Il Ministero del Lavoro ha reso noto il numero di contratti aziendali e territoriali depositati per la detassazione dei premi di produttività: 30.979 dichiarazioni di conformità compilate.

Al 15 marzo sono 9.389 i contratti di secondo livello attivi che usufruiscono della detassazione dei premi di produttività.

Dal 2016, anno di lancio del welfare aziendale attraverso la Legge di Stabilità, il welfare aziendale è entrato prepotentemente nel linguaggio economico e fiscale e in quello aziendale. In particolare, legato ai premi di produttività e altre misure di benessere nei confronti dei lavoratori.

Analisi dei dati

Analizzando i contratti attivi si può notare come 7.400 di questi si propongano di raggiungere obiettivi di produttività, 5.423 di redditività, 4.649 di qualità. Ben 1.387 prevedono un piano di partecipazione e 3.870 misure di welfare aziendale.

welfarePrendendo in considerazione la distribuzione geografica, per sede legale, delle aziende che hanno depositato le oltre 30 mila dichiarazioni, si rileva che il 78% è concentrato al Nord, il 16% al Centro il 6% al Sud.

Interessante notare che il welfare aziendale non riguarda solo le grandi imprese, ma coinvolge anche le medie e le piccole. Delle aziende che hanno depositato contratti, infatti, il 53% ha un numero di dipendenti inferiore a 50, 32% ha cento o più dipendenti e il 15% tra i 50 e 99.

Delle aziende con premi di produttività detassati è invece rilevante segnalare che il 78% è concentrato al Nord, il 16% al Centro e solo il 6% al Sud. Se le misure di welfare aziendale sono ormai una realtà consolidata nel settentrione, c’è ancora molto da fare per poter introdurre misure di benessere a favore dei lavoratori nel resto d’Italia.

Per settore di attività economica la distribuzione è: 59% Servizi, 40% Industria, 1% Agricoltura.

Welfare di settore

Nel frattempo, si moltiplicano i Contratti Collettivi Nazionali dei Lavoratori che prevedono misure di welfare fisse, che non riguardano quindi CCNLOrafii premi di produttività. Nel 2017, i metalmeccanici industria hanno ricevuto una tranche di €100 in voucher welfare, che nel 2018 sono €150 e nel 2019 €200.

Anche l’industria conciaria ha rinnovato il CCNL per la provincia di Vicenza con misure di welfare che contemplano anche l’introduzione del buono pasto. A gennaio 2018 è partito il comparto Orafi e Argentieri che ha scelto una soluzione simile a quella dei metalmeccanici.

Dal 1° marzo, anche i metalmeccanici Confapi sono tenuti a erogare una quota di €150, la cui soluzione ideale è il buono shopping Cadhoc, mentre a luglio sarà la volta del settore telecomunicazioni.

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Welfare aziendale: premi di produttività detassati