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Formazione esperienziale

Formazione esperienziale: cos’è e come può aiutare le aziende a migliorare

Sfruttando percorsi di apprendimento non convenzionali, la formazione esperienziale aiuta a rendere le persone più unite, ad apprendere nuove competenze e a migliorare il clima aziendale.

La formazione esperienziale è una modalità di apprendimento innovativa nella quale l’attività proposta ai partecipanti diventa il centro del processo di trasmissione dei contenuti. Proprio il suo carattere innovativo, diverso dai soliti corsi in aula, riscuote il favore delle aziende che credono nel lifelong learning (apprendimento continuo) come strumento di welfare e investono nella formazione del personale. Vuoi saperne di più sulla formazione esperienziale e sui benefici che possono trarne le aziende? Scopri di più sull’argomento.

Che cos’è la formazione esperienziale?

Secondo gli studi neurobiologici più recenti, il nostro cervello riesce ad acquisire più velocemente concetti, nozioni e relazioni se li vive in prima persona.

La formazione esperienziale è una tecnica di insegnamento che si basa proprio su questi studi, mettendo la persona al centro del processo di apprendimento. Processo che si basa sull’analisi e sulla risoluzione dei problemi.
Al contrario dei metodi di apprendimento tradizionali, dove chi impara è un soggetto passivo, nella formazione esperienziale l’individuo ha quindi un ruolo attivo e deve utilizzare il suo bagaglio di competenze sensoriali, cognitive ed emotive per affrontare e risolvere il problema che gli viene proposto.

Gli adulti, in particolare, beneficiano di questo approccio alternativo all’apprendimento perché, per loro, è più facile apprendere quando c’è un totale coinvolgimento della persona.

L’educatore statunitense David Kolb ha definito con chiarezza i passaggi per cui questo metodo di apprendimento risulta efficace, sviluppando il cosiddetto learning circle, che rappresenta la base della maggior parte dei percorsi formazione esperienziale.

Il learning circle si compone di 4 fasi:

  1. esperienza concreta. In questa prima fase i partecipanti svolgono attività, giochi e simulazioni che li spingono ad utilizzare le proprie capacità, abilità e conoscenze in maniera non convenzionale;
  2. osservazione riflessiva. Nella seconda fase si analizza ciò che è emerso durante la prova pratica, si riflette su ciò che è stato fatto e si interpretano le sensazioni provate;
  3. concettualizzazione astratta. Attraverso la creazione di schemi e diagrammi si studia come adattare i concetti e le abilità appresi a situazioni eterne;
  4. sperimentazione attiva. In quest’ultima fase si verificano le conoscenze e le abilità acquisite mettendole in pratica in situazioni nuove.

Formazione esperienziale outdoor e indoor

Le attività di formazione esperienziale possono svolgersi sia al chiuso, sia all’aperto. Le due tipologie di percorso sono ugualmente valide: la scelta di una piuttosto che dell’altra attività di coaching dipende soprattutto da fattori come le esigenze produttive o legate alla formazione, gli aspetti logistici e i costi.

I percorsi di formazione esperienziale indoor, anche se per alcuni aspetti ricalcano la formazione di tipo tradizionale, hanno caratteristiche totalmente differenti da quest’ultima. Di solito avvengono in un luogo chiuso, impiegando modalità di gioco e lavoro interattive, in cui i gruppi devono svolgere attività, esercizi e simulazioni in un contesto diverso da quello abituale.

Non c’è un periodo dell’anno più o meno adatto per la formazione indoor, che può avvenire in qualsiasi momento. Le attività che si possono svolgere al chiuso sono moltissime e diverse tra loro e possono essere organizzate anche all’interno della sede aziendale. La scelta di quella giusta dipende dagli obiettivi da raggiungere (ad esempio migliorare la coesione o la comunicazione, o sviluppare le capacità di problem solving di un gruppo di lavoro). Durante la formazione esperienziale indoor si creano delle situazioni specifiche, che vengono elaborate sulla base delle richieste dei clienti della società che si occupa di formazione.

I percorsi di formazione esperienziale outdoor, che si svolgono all’aperto, in ambiente urbano o nella natura (boschi, prati, luoghi di mare), hanno come punto di forza la decontestualizzazione. Le esperienze vissute durante questi percorsi di formazione risultano altamente stimolanti, perché richiedono ai partecipanti un coinvolgimento sia mentale, sia fisico. Hanno la caratteristica di realizzare situazioni complesse che abbiano alcuni aspetti della realtà, e sono ideali per creare una metafora di una situazione lavorativa presente o futura. Sono utili per imparare a sviluppare l’intelligenza emotiva e la capacità di utilizzare al meglio le emozioni.

Esempi di formazione esperienziale

Ma come funziona, in concreto, la formazione esperienziale? Quali sono le esperienze che ci si può trovare ad affrontare?

