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che cos'è la responsabilità sociale d'impresa

Responsabilità sociale d’impresa. Cos’è la social responsibility

Le aziende sono sempre più consapevoli dell’impatto che la loro attività ha sulla società e si impegnano a far sì che tale impatto sia positivo.

È ormai sempre più chiaro che il welfare e la realizzazione del benessere sociale non siano più ambiti di esclusiva competenza pubblica. Le aziende svolgono un ruolo sempre più di primo piano nell’offrire quei servizi che il soggetto pubblico spesso non fornisce più o fornisce in maniera inadeguata.

Succede così che l’interesse delle imprese moderne non sia più improntato esclusivamente al raggiungimento di un profitto, ma sia rivolto anche alla soddisfazione di precise esigenze della società. E che la responsabilità sociale d’impresa giochi un ruolo sempre più importante nel successo dell’attività di un’azienda.

Ma cos’è, di preciso, la responsabilità sociale d’impresa? Quali sono i valori a cui deve ispirarsi un’impresa etica? Ne parliamo in questo articolo.

Che cos’è la responsabilità sociale d’impresa (CSR)

La definizione accademica della responsabilità sociale d’impresa ci dice che si tratta dell’“integrazione di preoccupazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa: è una manifestazione delle grandi, medie e piccole imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nell’ambiente circostante”.

Se volessimo darne una definizione più semplice, diremmo che la responsabilità sociale d’impresa è l’insieme delle azioni e dei comportamenti socialmente responsabili messe in atto da un’azienda.

Quello di responsabilità sociale d’impresa (o Corporate Social Responsibility) è un concetto che è entrato a far parte della mission della quasi totalità delle aziende che oggi operano sul mercato. Non si tratta di un qualcosa di astratto, che si basa su teorie utopistiche, ma di un insieme di azioni ben definite, come ad esempio:

  • garantire i diritti dei lavoratori e migliorarne la qualità della vita;
  • operare in modo etico, anche dal punto di vista ambientale e della sostenibilità;
  • interagire con il territorio in cui si opera, diventando attori primari del suo sviluppo.

Azioni che hanno lo scopo di offrire benefici concreti alla collettività, dare prestigio alla reputazione del brand e offrire un’immagine positiva dell’azienda.

Etica aziendale, sostenibilità e attenzione alle tematiche sociali, infatti, sono temi sempre più cari all’opinione pubblica e possono determinare il successo o il fallimento di un’impresa.

Quando nasce la CSR?

Il concetto di responsabilità sociale d’impresa nasce negli Stati Uniti, all’incirca intorno agli anni ’50. È Howard Bowen, considerato il padre della corporate responsibility, a darne una prima definizione nel 1953, sostenendo che è una precisa responsabilità degli uomini d’affari perseguire degli obiettivi che siano non solo profittevoli per l’azienda, ma anche sostenibili dal punto di vista sociale.

Prima che si possa parlare di responsabilità sociale d’impresa vera e propria e rendere l’azienda la principale responsabile delle sue azioni, però, ci vorranno all’incirca altri dieci anni.

Tuttavia, è solo negli anni ’80 che la definizione di RSI assume una forma più definita e tira in ballo anche gli stakeholders (i detentori di diritti) e i loro diritti.

Negli anni ‘2000, poi, la responsabilità sociale d’impresa si pone al centro dell’attenzione delle Nazioni Unite e della Comunità Europea.

CSR e Global Compact

Saranno proprio le Nazioni unite a stilare il cosiddetto Global Compact, un decalogo di comportamenti virtuosi a cui le aziende possono aderire spontaneamente per far sì che la loro attività venga svolta sempre in maniera sostenibile e socialmente accettabile. Decalogo che può essere così riassunto:

  • promuovere e rispettare i diritti umani universalmente riconosciuti;
  • non violare i diritti umani e non rendersi complici, anche indirettamente, della loro violazione;
  • eliminare tutte le forme di lavoro forzato;
  • eliminare il lavoro minorile;
  • eliminare qualsiasi forma di discriminazione in ambito professionale;
  • sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide ambientali;
  • intraprendere iniziative che incentivino lo sviluppo di una maggiore responsabilità ambientale;
  • incoraggiare la diffusione di tecnologie green e rispettose dell’ambiente;
  • contrastare la corruzione.

Che cos’è l’impresa etica

Un’impresa etica è un’azienda che fonda la sua attività su regole di condotta virtuose, come quelle esposte nel decalogo del Global Compact, curando uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.

In questo modo, non solo trasmette fiducia e benessere e diffonde un’immagine credibile di sé, ma risulta anche utile a sé stessa, ai suoi stakeholders e alla comunità in cui opera.

Tra gli obiettivi perseguiti dalle aziende che basano la propria attività su un modello di business etico ci sono: sicurezza dell’ambiente di lavoro, sostenibilità ambientale, assunzione di responsabilità verso le generazioni future, miglioramento dei rapporti con le comunità locali.

