Welfare Aziendale

Tanti servizi su misura adatti a tutti gli stili di vita dei dipendenti. Salute, famiglia, previdenza , trasporto, tempo libero e acquisti.

Un HR seleziona welfare benefits sulla piattaforma
Settembre 07, 2026
Welfare Aziendale

Premio di Risultato e welfare: Day accompagna aziende e dipendenti in ogni fase della conversione

Le aziende possono riconoscere ai propri collaboratori diverse forme di welfare. Alcune derivano da obblighi previsti dalla contrattazione collettiva, altre rappresentano iniziative volontarie dell'impresa (il cosiddetto welfare "on top"), altre ancora sono collegate al raggiungimento di obiettivi aziendali, come nel caso del Premio di Risultato (PDR). Tra questi strumenti, il PDR ha un ruolo sempre più importante perché consente di valorizzare il contributo delle persone ai risultati aziendali. Quando previsto dagli accordi, può essere convertito – tutto o in parte – in credito welfare, permettendo a lavoratori e imprese di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa. La possibilità di scegliere tra l'erogazione in busta paga e la conversione in welfare, però, è solo una parte del processo. Perché tutto funzioni per il meglio servono una progettazione accurata, una comunicazione chiara ai dipendenti e una gestione amministrativa semplice e affidabile. È proprio su questi aspetti che Day affianca le aziende, con un servizio che segue l'intero percorso: dalla definizione della campagna fino all'accredito del credito welfare. Indice dei contenuti: Dalla definizione del Premio di Risultato alla campagna di conversione Informare i dipendenti per aiutarli a scegliere Una gestione automatizzata che semplifica il lavoro dell'HR Dalla campagna al credito welfare disponibile Un unico partner per tutto il processo Dalla definizione del Premio di Risultato alla campagna di conversione Ogni progetto parte dalla definizione delle regole insieme all'azienda. Day supporta l'impresa nell'impostazione della campagna di conversione del Premio di Risultato, adattandola agli obiettivi organizzativi e agli accordi aziendali. Oltre a definire le modalità di scelta, è possibile personalizzare diversi aspetti della campagna, come le finestre temporali entro cui effettuare la conversione, le eventuali soglie previste e le maggiorazioni che l'azienda decide di riconoscere ai dipendenti che scelgono di destinare il premio al welfare, così da incentivarne l'utilizzo e distribuire il vantaggio derivante dalla conversione. Il supporto di Day accompagna aziende di ogni dimensione lungo tutto il percorso, dalla progettazione alla gestione operativa. Nelle piccole e medie imprese l'affiancamento è particolarmente importante nella fase di avvio, perché aiuta a trasformare un'opportunità spesso poco conosciuta in un progetto concreto e facilmente gestibile, superando l'idea che strumenti di questo tipo siano riservati solo alle grandi organizzazioni. Nelle realtà più grandi e nei gruppi strutturati, invece, il valore emerge soprattutto nella gestione operativa: quando sono coinvolti migliaia di dipendenti, automatizzare le scelte, raccogliere i dati e semplificare le attività dell'HR diventa fondamentale. Informare i dipendenti per aiutarli a scegliere Una campagna di conversione è efficace solo se le persone comprendono realmente le opportunità offerte dal welfare aziendale. Per questo Day affianca la componente tecnologica con un'attività di comunicazione e formazione dedicata. Attraverso i Welfare Day, organizzati in presenza oppure online, gli esperti di Day spiegano come funziona la conversione del Premio di Risultato, illustrano i vantaggi fiscali e rispondono ai dubbi più frequenti. Le aziende possono inoltre scegliere un piano di comunicazione dedicato, con messaggi e approfondimenti che accompagnano i dipendenti durante tutte le fasi della campagna e li aiutano a conoscere le possibilità offerte dalla piattaforma welfare. Alla comunicazione, si affianca un percorso digitale semplice e intuitivo: ogni dipendente riceve una comunicazione personalizzata con l’importo del premio disponibile, la scadenza per effettuare la scelta e il collegamento all’area dedicata. Per supportare una decisione consapevole, Day mette anche a disposizione un simulatore che permette di confrontare le diverse opzioni e comprendere