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Intervista a Mariacristina Bertolini al Forum EFI
Ottobre 26, 2026
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Leadership, benessere e valore condiviso: il futuro delle organizzazioni passa dalle persone

L’intervista di Filippo Poletti, giornalista e LinkedIn Top Voice, a Mariacristina Bertolini, AD e Vicepresidente di Day, durante il Wellbeing Happiness Forum organizzato da EFI – Ecosistema Formazione Italia e OMM a Milano. Leadership e fiducia Filippo Poletti: Cosa significa, nella pratica quotidiana, guidare il cambiamento passando dal controllo alla fiducia e all'ascolto delle persone? Mariacristina Bertolini: Credo che passare dal controllo alla fiducia significhi innanzitutto cambiare il modo in cui guardiamo alle persone. Per molti anni abbiamo costruito organizzazioni in cui il compito del management era soprattutto controllare: definire regole, verificare comportamenti, misurare presenze e risultati. Oggi questo modello non è più sufficiente. Non perché il controllo non serva, ma perché non è il controllo a liberare l'energia, la responsabilità e l'intelligenza delle persone. È la fiducia. E la fiducia, nella pratica quotidiana, significa prima di tutto ascoltare. Dobbiamo smettere di immaginare che esista un "dipendente medio". Esistono persone diverse, con bisogni diversi e in momenti diversi della propria vita: una giovane donna che sta costruendo la propria indipendenza, un padre che cerca più tempo per i figli, oppure chi, terminata la giornata lavorativa, si prende cura di un genitore anziano. Se non ascoltiamo questa complessità rischiamo di costruire organizzazioni perfette sulla carta, ma lontane dalla vita reale. Per me leadership significa creare le condizioni perché le persone possano assumersi responsabilità, avere autonomia, sapere che non esiste un unico modo di lavorare bene e sentirsi in un ambiente in cui sia possibile parlare, proporre idee e anche sbagliare. C'è poi un altro aspetto fondamentale. Per anni abbiamo chiesto alle persone di essere sempre più flessibili, resilienti e capaci di reggere la pressione. Forse oggi dovremmo ribaltare la prospettiva e domandarci se il problema sia davvero rendere le persone ancora più forti oppure costruire aziende che abbiano meno bisogno di mettere continuamente alla prova la loro forza. Credo che questa sia una delle grandi sfide della leadership contemporanea: costruire organizzazioni all'altezza delle proprie persone. Fidarsi non significa rinunciare ai risultati, anzi. Significa creare le condizioni perché le persone possano dare il meglio senza dover continuamente dimostrare di meritare fiducia. Alla fine, la domanda più importante per un leader non dovrebbe essere soltanto "che cosa possono dare queste persone alla mia azienda?", ma anche "che cosa diventa possibile nella loro vita grazie al fatto che lavorano con noi?". Una grande azienda è il luogo in cui le persone contribuiscono al successo dell'impresa, ma anche il luogo in cui il successo dell'impresa contribuisce a migliorare la vita delle persone. Questo è il modello che stiamo cercando di costruire. Dati e felicità organizzativa Filippo Poletti: La felicità aziendale viene spesso considerata astratta: voi la misurate e quali indicatori usate per guidare le scelte di business? Mariacristina Bertolini: Sì, penso che il benessere debba essere misurato, proprio per evitare che rimanga qualcosa di astratto o una semplice dichiarazione di principio. Ma credo anche che dobbiamo interrogarci su che cosa misuriamo. Nel welfare siamo stati abituati a misurare soprattutto gli input: quanti euro abbiamo stanziato, quanti benefit abbiamo messo a disposizione, quanti servizi abbiamo attivato. Sono indicatori utili, ma non ci dicono se la vita delle persone è realmente migliorata. I dati ci offrono indicazioni molto chiare. L'Osservatorio Benessere Felicità 2026 evidenzia che l'equilibrio tra vita privata e lavoro, indicato dal 30% dei lavoratori, ha superato la retribuzione, ferma al 27%, tra i principali fattori di soddisfazione. Eppure il BEF Index si attesta a 50,6 punti su 100. Un altro dato significativo è che il 63% dei lavoratori non conosce le iniziative di welfare messe a disposizione dalla propria azienda. Questi numeri raccontano qualcosa di profondo. Il fatto che oggi l'equilibrio tra lavoro e vita privata conti più della retribuzione non significa che il denaro non sia importante, ma che le persone non vogliono soltanto guadagnarsi da vivere: vogliono avere una vita che valga la pena di vivere. La scienza ha aumentato gli anni di vita; oggi dobbiamo aumentare la vita degli anni. Il dato del 63% è emblematico: significa che esistono aziende che investono per migliorare la vita dei propri dipendenti e dipendenti che non sanno che la loro azienda sta cercando di migliorarla. È un paradosso, ma anche una grande opportunità. Ci dice che il problema non è sempre la mancanza di risorse, bensì la capacità di trasformarle in valore percepito. Per questo dobbiamo iniziare a misurare non solo quanto spendiamo, ma quante persone conoscono gli strumenti messi a disposizione, quante riescono ad accedervi, quante li utilizzano e