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Marzo 23, 2026
News
BenEssere e felicità al lavoro in Italia: cosa racconta l’Osservatorio 2026
Per il secondo anno Day è partner tecnico dell’Osservatorio BenEssere Felicità, l’indagine che misura il rapporto tra lavoro, benessere e felicità nella popolazione attiva in Italia. Promossa dall’Associazione Ricerca Felicità, la ricerca offre una fotografia delle condizioni emotive e organizzative delle persone sul lavoro, evidenziando come il lavoro influisca sulla vita quotidiana, le relazioni e la crescita personale.
L’Osservatorio raccoglie le opinioni di lavoratori di diverse generazioni, settori e ruoli, dipendenti e autonomi, pubblici e privati. Attraverso un questionario online, i partecipanti condividono la propria percezione di benessere e soddisfazione, offrendo uno sguardo dettagliato su performance, salute, collaborazione e motivazione.
Il contributo di Day si concentra sul welfare aziendale, approfondendo come i lavoratori percepiscono, recepiscono e utilizzano i servizi dedicati al benessere. Questo permette di raccogliere informazioni preziose per progettare servizi sempre più efficaci, comunicare in modo chiaro e sviluppare strumenti formativi mirati.
Il commento dei dati dell’Osservatorio 2026
Il BEF Index: sei dimensioni per leggere il benessere nel lavoro
Il commento dei dati dell’Osservatorio 2026
Dai dati raccolti quest’anno, non si rileva una crisi diffusa di felicità, ma neanche un benessere marcato: prevale una specie di "zona grigia" che riflette contesti professionali stabili, ma non sempre forieri di soddisfazione. I lavoratori valutano il proprio lavoro in modo prudente, riconoscendo gli elementi positivi, ma anche limiti e criticità.
Tra le priorità emergenti c’è la crescente attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, che ha scalzato lo stipendio al primo posto nelle richieste dei lavoratori. Seguono a ruota la qualità delle relazioni professionali e l’autonomia nella gestione delle proprie attività. La possibilità di decidere come e quando organizzare il lavoro aumenta il senso di controllo e contribuisce a ridurre lo stress, mentre contesti rigidi o poco partecipativi incidono negativamente sul benessere percepito.
Emergono preoccupazioni legate all’innovazione tecnologica. Circa un lavoratore su quattro teme che l’intelligenza artificiale possa modificare o addirittura sostituire le proprie attività. La formazione digitale, richiesta da oltre la metà dei partecipanti, è fondamentale, ma non basta: per accompagnare i cambiamenti servono anche qualità della governance organizzativa e regole chiare.
La ricerca si sofferma anche sul rapporto tra lavoro e responsabilità sociale delle imprese. Solo una parte dei lavoratori ritiene che la propria azienda abbia un impatto positivo sulla società, mentre la maggioranza resta neutrale. Questo può essere un problema di comunicazione: spesso le iniziative di sostenibilità o di welfare non vengono percepite dai dipendenti, generando un divario tra ciò che le aziende fanno e ciò che i lavoratori riconoscono.
Il BEF Index: sei dimensioni per leggere il benessere nel lavoro
Per leggere in modo più strutturato il benessere sul lavoro, l’Osservatorio quest’anno ha introdotto il BEF Index, sviluppato con la collaborazione metodologica di Ipsos Doxa. Si tratta di un indicatore costruito aggregando sei dimensioni: felicità (Happiness), crescita personale (Flourishing), benessere organizzativo (Wellbeing), capitale psicologico (PsyCap), attitudine verso la tecnologia (Tech Attitude) e sostenibilità (Sustainability). Calcolato su una scala da 0 a 100, il punteggio finale permette di leggere il benessere lavorativo in modo articolato, evidenziando punti di forza e aree di attenzione. Quest’anno il BEF Index generale nazionale si attesta a 50,6, appena sopra la metà della scala.
Tra le varie dimensioni, il capitale psicologico emerge come uno dei principali punti di forza dei lavoratori italiani. Resilienza, ottimismo, fiducia nelle proprie capacità e attitudine a gestire le difficoltà sono risorse preziose che permettono di affrontare cambiamenti, pressioni e imprevisti senza perdere motivazione. Allo stesso tempo, l’indagine mostra chiaramente che queste qualità individuali non possono compensare da sole condizioni di lavoro stressanti o poco sostenibili: senza ambienti organizzativi equilibrati e strutturati, la resilienza rischia di trasformarsi in tolleranza, se non stanchezza o disillusione.
Si nota una crescente attenzione al lavoro come spazio di crescita personale e realizzazione professionale, mentre sul fronte dell’innovazione e della tecnologia l’approccio dei lavoratori resta parziale e in evoluzione. La consapevolezza dell’importanza delle competenze digitali è diffusa, ma molti non si sentono preparati ad affrontare i cambiamenti tecnologici o a integrare nuovi strumenti nel proprio lavoro quotidiano.