il valore del premio nelle varie modalità di erogazione, incluso il vantaggio della conversione in welfare secondo le regole definite dall’azienda. Uno strumento che rende la scelta più chiara e valorizza al meglio l’opportunità offerta dal Premio di Risultato. Una gestione automatizzata che semplifica il lavoro dell'HR Conclusa la fase di scelta, entra in gioco uno degli aspetti più apprezzati dalle aziende: l’automazione della messa on line della scelta effettuata dai dipendenti con la disponibilità del credito in piattaforma visibile ai destinatari e pronto per essere utilizzato. La piattaforma Day raccoglie automaticamente tutte le preferenze espresse dai dipendenti e genera il tracciato completo delle conversioni. L'ufficio HR non deve ricostruire manualmente i dati né gestire elaborazioni complesse: è sufficiente verificare le informazioni acquisite e procedere con la validazione della campagna. Questo consente di ridurre tempi operativi, limitare il rischio di errori e gestire con la stessa semplicità campagne che coinvolgono poche decine o migliaia di lavoratori. Dalla campagna al credito welfare disponibile Una volta completato il processo, Day provvede al caricamento delle posizioni sulla piattaforma welfare. Ogni dipendente trova così il proprio credito già disponibile, con gli importi correttamente attribuiti secondo le regole stabilite dall'azienda e le eventuali maggiorazioni previste. Da quel momento può iniziare a utilizzare il credito per i beni e i servizi previsti dal piano di welfare aziendale. A proposito delle maggiorazioni, per incentivare la conversione del Premio di Risultato, molte aziende scelgono di riconoscere un importo aggiuntivo a chi opta per il welfare anziché per l'erogazione in busta paga. La piattaforma Day gestisce automaticamente anche queste casistiche, applicando le maggiorazioni previste dall'accordo aziendale e riportandole correttamente nella posizione individuale del dipendente, senza creare ulteriori attività amministrative per l'HR. Un unico partner per tutto il processo La gestione del Premio di Risultato non si esaurisce con una piattaforma digitale. Richiede competenze normative, capacità organizzative e strumenti che rendano semplice ogni fase, sia per l'azienda che per i dipendenti. Per questo Day accompagna le imprese lungo tutto il percorso: dalla progettazione della campagna alla comunicazione interna, dal supporto alle persone nella scelta fino alla gestione automatizzata delle conversioni e all'accredito del credito welfare. Un approccio integrato che permette alle aziende di ridurre il carico amministrativo, valorizzare i vantaggi del welfare aziendale e offrire ai dipendenti un'esperienza di scelta semplice, trasparente e pienamente supportata.
paolo gardenghi all'evento welfare e pa
Agosto 03, 2026
Welfare Aziendale

Oltre lo stipendio: il welfare aziendale come leva strategica per la Pubblica Amministrazione

Negli ultimi anni il welfare aziendale ha smesso di essere una prerogativa delle imprese private. Anche la Pubblica Amministrazione è chiamata a confrontarsi con nuove sfide: attrarre competenze, valorizzare le persone, favorire il benessere organizzativo e costruire ambienti di lavoro capaci di rispondere alle esigenze di chi vi opera ogni giorno. Di questo si è parlato a Roma durante il convegno “Contrattazione e welfare nel pubblico impiego: diritti, servizi, futuro”, organizzato da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e operatori del settore per approfondire il ruolo del welfare nell’evoluzione del lavoro pubblico. Tra i protagonisti dell’incontro anche Day, con l’intervento di Paolo Gardenghi, Responsabile Welfare Aziendale, che ha aperto la tavola rotonda dedicata al tema. A partire dai dati dell'Osservatorio BenEssere Felicità 2026 e del BEF Working Index, Gardenghi ha evidenziato il valore del welfare come leva concreta per sostenere lo sviluppo organizzativo e accompagnare le nuove esigenze delle persone, anche nel settore pubblico. Una riflessione che conferma il ruolo del welfare come elemento strategico per accompagnare il cambiamento, offrendo alle amministrazioni strumenti concreti per affrontare le trasformazioni in corso e le nuove sfide organizzative. indice dei contenuti Oltre la retribuzione: il valore dello "stipendio