soprattutto quale problema concreto siamo riusciti a risolvere nella loro vita. La felicità organizzativa difficilmente può essere racchiusa in un unico KPI. Possiamo leggerla attraverso una pluralità di segnali: l'equilibrio vita-lavoro, il livello di utilizzo del welfare, la partecipazione, l'engagement, la capacità di attrarre e trattenere talenti e, soprattutto, l'ascolto continuo. C'è poi un elemento che considero particolarmente importante: restituire tempo. Eliminare una complicazione, rendere un servizio più accessibile, introdurre flessibilità o consentire a una persona di occuparsi più facilmente della propria famiglia significa produrre benessere concreto. Dobbiamo quindi misurare, ma non per trasformare la felicità in un numero. Dobbiamo misurare per capire se le nostre decisioni stanno realmente migliorando la vita delle persone e per correggerle quando questo non avviene. Perché il welfare non funziona quando l'azienda può dire "lo abbiamo offerto". Funziona quando una persona può dire: "mi è servito davvero". E questo, probabilmente, è l'indicatore più importante. Valore condiviso Filippo Poletti: In che modo, infine, questo approccio genera valore condiviso, non solo all'interno dell'azienda ma anche per i clienti e la comunità esterna? Mariacristina Bertolini: Partirei da una convinzione semplice: un'azienda deve produrre risultati, ma una grande azienda deve produrre anche futuro. Per molto tempo abbiamo immaginato due mondi separati: da una parte quello del profitto e dall'altra quello delle persone, dell'ambiente e della società. Oggi questa separazione non ha più senso. La responsabilità di un'impresa non è semplicemente ciò che fa con i soldi che ha guadagnato, ma il modo in cui sceglie di guadagnarli. Per Day questo tema è particolarmente rilevante perché il nostro lavoro entra direttamente nella vita quotidiana delle persone. Collaboriamo con oltre 38.000 aziende clienti e raggiungiamo 1,2 milioni di beneficiari. Questo significa che ciò che facciamo genera un impatto che va ben oltre i confini della nostra organizzazione. Il primo livello di valore condiviso riguarda naturalmente le nostre persone. Creare un ambiente di lavoro sano, offrire flessibilità, strumenti di conciliazione e welfare significa migliorare concretamente la qualità della loro vita. Il secondo livello riguarda i clienti. Il nostro ruolo non è semplicemente fornire strumenti di welfare, ma aiutare le aziende a conoscere meglio le proprie persone, comprenderne i bisogni, comunicare efficacemente le opportunità disponibili e trasformare un investimento in valore realmente percepito. Infine c'è la comunità. Se aiutiamo migliaia di imprese a sostenere famiglie, caregiver, genitorialità, salute, tempo e qualità della vita, stiamo producendo un impatto che supera la singola azienda. Questo è per me il significato più concreto di valore condiviso. Non si tratta di scegliere tra risultato economico e impatto sociale, ma di costruire un modello in cui la crescita dell'impresa genera opportunità anche per gli altri. Il fatturato ci dice quanto siamo grandi. Il valore che lasciamo alle persone racconta invece quanto siamo importanti. La competitività e il benessere non dovrebbero essere due obiettivi in competizione. Quando riusciamo a far crescere insieme l'azienda, le persone, i clienti e la comunità, quello è davvero valore condiviso. Parole di valore Filippo Poletti: Hai una formazione classica e studi in medicina veterinaria. Se il prendersi cura fosse un libro da leggere o riscoprire, quale sarebbe? Mariacristina Bertolini: Ne sceglierei uno che, sorprendentemente, continua a parlarci anche dopo più di duemila anni: la Repubblica di Platone. I greci avevano già intuito qualcosa che oggi stiamo riscoprendo: il benessere non è una dimensione unica. Corpo, mente, relazioni e società sono profondamente connessi. In fondo, quando oggi parliamo di welfare e di felicità organizzativa, stiamo cercando di misurare e rendere concreto qualcosa su cui l'umanità si interroga da secoli. Ippocrate parla dell'equilibrio del corpo, Socrate della cura di sé, Epicuro della serenità e delle relazioni, Aristotele della piena realizzazione della persona. Platone ci ricorda invece che tutto questo avviene all'interno di una comunità. Nella Repubblica viene proposta un'idea molto attuale: una società funziona bene quando esiste armonia tra le sue diverse componenti, così come una persona vive bene quando le diverse parti della sua vita sono in equilibrio. Non può esserci pieno benessere individuale senza un contesto che lo renda possibile, e non possiamo attribuire interamente all'individuo la responsabilità di essere felice. Accanto a Platone citerei anche Aristotele e il suo concetto di eudaimonia, spesso tradotto con "felicità", ma più vicino all'idea di fioritura umana e piena realizzazione. Non un'emozione momentanea, ma una condizione che si costruisce nel tempo attraverso relazioni, attività, partecipazione e sviluppo delle proprie capacità. Credo che sia una riflessione molto attuale anche per le organizzazioni: non limitarsi a valutare ciò che producono, ma creare le condizioni perché le persone possano esprimere pienamente il proprio potenziale.
