Buoni Pasto

Una semplice scelta che porta con sé tanti vantaggi per le aziende e i loro dipendenti.

Una venditrice nella sua panetteria di quartiere
Settembre 14, 2026
Buoni Pasto

Diventa partner Day: più opportunità per la tua attività, con un’unica rete di servizi

Ogni giorno milioni di lavoratori utilizzano benefit aziendali per pranzare, fare acquisti o accedere a servizi dedicati al benessere. Dietro un gesto semplice, come pagare un pranzo con un buono pasto o utilizzare un voucher per comprare qualcosa, c'è una rete di attività convenzionate che rende possibile questa esperienza. Per un esercente, entrare a farne parte significa molto più che accettare una nuova modalità di pagamento. Significa aprirsi a nuove opportunità e raggiungere una clientela ampia e fidelizzata, entrare in un circuito che mette in contatto ogni giorno aziende, lavoratori e attività del territorio. La convenzione permette di aumentare la visibilità del proprio locale, che può essere trovato dagli utilizzatori attraverso l'app Day e valorizzato grazie alla possibilità di indicare caratteristiche, servizi e proposte distintive, come tipologia di cucina, delivery, take away o altre specificità dell'offerta. Da oltre 30 anni Day affianca migliaia di partner in tutta Italia, mettendo a disposizione soluzioni pensate per semplificare la gestione quotidiana e favorire la crescita delle attività convenzionate. Indice dei contenuti: Un'unica affiliazione per Buoni Pasto Day e Cadhoc Come diventare partner Day La tecnologia al servizio degli esercenti Day Welfare: una nuova opportunità per valorizzare i propri servizi Una relazione che continua nel tempo Un'unica affiliazione per Buoni Pasto Day e Cadhoc Una delle caratteristiche che semplificano la gestione dei benefit per gli esercenti è la possibilità di aderire a un unico percorso di affiliazione per più soluzioni. Con lo stesso contratto è possibile accettare sia i Buoni Pasto Day sia i Buoni Acquisto Cadhoc, rendendo più semplice la gestione per i partner convenzionati e ampliando la rete di esercizi a disposizione degli utilizzatori. I Buoni Pasto Day consentono agli esercenti di entrare in contatto ogni giorno con lavoratori che utilizzano il proprio benefit per la pausa pranzo o per la spesa alimentare, scegliendo tra i punti vendita presenti nella rete. I Buoni Acquisto Cadhoc ampliano le occasioni di relazione con nuovi consumatori: i voucher aziendali possono essere utilizzati in numerosi ambiti, dalla moda alla casa, dalla tecnologia alla cultura, fino ai servizi e al tempo libero, offrendo alle attività convenzionate l'opportunità di valorizzare la propria offerta. A supporto degli operatori convenzionati, sono disponibili anche il portale dedicato e il servizio di assistenza, per accompagnare i partner nelle diverse fasi della collaborazione. Come diventare partner Day La rete Day cresce grazie alla varietà delle realtà che ne fanno parte. Per questo è aperta ad attività di ogni dimensione e tipologia: dai ristoranti ai bar, dai negozi di prossimità alle realtà specializzate che propongono servizi o prodotti particolari, come offerte biologiche, vegetariane, vegane, gluten free o a km zero. Valorizzare la varietà dell'offerta significa offrire agli utilizzatori un servizio sempre più ricco, capace di rispondere a esigenze e abitudini diverse. Come Società Benefit, Day lavora per costruire un ecosistema inclusivo e attento alle comunità locali, dando ampio spazio alle piccole realtà che contribuiscono a rendere vivo il territorio e intercettano le abitudini dei consumatori. Entrare nella rete Day è molto semplice: chi vuole diventare partner può contattare il numero 051 210 6789 e parlare con un operatore, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30. Oppure può compilare il form online dedicato in completa autonomia. Una volta completata l'adesione, i partner ricevono tutte le informazioni necessarie per accedere ai servizi Day e iniziare a gestire le soluzioni disponibili. A partire da un Welcome Kit spedito direttamente nel punto vendita con la vetrofania da esporre per comunicare la convenzione e il materiale introduttivo utile per utilizzare i servizi con semplicità fin dal primo accesso. La tecnologia al servizio degli esercenti Semplificare le attività quotidiane è uno degli obiettivi principali dei servizi dedicati ai partner Day. Attraverso l'app POS Day, gli esercenti possono accettare e gestire i diversi prodotti Day in modo semplice e immediato, direttamente da smartphone, senza la necessità di strumenti aggiuntivi. L'app consente di gestire l'accettazione dei Buoni Pasto Day e dei Buoni Acquisto