emotivo" I dati raccontano una PA più forte di quanto si immagini Il welfare come "scudo sociale" Attrarre talenti, ma soprattutto evitare l'apatia La sostenibilità parte dalle persone Il contributo di Day per una PA più attrattiva Oltre la retribuzione: il valore dello "stipendio emotivo" Il punto di partenza dell'intervento è un cambiamento ormai evidente nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato: la retribuzione continua a essere fondamentale, ma da sola non basta a determinare la soddisfazione delle persone. Accanto allo stipendio economico assume sempre più importanza il cosiddetto "stipendio emotivo", fatto di qualità delle relazioni, riconoscimento professionale, equilibrio tra vita privata e lavoro, possibilità di crescere e di sentirsi parte di un'organizzazione che valorizza il contributo di ciascuno. La sfida è trattenere le persone mantenendole coinvolte, motivate e consapevoli del valore del proprio lavoro. I dati raccontano una PA più forte di quanto si immagini Per introdurre il tema, Gardenghi ha sottolineato un dato che smentisce uno dei luoghi comuni più diffusi sul lavoro pubblico: secondo il BEF Working Index 2026, i dipendenti della Pubblica Amministrazione registrano un livello di benessere complessivo superiore a quello dei lavoratori del settore privato (51,7 contro 49,4, in una scala da zero a 100). Un risultato che invita a guardare alla PA con uno sguardo diverso, riconoscendone il valore umano e organizzativo. L'indice è composito e va a misurare sei diverse dimensioni del benessere. Quella che pesa maggiormente con un valore di 64,7 su 100 è lo PsyCap, il capitale psicologico delle persone. Cioè l'insieme delle risorse personali che permettono di affrontare il lavoro e il cambiamento. Un concetto che richiama il modello HERO, elaborato dallo studioso Fred Luthans, che identifica quattro caratteristiche fondamentali: Hope (Speranza), la capacità di trovare nuove strade e soluzioni quando si incontrano ostacoli Efficacy (Autoefficacia), la fiducia nelle proprie capacità di affrontare compiti complessi Resilience (Resilienza), la capacità di riprendersi dopo le difficoltà trasformandole in occasione di crescita Optimism (Ottimismo), la fiducia nel futuro e nella possibilità che le cose evolvano positivamente. Secondo Gardenghi, questi dati raccontano una Pubblica Amministrazione ricca di capitale umano. I lavoratori pubblici dimostrano livelli elevati di resilienza e capacità di problem solving: il 60% dichiara di sentirsi in grado di affrontare i compiti più impegnativi del proprio ruolo e di imparare dagli errori, mentre il 55% afferma di riuscire a trovare soluzioni alternative quando incontra ostacoli. L'unico elemento su cui emerge maggiore fragilità è l'ottimismo, cioè la capacità di guardare con fiducia al futuro. E proprio per questo, il patrimonio umano va sostenuto e protetto. Il welfare come "scudo sociale" È qui che entra in gioco il welfare aziendale. Gardenghi lo definisce un vero e proprio "scudo sociale", capace di mettere le persone nelle condizioni di lavorare con più serenità e di affrontare con meno preoccupazioni le esigenze della vita quotidiana. I dati della ricerca spiegano bene il perché. Oggi il 44% dei lavoratori associa la felicità alla serenità e, subito dopo, il 30% la identifica con la possibilità di avere tempo per sé. Non sorprende quindi che il work-life balance (30%) venga indicato come il principale fattore di soddisfazione lavorativa, superando perfino la retribuzione economica (27%). Emerge chiaramente anche la funzione sociale del welfare: più della metà dei lavoratori intervistati (57%) lo considera un aiuto concreto per sostenere il bilancio familiare e il 56% ritiene che contribuisca direttamente al proprio benessere e alla propria felicità lavorativa. Per questo è fondamentale che il welfare venga gestito come una leva organizzativa capace di proteggere e valorizzare il capitale umano della Pubblica Amministrazione. Attrarre talenti, ma soprattutto evitare l'apatia L'intervento si è poi concentrato su una delle principali sfide che attendono la PA: la capacità di attrarre nuove professionalità e trattenere quelle già presenti. I dati dell'Osservatorio mostrano che il 50% dei lavoratori prenderebbe in considerazione un cambio di lavoro nei prossimi