una utente che naviga dayshop sullo smartphone
Agosto 31, 2026
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Buoni pasto e buoni acquisto online: per PMI e professionisti ora c’è DayShop

Sei un libero professionista con partita IVA ordinaria o gestisci una piccola impresa? Quando si tratta di acquistare servizi per la tua attività, vorresti poterlo fare in modo semplice e veloce, senza complicazioni o lunghe procedure? È da questa esigenza che nasce DayShop, il nuovo e-commerce di Day dedicato a PMI e liberi professionisti, che permette di acquistare online Buoni Pasto Day e Buoni Acquisto Cadhoc, sia in formato digitale che cartaceo con un importante vantaggio fiscale, poiché sono deducibili e contribuiscono a ottimizzare la gestione economica della tua attività Una nuova modalità di acquisto pensata per chi ha esigenze standard e vuole gestire tutto in autonomia: scegliere, acquistare e ricevere i propri voucher, senza avviare una trattativa commerciale. Un'esperienza semplice e immediata, proprio come quella a cui siamo abituati quando acquistiamo online altri prodotti e servizi. Guarda questo video per una sintesi del servizio. Indice dei contenuti: DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività Tutto in pochi click Meno burocrazia, più controllo Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop: una nuova esperienza di acquisto per le piccole attività In una grande azienda, la gestione dei servizi dedicati alle persone risponde a esigenze specifiche, richiede configurazioni personalizzate e un rapporto diretto con un referente commerciale che segua passo passo la costruzione di un piano di welfare appropriato e conveniente per l’azienda e per i dipendenti. Per una piccola impresa o per un professionista, invece, le esigenze possono essere molto più immediate: acquistare una soluzione già definita, conoscere subito le condizioni, completare l’ordine, scaricarne i costi nel rispetto della normativa e andare avanti con il proprio lavoro. Per questo nasce DayShop. La piattaforma mette a disposizione di PMI e professionisti con partita IVA ordinaria una modalità di acquisto semplice, digitale e completamente autonoma, con condizioni economiche predefinite, trasparenti e uguali per tutti i clienti. Un nuovo canale pensato per chi, quando ha un’esigenza già chiara, preferisce poter fare tutto da sé. Tutto in pochi click Uno degli elementi distintivi di DayShop è proprio la semplicità del processo. Per acquistare i voucher è sufficiente entrare sul sito e completare pochi passaggi: inserire la partita IVA; scegliere il prodotto desiderato, tra Buono Pasto e Buono Acquisto Cadhoc; selezionare il formato, digitale o cartaceo; indicare il valore dei buoni, scegliendo tra importi predefiniti o liberi; completare il pagamento. Non è necessario attendere una proposta personalizzata, l’acquisto può essere effettuato fino alla fine online, quando si vuole e in completa autonomia. Quanto al pagamento, su DayShop è possibile utilizzare carta di credito, bonifico istantaneo, Apple Pay o Google Pay. Il risultato è un’esperienza di acquisto semplice e immediata: pochi click, condizioni chiare e la libertà di gestire l’ordine da soli, dall’inizio alla fine. Meno burocrazia, più controllo La semplificazione non riguarda soltanto il momento dell'acquisto. Anche la gestione amministrativa è pensata per essere il più possibile semplice e digitale. Per ogni ordine effettuato su DayShop è possibile consultare e scaricare la relativa fattura elettronica dalla propria area riservata. Inoltre gli acquisti restano tracciati, rendendo più semplice recuperare i documenti necessari, condividerli con il proprio commercialista e tenere sotto controllo le spese sostenute durante l'anno. Dall'ordine alla documentazione amministrativa, tutto resta in un unico ambiente digitale. Per chi lavora in proprio o gestisce una piccola attività, significa ridurre il tempo dedicato a pratiche e passaggi amministrativi, risparmiare e concentrarsi sul proprio lavoro. Buoni Pasto e Buoni Acquisto: due soluzioni, un unico portale DayShop riunisce in un unico ambiente due delle soluzioni Day dedicate al benessere e al potere d'acquisto. Da una parte ci sono i Buoni Pasto Day, disponibili sia in formato digitale che cartaceo e utilizzabili presso una rete di oltre 150.000 esercizi convenzionati in Italia, tra bar, ristoranti, gastronomie, supermercati e negozi di prossimità. Deducibili e IVA detraibile 10% per liberi professionisti, 4% per aziende. Dall'altra ci sono i Buoni Acquisto Cadhoc, voucher shopping utilizzabili presso oltre 35.000 partner, tra punti vendita fisici e brand presenti anche online, per categorie che comprendono, tra