.
Si può definire come inclusiva un’azienda capace di accogliere le diversità e favorirne l’integrazione all’interno dei team di lavoro, riconoscendo la diversità come un valore aggiunto e non come un punto debole.
Diversità e inclusione nel mondo del lavoro: quali sono le sfide del prossimo futuro?
All’interno di una società in rapida evoluzione come quella attuale, le aziende non possono più ignorare le sfide legate al tema dell’inclusione. Ma quali sono i temi legati all’inclusività con cui un’impresa deve fare i conti in questo momento?
ricambio generazionale
uguaglianza di genere
superamento delle differenze etniche, religiose e culturali
Sono tre delle sfide che le aziende che desiderano favorire l’inclusione devono affrontare nel presente e nel prossimo futuro.
Ricambio generazionale
Entro il 2025 il 75% della forza lavoro sarà composto da “millennial”, cioè quella generazione di persone nate tra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90.
Il loro ingresso nel mondo del lavoro e l’avvicendamento che sta avvenendo anche nei ruoli di leadership si riflette anche sulle politiche di inclusione delle aziende. Mentre le generazioni precedenti vedono la diversità come un insieme di etnie e demografie diverse da dover amalgamare in qualche modo, i millennial la vedono come un insieme di esperienze, background e prospettive individuali differenti che coesistono in un ambiente di lavoro capace di valorizzare e tirare fuori il meglio da ciascuna esperienza.
Uguaglianza di genere
Quello dell’occupazione femminile è un tema ancora molto attuale poiché il gender gap che riguarda il tasso di occupazione, il salario e la presenza delle donne nei ruoli di responsabilità è ancora molto ampio. Secondo il Gender Gap Report 2021 stilato dal World Economic Forum, in Italia la presenza delle donne nel mondo del lavoro si attesta al 56,5%, con un gender gap del 25%, con una presenza delle donne nei ruoli dirigenziali che non supera il 27%.
Eppure, un’indagine condotta dal Pew Research Center nel 2015 ha evidenziato i tanti punti di forza delle donne inserite nel mondo del lavoro:
sono migliori nell’elaborare compromessi;
mettono al primo posto valori come onestà ed etica;
lottano per ciò in cui credono;
sono più propense a riconoscere il giusto salario ai dipendenti;
sono più disponibili al mentoring aziendale.
Il più recente rapporto Delivery Through Diversity di McKinsey (elaborato nel 2017), ha rilevato come le imprese che hanno attivato politiche per ridurre il gender gap e hanno una forte componente femminile nei loro team dirigenziali:
sono più competitive;
hanno il 21% in più di probabilità di sperimentare una redditività superiore alla media;
hanno più possibilità di migliorare le loro performance e creare valore a lungo termine.
Superamento delle differenze etniche, religiose e culturali
Le aziende si trovano sempre più spesso ad affrontare il tema delle differenze etniche, religiose e culturali. Non solo all’atto pratico, dovendosi magari occupare degli aspetti burocratici legati all’assunzione di un lavoratore di origini straniere, ma anche per quanto riguarda la valorizzazione delle diversità etniche, religiose e culturali che, se non accolte nel modo giusto, possono diventare una barriera invece di un’occasione di crescita.
Sempre il rapporto Delivery Through Diversity di McKinsey ha evidenziato come le imprese dove i ruoli di comando sono affidati a gruppi di persone di etnie diverse possono arrivare a superare del 33% le performance delle aziende dello stesso settore che non curano allo stesso modo le politiche di inclusione.
Quali sono i vantaggi di una politica aziendale inclusiva?
Riuscire ad affrontare queste importanti sfide legate al tema della diversità può rappresentare un grande vantaggio per le aziende, come dimostrano anche i dati raccolti dai vari sondaggi. Ecco quali sono i risultati positivi che si possono ottenere attuando una politica aziendale inclusiva:
miglioramento dell’engagement degli impiegati e dell’employer branding;
aumento della capacità di attrarre e trattenere i collaboratori più talentuosi;
aumento della produttività;
miglioramento della comunicazione e delle relazioni con i clienti.
