header_magazine_personal

Lo smart working per migliorare il welfare aziendale

Lo smart working è una modalità di lavoro che sempre più aziende concedono ai propri dipendenti, per offrire loro la possibilità di migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Cosa che va a vantaggio anche della produttività dell’impresa. Ecco perché lo smart working influisce positivamente sul welfare aziendale.

Anche se in Italia lo smart working viene ancora guardato con diffidenza, sono sempre di più le aziende illuminate che decidono di concedere ai propri dipendenti la possibilità di usufruirne.

Lo smart working, infatti, non solo aiuta i lavoratori a raggiugere il cosiddetto work-life balance, ma ha anche effetti positivi sul welfare aziendale. Vediamo perché.

Cosa significa welfare aziendale?

La parola welfare significa benessere.
E sempre più spesso, questo termine viene associato alla parola “aziendale” per indicare tutte le iniziative che un’azienda mette in campo per migliorare il benessere dei propri dipendenti, ponendoli nelle condizioni di lavorare al massimo delle proprie possibilità.

Insomma, il concetto di welfare aziendale coincide con il concetto di benessere organizzativo. Cioè la capacità di un’azienda di promuovere e mantenere un grado elevato di benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori.

In questo modo viene data grande rilevanza, all’interno delle politiche aziendali, al benessere dei dipendenti. Ciò significa che le imprese (e sono sempre di più, in Italia, a riconoscere la validità di queste misure) pensano a una serie di benefit e agevolazioni per migliorare la conciliazione vita-lavoro.

Come mai?

Sono numerosi gli studi che confermano che una migliore qualità della vita spinge le persone a lavorare meglio e in maniera più produttiva; e l’esempio delle imprese che hanno già avviato con successo dei progetti di welfare aziendale è la dimostrazione della loro validità.

Tra le misure di welfare aziendale più comuni ci sono benefit come, ad esempio, auto e telefono aziendale, viaggi, formazione, assicurazioni. Anche il miglioramento degli spazi di lavoro rientra tra queste politiche di welfare.

I vantaggi che derivano dall’attuazione o dall’incremento di un piano di welfare aziendale sono:

  • maggiore motivazione dei lavoratori, che si sentiranno così più legati all’azienda e avranno voglia di lavorare meglio;
  • riduzione dell’assenteismo; la concessione della possibilità di lavorare in maniera più flessibile spinge i dipendenti a essere più produttivi;
  • diminuzione del turnover, e quindi dei costi legati all’assunzione di nuovi dipendenti;
  • agevolazioni fiscali.

Lo smart working è un welfare aziendale?

Non esiste una risposta immediata e univoca a questa domanda.

Quella dello smart working è una materia complessa, in special modo in un Paese come l’Italia, che è ancora acerba in questa modalità di lavoro agile.

Anche perché, spesso e volentieri, si fa coincidere il termine smart working con la definizione di lavoro da remoto. Cosa che restringe notevolmente il suo significato e la sua utilità.

Lavorare in smart working, infatti, non significa solo lavorare in telelavoro. Significa, più che altro, non avere vincoli su orari e luogo di lavoro e organizzare i propri compiti per fasi, cicli e obiettivi, concordati con l’azienda, avendo anche una maggiore autonomia di gestione.

È stato dimostrato che avere una maggiore flessibilità di orario e poter lavorare a casa propria o nel luogo che si preferisce ha un effetto positivo sul rendimento del lavoratore e sulla qualità della sua vita.

Date queste premesse, viene da domandarsi, piuttosto, se lo smart working non sia una misura volta a migliorare il welfare aziendale e non solo un benefit da offrire al lavoratore per andare incontro alle sue esigenze di conciliazione tra vita privata e vita lavorativa.

Quello che è sicuro, è che lo smart working influisce positivamente sulla produttività dei lavoratori, che riescono a conciliare meglio i loro orari e i propri impegni. Di ciò, ovviamente beneficia anche l’azienda, che avrà dipendenti più felici di lavorare e vedrà aumentare la qualità del lavoro.

Insomma, lo smart working può essere considerato a tutti gli effetti uno strumento di welfare aziendale a favore sia del dipendente, sia dell’impresa.

Il primo si vedrà offrire un benefit che dimostra la fiducia che l’azienda ripone in lui e quanto il suo benessere stia a cuore all’impresa per cui lavora; l’azienda avrà un dipendente più felice e soddisfatto e vedrà aumentare la propria produttività.

I benefici del lavoro agile

Il lavoro agile, in Italia, è regolato da una normativa specifica, che è la legge n°81 del 2017.

Essa stabilisce che, per poter usufruire di questa modalità di lavoro, il lavoratore deve stipulare un accordo scritto in cui vengono definite le modalità con cui prestare la propria opera al di fuori dei locali aziendali, comprese le ore e i giorni di riposo. Tale accordo deve garantire allo smart worker un trattamento retributivo e normativo non inferiore a quello garantito ai lavoratori che non usufruiscono del lavoro agile.