Cadhoc, monitorare le transazioni, consultare informazioni su pagamenti e documenti contabili e supportare le attività amministrative, rendendo i processi più rapidi e ordinati. Un unico strumento pensato per rendere più semplice la gestione quotidiana e avere sempre sotto controllo le principali attività. A completare i servizi a disposizione dei partner ci sono il portale dedicato e il servizio di assistenza, pensati per accompagnare gli esercenti nelle diverse fasi della collaborazione e offrire un supporto costante. Day mette a disposizione anche un canale WhatsApp dedicato ai partner, dove ricevere comunicazioni utili, opportunità e informazioni dedicate. A questo si affiancano il blog e i profili social ufficiali, per restare aggiornati sulle iniziative di Day e approfondire contenuti pensati per accompagnare la collaborazione con la rete. Day Welfare: una nuova opportunità per valorizzare i propri servizi Accanto ai Buoni Pasto e ai Buoni Acquisto, Day offre alle realtà che propongono servizi coerenti con il mondo del welfare aziendale la possibilità di entrare nella rete Day Welfare, con un meccanismo differente rispetto all'accettazione dei buoni. In questo caso, infatti, i partner mettono a disposizione prodotti, esperienze e servizi attraverso una piattaforma digitale dedicata alle aziende, dove i dipendenti possono utilizzare il proprio credito welfare scegliendo tra diverse categorie: benessere, sport, cultura, salute, previdenza, tempo libero, viaggi, servizi per la famiglia, intrattenimento e formazione. Per le realtà aderenti significa entrare in una vetrina digitale attraverso cui raggiungere aziende e lavoratori interessati a servizi e soluzioni di welfare. Gli strumenti messi a disposizione da Day consentono ai partner di gestire la propria presenza sulla piattaforma e valorizzare le proprie proposte. Per ulteriori informazioni contatta il numero 051 210 67 89. La rete Day Welfare è in continua evoluzione anche grazie al coinvolgimento diretto degli utilizzatori. Con l’opzione "Proponi il tuo partner", gli utenti possono segnalare direttamente attività e servizi che vorrebbero trovare in piattaforma: un modo per ascoltare le esigenze del territorio, ampliare progressivamente la rete e renderla sempre più vicina ai bisogni delle persone. Una relazione che continua nel tempo Con una rete di oltre 150.000 partner convenzionati e un'esperienza consolidata nel settore dei servizi alle imprese, Day continua a lavorare per rendere più semplice il rapporto tra aziende, lavoratori e attività sul territorio, offrendo soluzioni capaci di generare valore per tutti gli attori coinvolti. Un ecosistema in crescita, dove tecnologia, ascolto e collaborazione contribuiscono a creare una rete sempre più vicina alle esigenze di chi ne fa parte.
una utente che naviga dayshop sullo smartphone
Agosto 31, 2026
Buoni Pasto

Buoni pasto e buoni acquisto online: per PMI e professionisti ora c’è DayShop

Sei un libero professionista con partita IVA ordinaria o gestisci una piccola impresa? Quando si tratta di acquistare servizi per la tua attività, vorresti poterlo fare in modo semplice e veloce, senza complicazioni o lunghe procedure? È da questa esigenza che nasce DayShop, il nuovo e-commerce di Day dedicato a PMI e liberi professionisti, che permette di acquistare online Buoni Pasto Day e Buoni Acquisto Cadhoc, sia in formato digitale che cartaceo con un importante vantaggio fiscale, poiché sono deducibili e contribuiscono a ottimizzare la gestione economica della tua attività Una nuova modalità di acquisto pensata per chi ha esigenze standard e vuole gestire tutto in autonomia: scegliere, acquistare e ricevere i propri voucher, senza avviare una trattativa commerciale. Un'esperienza semplice e immediata, proprio come quella a cui siamo abituati quando acquistiamo online altri prodotti e servizi. Guarda questo video per una sintesi del servizio. Indice dei contenuti: DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività Tutto in pochi click Meno burocrazia, più controllo Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività In una grande azienda, la gestione dei servizi dedicati alle persone risponde a esigenze specifiche, richiede configurazioni personalizzate e un rapporto diretto con un referente commerciale che segua passo passo la costruzione di un piano di welfare appropriato e conveniente per l’azienda e per i dipendenti. Per una piccola impresa o per un professionista, invece, le esigenze possono essere molto più immediate: acquistare una soluzione già definita, conoscere subito le condizioni, completare l’ordine, scaricarne i costi nel rispetto