Come promuovere diversità e inclusione in azienda
Una strategia di diversity e inclusion efficace deve avere alla base una visione organizzativa chiara, basata sulla situazione attuale dell’azienda e sugli interventi necessari a modificarla. Per promuovere nel concreto diversità e inclusione in azienda:
valutare la situazione attuale;
includere le politiche di diversity e inclusion nel core business;
saper valorizzare i punti di forza dei diversi talenti;
rendere inclusivo il processo di recruiting;
favorire e premiare trasparenza e meritocrazia;
usare il welfare aziendale come strumento di inclusione.
Valutare la situazione attuale
Per attuare un vero cambiamento orientato ad un approccio inclusivo è importante fare un’analisi obiettiva dell’ambiente aziendale per valutare la sua capacità di accogliere la diversità. Gli aspetti da prendere in considerazione per una valutazione di questo tipo sono:
la diversità dei profili presenti in azienda;
il livello di inclusione dei processi di recruiting;
il livello di turnover del personale;
la presenza dell’inclusività tra i valori aziendali.
Una volta analizzati questi punti si può predisporre un piano per l’introduzione di una politica aziendale inclusiva. In questa fase, può essere utile affidarsi ad un esperto di diversity management.
Includere le politiche Diversity e Inclusion nel core business
Il processo di promozione dell’inclusione come valore fondante di un’azienda inizia proprio dalla sua presenza nella cultura aziendale. Solo inserendo inclusione e diversità nella strategia aziendale sarà possibile rappresentarle e condividerle a tutti i livelli e farle diventare un punto di forza del benessere organizzativo.
Saper valorizzare i punti di forza dei diversi talenti
Le differenze in termini di esperienza, ruolo, preparazione, formazione e background culturale non devono essere viste come un limite, né come il pezzo di un puzzle da incastrare a forza in una casella dove non entra bene. Queste differenze sono proprio ciò che può rendere un team di lavoro più efficiente e performante, per questo le imprese dovrebbero garantire opportunità di crescita a tutti i livelli.
Rendere inclusivo il processo di recruiting
L’inclusione inizia già a partire dalla pubblicazione dell’annuncio di lavoro. Se questo è uno dei valori che la tua azienda intende perseguire, scrivere un annuncio che risulti inclusivo servirà ad attratte talenti in linea con la cultura aziendale. Il colloquio di lavoro e il successivo periodo di inserimento sono altri due momenti fondamentali per promuovere il concetto di inclusione e assicurarsi che la risorsa che si intende inserire in azienda sia davvero in linea con esso.
Favorire e premiare trasparenza e meritocrazia
Monitorare il livello di soddisfazione dei collaboratori, anche per quanto riguarda l’attuazione di politiche di inclusione aziendali, è fondamentale per creare un ambiente dove discriminazione e penalizzazioni causate dalle differenze di genere, etnia, orientamento sessuale o culturale non abbiano posto. Per questo è utile promuovere politiche di ascolto rivolte ai dipendenti, ad esempio attraverso la somministrazione di sondaggi o colloqui one-to-one.
In un’impresa dove la produttività e l’efficienza sono valutate in base al raggiungimento di determinati obiettivi, è importante anche adattare questi obiettivi alle singole capacità e attitudini.
Usare il welfare aziendale come strumento di inclusione
Tra gli strumenti più utili che una compagnia ha a disposizione per attuare una politica aziendale votata all’inclusione e garantire a tutti pari opportunità, il welfare aziendale è di sicuro uno dei principali. Adottare un piano di welfare che introduca misure come lo smart-working per favorire il bilanciamento vita-lavoro di chi ha una famiglia, promuovere corsi di formazione e percorsi di tutoraggio per i nuovi assunti, istituire una banca ore, attivare un sistema di car sharing per facilitare gli spostamenti dei dipendenti con difficoltà motorie, offrire benefit come i voucher welfare per premiare il raggiungimento degli obiettivi sono tutti strumenti che, se usati nel modo giusto, favoriscono l’inclusione.
Dicembre 22, 2022
Welfare Aziendale
Employee engagement, le strategie per coinvolgere i dipendenti in azienda
La felicità e la soddisfazione dei dipendenti giocano un ruolo fondamentale nel successo di un’azienda. Ecco perché non si può ignorare l’employee engagement, ossia il livello di coinvolgimento dei dipendenti nelle sorti dell’impresa.
