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Si parla di Telelavoro e Twitter si scatena. Tu che ne pensi?

Twitter, social network in forte crescita, è un ottimo strumento per scambiarsi opinioni e discutere di argomenti di attualità. Nella giornata di oggi una delle discussioni più apprezzate e che ha visto coinvolti il maggior numero di utenti in Italia è stato il tema del Telelavoro. Con il titolo “Ufficio in casa” (anzi, #ufficioincasa, visto che gli argomenti di discussione di Twitter si contrassegnano con il simbolo #), tanti si sono scatenati per raccontare la propria esperienza lavorativa con sede la dimora in cui si abita.

A precisare che il Telelavoro non è una scusa per essere pigri è l’utente Alessandro: “#ufficioincasa non significa pigiama e barba lunga, isolamento e noia! E nemmeno minore valore del nostro lavoro: l’abito non fa il monaco”. Inoltre, come afferma Martina: “se sei una quasi mamma o una neo mamma l’#ufficioincasa è una salvezza! Altro che part-time per allattare!”.

Ma lavorare da casa, vuole dire lavorare meno? In effetti no. In tanti su Twitter, spiegano che non avendo il “cartellino”, e quindi un controllo diretto del capo, è più probabile che si lavori qualche ora in più per concludere un compito già iniziato. Altri mettono in guardia dalle distrazioni, che ovviamente possono essere tante, come un utente che ammette candidamente “non credo di abbastanza autocontrollo per un #ufficioincasa. La visione del divano sarebbe come una sirena dal dolce canto”.

Con il Telelavoro c’è il palese vantaggio di non dover perdere tempo in auto (e anche denaro, visto il costo proibitivo della benzina), ma si corre anche il rischio di soffrire la solitudine: poche o inesistenze relazioni con colleghi, isolamento e mancanza di stimoli. Queste le problematiche segnalate da molti twitteristi che vivono quotidianamente il lavoro da casa e che alla lunga possono soffrire per la scarsa iterazione. Andrea azzarda una battuta: “Se hai l’#ufficioincasa scordati scappatelle tra colleghi e finte cene di lavoro”.

Ma chi sono i lavoratori in casa? Sicuramente liberi professionisti, ma non solo: il Telelavoro può essere una soluzione per andare incontro alle esigenze specifiche di alcuni dipendenti e occasione di risparmio per l’azienda che può così avvalersi delle moderne innovazioni senza la necessità di allestire un ufficio vero e proprio. Naturalmente si tratta di mansioni che possono svolgersi a distanza, quindi tramite pc e connessione.

A proposito, su Twitter, è presente anche Day Ristoservice con il profilo @buonopasto. Seguici!

Attenzione dunque al rischio isolamento. Chi lavora da casa spesso non stacca gli occhi dal pc neppure per mangiare e ciò non è salutare. Perché non utilizzare il buono pasto a pranzo per uscire di casa e socializzare? E’ un’occasione per raggiungere un locale convenzionato, mangiare e incontrare gente. Almeno in pausa pranzo, visto che il resto delle ore è vissuta tra le pareti domestiche!

Per il resto vale la battuta efficace di Enrico: #ufficioincasa vuol dire volere uscire di casa quando tutti i tuoi amici ci vogliono tornare.

 

3 Comments

  1. Markuccio Reply

    Twitter è lo strumento più innovativo e attuale. Interessante la discussione sui liberi professionisti che lavorano a casa. Io faccio l’agente di commercio e a casa di sicuro non ci posso stare. Trovo invece comodi i buoni pasto per scaricare e mangiare in pausa.

  2. Ada Reply

    Interessante. Ed è molto bello il confronto che può nascere sui social network, io sono una sostenitrice di Twitter fin dall’inizio

    1. Mister D. Reply

      Grazie Ada. Allora seguici su https://twitter.com/buonopasto . Sarà un piacere condividere le impressioni della giornata insieme

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