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Foreste, Futuro e valore condiviso: Day e i Crediti di Sostenibilità dell’Appennino Tosco-Emiliano

Ci sono luoghi che raccontano meglio di altri il significato della parola rigenerazione. Il Tecnopolo di Reggio Emilia, nato negli spazi delle ex Officine Reggiane e oggi centro di innovazione e ricerca, è fra questi. Proprio qui, il 28 maggio scorso si è svolta la quarta edizione di Foreste & Futuro: un evento dedicato al ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici e nella costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile.

Per noi di Day l’appuntamento ha avuto un significato speciale: durante l’evento abbiamo ricevuto l’attestato dei Crediti di Sostenibilità della Riserva della Biosfera UNESCO dell’Appennino Tosco-Emiliano, entrando ufficialmente a far parte di un progetto che va oltre la compensazione delle emissioni, investendo nella tutela delle foreste, della biodiversità e delle comunità che le custodiscono.

Monica Salmi ritira l'attestato dei crediti di sostenibilità Appennino Tosco Emiliano

Una strategia che guarda a ecosistemi diversi

Come Società Benefit, infatti, siamo consapevoli che la sostenibilità non si può limitare a ridurre gli impatti negativi: significa contribuire attivamente alla generazione di valore per l’ambiente e per le comunità. Per questo motivo, nel 2026 abbiamo scelto di diversificare la nostra strategia climatica, sostenendo progetti capaci di agire su ecosistemi differenti, ma complementari.

Continuiamo a supportare il progetto Valle Ca’ Pisani, sviluppato insieme a Up2u nell’area del Delta del Po. Qui il lavoro di gestione della valle da pesca favorisce la cattura e lo stoccaggio della CO₂ attraverso processi naturali legati agli ecosistemi acquatici, contribuendo al tempo stesso alla tutela della biodiversità e allo sviluppo del territorio.

Accanto a questo impegno, abbiamo deciso di sostenere anche il progetto dei Crediti di Sostenibilità promosso dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e dalla Riserva della Biosfera UNESCO. I Crediti di Sostenibilità sono uno strumento che dà un valore concreto al ruolo delle foreste nel proteggere l’ambiente. In pratica, ogni credito corrisponde indicativamente a una tonnellata di CO₂ assorbita dagli ecosistemi forestali. Questo sistema permette di riconoscere e rendere misurabile il contributo delle foreste nella lotta al cambiamento climatico e, allo stesso tempo, sostiene e incentiva una gestione più attenta e sostenibile dei boschi, a beneficio della biodiversità.

Acqua e foreste rappresentano due patrimoni naturali essenziali e strettamente collegati. Scegliendo di investire in entrambi, Day sostiene la tutela di ecosistemi diversi, contribuendo a compensare gli impatti che ancora oggi non è possibile eliminare completamente, come quelli legati ai trasporti o all’utilizzo della carta, e favorendo al tempo stesso la generazione di benefici ambientali, sociali ed economici per i territori coinvolti.

Dai crediti di carbonio ai Crediti di Sostenibilità: un cambio di prospettiva

Durante l’incontro è emerso un concetto destinato ad assumere un ruolo sempre più importante nelle strategie aziendali: la Nature Accountability.

Tradizionalmente si parla di Crediti di Carbonio, strumenti che consentono di compensare una determinata quantità di emissioni di gas serra. I Crediti di Sostenibilità introducono una logica più ampia.

Oltre a misurare la capacità di assorbire CO₂, riconoscono il valore dei servizi ecosistemici che le foreste generano quotidianamente: la conservazione della biodiversità, la tutela del suolo, la regolazione del ciclo dell’acqua, le funzioni ricreative e paesaggistiche, la resilienza ai cambiamenti climatici.

Ogni credito è il risultato di una gestione forestale sostenibile e certificata (secondo gli standard internazionali PEFC e FSC) che garantisce un impatto positivo reale e misurabile. Acquistare questi crediti significa finanziare direttamente i gestori forestali partner del progetto, permettendo loro di attuare nuovi interventi di resilienza per proteggere i boschi dai cambiamenti climatici.

Non basta compensare l’impatto, dunque. Bisogna sostenere attivamente la capacità della natura di continuare a generare benessere per le persone e per i territori: si passa da una logica compensativa a una logica rigenerativa.

Il progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Il progetto, ideato dal Parco Nazionale in qualità di coordinatore della Riserva di Biosfera MAB UNESCO, è un’eccellenza a livello europeo. Coinvolge oggi oltre 31.000 ettari di foreste certificate e circa 40 proprietari forestali, sia pubblici che privati, distribuiti tra Emilia-Romagna e versante toscano.

L’obiettivo è ambizioso: garantire un futuro alle foreste appenniniche, aumentando la loro resistenza climatica affinché le generazioni future possano continuare a beneficiare della loro bellezza e della loro utilità.

L’aspetto più interessante è il meccanismo di circolarità che sostiene l’iniziativa: le risorse generate dall’acquisto dei crediti vengono redistribuite ai gestori forestali che partecipano al progetto e utilizzate per realizzare nuovi interventi di tutela, monitoraggio, pianificazione e resilienza dei boschi.

In questo modo il valore prodotto dalla foresta ritorna direttamente sul territorio, sostenendo le comunità locali e contribuendo alla conservazione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Per noi di Day, sostenere questo progetto significa investire in un ecosistema vicino a noi, rafforzando il legame tra impresa e territorio.

Un patrimonio naturale unico in Europa

Uno dei momenti più interessanti dell’evento, moderato da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, è stato l’intervento dedicato alla biodiversità delle foreste appenniniche.

L’Appennino Tosco-Emiliano rappresenta infatti un’area straordinaria dal punto di vista genetico e naturalistico, situata in una zona di incontro tra il clima mediterraneo e quello alpino.

Qui sopravvivono specie rarissime e patrimoni genetici di valore eccezionale. È il caso del salice erbaceo, un minuscolo albero alto appena pochi centimetri, presente da migliaia di anni sulle montagne appenniniche. Oppure dell’abete rosso, che proprio in questo territorio presenta una diversità genetica superiore a quella riscontrabile nell’intero arco alpino.

Queste foreste sono in pericolo a causa del riscaldamento globale (l’Europa – lo sappiamo – è il continente che si scalda più velocemente). Proteggerle significa investire sul futuro. Le foreste più diverse dal punto di vista genetico sono quelle più capaci di adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

Quello del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è il primo progetto in Europa di questo tipo proposto da un parco nazionale, un esempio a cui guarda l’Europa intera, dal momento che le foreste del futuro nel nord Europa avranno sempre più l’aspetto delle nostre foreste, considerando lo spostamento delle fasce climatiche.

La sostenibilità come investimento sul futuro

Sostenere il progetto dei Crediti di Sostenibilità dell’Appennino Tosco-Emiliano significa contribuire alla tutela di ecosistemi unici, rafforzare la resilienza delle foreste italiane e sostenere le comunità che se ne prendono cura ogni giorno.

Significa anche dare concretezza agli obiettivi che Day ha inserito nella propria strategia di sostenibilità e nella Relazione di Impatto, trasformando gli impegni in azioni misurabili e generatrici di valore.

Perché la transizione ecologica non si costruisce soltanto riducendo gli impatti negativi: si costruisce anche investendo in quei progetti che rafforzano la capacità della natura di rigenerarsi e di prosperare insieme alle persone e ai territori.

 


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