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Luglio 02, 2021
News
Cerchi una soluzione? Ti risponde il nostro Assistente Virtuale Day
Up Day ha introdotto una soluzione semplice ed efficace che, tramite sito web e applicazione mobile, consente ai propri utenti di trovare rapidamente e in autonomia le soluzioni ai loro problemi di assistenza più comuni.
Un assistente virtuale che facilita la comunicazione tra azienda e utilizzatori finali del servizio, permettendo una prima scrematura delle richieste di assistenza verso il customer service di Day, in modo da favorire una gestione automatica ed efficiente dei problemi più frequenti e permettere al Customer Care di concentrarsi sulle richieste a maggior valore aggiunto per il cliente.
Soluzione
Indigo.ai ha realizzato per Up Day un assistente virtuale dotato di Intelligenza Artificiale raggiungibile tramite widget web e applicazione mobile in grado di rispondere alle principali e più comuni richieste di assistenza.
Il bot è perfettamente integrato con i sistemi di Up Day: questo gli consente di conoscere in anticipo le informazioni e i problemi dell’utente, offrendo risposte diverse a seconda di chi gli sta scrivendo per un’esperienza completamente personalizzata.
Il bot oggi automatizza tutte le operazioni più comuni, come ricercare i locali in cui trascorrere la pausa pranzo, ma anche quelle più complesse come attivare la propria card contenente i buoni pasto o ricevere assistenza per gli acquisti online.
Risultati
22k Gli utenti unici che hanno interagito con l’assistente nei primi quattro mesi di attività.
180k Il numero di messaggi scambiati tra bot e utenti nei primi quattro mesi di attività
88% La percentuale di richieste a cui il bot è stato in grado di rispondere.
Giugno 14, 2021
Buoni Pasto
Buoni pasto aziendali: perché darli ai dipendenti e quali sono i vantaggi per tutti
I buoni pasto sono uno dei benefit più apprezzati da lavoratori e aziende perché offrono ad entrambi numerosi vantaggi. Ecco quali sono.
I buoni pasto rappresentano uno degli strumenti di welfare aziendale più diffusi. Sono infatti moltissime le imprese che scelgono di offrirli ai propri dipendenti in sostituzione del servizio di mensa.
Perché un’azienda dovrebbe scegliere uno strumento di questo tipo, invece di rimborsare i pasti in busta paga o distribuire un corrispettivo in denaro in contanti ogni giorno? Quali vantaggi comporta per l’impresa offrire questo servizio ai propri dipendenti?
Chiariamo il funzionamento dei buoni pasto e i vantaggi normativi di cui beneficiano dipendenti e imprese, anche alla luce del Decreto n° 122 del 2017, che ne ha modificato i criteri di utilizzo.
Chi ha diritto ai buoni pasto?
Utilizzo dei buoni pasto: come funziona il servizio sostitutivo di mensa
Tutti i vantaggi per dipendenti e aziende
Ordinare buoni pasto online? Con Day Shop bastano 4 passaggi!
Chi ha diritto ai buoni pasto?
Iniziamo col dire che le aziende non sono obbligate a offrire i buoni pasto ai dipendenti, a meno che tale benefit non sia compreso nei contratti collettivi di categoria.
Fatta questa precisazione, vediamo quali lavoratori possono usufruire di questa agevolazione: possono ricevere i buoni pasto tutti i lavoratori subordinati che ricevano una busta paga, sia che il loro contratto sia a tempo indeterminato, determinato, part-time o di natura atipica.
Ogni lavoratore ha diritto a un buono pasto al giorno per ogni giorno effettivamente lavorato, anche in smart working.
Utilizzo dei buoni pasto: come funziona il servizio sostitutivo di mensa?
Utilizzare i buoni pasto è davvero molto semplice. Specialmente se si dispone di buoni pasto elettronici, che possono essere gestiti direttamente dalla app Buoni Up Day.
Ogni mese il dipendente riceve un numero di buoni pasto pari al numero di giornate lavorative effettuate nel mese precedente.
Il lavoratore può utilizzare i buoni pasto presso gli esercizi convenzionati, che li accettano come forma di pagamento per pasti pronti o generi alimentari. Il buono va utilizzato per intero e non dà diritto a resto.
Secondo la normativa vigente ogni lavoratore può cumulare fino a un massimo di 8 buoni al giorno.
Tutti i vantaggi per dipendenti e aziende
I buoni pasto vengono solitamente erogati dalle aziende che non dispongono di una mensa interna, tanto da essere considerati un vero e proprio servizio sostitutivo. Non sono però l’unica alternativa: esistono anche il rimborso delle spese per i pasti in busta paga e l’indennità sostitutiva di mensa. Tuttavia, queste opzioni sono spesso trascurate, perché meno vantaggiose sia per le imprese che per i lavoratori, che generalmente preferiscono i buoni pasto.
Ma quali sono i motivi per cui i buoni pasto riscuotono tanto successo? Ecco i principali:
sostegno al reddito familiare
tassazione agevolata
aumento del potere d’acquisto
deducibilità per le aziende
risparmio concreto.