le altre carburante, moda, viaggi, elettronica, spesa e tempo libero. A cambiare non sono i vantaggi e le esigenze a cui rispondono questi strumenti, ma il modo in cui possono essere acquistati: con DayShop l'intero processo si svolge online. Buoni Pasto: una soluzione utile anche per chi lavora in proprio Quando si parla di Buoni Pasto, si pensa soprattutto alle aziende e ai loro dipendenti. Ma sono una soluzione conveniente anche per i professionisti che sostengono spese di vitto nello svolgimento della propria attività. Per chi lavora in autonomia e ha una partita IVA ordinaria, infatti, i Buoni Pasto possono essere utilizzati nell’ambito della gestione delle spese legate all’attività professionale e possono essere dedotti secondo le regole previste dalla normativa fiscale applicabile (es. 2% del proprio fatturato complessivo annuo come spese aziendali - art.54 comma 5 TUIR) Senza entrare nei dettagli di una disciplina che può variare in base alla situazione del singolo professionista, il punto è che il Buono Pasto può diventare uno strumento pratico per gestire in modo più efficiente le spese legate alla professione. Puoi quindi acquistare i Buoni Pasto per la tua attività e, se desideri una conferma in base alla tua specifica situazione fiscale, puoi sempre confrontarti con il tuo commercialista. Per le piccole imprese, invece, come già sappiamo, i Buoni Pasto rappresentano un modo semplice, concreto e fiscalmente conveniente per offrire un benefit detassato ai propri dipendenti o collaboratori da affiancare alla propria retribuzione, con la possibilità di gestire l’acquisto direttamente attraverso la piattaforma. Buoni Acquisto Cadhoc: libertà di scelta per chi li riceve I Buoni Acquisto Cadhoc offrono ai beneficiari la possibilità di scegliere liberamente come utilizzare il proprio voucher, grazie a una rete di oltre 35.000 partner fisici e online che coprono praticamente tutti i settori merceologici. Possono essere utilizzati in diverse occasioni, ad esempio come premio, incentivo o fringe benefit, in base alle esigenze dell'impresa e alla normativa applicabile. Anche in questo caso, per una PMI o un professionista il vantaggio di DayShop è soprattutto operativo: il voucher può essere acquistato direttamente online, velocemente, senza attivare una procedura commerciale dedicata. Scegli il formato, acquista on line, ricevi i tuoi buoni Su DayShop è possibile acquistare i Buoni Day sia in formato digitale che cartaceo. La scelta del formato permette alle piccole attività e ai professionisti di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. I buoni digitali possono essere attivati rapidamente, mentre per il formato cartaceo o  è prevista la consegna tramite corriere, con tempi garantiti entro 48 ore anche per la spedizione del blocchetto fisico. L’obiettivo è rendere il più breve possibile il tempo che intercorre tra la necessità di acquistare i buoni e la loro effettiva disponibilità, sia per chi li utilizza direttamente sia per chi deve assegnarli ai propri dipendenti o collaboratori. Anche questo contribuisce a rendere l’acquisto più semplice da gestire e risolvere un’esigenza concreta in pochi passaggi, senza dedicare tempo a procedure non necessarie. La semplicità dell'e-commerce, l'esperienza di Day DayShop nasce dall’esperienza di Day nel mondo dei servizi dedicati alle persone e alle imprese e dalla volontà di rendere questa esperienza accessibile anche attraverso un modello di acquisto più semplice, autonomo e digitale. Da quasi 40 anni, Day affianca aziende e persone con soluzioni dedicate ai Buoni Pasto, ai Buoni Acquisto e al welfare aziendale. Come Società Benefit e filiale italiana del gruppo internazionale Upcoop, l’azienda opera con l’obiettivo di contribuire al benessere delle persone e alla creazione di valore per le imprese, mettendo a disposizione servizi e strumenti pensati per rispondere a esigenze diverse. DayShop si inserisce in questo percorso come un nuovo canale, pensato per chi non ha bisogno di una soluzione personalizzata, ma vuole poter acquistare in modo diretto, conoscendo fin da subito condizioni e modalità, e gestendo l’intero processo in autonomia. È una scelta che nasce dall’ascolto: non tutte le imprese hanno bisogno dello stesso livello di accompagnamento e, quando la necessità è semplice e definita, poter fare tutto online può essere il modo più efficace per risolverla. Con DayShop, l’esperienza di Day si arricchisce di una nuova possibilità: mantenere la solidità e l’affidabilità di un operatore con una lunga esperienza nel settore e, allo stesso tempo, offrire a PMI e professionisti la libertà di scegliere un modo di acquistare più immediato, semplice e autonomo.