Nel complesso, il quadro restituito dall’Osservatorio e dal BEF Index descrive una forza lavoro resiliente, adattabile e consapevole dei propri bisogni, capace di affrontare sfide e cambiamenti, ma anche attenta alla qualità della vita, alla sostenibilità dei modelli organizzativi e al valore delle relazioni professionali. Per le aziende, questi dati offrono indicazioni preziose: valorizzare il capitale psicologico, supportare la crescita personale e accompagnare l’innovazione può fare la differenza tra un ambiente di lavoro equilibrato e uno in cui lo stress rischia di prevalere.
Per Day, partecipare all’Osservatorio significa trasformare queste evidenze in azioni concrete: sviluppare servizi, iniziative e strategie che migliorino la vita lavorativa, a beneficio dei lavoratori, delle aziende e della società. Avremo molte occasioni per commentare i risultati insieme ai ricercatori Sandro Formica, Elga Corricelli ed Elisabetta Dallavalle, la prima sarà all’evento Smart City Lab il prossimo 25 marzo a Milano.
Febbraio 09, 2026
News
Day agli eventi trasforma ogni incontro in un gesto concreto
L’anno è iniziato da poco, ma una cosa è già certa: nei prossimi mesi Day parteciperà a molti eventi in giro per l’Italia. Occasioni diverse, contesti diversi, ma un elemento comune: l’incontro dal vivo con persone, aziende, partner e clienti dei nostri servizi. Momenti preziosi di confronto, divulgazione e informazione, in cui raccontiamo chi siamo e cosa facciamo.
Essere presenti agli eventi per noi significa prima di tutto creare relazioni. Ascoltare, condividere esperienze, fare informazione e contribuire alla diffusione di una cultura del lavoro e del welfare più consapevole. Come Società Benefit, però, sentiamo che la nostra presenza non può fermarsi allo scambio di contenuti o alla condivisione di competenze: vogliamo lasciare un impatto concreto sul territorio.
Lasciare una traccia concreta
Da questa idea nasce l’iniziativa di solidarietà che accompagnerà Day per tutto l’anno: ogni volta che partecipiamo a un evento, trasformiamo la nostra presenza in un gesto concreto, una donazione collettiva.
Quando ci incontrerai a un evento — sui nostri desk, durante gli interventi o negli spazi di incontro — potrai partecipare in modo semplice: troverai una cartolina con un QR Code per votare una delle associazioni che sosteniamo, quattro realtà selezionate tra quelle con cui già collaboriamo e attive in ambiti diversi e fondamentali: aiuto alimentare, cultura, famiglia e salute dei bambini.
Partecipare è facile e alla portata di tutti: 1 persona = 1 voto = 1 euro in più. Ogni voto fa crescere la donazione complessiva, perché crediamo che il coinvolgimento sia già di per sé un valore e contribuisca concretamente al progetto. A fine anno l’associazione più votata riceverà la donazione.
Le associazioni coinvolte
Queste sono le quattro realtà che potrai scegliere di sostenere con il tuo voto:
Banco Alimentare recupera e distribuisce le eccedenze alimentari per aiutare chi è in difficoltà, promuovendo la lotta alla fame, alla povertà e allo spreco alimentare. Day supporta l’iniziativa con la spesa solidale: è possibile donare box di cibo tramite i buoni pasto elettronici, con Day che ne cura la consegna.
Equi-Libristi svolge la sua attività nel territorio di Bologna e provincia, recuperando gratuitamente i libri destinati al macero a domicilio, per rimetterli in circolazione e redistribuirli. Day promuove il progetto #JustRead, che ha l’obiettivo di garantire l’accesso alla lettura a una larga parte della popolazione locale e favorire la creazione di legami sociali
L’Albero della Vita aiuta famiglie e bambini in difficoltà, garantendo protezione, educazione e crescita in Italia e nel mondo. Day ha finanziato il progetto triennale "Per un affido in più", aiutando a trovare, formare e sostenere famiglie affidatarie e ragazzi affidati.
Ageop si prende cura dei bambini malati di tumore e delle loro famiglie, offrendo accoglienza, supporto e assistenza durante tutto il percorso di cura e sostenendo la ricerca scientifica contro il cancro infantile. Day supporta Ageop con Zerovirgola, l’iniziativa che consente ai dipendenti di donare i centesimi dopo la virgola del proprio stipendio.
Un gesto semplice che genera impatto
Durante l’anno raccoglieremo i voti in tutti gli eventi a cui prenderemo parte. A fine anno, l’associazione più votata riceverà la donazione, come risultato di un percorso condiviso fatto di incontri, scelte e piccoli gesti che, messi insieme, generano un impatto reale.
Questa iniziativa racconta bene il modo in cui intendiamo il nostro ruolo: essere presenti, creare relazioni e restituire valore. Non solo parlare di sostenibilità e responsabilità sociale, ma praticarle, passo dopo passo, evento dopo evento.