Sostegno al reddito familiare
Il buono pasto è un servizio sostitutivo di mensa che rappresenta un sostegno importante al reddito familiare senza che l’azienda incorra in spese accessorie troppo esose. Grazie ad esso, i lavoratori che devono consumare i propri pasti fuori casa per lavoro possono risparmiare sulle spese sostenute per l’acquisto di cibo e destinare maggiori risorse al budget familiare.
Tassazione agevolata
La nuova normativa in materia di buoni pasto (Legge di Bilancio 2020) ha stabilito che i ticket siano esenti da tassazione se il loro valore facciale non supera i 4 euro per i buoni cartacei e gli 8 euro per i buoni elettronici. (NDR - La Legge di Bilancio 2026 ha innalzato a 10 euro la soglia defiscalizzata dei buoni pasto elettronici: qui trovi l’articolo di approfondimento).
Ciò significa che questo particolare servizio sostitutivo di mensa non concorre a determinare il reddito da lavoro dipendente e non è soggetto al versamento dei contributi. Nel caso un lavoratore riceva dei buoni pasto di importo superiore l’eccedenza viene tassata a norma di legge.
Aumento del potere d’acquisto
Se l’indennità sostitutiva di mensa viene erogata in busta paga, è interamente tassata e soggetta a contributi, perché rientra nel reddito da lavoro dipendente. Di conseguenza, una parte dell’importo viene trattenuta sotto forma di imposte e oneri previdenziali.
I buoni pasto, invece, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non sono soggetti né a tasse né a contributi. Il loro valore resta quindi interamente disponibile per il lavoratore.
Deducibilità per le aziende
Un'azienda che sceglie di acquistare buoni pasto per i propri dipendenti ha il vantaggio di fornire un servizio che è totalmente deducibile e risparmiare, quindi, sui costi di gestione del personale. L’unico onere che deve sostenere è l’IVA agevolata al 4%, che è detraibile per intero (l’aliquota IVA è al 10% se ad acquistare i buoni pasto sono liberi professionisti, titolari d’azienda e soci, imprese individuali).
Le agevolazioni fiscali per le aziende, però, non si fermano alla detraibilità dell’IVA. Le imprese possono dedurre dalle tasse l’intero importo speso per l’acquisto dei buoni pasto ai dipendenti. I casi in cui è ammessa questa agevolazione sono due:
se l’azienda eroga i buoni pasto per rispettare i vincoli del contratto collettivo di settore;
quando un’impresa decide di erogare i buoni su base volontaria alla totalità dei dipendenti o a una categoria omogenea di lavoratori.
Ecco alcuni dei riferimenti normativi che regolamentano l’esenzione dalla tassazione dei buoni pasto:
DL 112/2008, art. 83, comma 28 bis, per aliquota IVA agevolata al 4%;
Circolare Ministeriale 6/E del 3/3/2009, legge per la deducibilità;
legge 133/2008, che modifica l’art. 19 bis 1 del DPR 633/72 dal 1/9/2008 per la detraibilità dell’IVA anche sui buoni pasto elettronici.
Risparmio concreto
Sul sito ufficiale Day è disponibile uno strumento di simulazione che consente di confrontare in modo semplice e chiaro il costo dei buoni pasto rispetto al rimborso in busta paga, in base al numero di dipendenti e al valore erogato.
Grazie a questo confronto, è possibile vedere concretamente quanto risparmia l’azienda e quanto riceve effettivamente il lavoratore, evidenziando i vantaggi fiscali e contributivi legati all’uso dei buoni pasto rispetto all’erogazione in denaro. Puoi fare la simulazione direttamente online, al link disponibile sul sito Day.
Per dare un’idea: su un buono da 8 euro, il costo annuo per l’azienda può ridursi di oltre 1.000 euro a dipendente rispetto all’equivalente in busta paga, con il lavoratore che ottiene un valore pieno, senza decurtazioni.
Tutto questo è gestibile in modo semplice e veloce attraverso il portale dedicato alle aziende, dove in pochi passaggi è possibile ordinare, monitorare e amministrare le soluzioni Day in completa autonomia.
Come puoi vedere, buoni pasto rappresentano la soluzione ideale per erogare degli incentivi ai collaboratori senza che queste agevolazioni pesino troppo sulle casse dell’azienda.
Marzo 09, 2021
Buoni Pasto
Quanti buoni pasto ti spettano al mese?
In media, a un lavoratore dipendente spettano tra i 20 e i 22 buoni pasto al mese, calcolati sulla base delle giornate di lavoro effettivo svolte nel mese precedente. Il buono pasto rappresenta un'ottima soluzione alternativa al servizio di mensa aziendale. Questa guida completa risponde in modo chiaro e diretto a tutte le tue domande sui limiti di utilizzo, sul calcolo mensile e sulle regole in vigore.