La copertina della relazione d'impatto di day 2025
Giugno 22, 2026
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Crescere creando valore: risultati, crescita e impatto di Day

Il 2025 è stato un anno di crescita per Day. Abbiamo chiuso l’anno con un volume di emissioni vicino a 1,2 miliardi di euro (+8% rispetto al 2024), un risultato operativo di 36,7 milioni di euro (+5%) e un utile netto di 25,25 milioni di euro (+2%). Oggi affianchiamo oltre 38.000 aziende clienti, quasi 1,2 milioni di utilizzatori e una rete di circa 150.000 locali affiliati. Una crescita sostenuta dall’innovazione, dalla diversificazione dell’offerta e dalla personalizzazione dei servizi di welfare, fringe benefit, buoni pasto e buoni spesa. Ma i numeri raccontano solo una parte della nostra storia. Indice dei contenuti: Il valore di un'impresa si misura anche da ciò che restituisce Benessere e welfare, a partire dalle nostre persone Crescita economica e benessere della comunità Investire in modo responsabile e sostenere i territori Leggi la Relazione d’Impatto Il valore di un'impresa si misura anche da ciò che restituisce Con la pubblicazione della nostra terza Relazione d'Impatto vogliamo raccontare il principio che guida il nostro modo di fare impresa: il valore di un'azienda non si misura soltanto da ciò che produce, ma anche da ciò che restituisce. Come scrive Marc Buisson, Presidente e AD di Day, nella sua lettera introduttiva: "Non concepiamo l'attività di business come separata dal nostro dovere sociale e societario. (...) La performance economica acquista senso solo se accompagnata da attenzione, cura e impatto positivo sul contesto più ampio in cui l'azienda vive e cresce." La Relazione d'Impatto racconta proprio questo: il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati e le scelte compiute di volta in volta durante l'anno, coerenti con i nostri valori, la nostra idea di impresa e la mission aziendale. Benessere e welfare, a partire dalle nostre persone L’attenzione al benessere delle persone di cui ci occupiamo attraverso le nostre soluzioni riguarda, prima di tutto, anche chi lavora in Day. Nel 2025 l’azienda ha messo a disposizione di ciascun collaboratore circa 4.000 euro di credito welfare, affiancando ulteriori misure dedicate alla genitorialità, come i bonus asilo nido e riconoscimenti legati all’anzianità aziendale. L’investimento sulle persone passa anche dalla crescita professionale: un’attenzione concreta ai percorsi di formazione individuale, oltre 2.400 ore di formazione dedicate ai temi ESG e iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare, l’inquinamento digitale, la sostenibilità. Tra gli strumenti introdotti per migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro anche il Time Sitter, in collaborazione con Genius 4U, che nei primi sei mesi di attività ha consentito un risparmio complessivo di 84 ore e 243 kg di CO₂. A questi strumenti si aggiungono flessibilità oraria, smart working ulteriormente potenziato e i venerdì corti nel periodo estivo, all’interno di un modello organizzativo sostenibile orientato all’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Crescita economica e benessere della comunità Essere una Società Benefit significa riconoscere che crescita economica e impatto sociale sono strettamente collegati. Lo sottolinea Mariacristina Bertolini, Vicepresidente e Direttrice Generale: “Essere una Società Benefit significa riconoscere che crescita economica e benessere della comunità hanno un rapporto simbiotico: non sono in contraddizione, ma si rafforzano a vicenda. Il profitto diventa così uno strumento per continuare a innovare i servizi, sostenere lo sviluppo dell’azienda e restituire valore alla comunità.” Un approccio che affonda le sue radici nella responsabilità sociale e nell'economia solidale, da sempre elementi fondanti della nostra identità e del nostro modo di creare valore. Dalle parole ai fatti: investire in modo responsabile Nel 2025 abbiamo continuato a sostenere iniziative concrete a favore delle comunità. Attraverso la collaborazione con Banco Alimentare — che permette di utilizzare i buoni pasto per acquistare box solidali di spesa su una piattaforma dedicata — abbiamo contribuito a generare l’equivalente di 5.900 pasti e a sostenere 70 persone per un mese. Abbiamo inoltre formalizzato e pubblicato il Manifesto delle attività di Charity, sostenendo 12 progetti attraverso donazioni per un totale di 56.067 euro. A questo si affianca Zerovirgola, il progetto che, anno dopo anno, permette alle persone di Day di donare i centesimi dopo la virgola del proprio stipendio, oppure una somma libera, a iniziative benefiche da loro stesse selezionate (attualmente Ageop e Airc). Investire in modo responsabile e sostenere i territori L’impegno verso uno sviluppo sostenibile passa anche attraverso strumenti