Una semplice scelta che porta con sé tanti vantaggi per le aziende e i loro dipendenti.
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Per un break sotto una nuova luce
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Giugno 08, 2026
Buoni Pasto
Buoni pasto e trasferte: cosa sapere
Quando un dipendente lavora in trasferta ha diritto a ricevere i buoni pasto?
Sì, in molti casi i buoni pasto spettano anche durante una trasferta aziendale. Tuttavia, la compatibilità dipende dal tipo di rimborso spese previsto dall’azienda e dalle regole del CCNL applicato.
La gestione delle spese legate all'alimentazione dei collaboratori fuori sede richiede regole precise. Un errore in questa fase può generare incomprensioni interne e causare irregolarità a livello fiscale per l'impresa.
In questo articolo facciamo chiarezza sulle regole in vigore, distinguendo tra i diversi sistemi di rimborso e analizzando i limiti di compatibilità.
Indice dei contenuti:
Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero
Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa
Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta
Buoni Pasto e trasferte: casistiche principali
Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali
Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale
Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta
Buoni pasto e trasferte: quando spettano davvero
Sì, i buoni pasto spettano anche in trasferta, ma a una condizione fondamentale: non deve verificarsi una sovrapposizione totale con altri rimborsi per il vitto.
Nella pratica aziendale, il buono pasto normalmente non viene riconosciuto quando il pasto è già integralmente rimborsato tramite nota spese. Non è infatti possibile coprire lo stesso bisogno due volte.
Se invece il sistema di rimborso adottato prevede solo una diaria per il disagio dello spostamento, senza la copertura diretta delle fatture del ristorante, l'erogazione del buono rimane valida e pienamente legittima.
Diritto al buono pasto in trasferta: cosa dice la normativa
La legislazione italiana non vieta in modo assoluto di fornire buoni pasto a chi lavora fuori sede. La legge lascia ampio margine di manovra agli accordi tra le parti.
Per capire le regole esatte, il documento di riferimento è sempre il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) applicato, unito a un eventuale contratto integrativo o regolamento interno. Sono questi testi a definire i dettagli operativi per il singolo lavoratore.
Un elemento chiave stabilito dalla normativa riguarda i confini geografici. I limiti cambiano se lo spostamento avviene all'interno del territorio in cui ha sede l'impresa, oppure se il lavoratore viene inviato in un comune diverso. Le trasferte extra-comunali sono infatti soggette a tetti fiscali differenti rispetto a quelle urbane.
In particolare, per le trasferte eseguite all'interno del territorio comunale della sede lavorativa, la regola generale prevede che i rimborsi per le spese di vitto e alloggio concorrano integralmente a formare il reddito imponibile del dipendente (e quindi siano soggetti a tassazione), salvo specifica documentazione che attesti solo le spese di viaggio e trasporto tracciabili.
Compatibilità tra buoni pasto e indennità di trasferta
Il nodo centrale è la cumulabilità tra il buono e i soldi versati per la trasferta. Le regole cambiano in base alla tipologia di rimborso spese scelta dall'azienda.
Esistono tre metodi principali e la compatibilità varia per ciascuna opzione:
Rimborso analitico (a piè di lista): l'impresa rimborsa le fatture esatte dei pasti consumati. Se vengono rimborsati due pasti nella stessa giornata, il cumulo con il buono è vietato. Se viene rimborsato un solo pasto, l'azienda può concedere un buono, a condizione che l'orario di lavoro giustifichi due pause alimentari.
Rimborso forfettario: viene riconosciuta un'indennità fissa giornaliera che copre tutto il disagio e le piccole spese. In linea generale, il buono pasto può essere cumulato con l’indennità forfettaria di trasferta, salvo diverse disposizioni previste dal CCNL o dai regolamenti aziendali.
Rimborso misto: si fornisce un rimborso analitico per l'alloggio e una diaria ridotta per i pasti. Anche qui, il sistema è compatibile con i buoni, ma la quota esente dell'indennità subisce un drastico abbattimento.