Le aziende non sono obbligate dalla legge a fornire un servizio di mensa ai dipendenti. Spesso, tuttavia, tale obbligo è compreso nei contratti collettivi di categoria, oppure è l’azienda stessa che sceglie di offrirlo come benefit ai propri collaboratori.
In molti casi, quando non c’è una mensa aziendale vera e propria, il datore di lavoro decide di offrire ai dipendenti un’indennità in busta paga o, più spesso, i buoni pasto: dei ticket cartacei o elettronici che rappresentano un’indennità sostitutiva di mensa.
Ogni lavoratore riceve tutti i mesi un certo numero di buoni pasto, che può spendere nei locali convenzionati per acquistare dei pasti già pronti, ma anche in negozi e supermercati per acquistare generi alimentari.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere su questa pratica:
Quanti buoni pasto al mese?
Quanti buoni pasto al giorno?
A quanto ammontano i buoni pasto?
Quanti buoni pasto si possono accumulare?
Quanti buoni pasto si possono usare al giorno?
Quali sono i limiti dei buoni pasto: regole principali
Come gestire i buoni pasto Day con il portale e la App dedicati
Quanti buoni pasto al mese?
La quantità di buoni pasto che riceve un lavoratore ogni mese non è fissa, ma dipende dal numero di giorni che ha un mese e dai giorni effettivi di lavoro svolti.
Il numero di buoni pasto che spettano ogni mese ai dipendenti di un’azienda viene infatti calcolato in base ai giorni di lavoro effettivi che hanno svolto nel mese precedente.
Di seguito un esempio sui mesi di febbraio e marzo.
MESE
GIORNI DEL MESE
GIORNI DI LAVORO SVOLTI
BUONI PASTO DOVUTI
FEBBRAIO
28
19 (+ 1 di ferie)
19
MARZO
31
23
23
Quanti buoni pasto al giorno?
Ogni lavoratore ha diritto a un buono pasto per ogni giornata lavorativa svolta.
Ciò vuol dire che non può ricevere più di un buono pasto al giorno e questo buono sarà esente da tassazione fino all’importo massimo stabilito dalla legge. Nel caso in cui i buoni pasto vengano erogati da un’azienda ai propri collaboratori anche nelle giornate non lavorative, essi sono interamente soggetti a tassazione.
Il ticket giornaliero spetta anche in quei casi in cui la pausa pranzo non sia prevista, purché l’erogazione dei buoni pasto sia compresa nella contrattazione collettiva di settore o sia estesa a una categoria omogenea di lavoratori.
Anche le lavoratrici che usufruiscono della maternità obbligatoria, della maternità anticipata e dei congedi per allattamento hanno comunque diritto al buono pasto.
Anche in questo caso, i buoni non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente se il loro valore non supera i limiti fissati dalla normativa.
A quanto ammontano i buoni pasto?
L’importo minimo di un buono pasto è di 2 euro, mentre l’importo massimo è di 15 euro.
Solitamente, le aziende erogano ai propri dipendenti buoni di un valore facciale compreso tra 5 e 10 euro.
La normativa fiscale in vigore nel 2026, volta a incentivare l’uso degli strumenti elettronici per garantire maggiore tracciabilità e praticità, prevede che i buoni pasto cartacei non concorrano alla formazione del reddito da lavoro dipendente e siano esenti dal versamento dei contributi INPS fino a un importo massimo di 4 euro al giorno a buono. Per i buoni pasto elettronici, questa soglia di esenzione è innalzata a 10 euro al giorno, garantendo un risparmio fiscale notevolmente superiore per le imprese e un netto più alto in busta paga per i dipendenti.
Quanti buoni pasto si possono accumulare?
Prima di vedere quanti buoni pasto si possono accumulare, è importante fare una distinzione tra i termini accumulare e cumulare. Queste due parole hanno un significato simile ma nel caso dei buoni pasto esse non sono interscambiabili.
Questo perché non c’è un limite al numero di buoni pasto che si possono accumulare, se non quello imposto dalla data di scadenza degli stessi. Data che, solitamente, coincide con la fine dell’anno solare. Esiste, invece, un limite alla cumulabilità dei buoni.
Quanti buoni pasto si possono usare al giorno?
Cumulare i buoni pasto significa utilizzarne più di uno contemporaneamente nello stesso momento. Ma all'atto pratico, quanti buoni pasto si possono usare al giorno? La legge stabilisce un limite ben preciso per quanto riguarda il numero di buoni pasto che si possono usare al giorno per una singola transazione.
In base alla normativa del Ministero dello Sviluppo Economico (D.M. n. 122/2017), il limite è fissato a un massimo di 8 buoni pasto spendibili contemporaneamente per ogni singola spesa o servizio. Non è quindi possibile superare questa quantità in un'unica transazione quotidiana, sia che si tratti di fare la spesa al supermercato, sia che si decida di mangiare fuori.
