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LIVE BLOGGING: Convegno gare sostenibili ed eque dei buoni pasto

Appuntamento importante presso la sede del Senato della Repubblica (Palazzo Giustiniani), a Roma. Previsto il Convegno sulle gare sostenibili ed eque dei buoni pasto, che vuole fare luce sull’attuale sistema di appalti pubblici del servizio sostitutivo di mensa e dare soluzioni alle debolezze insite nelle gare attualmente in essere. Fragilità che si ripercuotono su tutti gli attori della filiera.

Apertura Convegno

Apertura Convegno

Lo scopo dell’evento quindi è rimodulare la legislazione che attiene al comparto del buono pasto per quanto riguarda l’aspetto delle gare, al fine di avere una piena sostenibilità e valorizzazione per tutti soggetti interessati dal buono pasto (committenti, imprese emettitrici dei buoni pasto, punti vendita convenzionati, consumatori finali).

Seguiamo il convegno LIVE dalle 15.00 su questo blog e contemporaneamente sui profili Facebook e Twitter con #BuonipastoGareEque.

La Sala Zuccari del Senato della Repubblica è piena.

Convegno #BuonipastoGareEque, Sala Zucchera piena.

Convegno #BuonipastoGareEque, Sala Zucchera piena

Apertura lavori e relazioni introduttive
No a gare non eque, a ribassi economicamente insostenibili e a offerte in perdita, a vessazioni a carico dei punti vendita e ad effetti negativi scaricati su esercenti e consumatori, relazioni di:

Aldo Cursano di Fipe

Aldo Cursano di Fipe

Aldo Cursano, Vice Presidente Vicario Fipe: espone il punto di vista degli esercenti criticando l’attuale situazione delle gare pubbliche che spesso finisce per penalizzare proprio questa parte della filiera.
Fipe è molto critico verso le gare con aggiudicazione tramite sconto al massimo ribasso, perché ciò fa “ammalare” il sistema costringendo le società emettitrici ad aumentare gli sconti per aggiudicarsi le gare pubbliche. La gara allo sconto più elevato penalizza tutti, compresi gli esercizi affiliati ai quali aumentano le commissioni e ai consumatori, che usufruiscono di un servizio di qualità inferiore.

Tina Napoli, CittadinanzAttiva: l’associazione consumatori pone l’accento sulle ricadute verso i consumatori delle conseguenze delle gare al massimo ribasso. La pausa pranzo di chi lavora deve offrire un’alimentazione di qualità, che contribuisca al benessere del lavoratore anche per favorire la produttività. La funzione del buono pasto quindi è anche educativa e di sostegno al reddito del consumatore.
A causa di commissioni elevate in seguito a sconti delle gare pubbliche troppo alte, gli esercenti infatti devono abbassare la qualità offerta.

Tina Napoli. CittadinanzAttiva

Tina Napoli. CittadinanzAttiva

Quali soluzioni: proposte di disposizioni di recepimento delle direttive (applicabili anche al codice dei contratti attuale). Relazione di: Franco Tumino, Presidente Anseb.

Nel suo intervento il presidente parla di PATOLOGIA riferendosi alle gare al massimo ribasso. Va rivista la normativa in materia di gare pubbliche, perché se in molti settori è troppo pesante e con una serie di leggi che bloccano di fatto gli appalti, nel settore dei buoni pasto è, invece poco argomentata e generica. Occorre quindi salvaguardare e migliorare la normativa prevista dall’art. 285 del regolamento attuativo del codice dei contratti pubblici.

Tumino fa l’esempio del passaggio al buono pasto elettronico, incentivato dalla maggiorazione di vantaggio fiscale che il legislatore ha voluto sancire dal prossimo primo luglio (7 euro di decontribuzione per il datore di lavoro e di defiscalizzazione per il lavoratore, contro gli immutati 5,29 per il buono pasto cartaceo). ,E’ un passaggio complesso è delicato, che quindi necessita di un accompagnamento normativo.

Sarebbe di interesse generale che, sull’esempio francese, si prevedesse una commissione nazionale, senza oneri per le casse

Franco Tumino, presidente Anseb

Franco Tumino, presidente Anseb

pubbliche, composta da tutti gli stakeholder, con compiti di informazione, monitoraggio e proposta. Potrebbe dare un impulso al miglioramento del sistema e raccogliere tempestivamente eventuali warning segnalando gli interventi necessari e le soluzioni.

Le nuove direttive europee (24/2014 e 25/2014) fanno un passo avanti, poiché prevedono che gli Stati possano vietare per determinati settori le gare di solo prezzo o costo. E questa è appunto la richiesta che fa Tumino alla politica.

Occorre dunque che la scelta di gare con il metodo del prezzo/qualità e non del massimo ribasso sia effettiva, basta con le elusioni. Basta quindi a gare con la base d’asta già al di sotto del valore dei buoni pasto messi in gara (in pratica, la gara parte già con il ribasso effettuato direttamente a monte dal committente).

Va aumentato in sede di valutazione il punteggio della parte qualitativa dell’offerta, altrimenti è solo lo sconto ad essere determinante ai fini dell’aggiudicazione.

Da evitare anche le gare cosiddette sconto su sconto, con i punteggi attribuiti allo scarto percentuale, non alle differenze di valore assoluto tra le offerte.
Occorre che le verifiche cosiddette di congruità (il controllo cioè che l’offerta presentata non sia anomala, cioè non sia in perdita) non siano più così formali, e sostanzialmente inefficaci. Si ritiene che nel trasporre le nuove direttive, il legislatore integri il testo comunitario con una formulazione specifica.

Anche i controlli in fase di esecuzione devono diventare più efficaci.

Occorre aumentare, per la tranquillità di tutti e soprattutto delle imprese dei punti vendita, la solvibilità del sistema. Per questo si propone che il legislatore, nella salvaguardia e aggiornamento della disciplina specifica del settore dei buoni pasto, preveda l’obbligo degli emettitori di istituire al proprio interno dei Fondi di Garanzia rispetto al fatturato.

Vanno anche semplificati i contratti emettitori/esercente, per favorire la comprensione e la leggibilità degli stessi.  Tumino propone l’obbligatorietà di un documento di sintesi snello, chiaro e leggibile, che ricapitoli in poche righe tutti i principali contenuti, soprattutto economici, del contratto che l’esercente sottoscrive per l’affiliazione.

Il punto di vista delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Rosario Strazzullo, coordinatore area contrattazione Cgil:

Il Senato ha chiesto di elencare i settori da escludere dalla logico del massimo ribasso, c’è quindi sensibilità e ascolto su questi temi. Ci deve essere unità sindacale in questa azione.

Maurizio Bernava, Segretario confederale Cisl:

Il segretario confederale sottolinea la necessità di un ripensamento del sistema, perché il buono pasto ha una funzione sociale che va preservata.

Necessaria aggregazione delle stazioni appaltanti.

Propone una alleanza tra tutti gli attori per sensibilizzare il Governo ad una riorganizzazione che preservi il risparmio ma non penalizzi la qualità.

Tiziana Bocchi, Segretaria confederale Uil

Parla di responsabilità sociale di filiera, che stimola lo Stato a fare l’interesse dei cittadini. In particolare, i buono pasto è oggi un importante strumento di sostegno al reddito, quindi va preservato e deve anche essere strumento di educazione alimentare. Il buono pasto è quindi occasione di tutela della salute dei cittadini.

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Il convegno si chiude rimarcando la necessità di rivedere le norme delle gare di appalto al fine di preservare la filiera e soprattutto i consumatori.

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