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Resta aggiornato sulle novità e-commerce, normativa, vantaggi fiscali, pausa pranzo, incentivi e welfare aziendale.

una utente che naviga dayshop sullo smartphone
Agosto 31, 2026
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Buoni pasto e buoni acquisto online: per PMI e professionisti ora c’è DayShop

Sei un libero professionista con partita IVA ordinaria o gestisci una piccola impresa? Quando si tratta di acquistare servizi per la tua attività, vorresti poterlo fare in modo semplice e veloce, senza complicazioni o lunghe procedure? È da questa esigenza che nasce DayShop, il nuovo e-commerce di Day dedicato a PMI e liberi professionisti, che permette di acquistare online Buoni Pasto Day e Buoni Acquisto Cadhoc, sia in formato digitale che cartaceo con un importante vantaggio fiscale, poiché sono deducibili e contribuiscono a ottimizzare la gestione economica della tua attività Una nuova modalità di acquisto pensata per chi ha esigenze standard e vuole gestire tutto in autonomia: scegliere, acquistare e ricevere i propri voucher, senza avviare una trattativa commerciale. Un'esperienza semplice e immediata, proprio come quella a cui siamo abituati quando acquistiamo online altri prodotti e servizi. Guarda questo video per una sintesi del servizio. Indice dei contenuti: DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività Tutto in pochi click Meno burocrazia, più controllo Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività In una grande azienda, la gestione dei servizi dedicati alle persone risponde a esigenze specifiche, richiede configurazioni personalizzate e un rapporto diretto con un referente commerciale che segua passo passo la costruzione di un piano di welfare appropriato e conveniente per l’azienda e per i dipendenti. Per una piccola impresa o per un professionista, invece, le esigenze possono essere molto più immediate: acquistare una soluzione già definita, conoscere subito le condizioni, completare l’ordine, scaricarne i costi nel rispetto della normativa e andare avanti con il proprio lavoro. Per questo nasce DayShop. La piattaforma mette a disposizione di PMI e professionisti con partita IVA ordinaria una modalità di acquisto semplice, digitale e completamente autonoma, con condizioni economiche predefinite, trasparenti e uguali per tutti i clienti. Un nuovo canale pensato per chi, quando ha un’esigenza già chiara, preferisce poter fare tutto da sé. Tutto in pochi click Uno degli elementi distintivi di DayShop è proprio la semplicità del processo. Per acquistare i voucher è sufficiente entrare sul sito e completare pochi passaggi: inserire la partita IVA; scegliere il prodotto desiderato, tra Buono Pasto e Buono Acquisto Cadhoc; selezionare il formato, digitale o cartaceo; indicare il valore dei buoni, scegliendo tra importi predefiniti o liberi; completare il pagamento. Non è necessario attendere una proposta personalizzata, l’acquisto può essere effettuato fino alla fine online, quando si vuole e in completa autonomia. Quanto al pagamento, su DayShop è possibile utilizzare carta di credito, bonifico istantaneo, Apple Pay o Google Pay. Il risultato è un’esperienza di acquisto semplice e immediata: pochi click, condizioni chiare e la libertà di gestire l’ordine da soli, dall’inizio alla fine. Meno burocrazia, più controllo La semplificazione non riguarda soltanto il momento dell'acquisto. Anche la gestione amministrativa è pensata per essere il più possibile semplice e digitale. Per ogni ordine effettuato su DayShop è possibile consultare e scaricare la relativa fattura elettronica dalla propria area riservata. Inoltre gli acquisti restano tracciati, rendendo più semplice recuperare i documenti necessari, condividerli con il proprio commercialista e tenere sotto controllo le spese sostenute durante l'anno. Dall'ordine alla documentazione amministrativa, tutto resta in un unico ambiente digitale. Per chi lavora in proprio o gestisce una piccola attività, significa ridurre il tempo dedicato a pratiche e passaggi amministrativi, risparmiare e concentrarsi sul proprio lavoro. Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale DayShop riunisce in un unico ambiente due delle soluzioni Day dedicate al benessere e al potere d'acquisto. Da una parte ci sono i Buoni Pasto Day, disponibili sia in formato digitale che cartaceo e utilizzabili presso una rete di oltre 150.000 esercizi convenzionati in Italia, tra bar, ristoranti, gastronomie, supermercati e negozi di prossimità. Deducibili e IVA detraibile 10% per liberi professionisti, 4% per aziende. Dall'altra ci sono i Buoni Acquisto Cadhoc, voucher shopping utilizzabili presso oltre 35.000 partner, tra punti vendita fisici e brand presenti anche online, per categorie che comprendono, tra le altre carburante, moda, viaggi, elettronica, spesa e tempo libero. A cambiare non sono i vantaggi e le esigenze a cui rispondono questi strumenti, ma il modo in cui possono essere acquistati: con DayShop l'intero processo si svolge online. Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Quando si parla di Buoni Pasto, si pensa soprattutto alle aziende e ai loro dipendenti. Ma sono una soluzione conveniente anche per i professionisti che sostengono spese di vitto nello svolgimento della propria attività. Per chi lavora in autonomia e ha una partita IVA ordinaria, infatti, i Buoni Pasto possono essere utilizzati nell’ambito della gestione delle spese legate all’attività professionale e possono essere dedotti secondo le regole previste dalla normativa fiscale applicabile (es. 2% del proprio fatturato complessivo annuo come spese aziendali - art.54 comma 5 TUIR) Senza entrare nei dettagli di una disciplina che può variare in base alla situazione del singolo professionista, il punto è che il Buono Pasto può diventare uno strumento pratico per gestire in modo più efficiente le spese legate alla professione. Puoi quindi acquistare i Buoni Pasto per la tua attività e, se desideri una conferma in base alla tua specifica situazione fiscale, puoi sempre confrontarti con il tuo commercialista. Per le piccole imprese, invece, come già sappiamo, i Buoni Pasto rappresentano un modo semplice, concreto e fiscalmente conveniente per offrire un benefit detassato ai propri dipendenti o collaboratori da affiancare alla propria retribuzione, con la possibilità di gestire l’acquisto direttamente attraverso la piattaforma. Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve I Buoni Acquisto Cadhoc offrono ai beneficiari la possibilità di scegliere liberamente come utilizzare il proprio voucher, grazie a una rete di oltre 35.000 partner fisici e online che coprono praticamente tutti i settori merceologici. Possono essere utilizzati in diverse occasioni, ad esempio come premio, incentivo o fringe benefit, in base alle esigenze dell'impresa e alla normativa applicabile. Anche in questo caso, per una PMI o un professionista il vantaggio di DayShop è soprattutto operativo: il voucher può essere acquistato direttamente online, velocemente, senza attivare una procedura commerciale dedicata. Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni Su DayShop è possibile acquistare i Buoni Day sia in formato digitale che cartaceo. La scelta del formato permette alle piccole attività e ai professionisti di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. I buoni digitali possono essere attivati rapidamente, mentre per il formato cartaceo o  è prevista la consegna tramite corriere, con tempi garantiti entro 48 ore anche per la spedizione del blocchetto fisico. L’obiettivo è rendere il più breve possibile il tempo che intercorre tra la necessità di acquistare i buoni e la loro effettiva disponibilità, sia per chi li utilizza direttamente sia per chi deve assegnarli ai propri dipendenti o collaboratori. Anche questo contribuisce a rendere l’acquisto più semplice da gestire e risolvere un’esigenza concreta in pochi passaggi, senza dedicare tempo a procedure non necessarie. La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop nasce dall’esperienza di Day nel mondo dei servizi dedicati alle persone e alle imprese e dalla volontà di rendere questa esperienza accessibile anche attraverso un modello di acquisto più semplice, autonomo e digitale. Da quasi 40 anni, Day affianca aziende e persone con soluzioni dedicate ai Buoni Pasto, ai Buoni Acquisto e al welfare aziendale. Come Società Benefit e filiale italiana del gruppo internazionale Upcoop, l’azienda opera con l’obiettivo di contribuire al benessere delle persone e alla creazione di valore per le imprese, mettendo a disposizione servizi e strumenti pensati per rispondere a esigenze diverse. DayShop si inserisce in questo percorso come un nuovo canale, pensato per chi non ha bisogno di una soluzione personalizzata, ma vuole poter acquistare in modo diretto, conoscendo fin da subito condizioni e modalità, e gestendo l’intero processo in autonomia. È una scelta che nasce dall’ascolto: non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso livello di accompagnamento e, quando la necessità è semplice e definita, poter fare tutto online può essere il modo più efficace per risolverla. Con DayShop, l’esperienza di Day si arricchisce di una nuova possibilità: mantenere la solidità e l’affidabilità di un operatore con una lunga esperienza nel settore e, allo stesso tempo, offrire a PMI e professionisti la libertà di scegliere un modo di acquistare più immediato, semplice e autonomo.