finanziari coerenti con i nostri valori. Nel 2025 abbiamo sottoscritto un Green Bond collocato da BCC Felsinea per un valore di 3 milioni di euro, destinato a finanziare progetti immobiliari sostenibili e a generare valore per le comunità locali. Ciò che più ci contraddistingue, però, è la capacità di trasformare il business in uno strumento di sviluppo per il territorio. Nel corso del 2025 abbiamo realizzato otto progetti di business a forte impatto territoriale, tra cui il progetto pilota con la Comunità Energetica Rinnovabile WeVèz, che consente di utilizzare il credito welfare per produrre energia pulita e generare voucher spendibili localmente, e il programma "Vieni a vivere a Varese", che ha già generato circa 80.000 euro di valore a sostegno dell’insediamento di giovani nel territorio. La Relazione d’Impatto racconta anche il percorso portato avanti sul fronte ambientale, dall’utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine alla promozione di modelli organizzativi e progettuali orientati alla riduzione degli impatti ambientali e alla transizione ecologica. Leggi la Relazione d’Impatto I risultati economici, le iniziative a favore delle persone e i progetti dedicati alle comunità raccontano un'unica visione: creare valore condiviso nel tempo. O - come dichiara la nostra baseline - Insieme per fare la differenza. Per approfondire dati, attività e obiettivi che hanno caratterizzato il 2025, è possibile consultare la nostra Relazione d'Impatto completa a questo link, l’intervista a Mariacristina Bertolini pubblicata da ItalyPost e gli articoli su WeWelfare e Il Messaggero.
crediti sostenibilità appennino tosco emiliano
Giugno 15, 2026
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Foreste, Futuro e valore condiviso: Day e i Crediti di Sostenibilità dell’Appennino Tosco-Emiliano

Ci sono luoghi che raccontano meglio di altri il significato della parola rigenerazione. Il Tecnopolo di Reggio Emilia, nato negli spazi delle ex Officine Reggiane e oggi centro di innovazione e ricerca, è fra questi. Proprio qui, il 28 maggio scorso si è svolta la quarta edizione di Foreste & Futuro: un evento dedicato al ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici e nella costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile. Per noi di Day l'appuntamento ha avuto un significato speciale: durante l'evento abbiamo ricevuto l'attestato dei Crediti di Sostenibilità della Riserva della Biosfera UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano, entrando ufficialmente a far parte di un progetto che va oltre la compensazione delle emissioni, investendo nella tutela delle foreste, della biodiversità e delle comunità che le custodiscono. Indice dei contenuti: Una strategia che guarda a ecosistemi diversi Dai crediti di carbonio ai Crediti di Sostenibilità: un cambio di prospettiva Il progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Un patrimonio naturale unico in Europa La sostenibilità come investimento sul futuro Una strategia che guarda a ecosistemi diversi Come Società Benefit, infatti, siamo consapevoli che la sostenibilità non si può limitare a ridurre gli impatti negativi: significa contribuire attivamente alla generazione di valore per l'ambiente e per le comunità. Per questo motivo, nel 2026 abbiamo scelto di diversificare la nostra strategia climatica, sostenendo progetti capaci di agire su ecosistemi differenti, ma complementari. Continuiamo a supportare il progetto Valle Ca' Pisani, sviluppato insieme a Up2u nell'area del Delta del Po. Qui il lavoro di gestione della valle da pesca favorisce la cattura e lo stoccaggio della CO₂ attraverso processi naturali legati agli ecosistemi acquatici, contribuendo al tempo stesso alla tutela della biodiversità e allo sviluppo del territorio. Accanto a questo impegno, abbiamo deciso di sostenere anche il progetto dei Crediti di Sostenibilità promosso dal Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e dalla Riserva della Biosfera UNESCO. I Crediti di Sostenibilità sono uno strumento che dà un valore concreto al ruolo delle foreste nel proteggere l’ambiente. In pratica, ogni credito corrisponde indicativamente a una tonnellata di CO₂ assorbita dagli ecosistemi forestali. Questo sistema permette di riconoscere e rendere misurabile il contributo delle foreste nella lotta al cambiamento climatico e, allo stesso tempo, sostiene e incentiva una gestione più attenta e sostenibile dei boschi, a beneficio della biodiversità. Acqua e foreste rappresentano due patrimoni naturali essenziali e strettamente collegati. Scegliendo di investire in entrambi, Day sostiene la tutela di ecosistemi diversi, contribuendo a compensare gli impatti che ancora oggi non è possibile eliminare completamente, come quelli legati ai trasporti o all'utilizzo della carta, e favorendo al tempo stesso la generazione di