dodici mesi. Se per la metà di loro la motivazione principale resta economica, assumono un peso crescente anche la flessibilità organizzativa (21%) e la qualità del welfare aziendale (18%). Inoltre, il 59% considera il welfare un elemento determinante nella scelta del datore di lavoro. Per la Pubblica Amministrazione, che dispone di margini più limitati sulla leva retributiva, il welfare rappresenta quindi uno degli strumenti più efficaci per competere nell'attrazione dei talenti. Gardenghi, però, invita a guardare oltre il tema del turnover. L'aspetto più preoccupante è un altro: la crescente apatia che emerge dalla ricerca. Il problema non è tanto chi desidera lasciare il proprio lavoro, ma di chi ci rimane senza sentirsi realmente coinvolto. Il rischio è avere persone presenti, ma non più ingaggiate. È proprio su questo terreno che il welfare può fare la differenza, contribuendo a mantenere alta la motivazione e il senso di appartenenza. La sostenibilità parte dalle persone L'ultima riflessione proposta riguarda il concetto di sostenibilità sociale. Per i lavoratori, infatti, la sostenibilità di un'organizzazione si misura più dall’attenzione concreta verso le proprie persone che dall'impatto sul territorio. Secondo il BEF Working Index, il principale indicatore di questa attenzione è la capacità di favorire un corretto equilibrio tra vita e lavoro (32%), seguito dalla creazione di ambienti sicuri, rispettosi e inclusivi (24%). E anche sotto questo profilo la Pubblica Amministrazione registra risultati leggermente migliori rispetto al settore privato. Un’altra conferma di come il welfare aziendale può diventare uno strumento operativo per costruire una Pubblica Amministrazione più attrattiva, sostenibile e capace di valorizzare il proprio capitale umano. Il contributo di Day per una PA più attrattiva L'intervento di Paolo Gardenghi restituisce un'idea di welfare evoluta, ben diversa da quella che lo riduce a un catalogo di benefit. Per Day il welfare rappresenta una leva strategica di innovazione organizzativa, capace di accompagnare anche le amministrazioni pubbliche nella valorizzazione delle persone e nella costruzione di ambienti di lavoro più inclusivi, partecipati e sostenibili. I dati del BEF Working Index mostrano che il capitale umano del settore pubblico costituisce già oggi uno dei suoi principali punti di forza. Investire sul welfare significa proteggerlo, svilupparlo e creare le condizioni affinché continui a generare valore, sia per chi lavora negli enti sia per la qualità dei servizi che ogni giorno vengono offerti ai cittadini.
una imprenditrice nella sua piccola impresa
Luglio 20, 2026
Welfare Aziendale

Le PMI cambiano passo: il welfare entra nelle strategie di crescita

A dieci anni dalle misure che hanno istituzionalizzato il welfare aziendale in Italia, possiamo dire che questo strumento ha ormai superato i confini delle grandi imprese. Oggi riguarda sempre più anche le PMI, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo italiano e che si trovano ad affrontare sfide sempre più complesse: attrarre competenze, trattenere i collaboratori e mantenere elevata la competitività ottimizzando i costi. In questo scenario, il welfare si conferma una leva strategica per migliorare il benessere delle persone e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità dell’impresa di crescere e creare valore. Lo conferma il nuovo Welfare Index PMI 2026, presentato in luglio da Generali, che fotografa un cambiamento ormai evidente: il welfare aziendale è entrato in una fase di maggiore maturità. Indice dei contenuti: Il Welfare Index PMI 2026: il welfare è sempre più strategico Le priorità delle PMI: crescere, innovare, valorizzare le persone gestendo in maniera efficiente il costo del lavoro Il welfare di Day come leva strategica per le PMI Soluzioni semplici anche per le piccole imprese Ogni settore ha esigenze di welfare specifiche Il welfare è anche una scelta di valore Il Welfare Index PMI 2026: il welfare è sempre più strategico I dati della ricerca raccontano un’evoluzione significativa: oggi il 76,5% delle PMI italiane ha raggiunto almeno un livello medio di sviluppo del welfare aziendale. In questi dieci anni, inoltre, le imprese con un livello alto o molto alto di welfare sono più che triplicate, passando