La copertina della relazione d'impatto di day 2025
Giugno 22, 2026
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Crescere creando valore: risultati, crescita e impatto di Day

Il 2025 è stato un anno di crescita per Day. Abbiamo chiuso l’anno con un volume di emissioni vicino a 1,2 miliardi di euro (+8% rispetto al 2024), un risultato operativo di 36,7 milioni di euro (+5%) e un utile netto di 25,25 milioni di euro (+2%). Oggi affianchiamo oltre 38.000 aziende clienti, quasi 1,2 milioni di utilizzatori e una rete di circa 150.000 locali affiliati. Una crescita sostenuta dall’innovazione, dalla diversificazione dell’offerta e dalla personalizzazione dei servizi di welfare, fringe benefit, buoni pasto e buoni spesa. Ma i numeri raccontano solo una parte della nostra storia. Indice dei contenuti: Il valore di un'impresa si misura anche da ciò che restituisce Benessere e welfare, a partire dalle nostre persone Crescita economica e benessere della comunità Investire in modo responsabile e sostenere i territori Leggi la Relazione d’Impatto Il valore di un'impresa si misura anche da ciò che restituisce Con la pubblicazione della nostra terza Relazione d'Impatto vogliamo raccontare il principio che guida il nostro modo di fare impresa: il valore di un'azienda non si misura soltanto da ciò che produce, ma anche da ciò che restituisce. Come scrive Marc Buisson, Presidente e AD di Day, nella sua lettera introduttiva: "Non concepiamo l'attività di business come separata dal nostro dovere sociale e societario. (...) La performance economica acquista senso solo se accompagnata da attenzione, cura e impatto positivo sul contesto più ampio in cui l'azienda vive e cresce." La Relazione d'Impatto racconta proprio questo: il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati e le scelte compiute di volta in volta durante l'anno, coerenti con i nostri valori, la nostra idea di impresa e la mission aziendale. Benessere e welfare, a partire dalle nostre persone L’attenzione al benessere delle persone di cui ci occupiamo attraverso le nostre soluzioni riguarda, prima di tutto, anche chi lavora in Day. Nel 2025 l’azienda ha messo a disposizione di ciascun collaboratore circa 4.000 euro di credito welfare, affiancando ulteriori misure dedicate alla genitorialità, come i bonus asilo nido e riconoscimenti legati all’anzianità aziendale. L’investimento sulle persone passa anche dalla crescita professionale: un’attenzione concreta ai percorsi di formazione individuale, oltre 2.400 ore di formazione dedicate ai temi ESG e iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare, l’inquinamento digitale, la sostenibilità. Tra gli strumenti introdotti per migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro anche il Time Sitter, in collaborazione con Genius 4U, che nei primi sei mesi di attività ha consentito un risparmio complessivo di 84 ore e 243 kg di CO₂. A questi strumenti si aggiungono flessibilità oraria, smart working ulteriormente potenziato e i venerdì corti nel periodo estivo, all’interno di un modello organizzativo sostenibile orientato all’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Crescita economica e benessere della comunità Essere una Società Benefit significa riconoscere che crescita economica e impatto sociale sono strettamente collegati. Lo sottolinea Mariacristina Bertolini, Vicepresidente e Direttrice Generale: “Essere una Società Benefit significa riconoscere che crescita economica e benessere della comunità hanno un rapporto simbiotico: non sono in contraddizione, ma si rafforzano a vicenda. Il profitto diventa così uno strumento per continuare a innovare i servizi, sostenere lo sviluppo dell’azienda e restituire valore alla comunità.” Un approccio che affonda le sue radici nella responsabilità sociale e nell'economia solidale, da sempre elementi fondanti della nostra identità e del nostro modo di creare valore. Dalle parole ai fatti: investire in modo responsabile Nel 2025 abbiamo continuato a sostenere iniziative concrete a favore delle comunità. Attraverso la collaborazione con Banco Alimentare — che permette di utilizzare i buoni pasto per acquistare box solidali di spesa su una piattaforma dedicata — abbiamo contribuito a generare l’equivalente di 5.900 pasti e a sostenere 70 persone per un mese. Abbiamo inoltre formalizzato e pubblicato il Manifesto delle attività di