Sapere se i dipendenti della tua azienda vengono al lavoro solo per senso del dovere o perché amano davvero ciò che fanno. Capire quanto i valori dei singoli collaboratori siano allineati con quelli della tua attività. Comprendere se i benefit e le attività di team building programmate influenzano in modo positivo il clima e la cultura aziendale. Questi sono solo alcuni dei fattori che puoi valutare misurando l’employee engagement della tua impresa.
Se non ne hai mai sentito parlare prima o non hai ben chiaro in che modo possa aiutarti a migliorare il tuo business, potrai trovare utili i nostri consigli e le strategie per misurare l’employee engagement e coinvolgere i dipendenti in azienda.
Che cosa si intende per employee engagement?
Best practices e strategie di employee engagement
Employee engagement ai tempi dello smart working
Che cosa si intende per employee engagement?
Quando si parla di employee engagement si intende il coinvolgimento dei dipendenti nell’ambiente lavorativo. Per coinvolgimento si intendono le percezioni dei lavoratori circa la propria interazione quotidiana con i colleghi e con l’azienda e l’allineamento con i valori e la cultura aziendale.
Ogni giorno i dipendenti di un’azienda compiono azioni e prendono decisioni capaci di influenzare i colleghi e l’azienda stessa. Ugualmente, il modo in cui una compagnia tratta gli impiegati e il modo in cui i lavoratori si rapportano l’uno con l’altro può influenzare positivamente il clima aziendale o mettere a rischio la stabilità dell’azienda.
Va da sé, quindi, che i dipendenti che si sentono coinvolti nell’attività dell’azienda e nel raggiungimento degli obiettivi, e condividono gli stessi valori che la ispirano sono in grado di favorire il successo dell’impresa per cui lavorano e migliorarne le performance.
Best practices e strategie di employee engagement
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, in seguito alla pandemia è cresciuto il numero di lavoratori che non è più soddisfatto del proprio impiego ed è alla ricerca di nuove opportunità. Ma c’è di più: 1 dipendente si 4 dichiara che il suo senso di appartenenza all’organizzazione per cui lavora è fortemente diminuito tanto che, rispetto al 2020, l’engagement rate, cioè il tasso di coinvolgimento, è diminuito del 16%.
A dimostrazione di ciò, anche in Italia è sempre più diffuso il fenomeno della Great Resignation, cioè le dimissioni di massa che stanno interessando un po’ tutte le aziende del territorio, dalle più grandi alle più piccole. Come si può invertire questa rotta e migliorare l’employee engagement? Seguendo questi 5 consigli:
monitora l’employee engagement
ottimizza il processo di selezione del personale
offri formazione continua
investi nel benessere dei tuoi collaboratori con il welfare aziendale
Monitora l’employee engagement
Per sapere se la tua azienda sta andando nella direzione giusta, è importante monitorare periodicamente i livelli di soddisfazione e coinvolgimento dei dipendenti. Uno degli strumenti più utili che un’organizzazione ha a disposizione per ottenere un feedback dai propri collaboratori sono i sondaggi. Tra le risposte che indicano che un dipendente ha piena fiducia nella sua azienda e si sente coinvolto ci sono:
so cosa ci si aspetta da me e qual è il valore del mio lavoro;
ho le risorse e la formazione necessaria per svolgere al meglio il mio ruolo;
ho l’opportunità di dare il meglio di me ogni giorno;
l’importanza di ciò che faccio è spesso riconosciuta e premiata e mi vengono mosse critiche costruttive, quando è necessario;
mi fido del mio responsabile e so che ha a cuore i miei interessi;
le mie opinioni sono accolte nel modo giusto e tenute in considerazione;
ho l’opportunità di imparare e crescere dal punto di vista professionale e personale.
Se, dai sondaggi effettuati nella tua azienda, non emergono alcuni di questi aspetti, dovrai partire proprio da lì per aumentare il coinvolgimento dei tuoi collaboratori.