della normativa e andare avanti con il proprio lavoro. Per questo nasce DayShop. La piattaforma mette a disposizione di PMI e professionisti con partita IVA ordinaria una modalità di acquisto semplice, digitale e completamente autonoma, con condizioni economiche predefinite, trasparenti e uguali per tutti i clienti. Un nuovo canale pensato per chi, quando ha un’esigenza già chiara, preferisce poter fare tutto da sé. Tutto in pochi click Uno degli elementi distintivi di DayShop è proprio la semplicità del processo. Per acquistare i voucher è sufficiente entrare sul sito e completare pochi passaggi: inserire la partita IVA; scegliere il prodotto desiderato, tra Buono Pasto e Buono Acquisto Cadhoc; selezionare il formato, digitale o cartaceo; indicare il valore dei buoni, scegliendo tra importi predefiniti o liberi; completare il pagamento. Non è necessario attendere una proposta personalizzata, l’acquisto può essere effettuato fino alla fine online, quando si vuole e in completa autonomia. Quanto al pagamento, su DayShop è possibile utilizzare carta di credito, bonifico istantaneo, Apple Pay o Google Pay. Il risultato è un’esperienza di acquisto semplice e immediata: pochi click, condizioni chiare e la libertà di gestire l’ordine da soli, dall’inizio alla fine. Meno burocrazia, più controllo La semplificazione non riguarda soltanto il momento dell'acquisto. Anche la gestione amministrativa è pensata per essere il più possibile semplice e digitale. Per ogni ordine effettuato su DayShop è possibile consultare e scaricare la relativa fattura elettronica dalla propria area riservata. Inoltre gli acquisti restano tracciati, rendendo più semplice recuperare i documenti necessari, condividerli con il proprio commercialista e tenere sotto controllo le spese sostenute durante l'anno. Dall'ordine alla documentazione amministrativa, tutto resta in un unico ambiente digitale. Per chi lavora in proprio o gestisce una piccola attività, significa ridurre il tempo dedicato a pratiche e passaggi amministrativi, risparmiare e concentrarsi sul proprio lavoro. Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale DayShop riunisce in un unico ambiente due delle soluzioni Day dedicate al benessere e al potere d'acquisto. Da una parte ci sono i Buoni Pasto Day, disponibili sia in formato digitale che cartaceo e utilizzabili presso una rete di oltre 150.000 esercizi convenzionati in Italia, tra bar, ristoranti, gastronomie, supermercati e negozi di prossimità. Deducibili e IVA detraibile 10% per liberi professionisti, 4% per aziende. Dall'altra ci sono i Buoni Acquisto Cadhoc, voucher shopping utilizzabili presso oltre 35.000 partner, tra punti vendita fisici e brand presenti anche online, per categorie che comprendono, tra le altre carburante, moda, viaggi, elettronica, spesa e tempo libero. A cambiare non sono i vantaggi e le esigenze a cui rispondono questi strumenti, ma il modo in cui possono essere acquistati: con DayShop l'intero processo si svolge online. Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Quando si parla di Buoni Pasto, si pensa soprattutto alle aziende e ai loro dipendenti. Ma sono una soluzione conveniente anche per i professionisti che sostengono spese di vitto nello svolgimento della propria attività. Per chi lavora in autonomia e ha una partita IVA ordinaria, infatti, i Buoni Pasto possono essere utilizzati nell’ambito della gestione delle spese legate all’attività professionale e possono essere dedotti secondo le regole previste dalla normativa fiscale applicabile (es. 2% del proprio fatturato complessivo annuo come spese aziendali - art.54 comma 5 TUIR) Senza entrare nei dettagli di una disciplina che può variare in base alla situazione del singolo professionista, il punto è che il Buono Pasto può diventare uno strumento pratico per gestire in modo più efficiente le spese legate alla professione. Puoi quindi acquistare i Buoni Pasto per la tua attività e, se desideri una conferma in base alla tua specifica situazione fiscale, puoi sempre confrontarti con il tuo commercialista. Per le piccole imprese, invece, come già sappiamo, i Buoni Pasto rappresentano un modo semplice, concreto e fiscalmente conveniente per offrire un benefit detassato ai propri dipendenti o collaboratori da affiancare alla propria retribuzione, con la possibilità di gestire l’acquisto direttamente attraverso la piattaforma. Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve I Buoni Acquisto Cadhoc offrono ai beneficiari la possibilità di scegliere liberamente come utilizzare il proprio voucher, grazie a una rete di oltre 35.000 partner fisici e online che coprono praticamente tutti i settori merceologici. Possono essere utilizzati in diverse occasioni, ad esempio come premio, incentivo o fringe benefit, in base alle esigenze dell'impresa e alla normativa applicabile. Anche in questo caso, per una PMI o un professionista il vantaggio di DayShop è soprattutto operativo: il voucher può essere acquistato direttamente online, velocemente, senza attivare una procedura commerciale dedicata. Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni Su DayShop è possibile acquistare i Buoni Day sia in formato digitale che cartaceo. La scelta del formato permette alle piccole attività e ai professionisti di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. I buoni digitali possono essere attivati rapidamente, mentre per il formato cartaceo o  è prevista la consegna tramite corriere, con tempi garantiti entro 48 ore anche per la spedizione del blocchetto fisico. L’obiettivo è rendere il più breve possibile il tempo che intercorre tra la necessità di acquistare i buoni e la loro effettiva disponibilità, sia per chi li utilizza direttamente sia per chi deve assegnarli ai propri dipendenti o collaboratori. Anche questo contribuisce a rendere l’acquisto più semplice da gestire e risolvere un’esigenza concreta in pochi passaggi, senza dedicare tempo a procedure non necessarie. La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop nasce dall’esperienza di Day nel mondo dei servizi dedicati alle persone e alle imprese e dalla volontà di rendere questa esperienza accessibile anche attraverso un modello di acquisto più semplice, autonomo e digitale. Da quasi 40 anni, Day affianca aziende e persone con soluzioni dedicate ai Buoni Pasto, ai Buoni Acquisto e al welfare aziendale. Come Società Benefit e filiale italiana del gruppo internazionale Upcoop, l’azienda opera con l’obiettivo di contribuire al benessere delle persone e alla creazione di valore per le imprese, mettendo a disposizione servizi e strumenti pensati per rispondere a esigenze diverse. DayShop si inserisce in questo percorso come un nuovo canale, pensato per chi non ha bisogno di una soluzione personalizzata, ma vuole poter acquistare in modo diretto, conoscendo fin da subito condizioni e modalità, e gestendo l’intero processo in autonomia. È una scelta che nasce dall’ascolto: non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso livello di accompagnamento e, quando la necessità è semplice e definita, poter fare tutto online può essere il modo più efficace per risolverla. Con DayShop, l’esperienza di Day si arricchisce di una nuova possibilità: mantenere la solidità e l’affidabilità di un operatore con una lunga esperienza nel settore e, allo stesso tempo, offrire a PMI e professionisti la libertà di scegliere un modo di acquistare più immediato, semplice e autonomo.
Tavolata di colleghi in pausa pranzo
Luglio 27, 2026
Buoni Pasto

I buoni pasto sono obbligatori?

I buoni pasto non sono obbligatori per legge per le aziende private: la normativa italiana non impone al datore di lavoro alcun dovere generale di erogare questo benefit. L'obbligo di fornire il servizio di mensa o il relativo ticket sorge esclusivamente quando previsto da specifici contratti collettivi nazionali (CCNL), da accordi integrativi aziendali o da accordi individuali siglati al momento dell'assunzione. Oltre a rappresentare un diritto soggettivo del dipendente quando pattuito contrattualmente, il buono pasto costituisce uno strumento di welfare aziendale di grande rilievo. Grazie alla loro fiscalità agevolata, rappresentano per le imprese una leva strategica per sostenere il potere d'acquisto dei collaboratori, ottimizzando al contempo il costo del lavoro e migliorando il clima interno. Indice dei contenuti I buoni pasto sono obbligatori per legge? Buoni pasto: quando sono obbligatori? Chi ha diritto ai buoni pasto? Cosa succede se l'azienda non eroga i buoni pasto? I buoni pasto come strumento di welfare aziendale I buoni pasto sono obbligatori per legge? La risposta breve è no, i buoni pasto non sono obbligatori per legge. La normativa italiana non impone al datore di lavoro di fornire una specifica indennità o un ticket per la pausa pranzo. La legge si limita a stabilire che, qualora la prestazione lavorativa giornaliera ecceda le 6 ore, il dipendente ha diritto a una pausa di recupero psicofisico. La modalità con cui viene consumato il pasto (mensa, locali interni, o buoni) è delegata agli accordi contrattuali. Il buono pasto nasce infatti come un'alternativa flessibile alla mensa aziendale fisica. Le imprese sono libere di scegliere se introdurlo o meno, a meno che tale benefit non sia regolamentato da