Insieme, per fare la differenza.
Febbraio 02, 2026
News
Smart Spending: spendere meglio, non di più
Negli ultimi anni i prezzi hanno corso veloci, erodendo il potere d'acquisto di famiglie e lavoratori. Dopo il picco del 2022, con un’inflazione all'8,1%, gli aumenti hanno rallentato, ma continuano a farsi sentire. Fare la spesa, pagare bollette o pianificare investimenti è diventato più impegnativo, e spesso le risorse disponibili non bastano a coprire tutto ciò che serve. Anche le imprese devono fare i conti con costi crescenti per energia, materie prime e servizi.
È in questo scenario che entra in gioco lo smart spending: imparare a spendere meglio, senza tagli forzati e senza rinunciare alla qualità. Significa usare le risorse con attenzione, valorizzare ogni euro e trasformare le spese in opportunità che portano benefici concreti – per le persone, per le imprese e per la collettività.
Cosa significa davvero smart spending
I principi dello smart spending
Lo smart spending con Day
Smart spending, una scelta che guarda al futuro
Cosa significa davvero smart spending
A differenza del semplice "risparmiare", lo smart spending punta sulla qualità e sulla sostenibilità delle scelte. È un atteggiamento che porta a privilegiare ciò che dura nel tempo, a distinguere i bisogni reali dai desideri momentanei e a considerare l’impatto ambientale e sociale delle proprie decisioni di acquisto.
Non si tratta di tagli indiscriminati o rinunce forzate, come avviene nello spending cut, ma di allocare le risorse in modo strategico, scegliendo ciò che genera valore reale e benefici duraturi. Spendere in modo intelligente significa trasformare ogni scelta in un investimento: prodotti più resistenti, pratiche sostenibili e servizi utili diventano strumenti per ottenere vantaggi concreti, non solo per chi spende, ma anche per le persone e la collettività nel lungo periodo.
I principi dello smart spending
Lo smart spending si fonda su alcuni principi chiave che guidano le scelte quotidiane: dare priorità a ciò che conta davvero, investire in qualità più che in quantità scegliendo beni e servizi durevoli, monitorare con consapevolezza le spese per ridurre ciò che è superfluo e valutare sempre la sostenibilità, l’impatto sociale e ambientale delle proprie decisioni. Senza dimenticare l’innovazione: sfruttare strumenti digitali per ottimizzare i costi e rendere più semplici i pagamenti.
Questi principi possono essere applicati a diversi livelli. A livello personale, significa gestire il bilancio familiare con attenzione, facendo acquisti più intelligenti e risparmiando senza rinunciare alla qualità. In ambito aziendale, si traduce in investimenti mirati in formazione, tecnologie e welfare, che generano un ritorno concreto nel medio-lungo periodo. Infine, a livello pubblico e sociale, adottare pratiche di spesa consapevole significa orientare le politiche verso il benessere collettivo, migliorando l’efficienza dei servizi e riducendo gli sprechi.
Lo smart spending con Day
Lo smart spending trova un'applicazione pratica anche nel welfare aziendale e nei servizi e nelle soluzioni che Day mette a disposizione dei clienti. Per le persone, i buoni pasto e i buoni acquisto – spendibili non solo per la spesa, ma anche per cultura, benessere e tempo libero – rappresentano più di una semplice integrazione al reddito: aiutano a valorizzare ogni scelta di spesa, stimolando acquisti più consapevoli.
Per le aziende, significa costruire insieme a Day piani di welfare su misura, pensati per far fruttare al massimo le risorse disponibili e aumentare motivazione, produttività e soddisfazione dei collaboratori. Le soluzioni digitali e l’integrazione in wallet rendono tutto semplice, sostenibile e trasparente: dalla gestione dei buoni alla tracciabilità delle spese, è più facile avere una visione completa e ottimizzare le risorse.
Così, Day traduce i principi dello smart spending in azioni concrete. Ogni scelta, quotidiana o aziendale, diventa un’opportunità di valore reale e duraturo, capace di generare benefici concreti per le persone, per le aziende e per la collettività.
Smart spending: una scelta che guarda al futuro
Lo smart spending è prima di tutto un mindset: significa gestire le proprie risorse con attenzione, orientandole verso ciò che genera valore reale e benessere duraturo. Ridurre gli sprechi, fare scelte ponderate e usare il denaro in modo più efficace sono tutti modi concreti per applicarlo.
In un mondo in cui le risorse sono sempre più limitate, spendere meglio non è solo una buona abitudine: è una scelta sostenibile e efficiente, un investimento nel futuro, per sé stessi, per le aziende e per la collettività.
Sono un dipendente enel, e siamo alle solite con la vostra carta buoni pasto, questa è la seconda volta che la cambiate, come al solito carta non valida con un residuo di 12 buoni, non è possibile che date un servizio che non funziona, lunedì farò un’ameil presso la mia azienda, ma spero lunedì di contattare un responsabile.