Ottimizza il processo di selezione del personale
L’employee engagement inizia nel momento stesso in cui un dipendente viene assunto. Per questo la prima cosa da fare è curare il processo di selezione del personale. Già a partire dall’annuncio di lavoro, un’azienda deve saper comunicare con chiarezza la propria mission, gli obiettivi e ciò che si aspetta dai propri collaboratori, ma anche i valori che ispirano il suo lavoro e i vantaggi che un collaboratore può ottenere. Questa stessa attenzione deve essere mantenuta anche nei primi colloqui e nella delicata fase di inserimento dei nuovi collaboratori in azienda.
Offri formazione continua
La formazione continua, il cosiddetto lifelong learning, è un elemento fondamentale per un’impresa che desideri avere una cultura aziendale solida e dipendenti gratificati. Offrire ai collaboratori la possibilità di acquisire nuove competenze, ma anche programmare attività di team building, contribuisce a far sentire i dipendenti apprezzati e tenuti nella giusta considerazione, migliorando il loro coinvolgimento nel successo dell’azienda.
Investi nel benessere dei tuoi collaboratori con il welfare aziendale
Uno degli strumenti più efficaci che hanno le aziende per dimostrare ai propri dipendenti quanto loro stessi e il loro lavoro siano tenuti in considerazione è il welfare aziendale. Tenere in giusta considerazione le necessità di ciascun lavoratore e offrire beni e servizi che lo aiutino a migliorare la qualità della propria vita e il bilanciamento tra lavoro e vita privata può davvero fare la differenza.
Per questo è importante che ogni azienda abbia attivo un piano di welfare ben strutturato, che comprenda misure capaci di accontentare le richieste dei lavoratori: dai buoni pasto allo smart working, dal rimborso per le spese di viaggio a quello per l’acquisto di testi scolastici per i figli dei dipendenti, sono tanti i benefit che un’azienda può mettere a disposizione dei collaboratori per aumentare il loro coinvolgimento.
Employee engagement ai tempi dello smart working
Tra i fattori che hanno contribuito a destabilizzare i costrutti aziendali esistenti e, di conseguenza, l’employee engagement, la pandemia da Covid-19 è di certo il più importante. Nel giro di pochissimo tempo, molte imprese hanno dovuto necessariamente modificare la propria struttura organizzativa per continuare ad operare anche durante i periodi di lockdown, attivando lo smart working per tutte quelle categorie di lavoratori che possono svolgere il proprio lavoro anche da casa.
La concessione dello smart working, in molti casi, ha intaccato le fondamenta di quei rapporti di lavoro che si basavano sulla presenza quotidiana dei dipendenti sul luogo di lavoro e sul controllo visivo.
Nuovi modelli organizzativi e stili di leadership
Il fatto che molti dipendenti, anche dopo la fine dello stato di emergenza, chiedano di rimanere a lavorare in smart working e siano addirittura disposti a licenziarsi se non ottengono questa agevolazione ha messo molte aziende di fronte a una sfida molto importante, che è quella di saper sviluppare nuovi modelli organizzativi e adottare stili di leadership che non siano più legati alla costante presenza in ufficio dei lavoratori.
In particolar modo, chi ricopre ruoli di management ha dovuto imparare a valutare il lavoro dei collaboratori in modo diverso: non attraverso il numero di ore trascorse alla scrivania, ma per la loro capacità di raggiungere gli obiettivi.
Nasce il digital workplace
L’assenza dei collaboratori dall’ufficio ha reso necessaria la nascita di quello che si può considerare come un ufficio virtuale. Il digital workplace è un ambiente fluido, dove le informazioni e le applicazioni aziendali sono raggiungibili da chiunque e in qualsiasi momento. Gli strumenti di comunicazione utilizzati normalmente nel privato vengono impiegati anche per il lavoro.
Un’opportunità certo, ma non priva di insidie. Per evitare che il digital workplace annulli la barriera tra vita privata e lavorativa e riduca i contatti diretti tra collaboratori è importante migliorare l’employee experience stabilendo dei limiti orari per garantire il diritto alla disconnessione e creare degli spazi di lavoro strutturati per favorire la comunicazione e il confronto.