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Combattere lo spreco alimentare: l'impegno per un futuro sostenibile
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Combattere lo spreco alimentare: l’impegno per un futuro sostenibile

Il 5 febbraio 2024, si è svolta l’11^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. In questo post, esploreremo le cause dello spreco alimentare, i suoi effetti negativi e come possiamo tutti contribuire a ridurlo.

Il report dell’Osservatorio Waste Watcher International

Lo spreco alimentare è una problematica globale che richiede l’impegno da parte di ciascuno di noi, per poter essere affrontato in modo efficace. Ogni anno, tonnellate di cibo vengono gettate, contribuendo non solo ad una perdita economica, ma anche a gravi impatti sull’ambiente e sulla sicurezza alimentare.

In Italia si continua a buttare via notevoli quantità di cibo. Lo spreco alimentare lungo la filiera, da quanto emerge dal report dell’Osservatorio Waste Watcher International con i dati del “Caso Italia” 2024, ammonta a 13,155 miliardi di euro ed è pari a 4,207 milioni di tonnellate di cibo gettato via. “È una somma che si attesta un po’ sotto un punto percentuale di Pil di valore economico e la maggior parte si concentra nello spreco domestico”, spiega il professor Andrea Segrè, presidente di Waste Watchers International Osservatorio Zero Spreco. Dal rapporto, infatti, emerge come oltre 800milioni di euro di cibo siano stati gettati via direttamente dai produttori, e una somma analoga.

Nel dettaglio, negli ultimi 7 giorni ognuno italiano ha sprecato ben 566,3 grammi di cibo, circa 40 grammi in più rispetto allo scorso anno.

 

Cause dello spreco alimentare

Una delle prime cause dello spreco alimentare è sicuramente la sovrapproduzione: La produzione eccessiva di cibo sono spesso causate da previsioni errate della domanda o da standard estetici elevati che portano alla scelta di prodotti perfetti esteticamente ma con una breve durata di conservazione.

Un altro importante fattore da tenere monitorato riguarda le scorte eccessive nelle case e nei ristoranti: molte persone tendono ad acquistare più cibo di quanto effettivamente consumano, portando a eccessi nelle dispense e nei frigoriferi. Dall’Osservatorio in realtà, emerge che ristorati, pizzerie, locali e botteghe sprecano meno rispetto a quanto non si faccia a casa. L’attenzione è alta sia nei negozi di alimentari, sia nei ristoranti e nei locali.

 

Come possiamo ridurre lo spreco alimentare

Il maggior spreco di cibo avviene nelle nostre case e spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Seguire dei piccoli accorgimenti e poche regole, può aiutarci a ridurlo sensibilmente.

  • Pianificare gli acquisti: Prima di recarsi al supermercato, possiamo fare una lista degli alimenti necessari e acquistare solo ciò che si prevede di consumare.
  • Scegliere cibi “anti-spreco”: Optare per frutta e verdura imperfette o confezioni a ridotto costo in quanto prossime alla scadenza può aiutare a ridurre lo spreco.
  • Conservare e riciclare: Imparare a conservare correttamente gli alimenti e riciclare gli avanzi può estendere la loro durata e ridurre gli sprechi.

Last Minute Sotto Casa, il cibo non si butta

Una soluzione innovativa per ridurre notevolmente lo spreco dei nostri cibi, ponendo attenzione a ciò che si compra al supermercato, è messa a disposizione da LMSC, una speciale app anti-spreco proposta da Up Day, che permette ai negozianti con prodotti alimentari in prossimità della scadenza, di informare i clienti nelle vicinanze, della possibilità di acquistare tali prodotti a prezzi scontati, spesso del 50% o 60%.

Oggi LMSC è presente nei piccoli esercizi, bar ristoranti, ma anche nella grande distribuzione grazie alla partnership con i supermercati Sigma ed UCU nell’area di Bologna e Reggio Emilia. A breve altre importanti catene di supermercati in tutta l’Emilia Romagna aderiranno al progetto

 

Sprecometro, per misurare lo spreco di cibo al ristorante

Lo sprecometro è un’app ideata e sviluppata nell’ambito dell’Osservatorio Waste Watcher International su cibo e sostenibilità, nata dal lavoro congiunto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e Last Minute Market, impresa sociale spin off accreditata dall’Alma Mater per la Campagna Spreco Zero. In linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, si propone di generare consapevolezza e conoscenze utili per indirizzare persone e gruppi alla riduzione dello spreco alimentare, all’adozione di diete sane e all’uso sostenibile delle risorse naturali. L’app misura in grammi lo spreco alimentare di singoli e gruppi, valutando la perdita economica (Euro), l’impronta carbonica (C02 e km percorsi da un auto) e l’impronta idrica (H20 e bottiglie di acqua da 0.5l).

Da quest’anno Sprecometro  entra nelle mense scolastiche attraverso un progetto educativo promosso da Camst group

 

Combattere lo spreco alimentare è una responsabilità condivisa da tutti noi. Adottare piccoli cambiamenti nelle nostre abitudini quotidiane può fare la differenza. Ogni volta che evitiamo di gettare cibo, stiamo contribuendo a preservare le risorse del nostro pianeta e ad alleviare il problema della fame nel mondo. Insieme, possiamo rendere il nostro modo di consumare cibo più sostenibile e responsabile.

#Consumo Consapevole

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