Bisogna inoltre considerare che il buono pasto deve essere speso per il suo intero valore facciale, in quanto non dà diritto al resto. Di conseguenza, nel calcolare quanti buoni pasto si possono usare al giorno, occorre valutare se sia conveniente o meno spendere più di un ticket contemporaneamente.
Facciamo qualche esempio pratico per capire come spendere i buoni pasto quotidianamente:
Esempio in pausa pranzo: mettiamo il caso che un lavoratore riceva dall’azienda dei buoni dal valore facciale di 6,50 euro e decida di pranzare in un ristorante, spendendo 10,50 euro. In questo caso, il lavoratore pagherà una parte del pasto con il buono e la restante in contanti o carta. Utilizzando due buoni (pari a 13 euro), infatti, non avrebbe diritto al resto di 2,50 euro, perdendo parte del valore del beneficio.
Esempio per la spesa: lo stesso lavoratore può decidere di conservare i buoni per la spesa settimanale. Poniamo il caso che acquisti generi alimentari per un valore di 40 euro. In questo caso, rispettando il limite stabilito dalla legge su quanti buoni pasto si possono usare al giorno, potrà presentare alla cassa fino a 6 buoni pasto da 6,50 euro (per un totale di 39 euro) e dovrà spendere solo 1 euro di differenza in contanti o carta.
Quali sono i limiti dei buoni pasto: regole principali
Oltre a comprendere quanti buoni pasto si possono usare al giorno, è fondamentale conoscere le regole generali che disciplinano l’utilizzo di questo benefit aziendale. La normativa italiana fissa una serie di limiti precisi per garantire la corretta destinazione d’uso dello strumento:
Massimo 8 buoni pasto cumulabili per singola transazione: come previsto dal Decreto n. 122/2017, è il limite massimo consentito per singola operazione d'acquisto o pagamento.
Utilizzabili esclusivamente per alimenti e pasti: i buoni pasto possono essere spesi solo ed esclusivamente per comprare cibo, pasti pronti e prodotti alimentari. Non possono essere utilizzati per acquistare articoli non alimentari (come prodotti per la pulizia della casa o per l'igiene personale).
Non convertibili in denaro: i ticket rappresentano un servizio sostitutivo di mensa e non possono in alcun modo essere scambiati con denaro contante o monetizzati.
Non cedibili ad altre persone: il benefit è strettamente personale e nominativo. Non può essere ceduto o venduto a terzi, inclusi i familiari o conviventi del dipendente.
Utilizzabili presso esercizi convenzionati: possono essere spesi solo nei punti vendita, supermercati, bar e ristoranti che aderiscono alla rete della società emittente, come la rete di partner Day.
Soggetti a una data di scadenza: ogni buono ha una validità predefinita (solitamente indicata sul ticket cartaceo o visibile all'interno dell'applicazione per i buoni elettronici). Una volta scaduti, i buoni non sono più utilizzabili né rimborsabili.
Come gestire i buoni pasto Day con il portale e la App dedicati
Gestire i tuoi buoni pasto Day è facilissimo, grazie al portale e alla App dedicati agli utilizzatori. Da qui potrai facilmente monitorare la quantità di buoni pasto che viene caricata ogni mese sulla tua card e sapere quanti sono i ticket a tua disposizione.
La App ti offre anche l’opportunità di trasferire sul cloud i buoni pasto elettronici caricati sulla card, così da poter fare acquisti direttamente online presso i partner convenzionati e di pagare nei negozi fisici utilizzando il Codice e il QR Code.
Conoscere nel dettaglio le regole e i limiti legati ai buoni pasto consente sia ai datori di lavoro sia ai dipendenti di sfruttare al massimo questo straordinario strumento di welfare aziendale. Dalle convenienti soglie di esenzione previste nel 2026 per i formati elettronici (pari a 10 euro al giorno) fino alla gestione flessibile quotidiana entro il limite degli 8 ticket cumulabili, i buoni pasto si confermano una risorsa preziosa per ottimizzare i costi aziendali e sostenere concretamente il potere d'acquisto dei lavoratori.
Luglio 09, 2020
Buoni Pasto
Dematerializzazione dei buoni pasto: cos’è, come funziona e quali sono i benefici
I buoni pasto diventano smart, con il servizio di dematerializzazione offerto dalle società di distribuzione alle attività commerciali affiliate. Ecco quali sono i vantaggi della dematerializzazione dei buoni pasto.
Con i servizi di dematerializzazione dei buoni pasto dedicati a ristoranti ed esercenti della piccola e grande distribuzione, accettarli e ottenere il rimborso diventa facile e veloce. Come un click del mouse! Scopri tutte le informazioni sulla dematerializzazione dei buoni pasto.
Cosa significa “dematerializzazione dei buoni pasto”?
Come funziona praticamente la dematerializzazione?
Benefici tecnici della dematerializzazione
La dematerializzazione dei buoni pasto è obbligatoria?
Cosa significa "dematerializzazione dei buoni pasto"?