fonti contrattuali sovraordinate, come i contratti collettivi. Buoni pasto: quando sono obbligatori? Nonostante la legge statale non imponga l'erogazione, esistono tre scenari specifici in cui l'introduzione dei buoni pasto diventa un obbligo vincolante per l'azienda: Previsione nel CCNL applicato: molti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) prevedono espressamente l'obbligo di fornire il servizio di mensa o, in alternativa, un buono pasto di un determinato valore minimo per ogni giornata di presenza. Accordi integrativi aziendali: le rappresentanze sindacali interne e la direzione aziendale possono firmare un accordo di secondo livello che renda strutturale ed obbligatorio il rilascio dei ticket per tutti i dipendenti della sede. Contratto individuale di lavoro: il diritto al buono pasto può essere concordato direttamente tra azienda e lavoratore durante la fase di assunzione, inserendo la concessione del benefit come elemento qualificante della lettera d'impegno. In questi casi, la fonte contrattuale sostituisce la legge generale, e l'erogazione del buono pasto si trasforma in un vero e proprio diritto soggettivo del dipendente. Chi ha diritto ai buoni pasto? Nei contesti aziendali in cui il benefit è previsto, individuare con esattezza la platea dei beneficiari è fondamentale per evitare disparità di trattamento o contestazioni legali. Il principio di non discriminazione stabilisce che tutti i lavoratori con lo stesso inquadramento devono poter accedere alle medesime misure di benessere. A differenza del passato, la normativa attuale tutela la parità di accesso indipendentemente dall'articolazione oraria del lavoro. Ma a chi spettano i buoni pasto? Possiamo individuare principalmente 3 categorie: Lavoratori a tempo pieno (Full-time): i dipendenti che svolgono la giornata lavorativa completa comprensiva della pausa pranzo ordinaria. Lavoratori a tempo parziale (Part-time): anche in assenza di una pausa pranzo formale, i dipendenti part-time hanno la possibilità di usufruire dei buoni pasto a patto che l'orario di lavoro sia compatibile con la consumazione di un pasto o che il diritto sia sancito dal CCNL. Lavoratori in Smart Working: l'Agenzia delle Entrate ha confermato che il lavoro agile non modifica il diritto a percepire i buoni pasto, in quanto si tratta di un'indennità sostitutiva slegata dalla presenza fisica in ufficio, a meno che l'accordo aziendale o individuale di smart working non preveda diversamente. Cosa succede se l'azienda non eroga i buoni pasto? Le conseguenze per il mancato rilascio dei buoni pasto variano sensibilmente a seconda della fonte giuridica che ne ha stabilito l'introduzione. Se l'obbligo deriva da un CCNL o da un accordo sindacale integrativo, l'interruzione o la mancata erogazione costituisce un grave inadempimento contrattuale. In questa situazione, il dipendente può richiedere il risarcimento del danno equivalente al valore dei ticket non ricevuti. Se invece i buoni pasto erano stati concessi su base volontaria, il datore di lavoro può teoricamente revocare il benefit. Tuttavia, la giurisprudenza tende a considerare tale prassi come un "uso aziendale", equiparandolo a un accordo integrativo che non può essere cancellato unilateralmente senza una giustificata motivazione o un adeguato preavviso. I buoni pasto come strumento di welfare aziendale Al di là degli obblighi di natura contrattuale, la stragrande maggioranza delle imprese decide di adottare i buoni pasto su base volontaria per sfruttare la straordinaria convenienza fiscale di questo strumento. Con la Legge di Bilancio 2026, la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici è fissata a 10€ al giorno per ciascun dipendente (mentre per i cartacei il limite rimane stabile a 4€). Dal punto di vista della contabilità d'impresa, le spese sostenute per l'acquisto dei buoni pasto sono deducibili al 100% ai fini IRES, IRPEF e IRAP. Inoltre, l'IVA applicata all'acquisto dei ticket elettronici è agevolata al 4% ed è interamente detraibile. Scegliere di affidarsi alle soluzioni di Day consente di digitalizzare l'intero processo di gestione, offrendo ai collaboratori uno strumento moderno capace di migliorare sensibilmente il clima e il benessere in azienda. Come abbiamo visto la legge italiana non impone alle aziende l'erogazione dei buoni pasto, ma la contrattazione collettiva e la prassi aziendale li rendono spesso un elemento obbligatorio. I vantaggi fiscali del 2026 li confermano come la soluzione più conveniente per sostenere il reddito dei dipendenti.
Buoni pasto e part time
Giugno 29, 2026
Buoni Pasto

Buoni pasto part-time: chi ne ha diritto?