Per quanto riguarda la formazione esperienziale indoor:

  • escape room. Consiste nel cercare di uscire da una stanza chiusa entro il tempo stabilito;
  • team building con i Lego. Con l’aiuto dei famosi mattoncini, i partecipanti realizzano prima un progetto individuale e poi uno di gruppo;
  • improvvisazione teatrale, per stimolare la creatività e lo spirito di partecipazione;
  • team cooking. I partecipanti si trasformano in una vera e propria brigata di cucina e devono occuparsi della preparazione di un menu, utilizzando le proprie abilità di organizzazione, gestione del tempo e delle risorse;
  • cena con delitto. Oltre a promuovere l’aggregazione, aiuta a sviluppare le capacità di analisi dei dati a disposizione, ad affinare l’abilità di problem solving e a migliorare la capacità di lavorare in squadra.

Per quanto riguarda, invece, la formazione esperienziale outdoor:

  • orienteering o caccia al tesoro. È una metafora che aiuta ad affinare la capacità di studiare una strategia e aiuta a migliorare la capacità di gestione delle risorse, anche quando queste sono limitate;
  • rugby. Aiuta a migliorare la capacità di lavorare in team e a rafforzare valori come l’impegno, il rispetto degli altri e il senso di responsabilità;
  • mountain bike. Serve a rafforzare la leadership, la capacità di risolvere i problemi e quella di lavorare per obiettivi;
  • parco avventura. I partecipanti affrontano percorsi avventurosi mettendo alla prova il proprio equilibrio e la capacità di concentrazione. Se affrontati in gruppo, aiutano a sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e a migliorare l’affiatamento del team.

Formazione esperienziale e team building

Formazione esperienziale e team building sono due termini che, spesso e volentieri, vengono associati l’uno all’altro; talvolta sono addirittura considerati intercambiabili.

In realtà, team building e formazione esperienziale sono due attività ben distinte.

Il concetto di team building si basa sulle finalità dell’attività che viene proposta ai partecipanti. Solitamente, gli obiettivi principali dei percorsi di team building sono 2:

  • consolidare l’identità del team e rafforzarne il senso di appartenenza;
  • migliorare la capacità di lavorare in gruppo.

Alcune volte, il team building può rappresentare una tappa di un percorso più ampio di formazione esperienziale.

Rispetto al team bulding quest’ultima è costituita da una fase in cui ci si dedica ad attività pratiche, seguita da un momento di debriefing in cui i partecipanti analizzano le azioni appena compiute e ne traggono insegnamento.

Vantaggi della formazione esperienziale per aziende e lavoratori

Sono sempre di più le aziende che, tra le misure di welfare aziendale offerte ai collaboratori, decidono di inserire dei percorsi di formazione aziendale basati sulla formazione esperienziale, intravedendo i numerosi vantaggi che apporta sia ai singoli lavoratori, sia all’impresa nel suo insieme.

Tra i vantaggi principali che la formazione esperienziale offre ai lavoratori ci sono:

  • potenziamento delle proprie doti di leadership;
  • miglioramento delle competenze trasversali (relazionali, comunicative ed emotive);
  • acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé;
  • miglioramento della capacità di lavorare in team e di costruire rapporti di collaborazione con i colleghi;
  • sviluppo delle capacità di problem solving;
  • acquisizione della capacità di gestire con successo lo stress e l’ansia, migliorando il proprio benessere e la qualità della vita;
  • aumento dei livelli di autostima personale e di gruppo;
  • acquisizione della capacità di rimuovere maschere e sovrastrutture;

Anche le aziende traggono numerosi vantaggi dai percorsi di formazione, che vengono adattati alle esigenze delle singole imprese:

  • aumento del coinvolgimento dei lavoratori;
  • aumento della produttività;
  • maggiore efficacia nel trasmettere competenze organizzative e tecniche;
  • facilitazione delle dinamiche di relazione e di gruppo, che porta a un miglioramento del benessere e del clima aziendale;
  • miglioramento della comunicazione interna;
  • promozione della cultura della sicurezza.

 

È sempre efficace?

Negli ultimi anni, sono state sempre di più le aziende che hanno deciso di affidarsi alle attività di formazione esperienziale per migliorare la gestione aziendale o aiutare i propri collaboratori a sviluppare determinate competenze. In alcuni casi, tuttavia, i percorsi intrapresi non hanno dato i risultati sperati. Perché accade ciò? Hanno forse ragione i detrattori di questo tipo di iniziative? Oppure ci sono degli errori da evitare per raggiungere i risultati sperati?

La risposta a queste domande è che la formazione esperienziale risulta efficace se viene svolta bene e si evitando alcuni errori fatali, come:

  • non definire chiaramente gli obiettivi formativi. Se si sceglie di affidarsi alla formazione esperienziale perché va di moda e non si pondera attentamente il motivo per cui si intraprende un percorso e cosa ci si aspetta da esso, il rischio di non ottenere alcun risultato è molto alto;
  • affidarsi a un formatore poco preparato. Prima di fare una scelta, è bene valutare attentamente più esperti, per assicurarsi che siano in grado di offrire corsi in linea con le proprie richieste;
  • non dedicare il tempo sufficiente alle attività. Ogni fase del percorso di formazione esperienziale ha bisogno di essere affrontata nel giusto tempo perché, se viene affrontata troppo in fretta, c’è il rischio che, alla fine, non si raggiungano i risultati desiderati.

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