Dematerializzare significa, letteralmente, sostituire dei documenti cartacei con documenti digitali, con la finalità di renderne più agevole la circolazione e l’utilizzo. I documenti dematerializzati hanno lo stesso valore legale di quelli cartacei, consentono di diminuire gli sprechi di carta e di tempo e di rendere più efficienti le procedure di invio degli stessi.
Per essere considerati dematerializzati, i documenti cartacei devono essere distrutti dopo il processo di dematerializzazione.
Il termine “dematerializzazione dei buoni pasto” viene usato per indicare quel processo che permette di dematerializzare i buoni pasto cartacei.
Infatti, mentre i buoni pasto elettronici sono già dematerializzati e per validarli basta che gli esercenti siano in possesso un POS Day, simile a quello per il pagamento delle carte di credito, il procedimento tradizionale per la validazione e il rimborso dei buoni pasto cartacei risulta più lungo e laborioso. Con gli strumenti per la dematerializzazione dei buoni pasto, invece, basta leggere il codice a barre di cui sono muniti per validarli in tempo reale e inviarli immediatamente alla società emettitrice.
Proprio questa semplicità ha fatto sì che, negli ultimi anni, sempre più esercenti convenzionati abbiano deciso di dotarsi dei sistemi di dematerializzazione dei buoni pasto, perché questa operazione comporta numerosi vantaggi per chi accetta i buoni pasto cartacei in pagamento.
Benefici della dematerializzazione
Oggi sono moltissime le aziende che prevedono l’erogazione dei buoni pasto ai dipendenti, in sostituzione del servizio di mensa aziendale.
Questo tipo di ticket è spendibile in moltissimi esercizi, come ristoranti, negozi di alimentari e supermercati. Gli esercenti che accettano i buoni pasto in pagamento, specialmente se ne ricevono tanti, non possono che trarre beneficio da un sistema di validazione dei ticket più veloce e snello.
La dematerializzazione dei buoni pasto cartacei comporta numerosi benefici per gli esercenti affiliati che li accettano in pagamento.
Ecco quali sono i principali vantaggi per chi decide di passare a questa modalità di validazione dei ticket:
si può controllare in tempo reale la validità dei buoni pasto cartacei, annullando quasi del tutto il rischio di accettare ticket già usati, contraffatti oppure scaduti;
non è più necessario inviare i buoni originali alla società emettitrice, perché le codeline sono trasmesse online, in tutta sicurezza dalla piattaforma telematica Dayclick;
non serve più far firmare i buoni pasto ai titolari, né timbrarli;
i costi di spedizione e i rischi legati al trasporto, nonché quelli di custodire i buoni in cassa, vengono azzerati;
non si devono più trascorrere ore e ore ad eseguire complicati conteggi, suscettibili di errori, per sapere a quanto ammonta il rimborso dei buoni pasto accettati;
si ha subito la certezza che i buoni pasto inviati in maniera telematica saranno quelli effettivamente rimborsati, senza che ci siano più discrepanze tra il numero di buoni conteggiati dall’esercente e quelli ricevuti dagli emettitori;
grazie alla scansione digitale dei buoni pasto, la fattura elettronica viene emessa immediatamente;
sia che l’esercente decida di utilizzare lo scanner, sia che decida di servirsi dell’App, la fattura viene saldata entro 8 giorni dall’emissione.
La dematerializzazione dei buoni pasto è obbligatoria?
Iniziamo subito col dire che la dematerializzazione dei buoni pasto non è obbligatoria.
Tuttavia, con l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica, alcune società che si occupano di emettere i buoni pasto hanno deciso di obbligare gli esercenti affiliati ai loro programmi a dematerializzare i buoni, per semplificare il processo di emissione della fattura.
Day continua a validare i buoni pasto cartacei anche in maniera tradizionale e offre agli esercenti affiliati al suo programma la possibilità di continuare a conteggiare manualmente e spedire i buoni pasto cartacei grazie al servizio Pagosubito. Con Pagosubito, l’esercente ha la possibilità di inviare i buoni pasto accettati ad uno dei punti di raccolta (ce ne sono in tutta Italia) attraverso una modalità di spedizione sicura e tracciabile. Anche in questo caso, il pagamento della fattura è garantito in soli 8 giorni.
Inoltre, Day mette a disposizione dei suoi affiliati la possibilità di calcolare direttamente dal sito il valore dei buoni pasto ritirati, di verificare la validità delle codeline e di richiedere il codice Parter Day.
Come funziona praticamente la dematerializzazione?
Esistono due diversi sistemi per dematerializzare i buoni pasto cartacei che i lavoratori dipendenti utilizzano durante la pausa pranzo per pagare i pasti:
lo scanner da collegare al PC o al POS;
la App POS Day.
Grazie alla tecnologia che Day mette a disposizione degli esercizi affiliati, la gestione dei buoni cartacei diventa facile e veloce; in più si ottiene subito la fattura pronta per il pagamento e non si devono più inviare gli originali agli emettitori.