I lavoratori con contratto part-time hanno diritto a ricevere i buoni pasto, a patto che siano soddisfatte specifiche condizioni stabilite dalla legge, dal contratto collettivo (CCNL) o dagli accordi integrativi della tua azienda. La normativa italiana tutela la parità di trattamento tra dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale, rendendo questo benefit accessibile anche a chi lavora con orario ridotto. Indice dei contenuti Buoni pasto e lavoro part-time: cosa dice la normativa I lavoratori part-time hanno diritto ai buoni pasto? Buoni pasto part-time 4 ore: quando spettano Buoni pasto part-time 5 ore: cosa sapere Buoni pasto part-time 6 ore: le regole più comuni Buoni pasto part-time 20 ore: come funzionano Buoni pasto part-time: un vantaggio per lavoratori e aziende Buoni pasto e lavoro part-time: cosa dice la normativa La disciplina dei buoni pasto per i contratti a tempo parziale poggia su due pilastri normativi fondamentali: il principio di non discriminazione e le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate. Il Decreto Legislativo n. 81/2015 stabilisce che un lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto a un collega a tempo pieno di pari livello. Questo principio si applica anche ai benefit aziendali e alle misure di welfare. Sul fronte fiscale, l'Agenzia delle Entrate (con l'interpello n. 123/2021) ha chiarito che i buoni pasto possono essere erogati ai lavoratori part-time anche in assenza di una pausa pranzo formale. L'unica condizione per godere della defiscalizzazione è che i ticket siano concessi alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di essi. I lavoratori part-time hanno diritto ai buoni pasto? La risposta breve è sì, i lavoratori part-time possono ricevere i buoni pasto, ma il diritto concreto dipende da come è regolamentato il rapporto di lavoro a livello collettivo o aziendale. La legge italiana non impone in modo automatico l'erogazione dei buoni pasto a tutti i dipendenti del settore privato. L'obbligo per il datore di lavoro scatta solo se l'erogazione è prevista dal CCNL applicato, da accordi sindacali integrativi o dal contratto individuale di assunzione. Se desideri approfondire i criteri generali di assegnazione di questo benefit per tutte le tipologie contrattuali, ti invitiamo a leggere la nostra guida su a chi spettano i buoni pasto. Buoni pasto part-time 4 ore: quando spettano Il part-time a 4 ore giornaliere rappresenta una delle formule contrattuali più diffuse. In questo scenario, l'assegnazione del buono pasto non è scontata e richiede un'analisi della turnazione. Dal punto di vista della legge ordinaria (D.Lgs. 66/2003), un turno di sole 4 ore non prevede l'obbligo di una pausa pranzo, poiché tale diritto scatta solo superando le 6 ore di lavoro giornaliere. Tuttavia, il buono pasto generalmente spetta al lavoratore part-time di 4 ore se si verifica una di queste condizioni: L'orario di lavoro copre la fascia oraria tipica del pranzo (ad esempio, un turno dalle 11:00 alle 15:00); Il CCNL di riferimento o l'accordo aziendale estende esplicitamente il diritto ai turni di 4 ore, indipendentemente dalla pausa; La distanza tra il luogo di lavoro e l'abitazione del dipendente rende oggettivamente impossibile consumare il pasto a casa dopo la fine del turno. Buoni pasto part-time 5 ore: cosa sapere Per i contratti part-time da 5 ore al giorno valgono regole molto simili a quelle previste per i turni da 4 ore, con alcune specificità legate alla contrattazione collettiva. Anche in questo caso, la legge non prevede una pausa pranzo obbligatoria per una prestazione che non supera le 6 ore. Molti contratti collettivi nazionali, però, contengono clausole di miglior favore che abbassano questa soglia a 5 ore. Se il CCNL prevede la pausa pranzo a partire dalle 5 ore di lavoro, e il turno del dipendente include tale interruzione, il riconoscimento del buono pasto è generalmente previsto. Buoni pasto part-time 6 ore: le regole più comuni Il part-time di 6 ore giornaliere rappresenta lo spartiacque normativo oltre il quale lo scenario cambia in modo significativo a favore del lavoratore. Ai sensi dell'articolo 8 del Decreto Legislativo n. 66/2003, se la prestazione lavorativa giornaliera eccede le 6 ore, il dipendente ha diritto a una pausa di recupero psicofisico e per la consumazione del pasto della durata minima di 10 minuti. Di conseguenza, per i contratti part-time che prevedono turni di esattamente 6 ore o poco più (ad esempio 6 ore e 30 minuti), il diritto al buono pasto si attiva quasi sempre, a patto che l'azienda preveda già questo benefit per il personale full-time. Buoni pasto part-time 20 ore: come funzionano Nel caso di un contratto part-time da 20 ore settimanali, l'erogazione dei buoni pasto dipende strettamente da come queste ore sono distribuite durante la settimana lavorativa. Esistono due modalità principali di distribuzione dell'orario: Part-time orizzontale: il dipendente lavora 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. In questo caso, l'assegnazione segue le regole descritte per il part-time a 4 ore (collegamento con l'orario del pranzo o previsioni del CCNL). Part-time verticale: il dipendente lavora a tempo pieno (ad esempio 8 ore al giorno) ma solo per alcuni giorni della settimana (ad esempio 2 giorni e mezzo). Nelle giornate a tempo pieno il lavoratore ha pieno diritto a ricevere il buono pasto, esattamente come un collega full-time. L'azienda dovrà quindi conteggiare i buoni pasto spettanti basandosi sui giorni di effettiva presenza in cui si sono verificate le condizioni per la pausa o la compatibilità con l'orario del pasto. Buoni pasto part-time: un vantaggio per lavoratori e aziende Estendere i buoni pasto ai dipendenti part-time non rappresenta solo un atto di equità interna, ma costituisce una scelta strategica e conveniente per la gestione aziendale. La normativa fiscale del 2026 prevede vantaggi significativi per questo strumento di welfare: Soglia di esenzione a 10 euro: la Legge di Bilancio ha innalzato a 10 euro al giorno il limite di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto elettronici (il limite per i cartacei resta a 4 euro). Totale deducibilità: le somme spese per l'acquisto dei buoni pasto sono deducibili al 100% ai fini IRES, IRPEF e IRAP per l'impresa. Detraibilità IVA: l'IVA applicata ai buoni pasto elettronici è pari al 4% ed è interamente detraibile per le aziende. Verificare le disposizioni del proprio CCNL e adottare soluzioni digitali e flessibili, come i buoni pasto elettronici di Day, permette di ottimizzare i costi aziendali offrendo al contempo un supporto quotidiano prezioso per ogni collaboratore.