dal 10,3% al 33,9%. Parallelamente diminuisce il numero delle aziende che si limitano agli adempimenti previsti dai contratti: solo il 18,2% adotta ancora un approccio di mera conformità. A cambiare è stato progressivamente anche il significato del welfare aziendale: da insieme di benefit spesso scollegati tra loro a leva gestionale capace di incidere sulla qualità dell’organizzazione e sui risultati aziendali. Lo studio evidenzia infatti una correlazione tra maturità del welfare e performance dell’impresa. Le aziende più evolute registrano livelli superiori di produttività, maggiore redditività, una crescita più sostenuta dell’occupazione e una migliore capacità di attrarre nuovi collaboratori. Anche la capacità di trattenere le persone migliora, confermando che investire nel benessere dei collaboratori può contribuire a rafforzare la competitività dell’azienda. Le priorità delle PMI: crescere, innovare, valorizzare le persone gestendo in maniera efficiente il costo del lavoro Oggi una PMI italiana si trova a combattere su cinque fronti: calo della domanda, difficoltà finanziarie, gestione delle relazioni commerciali, complessità organizzative e capacità di investire. La gestione delle persone all’interno di questo scenario assume un ruolo sempre più rilevante: attrarre competenze, trattenere i collaboratori, organizzare il lavoro e mantenere un buon clima interno sono condizioni necessarie per affrontare le trasformazioni del mercato e sostenere la competitività, sfruttando gli strumenti previsti dalla normativa per ottimizzare il budget destinato al personale. Le PMI italiane spesso sono piccole, frammentate e con risorse limitate. Dipendono molto da pochi clienti, poche persone chiave e hanno margini ridotti. Questa struttura le rende più esposte a shock esterni come l’aumento dei costi, i ritardi nei pagamenti e i cambiamenti rapidi del mercato. Una difficoltà che una grande impresa può assorbire, in una PMI può bloccare ordini, assunzioni o investimenti. La capacità di valorizzare il capitale umano emerge quindi come una delle principali leve di crescita. In un contesto in cui competenze, motivazione e capacità organizzativa fanno sempre più la differenza, creare condizioni di lavoro capaci di sostenere il benessere e il coinvolgimento delle persone diventa un elemento strategico. Il welfare di Day come leva strategica per le PMI Anche nella PMI si evidenzia un cambiamento profondo nelle aspettative delle persone nei confronti del lavoro: l’equilibrio tra vita privata e lavoro sta rappresentando uno dei principali fattori di soddisfazione, superando persino la retribuzione. In questo scenario, il welfare aziendale diventa una leva concreta per rispondere a nuove esigenze di equilibrio e benessere, contribuendo a costruire un rapporto di fiducia tra azienda e collaboratori. Anche per una PMI investire nel welfare significa creare un ambiente di lavoro più attrattivo, contenere il turnover e valorizzare il capitale umano, spesso una delle risorse più importanti per la continuità e la crescita del business. Allo stesso tempo rappresenta uno strumento per ottimizzare il costo del lavoro, grazie ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa, migliorando il potere d'acquisto dei collaboratori senza aumentare in modo proporzionale il costo per l'impresa. Soluzioni semplici anche per le piccole imprese Uno dei principali ostacoli percepiti dalle PMI è la percezione sbagliata che il welfare sia qualcosa di complesso da introdurre o richieda strutture organizzative dedicate. In realtà oggi esistono strumenti flessibili e facilmente gestibili che permettono anche alle realtà più piccole di costruire un'offerta di welfare efficace e personalizzata, senza lungaggini né complicazioni. I Buoni Pasto Day, ad esempio, rappresentano una delle forme di welfare più immediate e apprezzate: danno sostegno concreto al potere d’acquisto dei lavoratori, contribuiscono a migliorare l’esperienza quotidiana delle persone e garantiscono alle aziende vantaggi fiscali e semplicità di gestione. I Buoni Acquisto Cadhoc permettono invece di riconoscere premi, valorizzare risultati e introdurre sistemi di incentivazione flessibili, lasciando ai collaboratori la libertà di scegliere beni e servizi in linea con le proprie necessità. Sempre con