Buoni pasto e trasferte: casistiche principali
Tipologia di Trasferta / Rimborso
Trattamento Buoni Pasto
Regola e Limiti Fiscali / Note Operative
Rimborso analitico di entrambi i pasti
Buoni pasto generalmente non riconosciuti
Non è ammesso il cumulo (doppia copertura dello stesso servizio).
Rimborso analitico di un solo pasto
Possibile compatibilità con i buoni pasto
Consentito se l'orario di lavoro o la durata del viaggio giustificano la presenza di una seconda pausa alimentare.
Diaria forfettaria
Buoni pasto generalmente compatibili
Il ticket è cumulabile, ma l'importo concorre a formare il reddito con regole differenti rispetto alla sede ordinaria.
Rimborso misto
Compatibilità possibile, con limiti fiscali specifici
Ammesso il cumulo, ma la quota esente dell'indennità giornaliera in busta paga subisce una riduzione di un terzo.
Trasferta fuori dal comune
Applicazione di soglie fiscali agevolate
Le diarie e le indennità godono di franchigie di esenzione ampie (fino a 46,48€ in Italia e 77,46€ all'estero).
Indennità di trasferta e buoni pasto: differenze principali
Per evitare confusioni contabili e legali, è utile tracciare un confine netto tra questi due strumenti, poiché rispondono a logiche aziendali completamente diverse.
L'indennità di trasferta è una somma di denaro erogata in busta paga. Serve a compensare il lavoratore per il disagio prolungato causato dallo spostamento e per le micro-spese non documentabili. Può essere spesa liberamente e non è vincolata all'acquisto esclusivo di generi alimentari.
Il buono pasto è invece un benefit aziendale, inteso come un servizio sostitutivo della mensa. Il suo unico scopo è coprire le spese di vitto durante la giornata lavorativa. Non può essere convertito in denaro contante e può essere speso solo presso esercizi convenzionati, come ristoranti, bar o supermercati.
Come gestire i buoni pasto durante una trasferta aziendale
Un'efficace gestione delle trasferte richiede procedure interne chiare, per evitare errori in fase di elaborazione delle buste paga. Il dipartimento HR o l'ufficio amministrativo devono incrociare i dati delle presenze con le note spese presentate.
Se il regolamento interno vieta l'uso del ticket durante le missioni coperte da rimborso, l'azienda dovrà decurtare i buoni maturati dal conteggio mensile del dipendente. L'uso di sistemi digitali integrati facilita notevolmente questo calcolo, automatizzando le detrazioni in tempo reale.
Inoltre, è fondamentale comunicare apertamente le policy. Ogni dipendente deve sapere in anticipo quale opzione di rimborso verrà applicata per il suo viaggio e come questa scelta inciderà sull'erogazione dei buoni mensili. La trasparenza previene lamentele e ritardi amministrativi.
Aspetti fiscali: cosa cambia tra buoni pasto e rimborsi trasferta
Il trattamento fiscale è uno degli aspetti più delicati per un'organizzazione. Un errore nei calcoli può generare sanzioni importanti e alterare il cuneo fiscale.
Partiamo dai buoni pasto. La Legge di Bilancio 2026 ha ufficialmente innalzato la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto in formato elettronico da 8 a 10 euro al giorno. Per il formato cartaceo, la soglia di esenzione resta invece invariata a 4 euro. Grazie a questa importante novità normativa, un'azienda può erogare fino a 10 euro al giorno interamente esentasse per ciascun collaboratore, usufruendo inoltre della deducibilità completa ai fini IRES e della detraibilità dell'IVA al 4%.
Per l'indennità di trasferta, la tassazione dipende dal tipo di rimborso e dai confini geografici.
Se lo spostamento avviene all'interno del comune della sede lavorativa, la quota è sempre soggetta a tassazione IRPEF.