Tuttavia, alla luce del sempre crescente numero di aziende che decide di offrire ai propri collaboratori la possibilità di lavorare in smart working, della crescente richiesta di questo tipo di trattamento lavorativo da parte dei lavoratori e della complessità di questa modalità di lavoro, questa normativa risulta insufficiente a regolamentarla in maniera corretta.

Lo smart working, infatti, rappresenta un cambiamento notevole sia per il lavoratore, che si trova ad avere una maggiore responsabilità nella gestione del proprio lavoro, sia per l’azienda.

Se messo in atto in maniera corretta e organizzata, il lavoro flessibile favorisce l’incontro tra i bisogni aziendali e quelli personali del lavoratore, e garantisce numerosi benefici al dipendente che ne usufruisce e all’impresa che ha deciso di concederglielo.

I benefici principali che un lavoratore può trarre dallo smart working sono tre:

  1. miglioramento del work-life balance. In una società che ci vuole sempre più produttivi e impegnati, mantenere un soddisfacente bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa non è cosa da poco. L’assenza di vincoli e tempi troppo rigidi, la possibilità di lavorare nell’ambiente che risulta più congeniale e la valorizzazione delle proprie capacità, consentono alle persone di essere più rilassate, soddisfatte e produttive;
  2. flessibilità. Per molti lavoratori, in particolare per le lavoratrici donne, conciliare la vita familiare con quella lavorativa, specialmente se ci sono dei figli, risulta molto difficile e stressante. Tuttavia, a dare un grande valore alla flessibilità lavorativa non è solo chi ha delle famiglie e dei bambini da gestire, ma anche i lavoratori più giovani. Grazie allo smart working, che garantisce una maggiore flessibilità di orari, oltre alla possibilità di lavorare a distanza, è possibile riuscire a conciliare meglio le necessità di lavoro e vita privata;
  3. motivazione e soddisfazione personale. Dalla maggiore responsabilizzazione derivante dall’avere più autonomia, si ricavano anche una più grande motivazione nello svolgere bene i propri compiti e una maggiore soddisfazione personale per aver portato a termine gli obiettivi prefissati.

Smart working e produttività

Anche l’azienda che consente ai propri dipendenti di lavorare in maniera agile ottiene diversi vantaggi:

  1. aumento della produttività. Secondo uno studio del politecnico di Milano, le aziende che scelgono di organizzare il lavoro in smart working vedono aumentare la propria produttività del 15%;
  2. diminuzione dei costi. Un lavoro agile ben organizzato, a fronte di un investimento iniziale in tecnologia e attrezzature per lavorare da remoto, consente alle aziende di razionalizzare le proprie risorse e ridurre i costi di gestione;
  3. miglioramento del welfare aziendale. Non solo lo smart working consente di migliorare l’umore dei collaboratori e il loro benessere psico-fisico. Spesso, le politiche di attuazione del lavoro agile comprendono anche un’ottimizzazione degli spazi aziendali che contribuisce a migliorare il welfare aziendale.

Molte imprese, tuttavia, sono ancora caute su questa modalità di lavoro, perché sono ancorate al connubio presenza sul luogo di lavoro/numero di ore lavorate = produttività.

Un pregiudizio difficile da sradicare, soprattutto perché spesso lo smart working viene attuato e gestito in maniera confusa.

Per offrire dei risultati soddisfacenti e rappresentare una vera opportunità di crescita per l’azienda, lo smart working deve essere organizzato in maniera efficiente e razionale.

Perché ciò sia possibile, si deve prima di tutto stilare un piano ben definito che contenga le modalità di attuazione del lavoro agile e gli obiettivi che ogni collaboratore deve raggiungere.

Poi si deve offrire ai propri collaboratori la tecnologia necessaria a lavorare in smart working.

Si devono anche formare i dipendenti perché imparino a gestire con responsabilità i propri progetti, focalizzandosi sugli obiettivi da raggiungere.

Inoltre, è importante implementare la comunicazione tra azienda e collaboratori, perché risulti efficace nel mantenimento dei rapporti e nella gestione del lavoro.

In conclusione, lo smart working, se attuato in maniera razionale, rappresenta una concreta possibilità di crescita per le aziende, perché non solo favorisce il benessere dei collaboratori e l’aumento della loro produttività, ma contribuisce a migliorare notevolmente il welfare aziendale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Si informa che questo sito, previo suo consenso, utilizza cookie anche di terze parti, che potrebbero inviare servizi e messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate durante la navigazione. Se si desidera saperne di più leggere l'informativa. Per esprimere il consenso o negarlo a tutti o ad alcuni cookie cliccare qui. Cliccando su Accetta si acconsente all’utilizzo dei cookie anche di profilazione.