vantaggi fiscali importanti e grande facilità di gestione e di utilizzo. Per le imprese che desiderano sviluppare un progetto di welfare più articolato, Day Welfare mette a disposizione una piattaforma completa per gestire flexible benefit dedicati alla salute, all’istruzione, alla previdenza, alla mobilità, al tempo libero e ai servizi per la famiglia. Un approccio che consente di personalizzare l’offerta, semplificare gli aspetti amministrativi e trasformare il welfare in uno strumento realmente integrato nella gestione delle persone. Ogni settore ha esigenze di welfare specifiche Le esigenze di welfare cambiano anche in base all'attività svolta. Ciò che conta è trovare un provider capace di mettersi in ascolto e aiutare ogni realtà a trovare soluzioni adatte alle specificità dei contesti in cui si calano. Facciamo qualche esempio: in una farmacia i benefit possono contribuire a fidelizzare personale qualificato e sempre più difficile da reperire. In una concessionaria il welfare rappresenta uno strumento per valorizzare figure con competenze differenti — venditori, consulenti, tecnici e personale di assistenza — rafforzando il senso di appartenenza e sostenendo le performance del team. Nel settore delle onoranze funebri, dove professionalità, disponibilità e continuità del servizio sono elementi fondamentali, il welfare diventa una leva per riconoscere l'impegno delle persone, favorire la permanenza in azienda e migliorare la qualità del lavoro. Pur partendo da esigenze diverse, tutte queste realtà condividono lo stesso obiettivo: valorizzare le persone attraverso strumenti semplici, sostenibili e fiscalmente efficienti. Il welfare è anche una scelta di valore Accanto ai benefici economici e organizzativi, il welfare contribuisce sempre più a rafforzare la reputazione dell’impresa e il suo ruolo nel territorio. Scegliere di investire nel benessere delle persone significa promuovere un modello di crescita più sostenibile, capace di generare valore per l’azienda, per i collaboratori e per la comunità. In un mercato del lavoro in cui competenze e persone rappresentano un fattore competitivo determinante, la differenza la fanno progetti costruiti a partire dall’ascolto dei bisogni reali dei collaboratori e integrati nella cultura aziendale. Come Società Benefit, Day accompagna da quasi quarant’anni le imprese nella progettazione di soluzioni di welfare capaci di unire semplicità gestionale, vantaggi fiscali e attenzione concreta alle persone. Insieme per fare la differenza.
una mano che gira dei dadi per passare da work a life balance
Luglio 13, 2026
Welfare Aziendale

Decreto Lavoro 2026: un nuovo incentivo per le aziende che puntano sul welfare

Negli ultimi anni il welfare aziendale si è affermato come uno degli strumenti più efficaci per migliorare il benessere delle persone e rendere le organizzazioni più attrattive e sostenibili. In questa direzione si inserisce anche una delle novità introdotte dal Decreto Lavoro 2026: uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, a conferma del crescente valore riconosciuto alle politiche di conciliazione tra vita professionale e vita familiare. Il Decreto Lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile, prevede infatti un esonero fino all'1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite massimo di 50.000 euro annui per azienda, per le imprese che conseguono la certificazione UNI/PdR 192:2026. Indice dei contenuti: Che cos'è la UNI/PdR 192:2026 Come funziona lo sgravio e quando si applica Il welfare aziendale è tra le misure valorizzate dalla certificazione Un'opportunità che va oltre il beneficio economico Il supporto di Day per costruire un piano di welfare efficace Che cos'è la UNI/PdR 192:2026 Pubblicata il 14 aprile 2026, la UNI/PdR 192:2026 è una Prassi di Riferimento elaborata da UNI, l'Ente Italiano di Normazione. Le Prassi di Riferimento sono documenti che raccolgono buone pratiche condivise e forniscono alle organizzazioni indicazioni operative su temi innovativi o in rapida evoluzione, rappresentando spesso un primo passo verso l'elaborazione di una futura norma tecnica. Nello specifico, la UNI/PdR 192:2026 definisce un sistema di gestione dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, offrendo alle organizzazioni pubbliche e private un