Se la missione avviene fuori dal comune, l'indennità forfettaria è esente fino a 46,48 euro al giorno (in Italia) o 77,46 euro (all'estero).
Tuttavia, attenzione ai limiti di cumulabilità in caso di sistema misto. Se l'azienda riconosce il rimborso gratuito dell'alloggio o del vitto, la soglia di esenzione dell'indennità si riduce di un terzo (scendendo a 30,98 euro). Se viene garantito sia vitto che alloggio gratuitamente, il limite di esenzione cala di due terzi (arrivando a 15,49 euro).
La gestione dei buoni pasto durante le trasferte lavorative richiede una pianificazione attenta per evitare la doppia copertura dello stesso servizio e ottimizzare i vantaggi fiscali previsti dalla legge. Le regole applicabili possono variare in base al CCNL, agli accordi aziendali e alle policy interne dell’impresa. Per gestire correttamente i singoli casi specifici, è sempre consigliabile verificare attentamente il regolamento aziendale o confrontarsi direttamente con il proprio consulente del lavoro.
Febbraio 16, 2026
Buoni Pasto
Il buono pasto tra normative e uso quotidiano: più equilibrio tra lavoro, spesa e territorio
Negli ultimi due anni il mondo dei buoni pasto ha iniziato a cambiare volto. Alcuni interventi normativi, introdotti in momenti differenti e con finalità distinte, stanno producendo effetti concreti sul mercato e sulle modalità di utilizzo da parte dei lavoratori.
Da una parte c’è il decreto dello scorso anno che ha fissato al 5% il tetto massimo alle commissioni applicabili agli esercenti (Legge n. 193/2024); dall’altra, più recente, l’innalzamento a 10 euro del valore defiscalizzato del buono pasto elettronico (Legge n. 199/2025).
Due misure autonome che, osservate insieme, aiutano a leggere l’evoluzione del buono pasto: uno strumento di welfare aziendale che oggi incide anche sulle dinamiche commerciali e sul potere d’acquisto delle persone.
Commissioni al 5%: un nuovo equilibrio per il mercato
Piccoli esercenti e commercio di prossimità: nuove opportunità
L'ingresso dei discount: una novità rilevante
Gli effetti sul potere d’acquisto
Commissioni al 5%: un nuovo equilibrio per il mercato
Per molti anni, uno dei fattori che ha influenzato la diffusione dei buoni pasto è stato il livello delle commissioni applicate agli esercenti, variabili a seconda del tipo di attività e degli accordi commerciali.
L’introduzione di un tetto massimo del 5%, uguale per tutti, ha portato maggiore uniformità e prevedibilità nel sistema: oggi gli esercenti sanno di poter fare affidamento su questo parametro fissato per legge e alcune categorie che prima restavano fuori dal circuito trovano ora più conveniente parteciparvi.
Non si tratta di un cambiamento immediato o uniforme, ma di un processo che sta gradualmente ampliando la rete degli esercizi convenzionati.
Piccoli esercenti e commercio di prossimità: nuove opportunità
Ad esempio, il nuovo quadro normativo, sembra favorire i piccoli negozi di vicinato: alimentari, gastronomie, forni e negozi specializzati.
Per questi esercizi, la riduzione delle commissioni può rendere più semplice e conveniente accettare i buoni pasto, integrandoli tra le modalità di pagamento abituali. In questo modo, i lavoratori trovano più punti di riferimento nel loro quartiere e nella zona attorno al posto di lavoro, rafforzando i legami tra consumatori e territorio.
Con l’allargamento progressivo dell’uso dei buoni pasto nei piccoli esercizi di prossimità, si va sempre più incontro agli obiettivi di km zero, sostenibilità e sostegno all’economia locale, favorendo acquisti più frequenti e distribuiti sul territorio e rendendo più concreto il valore quotidiano del buono pasto.
È una direzione che Day, come Società Benefit, sostiene da tempo: promuovere un utilizzo del welfare che crei valore ambientale e sociale, rafforzando il legame tra lavoratori, comunità e territorio.
