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differenze tra i cibi industriali e il cibo nutriente

Differenze tra i cibi industriali e cibi nutrienti

Cos’è che realmente rende poco sani gli alimenti lavorati?

In un recente articolo sull’obesità infantile sono stati evidenziati 11 differenze sostanziali tra gli alimenti freschi e quelli industriali lavorati.

Inoltre sono state individuate quattro macro aree nelle quali i cibi industriali creano danni alla salute: portano ad un aumento del consumo di carboidrati raffinati, aumentano il rischio di obesità e diabete di tipo 2 danneggiano l’ambiente e, danneggiando la nostra salute, portano ad una maggiore spesa sanitaria.

Gli alimenti trasformati sono definiti in base ai processi industriali necessari per ottenere il prodotto finale. I cibi industriali, di solito, soddisfano sette criteri: Il cibo è prodotto in serie, è coerente da lotto a lotto, è coerente da paese a paese, utilizza ingredienti specializzati, è costituito da macronutrienti predefiniti e predosati, resta in emulsione (il che significa che le parti grasse e le parti acquose rimangono mescolate insieme invece che separarsi come avverrebbe naturalmente) e ha lunghi tempi di conservazione.

Ma definire gli alimenti raffinati solo da queste proprietà non identifica le grandi differenze nutrizionali tra i prodotti alimentari industriali e quelli freschi.
Vediamo adesso nello specifico le 11 differenze principali dei cibi industriali rispetto a quelli preparati da alimenti freschi.

1) Non contengono fibra a sufficienza

Paragonati ai cibi freschi, quelli industriali hanno molte meno fibre. Le fibre sono importanti per la nostra salute perché giocano un ruolo chiave nell’assorbimento dei nutrienti, nel mantenere la glicemia sotto controllo, riducono il colesterolo e aiutano la motilità

2) Non hanno sufficienti acidi grassi omega-3

Gli acidi grassi omega-3 si trovano principalmente nel pesce e hanno tante proprietà benefiche per il nostro organismo.

3) Hanno troppi acidi grassi omega-6

Se è vero che il cibo industriale ha pochi omega-3, è anche vero che ha troppi omega-6. Avere il giusto rapporto di acidi grassi omega-6 e omega-3 è importante per il benessere del nostro organismo. Un eccesso di acidi grassi omega-6 rispetto agli omega-3 può causare uno stato infiammatorio e stress ossidativo.

4) Non hanno micronutrienti sufficienti

Gli alimenti processati hanno meno vitamine e minerali della controparte fresca, questa perdita è dovuta ai processi industriali di preparazione che impoveriscono gli alimenti dei loro nutrienti.

5) Sono ricchi di grassi Trans

I grassi Trans sono molto pericolosi per la nostra salute (non vengono usati come energia e si accumulano nelle arterie andandole ad ostruire), tanto che è stata varata una legge che ne vieta l’utilizzo a partire dal 2018. Però ad oggi sono ancora tanti gli alimenti industriali ricchi di grassi trans.

6) Contengono troppi aminoacidi ramificati

Gli aminoacidi ramificati sono indispensabili per l’organismo e sono comunemente presi come integratore dagli sportivi, ma un loro eccesso porta ad accumuli di grasso indesiderato.

7) Contengono troppi emulsionanti

Gli emulsionanti sono sostanze chimiche usate per evitare che parti grasse e parti acquose si separino. I cibi industriali ne sono ricchi e, dato che funzionano anche come detergenti, un loro eccesso può portare a disturbi intestinali.

8) Contengono troppi nitrati

I nitrati si trovano prevalentemente nei salumi e negli insaccati e vengono trasformati dal nostro organismo in nitrosourea che è una molecola cancerogena.

9) Sono troppo salati

Gli alimenti lavorati contengono grosse quantità di sale. Un eccesso di sale può portare ad ipertensione e malattie cardiache.

10) Sono una fonte di etanolo

Non tutti i cibi industriali contengono etanolo ma quelli che lo contengono ne hanno in genere troppo. Un eccesso di etanolo è collegato a stress ossidativo, diabete e malattie epatiche.

11) Contengono troppo fruttosio

Un eccesso di fruttosio porta a sintomi simili a quelli dell’eccesso di etanolo, tanto da dargli il nome di “alcol dei bambini”.

Puoi trovare l’articolo originale qui scritto dal dott. Giuseppe Scopelliti Biologo Nutrizionista. Per maggiori informazioni o richiesta di contatti scrivi a info@day.it

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