Charity, sostenendo 12 progetti attraverso donazioni per un totale di 56.067 euro. A questo si affianca Zerovirgola, il progetto che, anno dopo anno, permette alle persone di Day di donare i centesimi dopo la virgola del proprio stipendio, oppure una somma libera, a iniziative benefiche da loro stesse selezionate (attualmente Ageop e Airc). Investire in modo responsabile e sostenere i territori L’impegno verso uno sviluppo sostenibile passa anche attraverso strumenti finanziari coerenti con i nostri valori. Nel 2025 abbiamo sottoscritto un Green Bond collocato da BCC Felsinea per un valore di 3 milioni di euro, destinato a finanziare progetti immobiliari sostenibili e a generare valore per le comunità locali. Ciò che più ci contraddistingue, però, è la capacità di trasformare il business in uno strumento di sviluppo per il territorio. Nel corso del 2025 abbiamo realizzato otto progetti di business a forte impatto territoriale, tra cui il progetto pilota con la Comunità Energetica Rinnovabile WeVèz, che consente di utilizzare il credito welfare per produrre energia pulita e generare voucher spendibili localmente, e il programma "Vieni a vivere a Varese", che ha già generato circa 80.000 euro di valore a sostegno dell’insediamento di giovani nel territorio. La Relazione d’Impatto racconta anche il percorso portato avanti sul fronte ambientale, dall’utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine alla promozione di modelli organizzativi e progettuali orientati alla riduzione degli impatti ambientali e alla transizione ecologica. Leggi la Relazione d’Impatto I risultati economici, le iniziative a favore delle persone e i progetti dedicati alle comunità raccontano un'unica visione: creare valore condiviso nel tempo. O - come dichiara la nostra baseline - Insieme per fare la differenza. Per approfondire dati, attività e obiettivi che hanno caratterizzato il 2025, è possibile consultare la nostra Relazione d'Impatto completa a questo link, l’intervista a Mariacristina Bertolini pubblicata da ItalyPost e gli articoli su WeWelfare e Il Messaggero.
crediti sostenibilità appennino tosco emiliano
Giugno 15, 2026
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Foreste, Futuro e valore condiviso: Day e i Crediti di Sostenibilità dell’Appennino Tosco-Emiliano

Ci sono luoghi che raccontano meglio di altri il significato della parola rigenerazione. Il Tecnopolo di Reggio Emilia, nato negli spazi delle ex Officine Reggiane e oggi centro di innovazione e ricerca, è fra questi. Proprio qui, il 28 maggio scorso si è svolta la quarta edizione di Foreste & Futuro: un evento dedicato al ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici e nella costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile. Per noi di Day l'appuntamento ha avuto un significato speciale: durante l'evento abbiamo ricevuto l'attestato dei Crediti di Sostenibilità della Riserva della Biosfera UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano, entrando ufficialmente a far parte di un progetto che va oltre la compensazione delle emissioni, investendo nella tutela delle foreste, della biodiversità e delle comunità che le custodiscono. Indice dei contenuti: Una strategia che guarda a ecosistemi diversi Dai crediti di carbonio ai Crediti di Sostenibilità: un cambio di prospettiva Il progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Un patrimonio naturale unico in Europa La sostenibilità come investimento sul futuro Una strategia che guarda a ecosistemi diversi Come Società Benefit, infatti, siamo consapevoli che la sostenibilità non si può limitare a ridurre gli impatti negativi: significa contribuire attivamente alla generazione di valore per l'ambiente e per le comunità. Per questo motivo, nel 2026 abbiamo scelto di diversificare la nostra strategia climatica, sostenendo progetti capaci di agire su ecosistemi differenti, ma complementari. Continuiamo a supportare il progetto Valle Ca' Pisani, sviluppato insieme a Up2u nell'area del Delta del Po. Qui il lavoro di gestione della valle da pesca favorisce la cattura e lo stoccaggio della CO₂ attraverso processi naturali legati agli ecosistemi acquatici, contribuendo al tempo stesso alla tutela della biodiversità e allo sviluppo del territorio. Accanto a questo impegno, abbiamo deciso di sostenere anche il progetto dei Crediti di Sostenibilità promosso