L’ingresso dei discount: una novità rilevante
Ma uno degli effetti più evidenti del nuovo assetto normativo è stato l’ingresso – o il rafforzamento – dei discount alimentari nel circuito dei buoni pasto.
È un cambiamento importante, perché i discount raggiungono una fascia di consumatori molto ampia, con prezzi mediamente più contenuti, prodotti di marche meno conosciute e un’attenzione costante al rapporto qualità-prezzo.
Gli effetti sul potere d’acquisto
Nel contesto attuale, con un’attenzione crescente al costo della vita, l’aumento del valore nominale del buono pasto e la maggiore capillarità della rete degli esercenti convenzionati contribuiscono a rendere il buono uno strumento ancora più utile per i lavoratori.
La possibilità di utilizzarlo sia nei discount sia nei negozi di prossimità – spesso con prezzi più accessibili o filiere più corte – lo avvicina alle esigenze della spesa quotidiana, ottimizza il valore sullo scontrino senza cambiare la sua funzione di welfare.
In questo senso, il buono pasto conferma la capacità di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali: l’allargamento della rete e l’adeguamento del valore defiscalizzato non stravolgono il passato, ma ne segnano un’evoluzione graduale, fatta di nuovi equilibri tra lavoro, consumi e territorio.
Gennaio 19, 2026
Buoni Pasto
Picnic solidali e social eating: convivialità e benessere in azienda
Condividere il pranzo fra colleghi è un’abitudine che migliora il clima di lavoro. Prima di tutto, è importante concedersi una vera pausa: prendersi il tempo per mangiare con calma, senza restare davanti al computer o continuare altre attività. Ma è ancora meglio quando il pasto diventa un momento in compagnia: sedersi insieme attorno a un tavolo permette di conoscersi meglio, favorisce la collaborazione e rafforza la fiducia reciproca.
Chi trasforma la pausa pranzo in un momento condiviso con i colleghi si dichiara in media più felice e più soddisfatto della propria vita, con effetti positivi anche sulla motivazione professionale. A confermarlo c’è una ricerca Censis-Camst, secondo cui oltre tre quarti degli intervistati vorrebbe avere più tempo da dedicare ai riti legati al cibo e allo stare insieme. Un segnale di quanto il pranzo resti un bisogno sociale profondo, anche nella frenesia della vita lavorativa.
Il social eating in Day: i picnic solidali
Come organizzare un evento Social Eating
Dal picnic solidale alla pausa quotidiana: il valore dei Buoni Day
Il social eating in Day: i picnic solidali
Prendersi cura del benessere dei dipendenti è la missione di Day, sia attraverso i servizi offerti alle aziende clienti che al suo interno. Per questo, in primavera e in autunno, vengono organizzati i picnic solidali: pause condivise tra colleghi, diverse dai pranzi e dalle cene tradizionali. Sono incontri informali all’aperto, in cui ciascuno porta qualcosa da condividere e che diventano occasioni per parlare dei progetti di solidarietà portati avanti durante l’anno.
Un esempio è il picnic nel Giardino pubblico Collina Meraville, organizzato proprio in quell’area per celebrare la piantumazione di 80 alberi — olmi, noci e cornioli, uno per ogni dipendente dell’HQ di Bologna dell’epoca — realizzata da Day insieme al Comune di Bologna e Avola Coop.
In un’altra occasione sono state presentate due realtà bolognesi sostenute da Day: Re-Use With Love, che promuove il riuso e l’economia circolare, ed Equi-Libristi (sostenuto anche dalla Fondation Upcoop), con il progetto #JustRead, una libreria itinerante che ridona vita ai libri salvati dal macero, portando cultura anche dove biblioteche e librerie non arrivano.