quadro metodologico per progettare, attuare, monitorare e migliorare nel tempo politiche orientate al benessere delle persone. L'obiettivo è aiutare le aziende a integrare in modo strutturale misure che favoriscano l'equilibrio tra vita professionale e personale, promuovendo un'organizzazione del lavoro più inclusiva, attenta ai bisogni delle persone e capace di misurare l'efficacia delle iniziative adottate. Come funziona lo sgravio e quando si applica Lo sgravio non è automatico. Per ottenerlo non è sufficiente adottare politiche di welfare aziendale: è necessario conseguire espressamente la certificazione UNI/PdR 192:2026 e rispettare i requisiti previsti dalla normativa. Il welfare rappresenta però una delle leve che possono contribuire a costruire un’organizzazione orientata alla conciliazione tra vita lavorativa e vita privata. Facciamo un esempio. Immaginiamo un’azienda con circa 50 dipendenti che versa ogni anno 500.000 euro di contributi previdenziali a proprio carico. Se ottiene la certificazione UNI/PdR 192:2026, grazie al nuovo incentivo previsto dal Decreto Lavoro può beneficiare di uno sgravio pari all’1% dei contributi versati. In pratica: Contributi previdenziali versati: 500.000 € Sgravio dell’1%: 5.000 € Risparmio per l’azienda: 5.000 € Più elevati sono i contributi versati, maggiore può essere il beneficio, fino al limite massimo di 50.000 euro annui previsto dalla normativa. Il welfare aziendale è tra le misure valorizzate dalla certificazione Per chi si occupa di welfare aziendale, la nuova prassi di riferimento rappresenta un segnale importante. Tra gli strumenti richiamati dalla certificazione rientrano infatti numerose iniziative che fanno già parte delle politiche di welfare adottate da molte aziende. Tra queste troviamo: fringe benefit, come buoni pasto, polizze sanitarie e rimborsi per spese scolastiche o sportive; servizi di cura, ad esempio convenzioni con badanti, centri diurni per anziani e supporto psicologico; forme di assistenza economica, come contributi per spese mediche o educative; percorsi di formazione dedicati alla genitorialità, alla cura e al bilanciamento tra vita privata e lavoro. Al di là della classificazione adottata dalla prassi — che su alcuni aspetti potrà richiedere ulteriori chiarimenti interpretativi, anche alla luce della disciplina fiscale vigente — emerge un elemento chiaro: il welfare aziendale viene riconosciuto come una leva fondamentale per costruire organizzazioni più attente alle persone. Un'opportunità che va oltre il beneficio economico Lo sgravio contributivo rappresenta certamente un incentivo interessante, ma il valore della certificazione va ben oltre il vantaggio economico. Investire in politiche di welfare significa rafforzare la capacità dell'azienda di attrarre e trattenere talenti, migliorare il clima interno, sostenere la genitorialità e rispondere in modo concreto ai bisogni di lavoratrici e lavoratori. Tutti elementi che contribuiscono a rendere l'organizzazione più resiliente, inclusiva e competitiva. Il supporto di Day per costruire un piano di welfare efficace Da anni Day affianca le aziende nella progettazione di soluzioni di welfare capaci di rispondere alle esigenze delle persone e agli obiettivi delle organizzazioni. In questo nuovo scenario possiamo supportare le imprese nell'individuazione delle misure di welfare più coerenti con i requisiti della UNI/PdR 192:2026, valutando insieme le soluzioni più efficaci e accompagnandole nell'implementazione di un piano realmente sostenibile. Ogni progetto richiede infatti un'attenta analisi dei requisiti previsti dalla normativa e della corretta applicazione delle disposizioni fiscali e contributive, in particolare quando si parla di fringe benefit, rimborsi e altri strumenti di welfare. Per questo è importante affrontare il percorso con il supporto di un partner esperto, capace di trasformare una novità normativa in un'opportunità concreta di crescita organizzativa. La certificazione UNI/PdR 192:2026 apre una nuova prospettiva per le imprese che vogliono investire nel benessere delle persone. Con il supporto di Day è possibile costruire un piano di welfare che non si limiti a soddisfare un requisito, ma diventi uno strumento capace di generare valore per l'azienda e per chi vi lavora ogni giorno.    