dal Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e dalla Riserva della Biosfera UNESCO. I Crediti di Sostenibilità sono uno strumento che dà un valore concreto al ruolo delle foreste nel proteggere l’ambiente. In pratica, ogni credito corrisponde indicativamente a una tonnellata di CO₂ assorbita dagli ecosistemi forestali. Questo sistema permette di riconoscere e rendere misurabile il contributo delle foreste nella lotta al cambiamento climatico e, allo stesso tempo, sostiene e incentiva una gestione più attenta e sostenibile dei boschi, a beneficio della biodiversità. Acqua e foreste rappresentano due patrimoni naturali essenziali e strettamente collegati. Scegliendo di investire in entrambi, Day sostiene la tutela di ecosistemi diversi, contribuendo a compensare gli impatti che ancora oggi non è possibile eliminare completamente, come quelli legati ai trasporti o all'utilizzo della carta, e favorendo al tempo stesso la generazione di benefici ambientali, sociali ed economici per i territori coinvolti. Dai crediti di carbonio ai Crediti di Sostenibilità: un cambio di prospettiva Durante l'incontro è emerso un concetto destinato ad assumere un ruolo sempre più importante nelle strategie aziendali: la Nature Accountability. Tradizionalmente si parla di Crediti di Carbonio, strumenti che consentono di compensare una determinata quantità di emissioni di gas serra. I Crediti di Sostenibilità introducono una logica più ampia. Oltre a misurare la capacità di assorbire CO₂, riconoscono il valore dei servizi ecosistemici che le foreste generano quotidianamente: la conservazione della biodiversità, la tutela del suolo, la regolazione del ciclo dell’acqua, le funzioni ricreative e paesaggistiche, la resilienza ai cambiamenti climatici. Ogni credito è il risultato di una gestione forestale sostenibile e certificata (secondo gli standard internazionali PEFC e FSC) che garantisce un impatto positivo reale e misurabile. Acquistare questi crediti significa finanziare direttamente i gestori forestali partner del progetto, permettendo loro di attuare nuovi interventi di resilienza per proteggere i boschi dai cambiamenti climatici. Non basta compensare l’impatto, dunque. Bisogna sostenere attivamente la capacità della natura di continuare a generare benessere per le persone e per i territori: si passa da una logica compensativa a una logica rigenerativa. Il progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Il progetto, ideato dal Parco Nazionale in qualità di coordinatore della Riserva di Biosfera MAB UNESCO, è un'eccellenza a livello europeo. Coinvolge oggi oltre 31.000 ettari di foreste certificate e circa 40 proprietari forestali, sia pubblici che privati, distribuiti tra Emilia-Romagna e versante toscano. L’obiettivo è ambizioso: garantire un futuro alle foreste appenniniche, aumentando la loro resistenza climatica affinché le generazioni future possano continuare a beneficiare della loro bellezza e della loro utilità. L'aspetto più interessante è il meccanismo di circolarità che sostiene l'iniziativa: le risorse generate dall'acquisto dei crediti vengono redistribuite ai gestori forestali che partecipano al progetto e utilizzate per realizzare nuovi interventi di tutela, monitoraggio, pianificazione e resilienza dei boschi. In questo modo il valore prodotto dalla foresta ritorna direttamente sul territorio, sostenendo le comunità locali e contribuendo alla conservazione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Per noi di Day, sostenere questo progetto significa investire in un ecosistema vicino a noi, rafforzando il legame tra impresa e territorio. Un patrimonio naturale unico in Europa Uno dei momenti più interessanti dell'evento, moderato da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, è stato l'intervento dedicato alla biodiversità delle foreste appenniniche. L'Appennino Tosco-Emiliano rappresenta infatti un'area straordinaria dal punto di vista genetico e naturalistico, situata in una zona di incontro tra il clima mediterraneo e quello alpino. Qui sopravvivono specie rarissime e patrimoni genetici di valore eccezionale. È il caso del salice erbaceo, un minuscolo albero alto appena pochi centimetri, presente da migliaia di anni sulle montagne appenniniche. Oppure dell'abete rosso, che proprio in questo territorio presenta una diversità genetica superiore a quella riscontrabile