Nel picnic più recente, a settembre 2025, è stata ricordata l’Operazione ZeroVirgola, l’iniziativa di Up Coop ("Arrondi sur salaire") che consente ai dipendenti di donare i centesimi dello stipendio — o una quota fissa mensile — a due associazioni scelte collettivamente. All’evento ha partecipato Ageop, che sostiene i bambini malati di tumore e le loro famiglie: la coordinatrice Giada Oliva ha raccontato i progetti realizzati, dando concretezza al valore della solidarietà.
Così i picnic solidali diventano momenti di convivialità che rafforzano lo spirito di gruppo, ma anche degli spazi per riconoscere e condividere l’impegno di Day e dei suoi dipendenti a favore della comunità e del territorio.
Come organizzare un evento Social Eating
Organizzare un pranzo condiviso in azienda è più semplice di quanto sembri e può diventare un’esperienza molto piacevole e utile per il team. Basta scegliere uno spazio all’aperto, come un parco vicino all’ufficio o un’area verde condominiale, stendere un telo sull’erba e lasciare che ognuno porti qualcosa da condividere: un piatto cucinato in casa o comprato, un dolce o della frutta di stagione.
Per coordinare meglio quantità e varietà, può essere utile un file condiviso dove ciascuno comunica in anticipo cosa intende portare. Per un picnic ben organizzato servono poi tavoli di appoggio, bicchieri, posate e tovaglioli: Day, ad esempio, si occupa dell’allestimento e delle bevande, così tutti possono concentrarsi sul cibo e sul piacere di stare insieme.
Per rendere il picnic anche sostenibile, un consiglio è usare stoviglie compostabili o riutilizzabili e scegliere piatti facili da servire e mangiare all’aperto, riducendo imballaggi e sprechi. Un’attenzione in più è portare contenitori richiudibili, così gli avanzi si trasformano in pranzi per i giorni successivi.
Dal picnic solidale alla pausa quotidiana: il valore dei Buoni Day
Anche senza aspettare l'occasione speciale di un picnic solidale, ogni giorno la pausa pranzo può diventare un momento di benessere e convivialità. Con i buoni pasto Day i dipendenti hanno la libertà di scegliere un pranzo sano, equilibrato e spesso a km zero, condividendolo con i colleghi e migliorando il clima di lavoro. Per le aziende si tratta di uno strumento 100% deducibile, esente da oneri fiscali e previdenziali, che valorizza la retribuzione senza costi aggiuntivi. E con l'app Buoni Day il pagamento diventa ancora più semplice e smart: la mappa degli esercizi convenzionati è a portata di mano, piena di ristoranti, bar, supermercati e gastronomie, così la pausa è non solo più buona, ma anche più comoda!
Gennaio 07, 2026
Buoni Pasto
Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per buoni pasto e premi di produzione
Ogni anno la Legge di Bilancio – altrimenti detta manovra finanziaria – definisce come lo Stato italiano prevede di gestire entrate e spese pubbliche per l'anno successivo. È uno degli strumenti più importanti di politica economica perché, oltre a stabilire risorse e investimenti, interviene direttamente su tasse, agevolazioni e regole che riguardano le imprese e i lavoratori.
La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) dedica particolare attenzione al costo del lavoro e al potere d'acquisto dei dipendenti, introducendo misure che rafforzano strumenti già molto diffusi nel welfare aziendale: i buoni pasto elettronici e i premi di produzione.
Buoni pasto elettronici: detassazione fino a 10 euro al giorno
Premi di produzione: aliquota ridotta all'1% nel biennio 2026–2027
Gestire facilmente le novità con le soluzioni Day
Gli altri interventi previsti dalla manovra 2026
Buoni pasto elettronici: detassazione fino a 10 euro al giorno
Una delle novità più rilevanti riguarda i buoni pasto elettronici, che dal 1° gennaio 2026 diventano ancora più convenienti. La soglia di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto digitali passa da 8 a 10 euro al giorno, mentre resta invariata a 4 euro per i buoni cartacei. Questo significa che l’importo entro questi limiti non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è soggetto a contributi.