Dematerializzazione con scanner collegato al pc o al POS
Vediamo come funziona praticamente il sistema di dematerializzazione dei buoni pasto che prevede l’uso dello scanner collegato al POS o al pc.
Per prima cosa, il negoziante deve munirsi di un lettore di codici fornito da Day, che è lo strumento che consente di dematerializzare i buoni. Il lettore deve poi essere collegato al POS Day.
Quando arriva un cliente che decide di pagare il proprio pasto o gli acquisti effettuati con i buoni pasto cartacei, l’affiliato, servendosi dello scanner, procede alla lettura del codice a barre stampato sul buono.
Immediatamente, il POS trasmette alla società emettitrice il codice del buono, e ne verifica in tempo reale la validità. Se il ticket non è scaduto e non è mai stato utilizzato prima, il POS lo convalida.
Se il cliente è in possesso di più buoni cartacei, l’esercente deve ripetere l’operazione con tutti i ticket (ricordiamo che è possibile accettarne un massimo di 8). Quando tutti i buoni cartacei saranno stati validati, è sufficiente indicare il numero progressivo di fatturazione e la data per ottenere immediatamente la fattura di rimborso, che viene inviata a Day in tempo reale, già pronta per il pagamento.
Gli esercenti che non sono in possesso del POS, potranno collegare lo scanner al pc. In questo caso, per poter procedere alla validazione dei buoni pasto e all’emissione della fattura, l’affiliato deve prima registrarsi su affiliatiday.it e accedere all’area riservata.
Nel momento in cui arriva un cliente che desidera pagare con dei buoni pasto cartacei, l’esercente accede all’area del sito dedicata alla validazione dei ticket e scannerizza il codice presente sul buono.
Subito, sullo schermo appariranno tutti i dati relativi al buono pasto scannerizzato, compreso se sia o meno valido. Nel caso si commetta un errore, è possibile anche stornare i buoni già scannerizzati.
Il negoziante procede alla validazione di tutti i buoni pasto, poi accede alla sezione del sito dedicata alla fatturazione, inserisce numero e data della fattura e procede all’emissione del documento.
Una volta emessa la fattura, l’affiliato ha la responsabilità di distruggere i buoni pasto già dematerializzati.
Dematerializzazione con App POS Day
Gli utilizzatori del servizio di dematerializzazione dei buoni pasto cartacei possono anche servirsi dell’App POS Day per smartphone, una soluzione alternativa allo scanner per computer e POS, che è possibile impiegare per scannerizzare i ticket e visualizzare e gestire le transazioni e le fatture già emesse.
Usare l’App POS Day è estremamente semplice: servendosi della fotocamera del cellulare, l’affiliato può scannerizzare i codici a barre presenti sui buoni spesi dai clienti.
Come con il POS e il pc, potrà verificare la validità dei buoni ed emettere la fattura in tempo reale.
I partner Day che usufruiscono del servizio di dematerializzazione dei buoni pasto possono anche decidere di spenderli online per il proprio esercizio commerciale.
Luglio 02, 2020
Buoni Pasto
Nuova app “Buoni Up Day” e nuovo portale
Dal 15 luglio 2020 la app “ UP Day tronic” e il portale di gestione del buono pasto elettronico cede il passo alla nuova versione “Buoni Up Day “già attiva, pensata e studiata per migliorarne la fruizione da parte degli utilizzatori.
Buoni Up Day è la nuova applicazione per il mobile payment che permette a utilizzatori, clienti e partner di accedere a tutti i servizi in modo semplice e sicuro.
L’app, disponibile negli store in versione iOS e Android è utilizzabile in tutta Italia e costituisce la versione 2.0 della precedente.
Ha il duplice obiettivo di rendere più pratica la gestione da parte delle aziende e più immediata la fruizione per gli utilizzatori che godono di una customer experience arricchita: contenuti e struttura di navigazione sono infatti maggiormente pratici e user friendly, rendendo accessibili tutti i servizi offerti dall’azienda grazie a un semplice tocco sullo schermo dello smartphone.
Si spegne la app "UP Day Tronic"
A partire dal 15 luglio 2020 non sarà più possibile accedere alla app “UP Day tronic” e al portale di gestione del buono pasto elettronico utilizzati fino a questo momento.
Per accedere quindi alla App e al portale sarà necessario effettuare una nuova registrazione, associare la propria card e scoprire tutte le funzioni per monitorare e gestire i propri buoni in modo semplice e sicuro.
Scarica la nuova app o accedi al portale
E’ possibile scaricare la app dallo store “Buoni Up Day” e per chi preferisce navigare da pc può accedere direttamente al Portale dedicato agli Utilizzatori.
Con la versione desktop sarà ancora più semplice avere tutto sotto controllo.
Tutte le novità
Tante le novità facilmente fruibili nella nuova app: con la funzione "AGGIUNGI PRODOTTO" puoi associare il prodotto Up Day utilizzato, per un’esperienza di navigazione personalizzata.
In MAPPA ci sono tutti i locali che accettano i buoni e i filtri aiutano a scoprire le specialità gastronomiche, le modalità di pagamento e i servizi che i nostri partner offrono.