nell'intero arco alpino. Queste foreste sono in pericolo a causa del riscaldamento globale (l'Europa – lo sappiamo – è il continente che si scalda più velocemente). Proteggerle significa investire sul futuro. Le foreste più diverse dal punto di vista genetico sono quelle più capaci di adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Quello del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è il primo progetto in Europa di questo tipo proposto da un parco nazionale, un esempio a cui guarda l’Europa intera, dal momento che le foreste del futuro nel nord Europa avranno sempre più l’aspetto delle nostre foreste, considerando lo spostamento delle fasce climatiche. La sostenibilità come investimento sul futuro Sostenere il progetto dei Crediti di Sostenibilità dell'Appennino Tosco-Emiliano significa contribuire alla tutela di ecosistemi unici, rafforzare la resilienza delle foreste italiane e sostenere le comunità che se ne prendono cura ogni giorno. Significa anche dare concretezza agli obiettivi che Day ha inserito nella propria strategia di sostenibilità e nella Relazione di Impatto, trasformando gli impegni in azioni misurabili e generatrici di valore. Perché la transizione ecologica non si costruisce soltanto riducendo gli impatti negativi: si costruisce anche investendo in quei progetti che rafforzano la capacità della natura di rigenerarsi e di prosperare insieme alle persone e ai territori.  
festival del fundraising
Giugno 01, 2026
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Al Festival del Fundraising 2026, Day porta il welfare nel Terzo Settore

Dal 3 al 5 giugno torna al Palacongressi di Riccione il Festival del Fundraising, il più grande evento europeo il più grande evento europeo dedicato ai professionisti della raccolta fondi, dell’innovazione sociale e della sostenibilità del Terzo Settore. Quella del 2026 sarà la 19ª edizione della manifestazione: tre giornate di incontri, formazione e networking che riuniranno professionisti del nonprofit, fundraiser, aziende, fondazioni ed esperti di comunicazione. Il Festival rappresenta oggi uno dei principali momenti di confronto per chi lavora nel mondo nonprofit o desidera avvicinarsi a questo settore. Un appuntamento che negli anni è diventato una vera community professionale, capace di creare connessioni, opportunità e nuove collaborazioni. Un’occasione per aggiornarsi sui trend e sulle evoluzioni del settore, a cui quest’anno partecipa anche Day con un intervento dedicato al Welfare Aziendale come leva strategica per il Terzo Settore: sia come strumento per migliorare il benessere delle persone che lavorano nelle organizzazioni, che come possibilità concreta di collaborazione per sviluppare nuovi progetti insieme. Un programma che guarda alle trasformazioni del nonprofit Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore? Il ruolo di Day come ponte tra imprese e Terzo Settore Un programma che guarda alle trasformazioni del nonprofit Il programma completo del Festival - disponibile sul sito a questo link -, combina sessioni plenarie e workshop intensivi dedicati ai temi oggi più rilevanti per il Terzo Settore: innovazione, intelligenza artificiale, fundraising digitale, leadership, corporate partnership, sostenibilità e comunicazione sociale. Tra gli ospiti annunciati Bebe Vio, Paolo Iabichino, Alan Clayton, Gianluca Diegoli e Gemma Calabresi Milite. Nel corso delle tre giornate si alternano laboratori, sessioni formative e momenti di networking, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti e occasioni di confronto alle organizzazioni di ogni dimensione. Per chi vuole approfondire, è disponibile anche un biglietto premium che consente di rivedere in streaming tutti gli interventi del Festival per un anno intero, così da valorizzare al massimo la partecipazione e recuperare anche i tanti contenuti delle diverse sale del Palacongressi che si svolgono in parallelo. Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore? Nella giornata finale, venerdì 5 giugno alle 8.30, Day propone il workshop “Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore?”, dedicato a un tema decisamente strategico. L’incontro approfondisce il ruolo del welfare come leva capace di generare benessere organizzativo all’interno degli enti nonprofit, ma anche come ambito di possibili collaborazioni. Il punto di partenza è che le organizzazioni nonprofit non sono solo soggetti che operano nel sociale, ma anche realtà fatte di persone e team di lavoro che affrontano ogni giorno carichi emotivi e organizzativi importanti. Parlare di welfare nel Terzo Settore significa quindi affrontare temi come il benessere delle persone, l’equilibrio tra vita privata e lavoro, la capacità di attrarre competenze e la sostenibilità organizzativa nel lungo periodo. In un contesto in cui engagement, retention e motivazione sono fattori sempre più rilevanti, gli strumenti di welfare possono aiutare le organizzazioni a valorizzare chi lavora in contesti complessi e ad alto impatto sociale. Ma il welfare può rappresentare anche un’ulteriore opportunità: permettere alle organizzazioni nonprofit di entrare nel sistema del welfare come partner e fornitori di servizi, costruendo relazioni più strutturate con le imprese. In questa prospettiva, si esplorano nuove forme di progettualità in cui Day affianca le organizzazioni con le proprie soluzioni digitali e i sistemi di voucher, anche per iniziative di redistribuzione delle risorse. Il ruolo di Day come ponte tra imprese e Terzo Settore Durante il workshop, Day racconterà il proprio approccio come Società Benefit, un modello che la rende un interlocutore naturale per il Terzo Settore, perché integra obiettivi di impatto e benefici comuni accanto alle finalità economiche. Paolo Gardenghi, Responsabile Welfare Aziendale di Day ed esperto di Responsabilità Sociale d’Impresa, offrirà una lettura a tutto tondo del tema: dall’evoluzione del Welfare Aziendale in Italia al quadro normativo, fino ai meccanismi operativi e a cosa significa, oggi, progettare e gestire questi strumenti nelle organizzazioni. In particolare, approfondirà il ruolo del welfare come infrastruttura abilitante, in grado di facilitare collaborazioni concrete attraverso strumenti digitali, sistemi tracciabili e orientati alla misurazione dell’impatto. Accanto alla dimensione dei servizi, spazio anche all’impegno sociale sviluppato insieme alla Fondation Upcoop. Charlotte Buisson, Responsabile internazionale della Fondation Upcoop e della comunicazione di Day, descriverà l’approccio con cui il gruppo Upcoop realizza progetti sociali e iniziative di mecenatismo nei diversi Paesi in cui opera, presentando anche il caso di un progetto concreto attraverso la testimonianza di Chiara Paratico de L’Albero della Vita ETS. L’intervento mostrerà in concreto come una collaborazione tra impresa e Terzo Settore possa trasformarsi in un progetto strutturato, misurabile e capace di generare impatto reale sulle persone e sulle comunità coinvolte.
Marc Buisson durante l'intervista a HR Circle
Maggio 18, 2026
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“Le aziende devono accompagnare le persone nel cambiamento”: Marc Buisson a HR Circle 2026

Durante HR Circle 2026 – l’evento organizzato da Networking Circle alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e dedicato a CHRO, HR Director e decision maker chiamati a guidare il cambiamento nelle organizzazioni – il Presidente e AD di Day Marc Buisson è stato intervistato sui temi che oggi stanno ridefinendo il mondo del lavoro: leadership, trasformazione tecnologica, welfare aziendale, ruolo strategico delle HR e cambiamento culturale. Nei passaggi che riportiamo di seguito emerge una riflessione sul modo in cui le organizzazioni possono affrontare una fase storica attraversata da trasformazioni profonde e accelerate, mantenendo al centro le persone e la qualità delle relazioni umane. L'intervista Lavori in un gruppo internazionale presente in quasi 30 Paesi, nato da una cooperativa francese e cresciuto nel mondo del welfare aziendale e dei servizi alle persone. Raccontaci questo binomio di uomo internazionale in un contesto italiano. Marc Buisson: La mia esperienza professionale si è sviluppata in contesti culturali molto diversi: Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria e altri Paesi ancora. Oggi mi divido tra Parigi e l’Italia, vivendo quotidianamente questa dimensione internazionale dentro un gruppo che ha radici cooperative ma opera in mercati molto differenti tra loro. Questa esperienza mi ha fatto capire che le aziende possono cambiare struttura, strumenti, tecnologie e mercati, ma alla fine tutto passa sempre dalla qualità delle relazioni umane. Negli ultimi anni abbiamo parlato molto di trasformazione digitale, intelligenza artificiale, produttività, welfare, sostenibilità. Ma spesso abbiamo affrontato questi temi come se fossero compartimenti separati, mentre nella realtà si intrecciano continuamente nella vita concreta delle persone. Se dovessi descrivere il tuo modello di leadership, soprattutto in un contesto complesso e non lineare come quello di una cooperativa internazionale, quale sarebbe?  