In pratica, in un mese standard con 21 giorni lavorativi, un'azienda può erogare fino a 210 euro di buoni pasto elettronici completamente detassati, contro i 168 euro precedenti. Un vantaggio concreto sia per il lavoratore, che riceve un beneficio netto più elevato, sia per l’azienda, che utilizza uno strumento fiscalmente efficiente.
L'agevolazione si estende anche ai lavoratori part-time, alle giornate di smart working e ai collaboratori con redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ad esempio alcuni amministratori). I buoni vengono caricati su card o app e, pur essendo previsto un limite di utilizzo di 8 buoni per volta, questa regola non incide sul regime fiscale e non richiede verifiche da parte dell’azienda.
Nel complesso, la manovra rafforza il ruolo dei buoni pasto elettronici come leva centrale di welfare aziendale, confermandoli come uno degli strumenti più semplici e apprezzati per sostenere il reddito dei lavoratori.
Premi di produzione: aliquota ridotta nel biennio 2026–2027
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sui premi di produzione riducendo, per il biennio 2026–2027, l’imposta sostitutiva dal 5% all’1%, fino al limite di 5.000 euro lordi annui. Restano invariate le regole di base dello strumento: i premi di risultato continuano a essere legati alla produttività, regolati dalla contrattazione di secondo livello e soggetti a contributi.
Accanto alla riduzione dell’aliquota, la manovra introduce anche un’altra novità importante: l’innalzamento da 3.000 a 5.000 euro annui del limite massimo dei premi di risultato convertibili in welfare. L'aumento del massimale amplia la quota di premio che può essere trasformata in credito welfare, ma senza modificare i limiti fiscali previsti dall’art. 51 del TUIR, che restano invariati. Il credito derivante dalla conversione può essere utilizzato liberamente per i servizi disponibili, senza vincoli iniziali di destinazione, offrendo maggiore flessibilità sia alle aziende sia ai lavoratori.
In questo scenario, il welfare aziendale resta uno strumento strategico per le HR. Convertire i premi monetari in credito welfare consente di offrire ai dipendenti un beneficio immediatamente disponibile, flessibile e più conveniente dal punto di vista economico, che si adatta a diverse fasce d’età e fasi di vita. Così il premio diventa parte di una gestione più ampia e consapevole delle politiche HR, sostenendo benessere, motivazione e coinvolgimento dei collaboratori, oltre a rafforzare la pianificazione e l’efficacia delle risorse aziendali.
Gestire facilmente le novità con le soluzioni Day
Per le aziende che utilizzano le soluzioni Day, le novità della Legge di Bilancio 2026 possono essere recepite rapidamente e in autonomia.
L’innalzamento della soglia dei buoni pasto elettronici, ad esempio, è già gestibile direttamente dalla piattaforma Day, senza necessità di rivedere contratti o attivare nuove procedure. Anche sul fronte del welfare, i servizi semplificano l'operatività quotidiana: i crediti possono essere utilizzati sia tramite rimborso di spese già sostenute sia, per alcune categorie, tramite pagamenti diretti online, come nel caso dei servizi accessibili via PagoPA. L’offerta è pensata per rispondere a stili di vita diversi e alle esigenze di dipendenti in differenti fasi della vita, dalle famiglie ai single, dai più giovani ai collaboratori con carichi familiari. Un sistema davvero personalizzabile e modulabile.
A completare l’offerta ci sono i buoni acquisto digitali Cadhoc, attivabili anche occasionalmente e al di fuori di un piano welfare strutturato, per riconoscere valore ai dipendenti in modo immediato.
A supporto delle decisioni aziendali, Day mette a disposizione sul sito strumenti di simulazione che consentono di calcolare in modo immediato il vantaggio economico dell’erogazione in welfare rispetto alla liquidazione in busta paga e di confrontare diverse soluzioni di erogazione dei buoni acquisto in base al numero di dipendenti coinvolti. In questo modo, le modifiche normative trovano una traduzione concreta in strumenti già pronti all’uso, riducendo la complessità gestionale per le aziende e migliorando l’esperienza delle persone.