Inoltre il filtro PAUSA SANA indirizza gli utilizzatori ad un sano stile di vita e ad un’equilibrata alimentazione e promuove gli esercenti che propongono un’offerta gastronomica di qualità.
Per ogni locale si possono visualizzare recensioni, foto e info utili fornite da Google.
E’ possibile pagare comodamente dal proprio smartphone in pochi click scegliendo di utilizzare il Codice per il POS o scansionando il QR Code.
D’ora in avanti pagare la pausa pranzo e monitorare l’andamento dei buoni pasto, sarà facile, immediato e sicuro.
Giugno 15, 2020
Buoni Pasto
Come fare la spesa con i buoni pasto
Uno dei maggiori vantaggi dei buoni pasto è la possibilità di usarli anche per fare la spesa. Scopri tutte le informazioni sulle modalità e le limitazioni che riguardano l’utilizzo dei buoni pasto per fare acquisti.
Tra i benefit aziendali più apprezzati dai lavoratori ci sono i buoni pasto: ticket cartacei o elettronici che possono essere utilizzati per acquistare non solo pasti già pronti, ma anche prodotti alimentari di vario genere.
In questo articolo potrai scoprire tutto quello che c’è da sapere su come fare la spesa con i buoni pasto.
Quanti buoni pasto si possono usare per la spesa?
Ci sono dei vincoli?
Dove fare la spesa con i buoni pasto?
Come fare la spesa online con i buoni pasto?
Quanti buoni pasto si possono usare per la spesa?
Cumulare i buoni pasto e usarli anche per fare la spesa per la famiglia, oltre che per acquistare pasti già pronti durante la pausa pranzo, è sempre stata una pratica comune tra i lavoratori dipendenti che li ricevono dalle proprie aziende, in sostituzione del servizio mensa.
Ma cosa vuol dire, di preciso, cumulare? Non vuol dire certo possedere più buoni contemporaneamente! Essi, infatti, vengono consegnati in blocchetti o caricati sulla card a inizio mese (se si tratta di buoni pasto elettronici), perciò è normale possederne più di uno.
Cumulare i buoni pasto vuol dire utilizzarne più di uno contemporaneamente per acquistare pasti già pronti, oppure fare la spesa.
I buoni pasto sono un servizio sostitutivo di mensa, perciò la legge, in passato, ne vietava la cumulabilità e, almeno in teoria, obbligava i lavoratori a spenderne non più di uno al giorno; inoltre, prevedeva che gli esercizi commerciali non ne accettassero in pagamento un numero maggiore.
Dal 2017, con l’emanazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n°122, le regole per l’utilizzo dei buoni pasto sono cambiate: grazie alla nuova normativa, ora è possibile utilizzare più buoni contemporaneamente per fare la spesa negli esercizi indicati.
L’articolo 4 del decreto, infatti, stabilisce che i ticket “non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni”.
Quindi ogni lavoratore, per fare la spesa, può usare un massimo di 8 buoni pasto: un bel vantaggio per le famiglie, che in questo modo possono risparmiare qualcosa sul budget dedicato all’acquisto di generi alimentari.
Ci sono dei vincoli?
Alcuni vincoli sulle modalità di utilizzo dei buoni pasto, tuttavia, sono rimasti in vigore.
In particolare, continua ad essere vietato:
cedere i buoni pasto ad altre persone. I ticket sono nominativi e quindi non possono essere ceduti dal titolare ad altri, neanche se appartenenti al proprio nucleo familiare;
convertire i buoni pasto in denaro;
acquistare determinate categorie di prodotti. A differenza dei buoni spesa, che non hanno limiti, i buoni pasto solitamente non possono essere usati per acquistare bevande alcoliche, prodotti non alimentari o comunque prodotti che l'eventuale esercizio commerciale decide di vincolare o escludere.
Il vincolo sulla spendibilità dei buoni soltanto nelle giornate lavorative è invece decaduto, perciò è possibile fare acquisti coi buoni pasto anche nei giorni festivi e quando si è in ferie.
Dove fare la spesa con i buoni pasto?
La legge sui buoni pasto, nel garantire la possibilità di cumularli, ha ampliato anche la platea degli esercizi nei quali poter spendere i propri ticket.
Ecco una lista dei principali esercizi in cui è possibile utilizzare i buoni pasto per fare la propria spesa tutti i giorni della settimana:
bar, ristoranti, pizzerie;
tavole calde e self-service;
mense aziendali;
supermercati e negozi di alimentari;
gastronomie e rosticcerie;
negozi che vendono prodotti biologici;
mercati;
chioschi di street food;
imprese artigiane del settore alimentare (ad esempio le pasticcerie);
agriturismi;
spacci aziendali;
imprese agricole che vendono i loro prodotti;
Il fatto che siano indicate nell’elenco presente nel decreto, tuttavia, non obbliga queste attività ad accettare i buoni pasto.