MB: Per molti anni ho cercato di adattare il mio stile manageriale ai diversi Paesi nei quali lavoravo. Poi, a un certo punto, ho capito che rischiavo di perdere qualcosa di importante. Ho deciso di continuare a fare quello che sapevo fare e soprattutto a essere quello che ero. Perché se un leader cambia continuamente modo di essere per adattarsi ai contesti, rischia di perdere autenticità e credibilità. Questo non significa imporre un modello unico. Significa invece creare contesti nei quali le persone possano contribuire davvero ai processi decisionali. Credo molto nella leadership come capacità di aggregare. Alla fine, una decisione magari la prende il manager, ma se quella decisione nasce anche dall’ascolto delle persone, dei dirigenti, dei colleghi, allora diventa più forte e più sostenibile nel tempo.  Oggi si parla molto di trasformazione tecnologica e intelligenza artificiale. Quali sono, secondo te, gli impatti più rilevanti che questi cambiamenti avranno sulle aziende? MB: Oggi vedo un rischio crescente dentro molte organizzazioni: affrontare il cambiamento solo come questione tecnica. Prendiamo l’intelligenza artificiale. Quando abbiamo iniziato a parlarne nella nostra azienda, alcuni colleghi sono venuti subito a chiederci: "Questo significa che andrete a licenziare delle persone?". È una domanda comprensibile. E penso che sarebbe sbagliato liquidarla superficialmente. La verità è che molte persone non sono state preparate abbastanza a queste trasformazioni. Non dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista culturale e umano. E qui il ruolo delle aziende diventa fondamentale. Non possiamo introdurre strumenti nuovi senza accompagnare le persone dentro il cambiamento. Non possiamo pensare che la tecnologia venga percepita come opportunità se prima genera paura, senso di esclusione o perdita di controllo. C’è una platea di HR Director e CHRO che oggi si trova a gestire queste trasformazioni. Quali aspettative hai verso la funzione HR? MB: Credo che oggi gli HR abbiano un ruolo completamente diverso rispetto al passato. È profondamente sbagliato chiamare il proprio HR quando c’è qualcosa da gestire. Le risorse umane non possono arrivare soltanto alla fine dei problemi o dei processi di trasformazione. Devono essere coinvolte dall’inizio. Devono diventare partner strategici del CEO e del management, soprattutto in un’epoca in cui il cambiamento è permanente. Lo stesso vale per il welfare aziendale. Negli ultimi anni ho visto crescere moltissimo questo mercato e sono convinto che sia positivo. Noi, come Day, siamo stati protagonisti di questa crescita. Ma allo stesso tempo ho la sensazione che il welfare stia rischiando di essere percepito soltanto come leva fiscale o economica. Questo mi dispiace molto, perché non era nato per quello. Il welfare dovrebbe essere uno strumento capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. E oggi, in una fase storica segnata da forte incertezza, credo che questo tema sia ancora più importante. Per lavorare in una realtà come la vostra, qual è il DNA che bisogna avere? MB: Nelle aziende convivono ormai più generazioni, con aspettative, paure e modi diversi di vedere il lavoro. I più giovani, spesso, non cercano più soltanto una carriera lineare o una posizione stabile. Cercano senso, equilibrio, possibilità di crescita personale. E forse questa è una delle grandi sfide del management contemporaneo: riuscire a costruire organizzazioni nelle quali le persone non debbano scegliere tra performance e benessere, tra lavoro e identità personale. Non credo esistano formule semplici. Ma sono convinto che le aziende che riusciranno a creare ascolto, fiducia, coinvolgimento reale e capacità di accompagnare il cambiamento saranno anche quelle più solide nel lungo periodo. Perché alla fine il lavoro non è soltanto un luogo dove produciamo valore economico. È uno dei luoghi nei quali costruiamo il nostro modo di stare nel mondo.