benefici ambientali, sociali ed economici per i territori coinvolti. Dai crediti di carbonio ai Crediti di Sostenibilità: un cambio di prospettiva Durante l'incontro è emerso un concetto destinato ad assumere un ruolo sempre più importante nelle strategie aziendali: la Nature Accountability. Tradizionalmente si parla di Crediti di Carbonio, strumenti che consentono di compensare una determinata quantità di emissioni di gas serra. I Crediti di Sostenibilità introducono una logica più ampia. Oltre a misurare la capacità di assorbire CO₂, riconoscono il valore dei servizi ecosistemici che le foreste generano quotidianamente: la conservazione della biodiversità, la tutela del suolo, la regolazione del ciclo dell’acqua, le funzioni ricreative e paesaggistiche, la resilienza ai cambiamenti climatici. Ogni credito è il risultato di una gestione forestale sostenibile e certificata (secondo gli standard internazionali PEFC e FSC) che garantisce un impatto positivo reale e misurabile. Acquistare questi crediti significa finanziare direttamente i gestori forestali partner del progetto, permettendo loro di attuare nuovi interventi di resilienza per proteggere i boschi dai cambiamenti climatici. Non basta compensare l’impatto, dunque. Bisogna sostenere attivamente la capacità della natura di continuare a generare benessere per le persone e per i territori: si passa da una logica compensativa a una logica rigenerativa. Il progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Il progetto, ideato dal Parco Nazionale in qualità di coordinatore della Riserva di Biosfera MAB UNESCO, è un'eccellenza a livello europeo. Coinvolge oggi oltre 31.000 ettari di foreste certificate e circa 40 proprietari forestali, sia pubblici che privati, distribuiti tra Emilia-Romagna e versante toscano. L’obiettivo è ambizioso: garantire un futuro alle foreste appenniniche, aumentando la loro resistenza climatica affinché le generazioni future possano continuare a beneficiare della loro bellezza e della loro utilità. L'aspetto più interessante è il meccanismo di circolarità che sostiene l'iniziativa: le risorse generate dall'acquisto dei crediti vengono redistribuite ai gestori forestali che partecipano al progetto e utilizzate per realizzare nuovi interventi di tutela, monitoraggio, pianificazione e resilienza dei boschi. In questo modo il valore prodotto dalla foresta ritorna direttamente sul territorio, sostenendo le comunità locali e contribuendo alla conservazione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Per noi di Day, sostenere questo progetto significa investire in un ecosistema vicino a noi, rafforzando il legame tra impresa e territorio. Un patrimonio naturale unico in Europa Uno dei momenti più interessanti dell'evento, moderato da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, è stato l'intervento dedicato alla biodiversità delle foreste appenniniche. L'Appennino Tosco-Emiliano rappresenta infatti un'area straordinaria dal punto di vista genetico e naturalistico, situata in una zona di incontro tra il clima mediterraneo e quello alpino. Qui sopravvivono specie rarissime e patrimoni genetici di valore eccezionale. È il caso del salice erbaceo, un minuscolo albero alto appena pochi centimetri, presente da migliaia di anni sulle montagne appenniniche. Oppure dell'abete rosso, che proprio in questo territorio presenta una diversità genetica superiore a quella riscontrabile nell'intero arco alpino. Queste foreste sono in pericolo a causa del riscaldamento globale (l'Europa – lo sappiamo – è il continente che si scalda più velocemente). Proteggerle significa investire sul futuro. Le foreste più diverse dal punto di vista genetico sono quelle più capaci di adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Quello del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è il primo progetto in Europa di questo tipo proposto da un parco nazionale, un esempio a cui guarda l’Europa intera, dal momento che le foreste del futuro nel nord Europa avranno sempre più l’aspetto delle nostre foreste, considerando lo spostamento delle fasce climatiche. La sostenibilità come investimento sul futuro Sostenere il progetto dei Crediti di Sostenibilità dell'Appennino Tosco-Emiliano significa contribuire alla tutela di ecosistemi unici, rafforzare la resilienza delle foreste italiane e sostenere le comunità che se ne prendono cura ogni giorno. Significa anche dare concretezza agli obiettivi che Day ha inserito nella propria strategia di sostenibilità e nella Relazione di Impatto, trasformando gli impegni in azioni misurabili e generatrici di valore. Perché la transizione ecologica non si costruisce soltanto riducendo gli impatti negativi: si costruisce anche investendo in quei progetti che rafforzano la capacità della natura di rigenerarsi e di prosperare insieme alle persone e ai territori.  