buono pasto e trasferte
Giugno 08, 2026
Buoni Pasto

Buoni pasto e trasferte: cosa sapere

Quando un dipendente lavora in trasferta ha diritto a ricevere i buoni pasto? Sì, in molti casi i buoni pasto spettano anche durante una trasferta aziendale. Tuttavia, la compatibilità dipende dal tipo di rimborso spese previsto dall’azienda e dalle regole del CCNL applicato. La gestione delle spese legate all'alimentazione dei collaboratori fuori sede richiede regole precise. Un errore in questa fase può generare incomprensioni interne e causare irregolarità a livello fiscale per l'impresa. In questo articolo facciamo chiarezza sulle regole in vigore, distinguendo tra i diversi sistemi di rimborso e analizzando i limiti di compatibilità. Indice dei contenuti: Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta Buoni Pasto e trasferte: casistiche principali Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero Sì, i buoni pasto spettano anche in trasferta, ma a una condizione fondamentale: non deve verificarsi una sovrapposizione totale con altri rimborsi per il vitto. Nella pratica aziendale, il buono pasto normalmente non viene riconosciuto quando il pasto è già integralmente rimborsato tramite nota spese. Non è infatti possibile coprire lo stesso bisogno due volte. Se invece il sistema di rimborso adottato prevede solo una diaria per il disagio dello spostamento, senza la copertura diretta delle fatture del ristorante, l'erogazione del buono rimane valida e pienamente legittima. Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa La legislazione italiana non vieta in modo assoluto di fornire buoni pasto a chi lavora fuori sede. La legge lascia ampio margine di manovra agli accordi tra le parti. Per capire le regole esatte, il documento di riferimento è sempre il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) applicato, unito a un eventuale contratto integrativo o regolamento interno. Sono questi testi a definire i dettagli operativi per il singolo lavoratore. Un elemento chiave stabilito dalla normativa riguarda i confini geografici. I limiti cambiano se lo spostamento avviene all'interno del territorio in cui ha sede l'impresa, oppure se il lavoratore viene inviato in un comune diverso. Le trasferte extra-comunali sono infatti soggette a tetti fiscali differenti rispetto a quelle urbane. In particolare, per le trasferte eseguite all'interno del territorio comunale della sede lavorativa, la regola generale prevede che i rimborsi per le spese di vitto e alloggio concorrano integralmente a formare il reddito imponibile del dipendente (e quindi siano soggetti a tassazione), salvo specifica documentazione che attesti solo le spese di viaggio e trasporto tracciabili. Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta Il nodo centrale è la cumulabilità tra il buono e i soldi versati per la trasferta. Le regole cambiano in base alla tipologia di rimborso spese scelta dall'azienda. Esistono tre metodi principali e la compatibilità varia per ciascuna opzione: Rimborso analitico (a piè di lista): l'impresa rimborsa le fatture esatte dei pasti consumati. Se vengono rimborsati due pasti nella stessa giornata, il cumulo con il buono è vietato. Se viene rimborsato un solo pasto, l'azienda può concedere un buono, a condizione che l'orario di lavoro giustifichi due pause alimentari. Rimborso forfettario: viene riconosciuta un'indennità fissa giornaliera che copre tutto il disagio e le piccole spese. In linea generale, il buono pasto può essere cumulato con l’indennità forfettaria di trasferta, salvo diverse disposizioni previste dal CCNL o dai regolamenti aziendali. Rimborso misto: si fornisce un rimborso analitico per l'alloggio e una diaria ridotta per i pasti. Anche qui, il sistema è compatibile con i buoni, ma la quota esente dell'indennità subisce un drastico abbattimento. Buoni pasto e trasferte: casistiche principali Tipologia di Trasferta / Rimborso Trattamento Buoni Pasto Regola e Limiti Fiscali / Note Operative Rimborso analitico di entrambi i pasti Buoni pasto generalmente non riconosciuti Non è ammesso il cumulo (doppia copertura dello stesso servizio). Rimborso analitico di un solo pasto Possibile compatibilità con i buoni pasto Consentito se l'orario di lavoro o la durata del viaggio giustificano la presenza di una seconda pausa alimentare. Diaria forfettaria Buoni pasto generalmente compatibili Il ticket è cumulabile, ma l'importo concorre a formare il reddito con regole differenti rispetto alla sede ordinaria. Rimborso misto Compatibilità possibile, con limiti fiscali specifici Ammesso il cumulo, ma la quota esente dell'indennità giornaliera in busta paga subisce una riduzione di un terzo. Trasferta fuori dal comune Applicazione di soglie fiscali agevolate Le diarie e le indennità godono di franchigie di esenzione ampie (fino a 46,48€ in Italia e 77,46€ all'estero). Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali Per evitare confusioni contabili e legali, è utile tracciare un confine netto tra questi due strumenti, poiché rispondono a logiche aziendali completamente diverse. L'indennità di trasferta è una somma di denaro erogata in busta paga. Serve a compensare il lavoratore per il disagio prolungato causato dallo spostamento e per le micro-spese non documentabili. Può essere spesa liberamente e non è vincolata all'acquisto esclusivo di generi alimentari. Il buono pasto è invece un benefit aziendale, inteso come un servizio sostitutivo della mensa. Il suo unico scopo è coprire le spese di vitto durante la giornata lavorativa. Non può essere convertito in denaro contante e può essere speso solo presso esercizi convenzionati, come ristoranti, bar o supermercati. Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale Un'efficace gestione delle trasferte richiede procedure interne chiare, per evitare errori in fase di elaborazione delle buste paga. Il dipartimento HR o l'ufficio amministrativo devono incrociare i dati delle presenze con le note spese presentate. Se il regolamento interno vieta l'uso del ticket durante le missioni coperte da rimborso, l'azienda dovrà decurtare i buoni maturati dal conteggio mensile del dipendente. L'uso di sistemi digitali integrati facilita notevolmente questo calcolo, automatizzando le detrazioni in tempo reale. Inoltre, è fondamentale comunicare apertamente le policy. Ogni dipendente deve sapere in anticipo quale opzione di rimborso verrà applicata per il suo viaggio e come questa scelta inciderà sull'erogazione dei buoni mensili. La trasparenza previene lamentele e ritardi amministrativi. Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta Il trattamento fiscale è uno degli aspetti più delicati per un'organizzazione. Un errore nei calcoli può generare sanzioni importanti e alterare il cuneo fiscale. Partiamo dai buoni pasto. La Legge di Bilancio 2026 ha ufficialmente innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto in formato elettronico da 8 a 10 euro al giorno. Per il formato cartaceo, la soglia di esenzione resta invece invariata a 4 euro. Grazie a questa importante novità normativa, un'azienda può erogare fino a 10 euro al giorno interamente esentasse per ciascun collaboratore, usufruendo inoltre della deducibilità completa ai fini IRES e della detraibilità dell'IVA al 4%. Per l'indennità di trasferta, la tassazione dipende dal tipo di rimborso e dai confini geografici. Se lo spostamento avviene all'interno del comune della sede lavorativa, la quota è sempre soggetta a tassazione IRPEF. Se la missione avviene fuori dal comune, l'indennità forfettaria è esente fino a 46,48 euro al giorno (in Italia) o 77,46 euro (all'estero). Tuttavia, attenzione ai limiti di cumulabilità in caso di sistema misto. Se l'azienda riconosce il rimborso gratuito dell'alloggio o del vitto, la soglia di esenzione dell'indennità si riduce di un terzo (scendendo a 30,98 euro). Se viene garantito sia vitto che alloggio gratuitamente, il limite di esenzione cala di due terzi (arrivando a 15,49 euro). La gestione dei buoni pasto durante le trasferte lavorative richiede una pianificazione attenta per evitare la doppia copertura dello stesso servizio e ottimizzare i vantaggi fiscali previsti dalla legge. Le regole applicabili possono variare in base al CCNL, agli accordi aziendali e alle policy interne dell’impresa. Per gestire correttamente i singoli casi specifici, è sempre consigliabile verificare attentamente il regolamento aziendale o confrontarsi direttamente con il proprio consulente del lavoro.