Gli altri interventi previsti dalla manovra 2026
Oltre ai buoni pasto elettronici e ai premi di produzione, la Legge di Bilancio 2026 prevede un pacchetto di interventi per circa 22 miliardi di euro articolati in diverse aree di politica economica e sociale. Riassumendo:
Fisco e redditi: riduzione dell’aliquota IRPEF al 33% per chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro. Agevolazioni fiscali anche per aumenti contrattuali, lavoro festivo o notturno e altri trattamenti accessori. Confermati i bonus per ristrutturazioni e mobili. Nuove regole per affitti brevi e flat tax, e raddoppio della tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax).
Famiglie e politiche sociali: revisione dell'ISEE con aumento della soglia della prima casa esclusa dal calcolo. Incremento del bonus mamme e dei congedi parentali, contributi per libri scolastici e scuole paritarie, e rifinanziamento della "Carta dedicata a te" per beni di prima necessità. Previste risorse anche per genitori separati, caregiver e piccoli aumenti per le pensioni più fragili, con proroga dell'APE sociale.
Sanità: stanziamenti aggiuntivi per nuove assunzioni, miglioramento dei trattamenti del personale sanitario e riduzione delle liste di attesa.
Imprese e investimenti: incentivi per investimenti in beni strumentali e tecnologia (iperammortamento 2026–2028), crediti d’imposta per Industria 4.0 e per le zone economiche speciali, proroga della Nuova Sabatini (agevolazione per le PMI che riduce il costo dei finanziamenti destinati all’acquisto di beni strumentali e tecnologie), sterilizzazione di plastic e sugar tax e contributo sulle spedizioni da Paesi extra UE.
Banche e assicurazioni: la manovra chiede un contributo maggiore al settore, aumentando l’IRAP e riducendo alcune agevolazioni fiscali, oltre a prevedere contributi straordinari sugli extraprofitti e versamenti aggiuntivi per le assicurazioni su veicoli e natanti.
Pace fiscale e riserve auree: possibilità di definire carichi fiscali pregressi con rate fino a 9 anni. Conferma che le riserve auree della Banca d’Italia «appartengono al popolo italiano».
In sintesi, la manovra interviene su fisco, famiglie, sanità e investimenti, prevedendo strumenti di sostegno e regole per la gestione dei conti pubblici.
Settembre 29, 2025
Buoni Pasto
Come fare la spesa online con i buoni pasto Day?
Un modo molto comodo e utile per spendere i tuoi Buoni Pasto Day è usarli per pagare la tua spesa online e farla recapitare a casa o, in alternativa, passare a ritirarla già imbustata in un punto vendita a te comodo. Ma come funziona?
Quali siti di e-commerce accettano i Buoni Pasto Day?
Piatti pronti a domicilio o in ufficio con i Buoni Pasto Day
Dona una Spesa Solidale al Banco Alimentare
Nella sezione ONLINE dell'app Buoni Day e/o sul sito degli utilizzatori, puoi scoprire tutti i Siti Partner dove puoi ordinare la spesa (o il pranzo pronto) e pagare on line direttamente con i buoni pasto. Ti ricordiamo che, se sei già registrato alla piattaforma, non occorre una nuova registrazione per utilizzare la app, puoi accedere con le stesse credenziali. Se non sei ancora registrato, puoi farlo subito in pochi passaggi: basta scaricare la app dagli store o accedere al portale.
Scarica qui App Buoni Day per iOS
Scarica qui App Buoni Day per Android
Come utilizzare i buoni pasto per gli acquisti on line? Se i tuoi buoni sono già elettronici e in cloud, non devi fare nulla. Li troverai disponibili come metodo di pagamento direttamente sul sito del partner. Cerca la voce "buono pasto Up Day" e segui le indicazioni. Mentre se hai dei buoni pasto cartacei o elettronici non ancora in cloud, devi prima trasferirli. Accedi al menu "Gestisci Cloud" nella Home e imposta la percentuale di buoni che vuoi trasferire. Tieni presente che il trasferimento non è immediato: una volta completata l’operazione, il sistema ti avviserà che i buoni in cloud saranno disponibili a partire dalla ricarica successiva. Dopo questo passaggio, potrai utilizzarli comodamente dal tuo smartphone.