festival del fundraising
Giugno 01, 2026
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Al Festival del Fundraising 2026, Day porta il welfare nel Terzo Settore

Dal 3 al 5 giugno torna al Palacongressi di Riccione il Festival del Fundraising, il più grande evento europeo il più grande evento europeo dedicato ai professionisti della raccolta fondi, dell’innovazione sociale e della sostenibilità del Terzo Settore. Quella del 2026 sarà la 19ª edizione della manifestazione: tre giornate di incontri, formazione e networking che riuniranno professionisti del nonprofit, fundraiser, aziende, fondazioni ed esperti di comunicazione. Il Festival rappresenta oggi uno dei principali momenti di confronto per chi lavora nel mondo nonprofit o desidera avvicinarsi a questo settore. Un appuntamento che negli anni è diventato una vera community professionale, capace di creare connessioni, opportunità e nuove collaborazioni. Un’occasione per aggiornarsi sui trend e sulle evoluzioni del settore, a cui quest’anno partecipa anche Day con un intervento dedicato al Welfare Aziendale come leva strategica per il Terzo Settore: sia come strumento per migliorare il benessere delle persone che lavorano nelle organizzazioni, che come possibilità concreta di collaborazione per sviluppare nuovi progetti insieme. Un programma che guarda alle trasformazioni del nonprofit Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore? Il ruolo di Day come ponte tra imprese e Terzo Settore Un programma che guarda alle trasformazioni del nonprofit Il programma completo del Festival - disponibile sul sito a questo link -, combina sessioni plenarie e workshop intensivi dedicati ai temi oggi più rilevanti per il Terzo Settore: innovazione, intelligenza artificiale, fundraising digitale, leadership, corporate partnership, sostenibilità e comunicazione sociale. Tra gli ospiti annunciati Bebe Vio, Paolo Iabichino, Alan Clayton, Gianluca Diegoli e Gemma Calabresi Milite. Nel corso delle tre giornate si alternano laboratori, sessioni formative e momenti di networking, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti e occasioni di confronto alle organizzazioni di ogni dimensione. Per chi vuole approfondire, è disponibile anche un biglietto premium che consente di rivedere in streaming tutti gli interventi del Festival per un anno intero, così da valorizzare al massimo la partecipazione e recuperare anche i tanti contenuti delle diverse sale del Palacongressi che si svolgono in parallelo. Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore? Nella giornata finale, venerdì 5 giugno alle 8.30, Day propone il workshop “Il welfare aziendale può creare nuove opportunità per il Terzo Settore?”, dedicato a un tema decisamente strategico. L’incontro approfondisce il ruolo del welfare come leva capace di generare benessere organizzativo all’interno degli enti nonprofit, ma anche come ambito di possibili collaborazioni. Il punto di partenza è che le organizzazioni nonprofit non sono solo soggetti che operano nel sociale, ma anche realtà fatte di persone e team di lavoro che affrontano ogni giorno carichi emotivi e organizzativi importanti. Parlare di welfare nel Terzo Settore significa quindi affrontare temi come il benessere delle persone, l’equilibrio tra vita privata e lavoro, la capacità di attrarre competenze e la sostenibilità organizzativa nel lungo periodo. In un contesto in cui engagement, retention e motivazione sono fattori sempre più rilevanti, gli strumenti di welfare possono aiutare le organizzazioni a valorizzare chi lavora in contesti complessi e ad alto impatto sociale. Ma il welfare può rappresentare anche un’ulteriore opportunità: permettere alle organizzazioni nonprofit di entrare nel sistema del welfare come partner e fornitori di servizi, costruendo relazioni più strutturate con le imprese. In questa prospettiva, si esplorano nuove forme di progettualità in cui Day affianca le organizzazioni con le proprie soluzioni digitali e i sistemi di voucher, anche per iniziative di redistribuzione delle risorse. Il ruolo di Day come ponte tra imprese e Terzo Settore Durante il workshop, Day racconterà il proprio approccio come Società Benefit, un modello che la rende un interlocutore naturale per il Terzo Settore, perché integra obiettivi di impatto e benefici comuni accanto alle finalità economiche. Paolo Gardenghi, Responsabile Welfare Aziendale di Day ed esperto di Responsabilità Sociale d’Impresa, offrirà una lettura a tutto tondo del tema: dall’evoluzione del Welfare Aziendale in Italia al quadro normativo, fino ai meccanismi operativi e a cosa significa, oggi, progettare e gestire questi strumenti nelle organizzazioni. In particolare, approfondirà il ruolo del welfare come infrastruttura abilitante, in grado di facilitare collaborazioni concrete attraverso strumenti digitali, sistemi tracciabili e orientati alla misurazione dell’impatto. Accanto alla dimensione dei servizi, spazio anche all’impegno sociale sviluppato insieme alla Fondation Upcoop. Charlotte Buisson, Responsabile internazionale della Fondation Upcoop e della comunicazione di Day, descriverà l’approccio con cui il gruppo Upcoop realizza progetti sociali e iniziative di mecenatismo nei diversi Paesi in cui opera, presentando anche il caso di un progetto concreto attraverso la testimonianza di Chiara Paratico de L’Albero della Vita ETS. L’intervento mostrerà in concreto come una collaborazione tra impresa e Terzo Settore possa trasformarsi in un progetto strutturato, misurabile e capace di generare impatto reale sulle persone e sulle comunità coinvolte.