Una assicuratrice al telefono, per il rinnovo del ccnl ANIA
Luglio 06, 2026
Welfare Aziendale

Rinnovo del CCNL ANIA: welfare, smart working e nuove tutele per il settore assicurativo

Il welfare aziendale continua a conquistare spazio nei contratti collettivi. L'ultima conferma arriva dal rinnovo del CCNL delle imprese di assicurazione, sottoscritto il 13 maggio 2026 tra ANIA e le organizzazioni sindacali e approvato con il voto favorevole del 93,10% delle lavoratrici e dei lavoratori. Un consenso davvero molto ampio che testimonia il valore riconosciuto alle novità introdotte dall'accordo. L'ANIA - l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici - rappresenta le compagnie di assicurazione operanti in Italia. Il contratto collettivo del settore interessa migliaia di dipendenti e, con questo rinnovo valido fino al 31 maggio 2028, guarda non solo agli aspetti economici, ma anche ai cambiamenti che stanno trasformando il mondo del lavoro. Indice dei contenuti: Un credito welfare da 450 euro Più attenzione all'evoluzione del lavoro Intelligenza artificiale e nuove tutele Il welfare aziendale si conferma protagonista Un credito welfare da 450 euro Tra le misure previste dal rinnovo c'è una novità che conferma quanto il welfare aziendale sia ormai uno strumento consolidato della contrattazione. Entro il 31 luglio 2026, infatti, le imprese dovranno mettere a disposizione dei dipendenti in servizio un credito welfare di 450 euro, riconosciuto come compensazione del periodo di vacanza contrattuale del 2025. L'importo è riferito al 4° livello, 7ª classe, e sarà riparametrato in base all'inquadramento e all'anzianità di servizio. Una scelta che si affianca agli aumenti retributivi previsti dal contratto e che offre ai lavoratori un sostegno concreto attraverso i servizi di welfare. Più attenzione all'evoluzione del lavoro Il rinnovo dedica ampio spazio anche all'organizzazione del lavoro, recependo alcuni dei cambiamenti che negli ultimi anni sono diventati sempre più centrali nelle aziende. Vengono rafforzate le previsioni sul lavoro agile e sulla gestione flessibile della prestazione, valorizzando modelli organizzativi orientati agli obiettivi e ai risultati. L'accordo promuove inoltre l'utilizzo degli strumenti tecnologici, la formazione continua e interventi dedicati alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Particolare attenzione è riservata anche alla conciliazione tra vita professionale e vita privata. Sono infatti previste misure che facilitano il ricorso allo smart working nelle situazioni familiari più complesse, con l'obiettivo di favorire un'organizzazione del lavoro più inclusiva. Si tratta di interventi che trovano un naturale complemento in un piano di welfare aziendale ben progettato, capace di affiancare gli strumenti previsti dal contratto con servizi e iniziative dedicate al benessere delle persone, al sostegno della genitorialità, alla cura della famiglia e all'equilibrio tra vita lavorativa e privata. Intelligenza artificiale e nuove tutele Tra gli elementi più innovativi del contratto c'è anche l'introduzione di principi condivisi sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, insieme a nuove disposizioni dedicate agli appalti. Si tratta di temi destinati ad assumere un peso sempre maggiore nelle relazioni industriali e che il rinnovo affronta già oggi, ponendo le basi per accompagnare l'evoluzione del settore senza perdere di vista la tutela delle persone. Il welfare aziendale si conferma protagonista Negli ultimi anni, un numero crescente di contratti collettivi ha affiancato alla retribuzione monetaria strumenti di welfare, riconoscendone il ruolo strategico per il benessere delle persone e la competitività delle imprese. Il rinnovo del CCNL ANIA si inserisce pienamente in questa evoluzione. Le aziende chiamate ad applicare il nuovo obbligo contrattuale possono scegliere strumenti semplici e immediatamente attivabili. Tra questi, i buoni acquisto Cadhoc di Day rappresentano una soluzione rapida per mettere a disposizione il credito welfare previsto dal CCNL, con tempi di implementazione estremamente contenuti. I buoni acquisto rientrano nella disciplina dell'art. 51, comma 3 del TUIR e consentono all'azienda di beneficiare della deducibilità del costo, mentre il dipendente può usufruirne senza oneri fiscali e contributivi entro i limiti previsti dalla normativa (1.000 euro, elevati a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico, secondo la disciplina vigente). Grazie a una rete di oltre 30.000 partner convenzionati, Cadhoc offre la massima libertà di scelta per rispondere alle esigenze quotidiane delle persone e delle loro famiglie: dalla spesa alimentare al carburante, dagli acquisti per la casa all'elettronica, fino a molte altre categorie merceologiche. Per le aziende che desiderano invece sviluppare un progetto di welfare più strutturato, Day mette a disposizione anche una piattaforma digitale di flexible benefit, personalizzabile in base agli obiettivi aziendali e alle esigenze della popolazione aziendale.