Solo gli esercizi convenzionati con le società emettitrici dei buoni pasto forniti dall’azienda li accettano come modalità di pagamento. Solitamente, per segnalare che in un locale è possibile pagare con un certo tipo di buoni, gli esercenti convenzionati con queste società mettono all’ingresso un adesivo apposito, così i clienti possono saperlo con certezza ancora prima di entrare.
Chi possiede dei buoni pasto elettronici prima di pagare dovrebbe informarsi se l’esercizio in cui intende spenderli li accetti o meno. A differenza dei ticket cartacei, che si usano un po’ come il denaro in contante e necessitano solo di essere controfirmati per essere validati, i ticket elettronici, per poter essere validati, necessitano di un POS diverso da quello delle carte di credito, che viene fornito agli esercizi dalla società emettitrice.
Day mette a disposizione delle persone che utilizzano i suoi buoni pasto un utile strumento per verificare quali siano gli esercizi commerciali della tua zona che li accettano come mezzo di pagamento: la App Buoni Up Day.
Con la App Buoni Up Day (disponibile sia nell’AppStore, sia sul PlayStore) non solo si possono trovare i locali della propria zona dove è possibile spendere i buoni pasto e controllare quale tipo di ticket accettano. Dopo aver caricato i codici dei buoni elettronici e cartacei sulla App, la si può usare anche per tenere sotto controllo la quantità di buoni utilizzati, calcolare il numero di ticket da usare per pagare e pagare i prodotti acquistati con i buoni pasto che si hanno a disposizione. Naturalmente la mappa può essere consultata anche dall'apposita sezione del sito degli utilizzatori.
Pagando coi buoni pasto si ha diritto a ricevere il resto?
Una delle domande che si pongono più di frequente le persone che utilizzano i buoni pasto è se, pagando con essi, hanno diritto a ricevere il resto, qualora l’importo dei buoni spesi sia superiore a quanto dovuto.
Purtroppo, pagare con i buoni pasto non dà diritto a ricevere il resto, se l’importo totale dei prodotti acquistati è inferiore a quello dei ticket.
Se, ad esempio, acquisti dei prodotti per un totale di 12 euro e, per pagare, utilizzi due buoni del valore di 7 euro l’uno, non avrai diritto a ricevere i 2 euro di resto.
Per evitare di perdere parte del valore nominale del buono pasto, perciò, spesso si usa un numero di buoni inferiore al valore dell’importo da pagare e si versa un contributo in denaro per coprire la differenza.
Tornando all’esempio di prima, quindi, puoi anche decidere di pagare con un solo buono pasto da 7 euro e coprire l’importo residuo di 5 euro pagando con denaro contante.
Come fare la spesa online con i buoni pasto?
Sempre più spesso le persone scelgono di fare i propri acquisti online, anche quando si tratta di prodotti alimentari. Per questo in tanti si chiedono se sia possibile e come si possa pagare la spesa online con i buoni pasto.
Iniziamo col dire che sì, è possibile fare acquisti online con i buoni pasto, anche se questo metodo di pagamento non è ancora così diffuso, nell’ambito degli acquisti fatti sul web.
Per quanto riguarda la domanda su come fare la spesa su Internet con i buoni pasto, non c’è un’unica risposta. Ogni società emettitrice di buoni pasto e ogni e-commerce, infatti, adottano politiche diverse in merito alla possibilità di pagare ciò che si è acquistato online con questo mezzo di pagamento.
In alcuni casi l’e-commerce di un negozio fisico dal quale si è abituati a fare acquisti coi buoni pasto non li accetta come metodo di pagamento, altre volte invece sì. Così come ci sono negozi che vendono solo online che, invece, li accettano.
Ci sono poi i casi in cui si può pagare solamente con i buoni pasto cartacei, e quelli in cui si possono usare solo i ticket elettronici.
A volte, anche quando un e-commerce permette ai propri clienti di pagare con i buoni pasto, può non accettare la tipologia di ticket erogata dalla propria azienda.
Sono meglio i buoni cartacei o quelli elettronici per fare la spesa online?
Per quanto riguarda il pagamento online con l’una o l’altra tipologia di buoni pasto, non ce n’è una migliore dell’altra. Anche in questo caso, sono gli esercenti a decidere se accettarle o meno entrambe.
Ad esempio, alcuni e-commerce accettano i buoni pasto cartacei solo se si sceglie di pagare in contrassegno.
Per fare la spesa online con i buoni pasto elettronici, invece, bisogna verificare che il sistema di pagamento elettronico utilizzato dall’e-commerce accetti la card della società emettitrice. In alcuni casi, è possibile caricare i buoni pasto forniti dall’azienda sull’app fornita dalla società emettitrice e convertirli in un codice spendibile negli e-commerce convenzionati.
Per sapere se e come si può pagare online con i buoni pasto, perciò, la cosa migliore da fare è controllare le condizioni di vendita del sito web da cui si intende fare acquisti, oppure contattare il servizio clienti.