 

Chi sono gli stakeholders?

Gli stakeholders sono tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno a che fare con un’azienda:

  • clienti;
  • fornitori;
  • i dipendenti;
  • gli eventuali socied azionisti (chiamati anche shareholder);
  • le istituzioni;
  • l’ambiente;
  • la comunità in cui è inserita.

Se in passato si pensava che un’azienda dovesse rendere conto solo ai suoi azionisti, avendo come unico scopo il raggiungimento del massimo profitto, con la diffusione del concetto di responsabilità sociale d’impresa si è arrivati a comprendere che vanno tenuti in considerazione gli effetti che le azioni di un’azienda hanno su tutti i suoi stakeholders.

Quali sono gli strumenti di un’impresa socialmente responsabile?

Un’impresa socialmente responsabile ha a disposizione diversi strumenti per svolgere la sua attività in maniera sostenibile anche dal punto di vista sociale e ambientale:

  • linee guida e certificazioni specifiche;
  • codice etico;
  • bilancio sociale;
  • marketing sociale;
  • CSR manager.

Linee guida e certificazioni specifiche

Delle linee guida e delle certificazioni fanno parte tutte quelle sigle composte da cifre e lettere che troviamo nelle dichiarazioni di conformità delle aziende di cui spesso ci chiediamo il significato. Rappresentano una sorta di controllo qualità, che dimostra che un’impresa stia effettivamente svolgendo la sua attività seguendo criteri etici e sostenibili.

Tra le certificazioni ritenute più affidabili ci sono:

  • SA8000 (certificazione utilizzata anche da Up Day);
  • OHSAS18001;
  • ISO14000;
  • ISO26000.

Codice etico

È un documento redatto su base volontaria che stabilisce quali siano i principi e le modalità di condotta su cui l’azienda basa la sua attività. Tutti i soggetti coinvolti in tale attività devono farvi riferimento in ogni momento.

Cosa si intende per bilancio sociale?

Quando si parla di imprese e della loro gestione viene subito da pensare al bilancio d’esercizio. Un documento obbligatorio per legge che si compila a fine anno che contiene tutti i dati economici riguardanti l’attività e mostra una fotografia dettagliata della situazione economica di un’azienda.

Il bilancio sociale è un documento che viene stilato su base volontaria dalle aziende che svolgono la propria attività in modo etico e desiderano dimostrarlo concretamente. Si tratta di uno strumento che ha lo scopo di rendicontare le azioni messe in atto nei confronti degli stakeholders di una determinata azienda, misurandone l’impatto.

Tra le voci che si possono trovare in un bilancio sociale ci sono:

  • l’impatto della struttura sul territorio;
  • il grado di coerenza tra mission, strategie, attività e risultati conseguiti;
  • la politica delle assunzioni;
  • l’accertamento della customer satisfaction;
  • le azioni compiute per garantire la tutela della sicurezza sul luogo di lavoro;
  • le risorse impiegate per promuovere iniziative socialmente utili.

I vantaggi dell’adozione di un bilancio sociale sono diversi:

  • migliorare l’efficacia della comunicazione;
  • comprendere il ruolo svolto nella società civile;
  • rendicontare le azioni sociali dell’azienda basandosi su parametri quali utilità, legittimazione ed efficienza;
  • comprendere quale sia l’effettivo valore aggiunto prodotto e distribuito nei confronti degli stakeholder;
  • effettuare un’autovalutazione al fine di migliorare la qualità di prodotti e servizio, il rapporto con gli utenti, la sicurezza sul posto di lavoro, e così via.

Marketing sociale

Servirsi del marketing sociale può essere utile per far conoscere a clienti, aziende concorrenti e, più in generale, al mercato in cui si opera, le azioni compiute in ambito sociale ed ecologico, rafforzando così la propria immagine di impresa socialmente responsabile nei confronti di clienti, collaboratori, fornitori e concorrenti.

CSR Manager

Le aziende che vogliano migliorare la propria cultura aziendale e basare la propria attività sulla responsabilità sociale non possono fare a meno di affidarsi al CSR manager. Una figura con competenze trasversali, che ha la capacità di perseguire un modello di management sostenibile e traghettare le imprese verso una gestione moderna e responsabile, attenta alle esigenze sociali ed ambientali.

Up Day: la social company attenta ai diritti e alla responsabilità sociale

Ogni giorno Up Day propone ai suoi clienti servizi e soluzioni di welfare aziendale capaci di garantire e accrescere il benessere aziendale, promuovendo una cultura attenta a tutte le sfumature della responsabilità sociale e ambientale.

La stessa cultura su cui Up Day basa quotidianamente la sua attività. Impegnandosi a garantire ai suoi collaboratori condizioni di lavoro ottimali. Impostando una politica aziendale volta alla tutela dell’ambiente. Tutelando la privacy dei suoi utenti. Collaborando con diverse onlus per favorire la difesa di tutti gli individui, in particolar modo dei più deboli.

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