Quali siti di e-commerce accettano i Buoni Pasto Day?
Con i buoni pasto Day puoi fare la spesa online in tanti supermercati e siti e-commerce di alimentari! EasyCoop, ad esempio, ti porta la spesa direttamente a casa se vivi in Veneto o in Emilia-Romagna. Con Tigros puoi scegliere se fartela consegnare o passare a ritirarla nel punto vendita più vicino. Anche Carrefour ti dà molta libertà: puoi programmare la consegna fino a 5 giorni dopo l’ordine oppure ritirare la spesa in negozio o direttamente nel parcheggio.
Fra i marketplace convenzionati ci sono anche Spesup e to.market, facili da usare sia dal sito che dall'app. Se ami i prodotti tipici italiani, puoi scoprire negozi specializzati come Il Tomolo e Spaghetti & Mandolino; Sira e Remino per le specialità toscane e Sapore del Sud per le eccellenze del Sud Italia. Un consiglio? Controlla sempre le pagine delle convenzioni: spesso ci sono dei codici promozionali per risparmiare sul primo ordine!
Piatti pronti a domicilio o in ufficio con i Buoni Pasto Day
Oltre alla spesa online, con i buoni pasto Up Day puoi anche ordinare piatti pronti per la tua pausa pranzo direttamente a casa o sul posto di lavoro. Tra le piattaforme convenzionate trovi Nutribees, con oltre 80 ricette bilanciate a settimana e un test nutrizionale gratuito per scegliere i piatti più adatti a te, e Miomeal, che propone pasti sani e naturali con consegna rapida in tutta Italia. C’è anche Waikiki, dove puoi comporre una bowl hawaiana con ingredienti a tua scelta, disponibile in delivery dai punti vendita di Rimini, Faenza, Cesena, Lugo, Trento, Rovereto e Bolzano.
Se ti trovi a Bologna, puoi ordinare da Pasto Nomade, con cucina vegetale locale e biologica consegnata in bicicletta, oppure scegliere tra Queen Burger, Ro’ Coco’, Polpette e Crescentine, La Pantera Rosa Sprint, Pizza Export e Mangio Meglio, che propongono piatti tradizionali, pizze, hamburger, piadine e molto altro, con servizio di consegna o ritiro.
A Milano e Torino prova l’app Mammt, che ogni giorno studia il pranzo perfetto per te.
In Emilia-Romagna puoi scegliere tra Majo e Poke Storie a Cesena e Ravenna, Vitamia Loverie a San Mauro Pascoli, Pizza al Taglio Pinarella e le focacce di Taglio a Modena.
Nelle Marche trovi Sushi Corner a Pesaro, L’Insalatiere a Fano e il negozio giapponese Natsu Italia a Tavullia (PU). Puoi ordinare anche da Il Capriccio del Fraone a Olgiate Molgora (Lecco), da Pizza Road a Trento e da Este Pizza Wi-Fi a Este.
Dona una Spesa Solidale al Banco Alimentare
A proposito di spesa online, con i Buoni Pasto Day puoi anche donare una spesa solidale al Banco Alimentare. Puoi farlo facilmente tramite la piattaforma to.market, che ti consente di acquistare una box di prodotti alimentari a valore fisso o singoli prodotti, destinati alle sedi territoriali del Banco Alimentare. Gli alimenti donati verranno distribuiti a persone in difficoltà tramite le strutture caritative convenzionate. I costi di spedizione ce li mette Day, così potrai concentrarti esclusivamente sul tuo gesto di solidarietà.